La UIL Scuola ha presentato ufficialmente al Ministero dell’Istruzione e del Merito una proposta strutturata per la revisione del sistema di classificazione delle istituzioni scolastiche. L'iniziativa, sottoscritta dal Responsabile Nazionale del Dipartimento Dirigenti scolastici, Andrea Codispoti, mira a modificare i criteri generali e i parametri numerici che determinano la graduazione delle scuole in base alla loro dimensione e complessità organizzativa.
Il cuore della richiesta sindacale risiede nella volontà di livellare le disparità retributive che attualmente interessano la categoria. Secondo quanto espresso nella nota inviata alla Direzione generale per il personale scolastico, il sindacato ritiene che il carico di lavoro e le responsabilità derivanti dalla gestione scolastica non siano sufficienti a giustificare l'attuale scarto salariale. Nello specifico, la proposta evidenzia come la differenza tra la fascia più alta e quella più bassa possa raggiungere una cifra di circa 8.000 euro, un divario che la UIL Scuola considera non proporzionato.
La proposta di riduzione delle fasce di complessità
Attualmente, il sistema di classificazione prevede la suddivisione delle scuole in tre fasce, dalla A alla C. Tale distinzione si basa su tre pilastri fondamentali: dimensione, complessità e contesto socio-economico, supportati da vari parametri numerici come il numero di studenti, docenti, personale ATA, plessi e indirizzi. La proposta della UIL Scuola mira a ridurre le fasce di complessità da tre a due, eliminando la distinzione che genera il divario economico più marcato tra la fascia C e la fascia A.
Il sindacato sostiene che una struttura a due fasce sia più coerente con la realtà operativa delle istituzioni. Per rendere questo passaggio più equo, la proposta suggerisce di rendere più graduale l’assegnazione dei punteggi utilizzati per la graduazione. L'obiettivo è evitare scatti bruschi e garantire una differenziazione più precisa delle scuole in base alla loro reale dimensione e alla gestione dei servizi specifici.
Revisione dei parametri numerici e dell'indicatore ESCS
Per attuare questa revisione, la UIL Scuola propone una modifica tecnica dettagliata dei parametri numerici contenuti nel Decreto Dipartimento Sistema Educativo Istruzione e Formazione (prot. n. 1621 del 25/06/2024). La proposta si concentra su tre aree principali:
- Dimensione: introduzione di una maggiore gradualità nei punteggi per il numero di alunni, dei docenti e dei posti ATA. Ad esempio, per il numero di alunni, si propone di passare da scaglioni di 300 unità con differenze di 3 punti a una progressione più fitta basata su scaglioni di 100 alunni con una differenza di 1 punto.
- Complessità: applicazione dello stesso principio di gradualità all'attribuzione dei punteggi per il numero degli alunni con disabilità e per il numero dei plessi da gestire.
- Contesto Socio-Territoriale: riduzione del peso dell'indicatore ESCS (che misura il contesto socio-economico e culturale degli studenti) da 7 a 4 punti, seguendo uno schema di distribuzione specifico basato sui livelli di punteggio.
Questa strategia mira a bilanciare il peso dei fattori esterni e strutturali, cercando di evitare che la retribuzione dei dirigenti sia influenzata in modo eccessivo da variabili che non riflettono direttamente la complessità gestionale quotidiana.
| Parametro di Revisione | Proposta UIL Scuola |
|---|---|
| Fasce di complessità | Riduzione da 3 a 2 fasce |
| Differenza retributiva massima | Riduzione dello scarto di circa 8.000 euro |
| Peso indicatore ESCS | Riduzione da 7 a 4 punti |
| Scaglioni alunni/docenti/ATA | Maggiore gradualità (scaglioni da 100 unità) |
Cosa cambia concretamente per i dirigenti scolastici
Se la proposta della UIL Scuola dovesse essere accolta dal Ministero, l'impatto principale per i dirigenti scolastici sarebbe una riduzione della variabilità dello stipendio legata alla classificazione della scuola. In concreto, ciò significherebbe un livellamento delle retribuzioni tra le diverse tipologie di istituzioni, riducendo il vantaggio economico derivante dalla gestione di scuole ad alta complessità o dimensioni molto elevate.
Per le segreterie e gli enti locali, la revisione dei parametri potrebbe tradursi in una diversa mappatura della complessità scolastica sul territorio. Tuttavia, al momento, non è chiaro se il Ministero abbia già avviato un iter formale per la revisione del Decreto Dipartimento del 25 giugno 2024. Inoltre, non risulta confermato se la proposta della UIL Scuola sia l'unica istanza in discussione o se esistano altre posizioni sindacali contrastanti riguardo alla graduazione delle istituzioni.
Per chi opera nel settore, la situazione rimane in attesa di una risposta ufficiale da parte della Direzione generale per il personale scolastico. La nota del sindacato rappresenta un punto di partenza per il confronto politico e normativo sulla sostenibilità e l'equità del sistema retributivo attuale.
Dati chiave della proposta sindacale
La proposta mira a modificare i seguenti punteggi per l'indicatore ESCS:
- ESCS = 4: 1 punto
- ESCS = 3: 2 punti
- ESCS = 2: 3 punti
- ESCS = 1: 4 punti
La proposta specifica inoltre che per il numero di alunni, la progressione dovrebbe prevedere 1 punto per ogni scaglione di 100 unità, fino a raggiungere il massimo di 17 punti per oltre 1850 alunni.
Per approfondire i dettagli tecnici, è possibile consultare la lettera integrale con tutte le proposte della UIL Scuola.
Pubblicato il: 27/10/2026
FAQs
Dirigenti scolastici, la UIL chiede di rivedere lo stipendio
La proposta mira a eliminare la disparità retributiva di circa 8.000 euro che attualmente intercorre tra la fascia più alta e quella più bassa. Secondo la UIL Scuola, il carico di lavoro e le responsabilità dei dirigenti non giustificano tale differenza economica, rendendo necessaria una semplificazione del sistema di classificazione.
Il contenuto non fornisce informazioni sulle posizioni di altri sindacati, limitandosi a riportare esclusivamente la proposta e le istanze della UIL Scuola rivolte al Ministero.
Il testo non riporta precedenti storici riguardanti le revisioni dei parametri numerici, focalizzandosi esclusivamente sulle nuove proposte di modifica inviate dalla UIL nel 2026.
La proposta prevede di ridurre il peso dell'indicatore da 7 a 4 punti, distribuendoli in modo più graduale in base al punteggio ESCS (da 1 a 4). Questo intervento mira a modificare il criterio con cui viene pesato il contesto socio-economico e culturale degli studenti nella graduazione delle scuole.
Il contenuto non specifica scadenze temporali per la revisione del decreto, indicando solo che la UIL Scuola ha inviato le proprie proposte di modifica in data 27 ottobre 2026.