L’Associazione Nazionale Dirigenti Scolastici (ANP) ha presentato ufficialmente alle autorità la necessità di trasformare radicalmente il modello di gestione della salute e sicurezza negli istituti scolastici. Durante gli Stati Generali della salute e della sicurezza sul lavoro, tenutisi nei giorni 20, 21 e 22 ottobre 2026, l'associazione ha sottolineato come il sistema attuale, basato quasi esclusivamente sulla vigilanza e sulla sanzione ex post, risulti inadeguato a fronte delle complessità organizzative che i dirigenti affrontano quotidianamente.
La richiesta centrale dei dirigenti scolastici, che operano nella veste di datori di lavoro, riguarda l'istituzione di un modello di supporto preventivo e consulenziale da parte degli organi di controllo. Secondo quanto esposto dall'ANP, la stratificazione della legislazione vigente e le frequenti ambiguità interpretative del dettato normativo rendono indispensabile un canale di interlocuzione preventiva con le ASL e gli Ispettorati del Lavoro. L'obiettivo è permettere a dirigenti e Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) di confrontarsi in modo collaborativo con le autorità prima che intervengano i controlli, garantendo così una maggiore certezza operativa e una reale prevenzione dei rischi.
Le criticità della formazione e il nodo del personale precario
Uno dei pilastri del dibattito riguarda l'adempimento dell'obbligo di formazione del personale, previsto dall'art. 37 del D.lgs. n. 81/2008 e dall'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025. Nonostante sia un dovere inderogabile, il dirigente scolastico incontra ostacoli strutturali che rendono difficile la gestione tempestiva dei corsi. Tra i principali problemi segnalati figurano la carenza cronica di fondi, poiché le spese gravano sul fondo di funzionamento del Ministero dell'Istruzione e del Merito, e la gestione del personale precario.
L'assunzione di lavoratori a tempo determinato durante l'anno, spesso per periodi molto brevi, impedisce una programmazione efficace dei corsi e genera un divario temporale tra l'ingresso in servizio e la formazione effettiva, moltiplicando al contempo i costi per l'istituzione. Per risolvere queste criticità, l'ANP propone una soluzione specifica: introdurre il possesso dell'attestato di formazione generale sulla sicurezza come requisito di accesso per l'inserimento nelle graduatorie provinciali per le supplenze dei docenti e nelle graduatorie di terza fascia del personale ATA.
Questa misura permetterebbe ai lavoratori di entrare in servizio già provvisti della formazione generale a credito permanente, lasciando al dirigente l'obbligo di erogare esclusivamente la formazione specifica legata ai rischi effettivi rilevati nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR). Tale approccio non solo renderebbe sostenibile l'obbligo gestionale, ma assicurerebbe una maggiore tutela per lavoratori e alunni.
Il ritardo del decreto sul DVR congiunto e l'integrazione dell'Intelligenza Artificiale
Un'altra questione prioritaria riguarda la mancata emanazione del decreto interministeriale che disciplina la valutazione congiunta dei rischi tra istituzioni scolastiche ed Enti locali. Nonostante la riforma della Legge n. 215/2021, il termine per l'adozione del decreto è stato ulteriormente differito al 31 dicembre 2026 dal decreto Milleproroghe. L'ANP denuncia come questo rinvio alimenti un'incertezza giuridica insostenibile, rendendo difficile delimitare con certezza le sfere di responsabilità tra i rischi strutturali (in capo all'Ente Locale) e quelli gestionali (in capo alla scuola).
Parallelamente, il dibattito si è spostato sull'integrazione dell'intelligenza artificiale (IA) nei sistemi di prevenzione. L'indicazione fornita è chiara: l'IA deve essere affrontata attraverso l'approccio della valutazione del rischio, senza separarla dalle altre analisi già previste. È fondamentale una sinergia tra il Responsabile della Protezione dei Dati (DPO) e le figure del sistema di prevenzione (dirigente, RSPP, medico competente e RLS). Poiché l'art. 17, comma 1, lett. a) del D.lgs. n. 81/2008 stabilisce che il datore di lavoro non può delegare la responsabilità finale della valutazione, il confronto strutturato tra queste figure è la via più sicura per evitare documenti che non dialogano tra loro.
