La trattativa per il Contratto scuola 25-27 sta entrando in una fase cruciale, con la UIL Scuola che ha ufficializzato una richiesta determinante per la tutela dei diritti del personale docente. L'obiettivo principale è la revisione della normativa vigente per eliminare l'obbligo generalizzato di presenza nei periodi di sospensione delle lezioni, ovvero durante i mesi di settembre e giugno, a meno che non siano previste attività specifiche, preventivamente programmate e deliberate dagli organi competenti.
Questa iniziativa nasce dalla necessità di sanare le "zone grigie" interpretative che, attualmente, portano molti istituti scolastici a richiedere la permanenza dei docenti a scuola anche in assenza di impegni didattici certi. La proposta sindacale mira a garantire che il lavoro del docente sia rigorosamente riconducibile alla funzione docente, evitando che il tempo di servizio venga occupato da mansioni non correlate o da presenze puramente formali che non producono alcun output educativo o funzionale.
Il nodo centrale della questione risiede nella distinzione tra le attività di insegnamento e le attività funzionali all'insegnamento, come definite dagli Artt. 43 e 44 del CCNL Istruzione e Ricerca del 18 gennaio 2024. Attualmente, la mancanza di una disciplina chiara permette a diverse scuole di applicare criteri differenti, creando disparità di trattamento e potenziali violazioni dei diritti dei lavoratori. La proposta della UIL intende rendere il Piano annuale delle attività l'unico riferimento certo e vincolante per definire gli obblighi di servizio.
Le criticità attuali e la battaglia per la tutela del monte ore
Le segnalazioni sindacali evidenziano un fenomeno ricorrente: molte istituzioni scolastiche continuano a imporre ai docenti la permanenza a scuola per compiere attività materiali non riconducibili alla loro professione. Tra queste figurano il riordino di archivi, lo spostamento di arredi, la pulizia di magazzini o la sistemazione di locali. Tali mansioni, se non svolte su base volontaria, non possono essere rese obbligatorie poiché estranee alla funzione docente e non previste dal quadro normativo nazionale.
In questo contesto, la UIL sta spingendo per una separazione netta delle due articolazioni del monte ore, le cosiddette 40+40 ore. La richiesta è di trattare queste due componenti come contingenti distinti, senza che vi siano compensazioni improprie tra tipologie diverse di attività. Parallelamente, viene ribadito il limite complessivo di 80 ore per le attività funzionali, che includono anche la formazione, per garantire una corretta distribuzione del carico di lavoro nel triennio 2025-2027.
Un altro punto di forte tensione riguarda la gestione dei permessi e dei limiti di assenza. La proposta sindacale include la richiesta di sancire come diritto il permesso retribuito per motivi personali o familiari della durata di 3 giorni, eliminando la discrezionalità del dirigente scolastico nella valutazione della gravità del motivo. Inoltre, si preme per il rispetto dei limiti di assenza continuativa, che sono attualmente fissati a 90 giorni (ridotti a 90 per le classi terminali), per evitare che la gestione della presenza diventi uno strumento di pressione arbitraria.
Le modifiche proposte per il triennio 2025-2027
Durante i recenti incontri con ARAN, la UIL ha presentato una serie di modifiche contrattuali volte a dare maggiore trasparenza e certezza giuridica. Tra le novità principali da monitorare nel corso della trattativa figurano:
- Fine della presenza obbligatoria a vuoto: il docente partecipa ai periodi di sospensione solo se l'attività è inserita nel Piano annuale e deliberata dal Collegio dei docenti.
- Divieto di mansioni materiali: divieto assoluto di imporre lavori di carattere materiale (spostamento arredi, riordino locali) non collegati all'insegnamento.
- Trasparenza sulla formazione: la retribuzione dovrà basarsi sull'impegno effettivo qualora il docente superi le 80 ore previste.
- Coordinamento multi-scuola: obbligo di coordinamento tra istituzioni per i docenti che operano su più scuole, assicurando che la somma degli impegni non superi i limiti contrattuali.
