Ragazzo con occhiali sdraiato a letto che usa uno smartphone, simbolo della dipendenza digitale e della crisi educativa secondo Paolo Crepet
didattica

Dipendenza digitale e crisi dell'educazione: la diagnosi di Paolo Crepet sulla scuola "perduta"

Redazione Orizzonte Insegnanti
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Dipendenza digitale e crisi dell'educazione: la diagnosi di Paolo Crepet sulla scuola "perduta"

La società contemporanea sta attraversando una fase di profonda frattura, caratterizzata da quello che lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet definisce un impoverimento emotivo sistemico. Questa condizione non è figlia del caso, ma emerge con forza dall'iperconnessione digitale e da una gestione della scuola che, secondo l'esperto, ha scivolato verso una "follia totale" nell'organizzazione dei rapporti tra istituzioni, famiglie e studenti. Il cuore del problema risiede nella sostituzione delle relazioni reali con scambi virtuali superficiali, un fenomeno che sta erodendo la capacità dei giovani di costruire legami autentici e di sviluppare una creatività libera dai condizionamenti degli algoritmi.

Il quadro delineato da Crepet, recentemente approfondito nel libro Riprendersi l'anima (HarperCollins, 2026), mette a nudo una realtà inquietante: i ragazzi sono diventati consumatori passivi di un "bombardamento" costante di informazioni. Attraverso il meccanismo dello scrolling infinito, la tragedia, la pubblicità e l'intrattenimento si mescolano in un flusso indistinto che altera la capacità di elaborazione emotiva dei minori. Questa "fabbrica dell'indifferenza" non solo favorisce l'isolamento e l'aggressività sociale, ma correla con dati preoccupanti come l'aumento dei suicidi e il calo della natalità, quest'ultimo interpretato come un sintomo della perdita di voglia di intimità reale.

In questo scenario, la scuola italiana appare come un corpo malato, vittima di una trasformazione che Crepet traccia con precisione storica. Il punto di non ritorno, secondo l'autore, risiede nei Decreti Delegati del 1974, che hanno sancito l'ingresso massiccio delle famiglie nelle aule, portando alla perdita dell'autorevolezza dei docenti. L'istituzione, oggi, si trova a gestire un'invasione di soggetti non competenti che hanno svuotato la scuola della sua funzione educativa primaria, trasformando il percorso scolastico in un terreno di scontro o di indifferenza, dove la differenza individuale viene spesso sacrificata a favore di parametri standardizzati che non sanno ascoltare il vissuto dei singoli.

L'adolescentizzazione genitoriale e il fallimento della cura affettiva

Uno dei pilastri della critica di Crepet riguarda la figura dei genitori, descritti come "assistenti tecnologici" dei propri figli. In un paradosso moderno, gli adulti cercano di legittimare la propria assenza affettiva attraverso dispositivi di monitoraggio costante: cuscini anti-rigurgito, calzini che tracciano i parametri vitali e videocamere che notificano ogni pianto. Questa "cura ansiolitica" tecnologica non sostituisce la presenza, ma la sostituisce con un controllo che soffoca l'autonomia del bambino. Crepet denuncia un egoismo educativo brutale, dove il privilegio economico si traduce in una mancanza di capacità di gestire anche i gesti più elementari dell'indipendenza.

Questa dinamica produce figli "senza entusiasmo", abituati a ricevere tutto senza sforzo e incapaci di gestire la frustrazione. Il sociologo sottolinea come la mancanza di gioco vero — quello fisico, in presenza, che permette di sporcarsi e di non essere trovati — impedisca ai ragazzi di prepararsi ai momenti difficili della vita. Se il gioco non conta più, e i videogiochi non sono considerati tali, i giovani perdono lo strumento principale per imparare a gestire il fallimento e a costruire la propria identità fuori dai binari del consenso digitale.

La scuola tra indifferenza pedagogica e necessità di riforma

Il rapporto tra scuola e territorio è oggi segnato da una profonda incomprensione reciproca. Crepet evidenzia come molti docenti, nel tentativo di essere inclusivi, finiscano per ridurre l'educazione a un parametro universale, ignorando che "se non si apprezza la differenza, si insegna l'indifferenza". L'esempio del ragazzo ucraino, descritto come un "sasso serrato in sé", illustra il fallimento di un sistema che giudica l'impossibilità di studiare senza indagare le ferite profonde del trauma bellico e della perdita di casa. La scuola, in questo senso, non sa più ascoltare, ma si limita a emettere giudizi su parametri che non tengono conto del contesto umano.

Per contrastare questa deriva, l'autore propone una riflessione radicale sulla de-digitalizzazione dei canali di comunicazione. La scuola deve tornare a essere un luogo di autorità pedagogica e non un centro di servizi tecnologici. Questo implica una distinzione netta tra le competenze dei docenti e il supporto delle famiglie, eliminando la confusione di ruoli che ha portato alla degradazione del prestigio dell'insegnante. La sfida è recuperare la capacità di insegnare la bellezza tangibile e lo spirito critico, strumenti che l'intelligenza artificiale non può replicare poiché privi di libertà creativa umana.