In merito alla normativa specifica, il D.lgs. 7 ottobre 2026, n. 179, che adegua la normativa nazionale al Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act), entrerà in vigore il 23 ottobre. In attesa degli atti ministeriali di prossima emanazione, le scuole possono procedere con gradualità basandosi sulle Linee guida del D.M. n. 166 del 9 agosto 2025, partendo da una mappatura degli strumenti già in uso.
| Problematica Identificata | Proposta o Stato Attuale |
|---|---|
| Modello di controllo | Passaggio da sanzionatorio ex post a supporto preventivo/consulenziale. |
| Formazione personale | Inserimento attestato generale come requisito nelle graduatorie provinciali. |
| DVR Congiunto | Decreto interministeriale differito al 31 dicembre 2026. |
| Intelligenza Artificiale | Integrazione obbligatoria nella valutazione rischi (D.lgs. 81/08) con sinergia DPO-RSPP. |
Cosa cambia concretamente per dirigenti e personale scolastico
Per i dirigenti scolastici, il cambiamento auspicato mira a ridurre il carico amministrativo e l'incertezza giuridica, trasformando gli ispettorati e le ASL in veri partner tecnici. Se le proposte dell'ANP verranno recepite, il dirigente non dovrà più gestire la formazione di base per ogni singolo precario, ma potrà concentrarsi sulle specificità del proprio istituto. Per il personale ATA e docente, l'eventuale modifica alle graduatorie significherebbe dover acquisire una certificazione preventiva, semplificando però il percorso formativo una volta assunto il servizio.
- Quali sono le proposte concrete dell'ANP per la formazione? L'associazione propone di rendere l'attestato di formazione generale sulla sicurezza un requisito di accesso per le graduatorie provinciali di supplenze e di terza fascia ATA.
- In che modo l'IA deve essere utilizzata per la valutazione dei rischi? Deve essere affrontata con l'approccio della valutazione del rischio senza separarla dalle altre analisi, garantendo sinergia tra DPO, RSPP, medico competente e RLS.
- Quali sono le criticità organizzative principali dei dirigenti? Le principali criticità riguardano la gestione del personale precario, la carenza di fondi strutturali e la complessità amministrativa delle reti di scuole.
FAQs
Dirigenti scolastici chiedono supporto preventivo sulla sicurezza
Si richiede il passaggio da un modello puramente sanzionatorio a uno di supporto preventivo e consulenziale. Gli organi di vigilanza dovrebbero garantire un canale di interlocuzione collaborativo con il datore di lavoro e l'RSPP per affrontare le ambiguità normative prima dell'intervento ispettivo.
L'IA deve essere affrontata con un approccio di valutazione del rischio integrato, senza essere separata dalle analisi già previste per la scuola. È fondamentale una sinergia tra il DPO e le figure del sistema di prevenzione (dirigente, RSPP, medico competente e RLS) per evitare documenti non coordinati e lacune di responsabilità.
Le principali criticità includono la gestione del personale precario, che rende difficile la programmazione dei corsi e moltiplica i costi, e la complessità delle reti di scuole, la cui gestione condivisa risulta poco praticabile a causa dell'eccessivo carico amministrativo per le scuole capofila.
Le criticità riguardano la stratificazione legislativa e le ambiguità interpretative delle norme sulla salute e sicurezza. Inoltre, la mancanza di un decreto attuativo per la valutazione congiunta dei rischi tra istituzioni scolastiche ed Enti locali crea un'incertezza giuridica insostenibile sulla delimitazione delle responsabilità.