Il Parlamento europeo ha ufficializzato una posizione ambiziosa per il futuro del programma di mobilità internazionale, proponendo un incremento significativo della dotazione finanziaria per il ciclo 2028-2034. Secondo quanto riportato nel comunicato ufficiale del 26 ottobre 2026, gli eurodeputati sostengono una spesa complessiva di 47,39 miliardi di euro, superando di oltre 6 miliardi la cifra di 40,8 miliardi inizialmente prevista dalla proposta della Commissione europea.
Questa decisione, adottata con 454 voti favorevoli, mira a rendere la mobilità europea non solo un privilegio per pochi, ma un'opportunità strutturale per una platea più vasta di destinatari. L'obiettivo centrale è abbattere le barriere economiche e sociali, garantendo che studenti, docenti, formatori e atleti possano partecipare ai programmi indipendentemente dalle proprie risorse finanziarie o dalla provenienza geografica.
Il piano prevede una ripartizione strategica delle risorse che vede il settore dell'istruzione e dell'apprendimento come pilastro fondamentale. La proposta parlamentare indica che il 74,6% del budget complessivo sarà destinato specificamente a questo ambito, mentre le restanti quote saranno ripartite tra la gioventù e il volontariato (15%) e lo sport (4,1%).
Adeguamento ai costi della vita e sinergie con i fondi europei
Uno dei punti cardine della proposta del Parlamento europeo riguarda la necessità di rendere i contributi per la mobilità effettivamente adeguati alle realtà economiche locali. Per garantire una partecipazione equa, i nuovi finanziamenti dovranno tenere conto delle variazioni del costo della vita, degli alloggi e dei tassi di inflazione nelle diverse città e regioni di destinazione.
In particolare, si propone di riconoscere le maggiori spese sostenute da chi deve raggiungere località geograficamente distanti. La finalità è contribuire a ridurre gli ostacoli economici alla partecipazione, affinché le opportunità offerte da Erasmus+ siano accessibili a un numero più ampio di persone, indipendentemente dalla loro provenienza e dalle risorse disponibili.
Parallelamente, l'iniziativa punta a una maggiore integrazione con gli altri strumenti di finanziamento dell'Unione Europea. Il Parlamento chiede un coordinamento rafforzato tra Erasmus+ e programmi come Horizon Europe, il Fondo europeo per la competitività, Global Europe e i fondi per i partenariati nazionali e regionali. L'intento è quello di valorizzare le sinergie tra i diversi programmi europei, anche per sostenere borse di studio in ambiti strategici e aggiornare periodicamente i livelli di finanziamento affinché rispecchino meglio i costi effettivi.
Il relatore del provvedimento, Bogdan Zdrojewski, ha definito il programma una delle più grandi storie di successo dell'UE, sottolineando che merita l'ambizione e gli investimenti necessari per continuare a consolidare questi risultati. Tra le novità rilevanti, la proposta include:
- L'inclusione di nuovi profili, come i discenti e i formatori dell'istruzione e formazione professionale (IFP);
- L'integrazione delle attività di volontariato e solidarietà del Corpo europeo di solidarietà, nonché del Corpo europeo di volontariato per l'aiuto umanitario;
- L'agevolazione dell'accesso al programma per i Paesi candidati all'adesione all'UE, senza che sia necessario completare preventivamente la procedura di associazione;
- Il rafforzamento dei rapporti con il Regno Unito e la Svizzera.
Ripartizione indicativa delle risorse per il ciclo 2028-2034
| Ambito di intervento | Percentuale del budget |
|---|---|
| Istruzione e apprendimento | 74,6% |
| Gioventù e volontariato | 15% |
| Sport | 4,1% |
Impatto sulla scuola e sui docenti
Per il corpo docente e le istituzioni scolastiche, l'approvazione di questa posizione parlamentare segna un passo verso una maggiore stabilità e prevedibilità dei fondi. L'enfasi posta sull'agenda europea per docenti e formatori suggerisce che i professionisti dell'istruzione saranno protagonisti di un ruolo rafforzato, con opportunità di formazione e mobilità più protette dalle fluttuazioni dei costi di vita.
In termini pratici, la scuola italiana potrà beneficiare di un quadro finanziario più solido per i progetti di apprendimento, con una quota di risorse che copre quasi i tre quarti del budget totale. Tuttavia, è importante notare che queste sono proposte di posizione: il percorso legislativo prevede ancora negoziati con i governi degli Stati membri per definire le modalità pratiche di ripartizione e i criteri specifici per le destinazioni più costose.
Cosa cambia concretamente per il settore scolastico
L'adeguamento dei contributi alle destinazioni più care significa che gli studenti e i docenti meno abbienti avranno maggiori probabilità di accedere a mobilità in città ad alto costo, poiché il finanziamento non sarà più "piatto" ma proporzionato alle spese reali. Per le segreterie e i dirigenti scolastici, la sinergia con Horizon Europe potrebbe aprire nuove strade per progetti di ricerca e innovazione didattica finanziati congiuntamente.
Al momento, non è ancora chiaro come verranno aggiornati periodicamente i livelli di finanziamento per coprire l'inflazione o quali saranno i criteri esatti per definire le 'aree geografiche differenti' da favorire. La nota non precisa inoltre le scadenze esatte per i negoziati istituzionali, che avverranno una volta completata l'adozione del mandato complessivo del Parlamento.
Per approfondimenti e per consultare il testo integrale della posizione adottata, è possibile fare riferimento al comunicato ufficiale del Parlamento europeo.
FAQs
Erasmus+ aumenta il budget a 47,39 miliardi di euro
Il testo non specifica date precise per la conclusione dei negoziati, indicando solo che il Parlamento europeo avvierà le trattative con i governi dell'UE una volta completata l'adozione del proprio mandato complessivo. Le proposte dovranno essere esaminate nel corso del negoziato istituzionale prima della definizione finale delle disposizioni e della dotazione finanziaria.
Il documento non fornisce i dettagli tecnici sui metodi di calcolo, ma specifica che i contributi per la mobilità dovranno tenere conto delle variazioni del costo della vita, degli alloggi e dell'inflazione nelle diverse destinazioni. L'obiettivo è aggiornare periodicamente i livelli di finanziamento affinché rispecchino meglio i costi effettivi sostenuti dai partecipanti.
Il Parlamento europeo propone un migliore coordinamento tra Erasmus+ e questi strumenti per valorizzare le sinergie tra i diversi programmi europei. Nello specifico, tale collaborazione mira a sostenere le borse di studio in ambiti strategici e a massimizzare l'impatto degli investimenti dell'Unione.
Il dossier non specifica le modalità pratiche di ripartizione delle risorse tra i vari Stati membri né le conseguenze dirette sui progetti delle scuole italiane. Viene indicata solo la ripartizione indicativa del budget complessivo tra i principali ambiti di intervento.
Si propone di riconoscere le maggiori spese sostenute da chi deve raggiungere località geograficamente distanti rispetto alla propria provenienza. Inoltre, i contributi dovranno tenere conto delle differenze economiche tra le destinazioni, includendo le variazioni specifiche di costo della vita e alloggi nelle diverse città e regioni.