È importante sottolineare che, sebbene la trattativa sia in corso, alcuni punti restano ancora da definire. Ad esempio, non è ancora confermato se ARAN accetterà integralmente la separazione netta delle 40+40 ore senza alcuna compensazione. Inoltre, la definizione esatta delle attività funzionali in casi di emergenza non è ancora cristallizzata nel testo proposto, rimanendo un punto di possibile negoziazione futura.
| Aspetto Normativo / Richiesta | Dettaglio Proposto dalla UIL |
|---|---|
| Presenza Settembre/Giugno | Solo se attività programmate e deliberate nel Piano annuale. |
| Mansioni Materiali | Divieto di imporre riordino archivi, spostamento arredi o pulizia magazzini. |
| Monte Ore (40+40) | Trattamento come contingenti separati senza compensazioni improprie. |
| Permessi Personali | Diritto a 3 giorni retribuiti senza discrezionalità del dirigente. |
| Limiti Assenza | Rispetto dei limiti di 90/150 giorni (90 per classi terminali). |
Cosa cambia concretamente per il personale docente
Per i docenti, l'approvazione di queste modifiche comporterebbe una significativa tutela della libertà lavorativa e una riduzione degli adempimenti non pertinenti. In concreto, il personale non sarebbe più tenuto a permanere a scuola per l'intero orario di servizio nei periodi di sospensione delle lezioni, potendo essere convocato esclusivamente per attività previste dal Piano annuale delle attività o per attività aggiuntive regolarmente deliberate. Questo elimina la possibilità di "presenze a vuoto" che spesso gravano sui docenti a fine anno scolastico o all'inizio del triennio.
Inoltre, la chiara distinzione tra funzioni didattiche e mansioni materiali protegge i docenti da richieste arbitrarie di supporto logistico. Se un dirigente scolastico dovesse richiedere interventi di carattere materiale, questi potrebbero essere effettuati solo su base volontaria, senza che possano essere inseriti nel monte ore obbligatorio. Infine, il coordinamento multi-scuola garantisce che i docenti con incarichi su più istituti non vengano sovraccaricati oltre i limiti contrattuali, assicurando una gestione più equa e trasparente del lavoro.
La trattativa è attualmente in corso presso ARAN e l'esito finale dipenderà dall'approvazione delle modifiche proposte. Per ora, la linea sindacale è chiara: il lavoro del docente deve essere protetto da ogni forma di degradazione funzionale e la presenza a scuola deve essere sempre finalizzata a obiettivi didattici o funzionali certi e predefiniti.
Per approfondimenti sulla normativa vigente e sulle ultime circolari, è possibile consultare il portale ufficiale della UIL Scuola per seguire l'evoluzione della trattativa sul CCNL 2025-2027.
Pubblicato il 17 settembre 2026.
FAQs
Contratto scuola 25-27: la UIL punta a eliminare gli obblighi di presenza a settembre e giugno
La proposta mira a eliminare l'obbligo generalizzato di presenza dei docenti durante i periodi di sospensione delle lezioni. I docenti sarebbero chiamati a partecipare solo se sono previste attività specifiche, preventivamente programmate e deliberate dagli organi competenti.
Viene richiesto il divieto di imporre mansioni materiali non riconducibili alla funzione docente, come il riordino di archivi, la pulizia di magazzini o lo spostamento di arredi. Queste attività non possono essere trasformate in obblighi di servizio per il personale scolastico.
La proposta prevede che il permesso retribuito di 3 giorni per motivi personali diventi un diritto non più soggetto alla discrezionalità del dirigente. Inoltre, si chiede di separare nettamente le 40 ore di insegnamento dalle 40 ore di attività funzionali, evitando compensazioni improprie tra le due tipologie.
Il Piano annuale delle attività è identificato come l'unico riferimento certo per gli obblighi del docente. Le modifiche proposte per il CCNL 2025-2027 mirano a eliminare le zone grigie interpretative che attualmente causano contenziosi tra istituti scolastici e lavoratori.