Cosa cambia concretamente per docenti, famiglie e istituzioni

Le riflessioni di Paolo Crepet, pur non costituendo ancora norme ministeriali vincolanti, offrono una roadmap operativa per una trasformazione profonda della comunità educante. Per chi lavora quotidianamente nel sistema scolastico e per le famiglie, le implicazioni sono chiare e richiedono azioni deliberate:

  • Per il corpo docente: È necessaria una riflessione sull'abolizione del registro elettronico e lo stop definitivo alle chat di classe tra genitori e insegnanti. L'obiettivo è ripristinare la distinzione tra competenze pedagogiche e supporto familiare, riducendo il carico di lavoro non educativo e la frammentazione dell'attenzione.
  • Per le istituzioni scolastiche: Crepet suggerisce l'introduzione di un divieto d'uso dei social media per i giovanissimi e per gli adolescenti, volto a proteggere i minori dal bombardamento algoritmico e a favorire la concentrazione.
  • Per le famiglie: Il passaggio fondamentale è la transizione da una "cura ansiolitica" tecnologica a una presenza affettiva reale. Ciò significa limitare la geo-localizzazione e il monitoraggio costante, lasciando ai figli il diritto di sperimentare l'autonomia, favorendo attività basate su arte, letteratura e musica.
  • Per la comunità educativa: Promuovere la de-digitalizzazione dei canali di comunicazione scuola-famiglia per evitare che la tecnologia diventi l'unico mediatore del rapporto educativo, favorendo invece il confronto diretto e la ricerca di esperienze tangibili.
Soggetto CoinvoltoProposta di Riforma / Azione Operativa
DocentiAbolizione registro elettronico e stop alle chat di classe per ripristinare l'autorevolezza pedagogica.
IstituzioniIntroduzione di divieti strutturati sull'uso dei social media per le fasce d'età scolastiche.
FamiglieSostituzione del monitoraggio tecnologico con la presenza affettiva e la promozione di attività reali (arte, sport, natura).
StudentiRecupero del diritto all'autonomia, al gioco fisico e alla gestione della frustrazione fuori dal mondo virtuale.

In sintesi, la sfida posta da Crepet non è solo tecnologica, ma esistenziale. Richiede il coraggio di dire di no alla comodità dell'algoritmo per tornare a investire sulla fatica della crescita umana. Per la scuola, questo significa tornare a essere un luogo di ascolto e di distinzione, dove la differenza non sia un parametro da eliminare, ma la base stessa dell'educazione.

Le riflessioni dell'esperto rappresentano una critica sociologica e pedagogica di alto profilo che invita le comunità educanti a una riflessione immediata sulla gestione della dipendenza digitale e sulla qualità dei rapporti scuola-famiglia.

FAQs
Dipendenza digitale e crisi dell'educazione: la diagnosi di Paolo Crepet sulla scuola "perduta"

Qual è la principale critica di Paolo Crepet riguardo all'uso degli smartphone nei giovani?+

Lo psichiatra denuncia il fenomeno dello "scrolling infinito", un bombardamento continuo di informazioni che erode la capacità di elaborazione emotiva e la creatività. Questo meccanismo sostituisce le relazioni autentiche con scambi virtuali superficiali, favorendo isolamento e aggressività sociale.

Quali misure concrete propone Crepet per migliorare il rapporto scuola-famiglia?+

Crepet suggerisce l'abolizione del registro elettronico e il blocco definitivo delle chat di classe tra genitori e docenti. L'obiettivo è ripristinare la distinzione tra competenze pedagogiche e supporto familiare, evitando che i genitori diventino "assistenti tecnologici" dei figli.

Cosa intende Crepet con "adolescentizzazione genitoriale"?+

Si riferisce al fenomeno per cui gli adulti cercano di compensare la propria assenza affettiva attraverso il monitoraggio tecnologico costante dei figli. Secondo l'autore, questo approccio "ansiolitico" dovrebbe essere sostituito da una presenza reale basata su esperienze tangibili come l'arte e la letteratura.

Quali sono le proposte di Crepet per contrastare la dipendenza digitale?+

Le proposte includono l'introduzione di un divieto d'uso dei social media per i giovanissimi e gli adolescenti. Inoltre, l'autore promuove una "de-digitalizzazione" dei canali comunicativi per favorire lo sviluppo del pensiero critico e della libertà creativa umana.

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Questo articolo è stato curato dal team editoriale di Orizzonte Insegnanti. I nostri contenuti sono realizzati sfruttando tecnologie avanzate di intelligenza artificiale per l'analisi normativa, e vengono sempre supervisionati e revisionati dalla nostra redazione per garantire la massima accuratezza e utilità per il personale scolastico.

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