Due donne sorridenti mostrano cartello SALE: metafora della promozione scolastica facile e genitori interessati solo al successo immediato
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Galimberti: genitori interessati solo alla promozione; docenti promuovono per paura; la scuola non educa più

A cura della Redazione di Orizzonte Insegnanti
3 min di lettura

Indice Contenuti

Umberto Galimberti, ospite a La7, propone una lettura tagliente della scuola odierna. La sua diagnosi parte dalla dimensione delle classi: 30 studenti per aula ostacolano la possibilità di educare davvero. Propone una soglia di 12-15 alunni, sufficiente a creare relazioni e a seguire gli studenti in modo più puntuale. Suggerisce che gli incontri con i genitori vengano sostituiti da contatti mirati con gli studenti, due pomeriggi a settimana, uno a uno, per ascoltare bisogni, motivazioni e difficoltà. Secondo lui, quando un ragazzo si sente compreso, la scuola funziona davvero; l’educazione è un accompagnamento che va oltre la mera istruzione. Inoltre evidenzia come la mancanza di empatia e di “risonanza emotiva” renda difficile accompagnare l’adolescenza. L’analisi tocca anche i rapporti con i genitori: molti sono convinti che l’obiettivo sia la promozione, e, di fronte a ricorsi, i docenti si trovano costretti a promuovere per evitare contenziosi. L’esempio di Bergamo, dove un professore di chimica fu colto da un infarto e i suoi studenti risposero tatuando H2O, serve a illustrare quanto una relazione forte possa cambiare la motivazione degli alunni.

Dimensioni di classe ed empatia: cosa cambiare per educare davvero

La questione centrale di Galimberti non è solo una critica agli ordini scolastici, ma una proposta operativa centrata sull’educazione come relazione. In primo piano c’è la dimensione della classe: 30 alunni per classe riducono la possibilità di ascolto, risposta personalizzata e gestione delle dinamiche. La soglia che propone, tra 12 e 15 studenti, non è solo una cifra, ma una condizione pratica per rendere possibile l’empatia tra insegnante e studente.

Aspetto Stato Attuale Proposta di Galimberti
Dimensioni di classe30 studenti12-15 studenti
Ricevimento genitoriIncontri periodiciIncontri con studenti; due pomeriggi a settimana
Obiettivo educativoIstruzione soprattuttoEducazione come accompagnamento
Risonanza emotivaLimitataCreata dall’insegnante
Ruolo genitoriInterferente; spinge promozioneRidurre l’ingerenza; focus sull’educazione
Sessualità e affettivitàNon insegnati o affrontati in modo isolatoNon come corso isolato; integrazione attraverso le discipline

Confini pratici e strumenti per l’implementazione

Questo tema operativamente invita a distinguere tra ciò che è desiderabile e ciò che è realizzabile. Ridurre le classi richiede risorse e nuove logiche di orario, formazione degli insegnanti e adeguamento delle pratiche di valutazione. Inoltre, occorre definire strumenti per generare risonanza emotiva—lezioni, attività e casi studio che permettano agli studenti di riconoscersi nelle esperienze d’aula.

Allo stesso tempo, occorre fare i conti con la centralità della relazione tra docenti, alunni e genitori. Le proposte di Galimberti vanno valutate anche in chiave di innovazione pedagogica e di gestione del rischio legale: come assicurare una qualità educativa sostenibile riducendo le classi e allo stesso tempo salvaguardando equità e continuità curricolare.

Cinque passi concreti per trasformare l’educazione in aula

Questo blocco propone una guida operativa per dirigenti e docenti, utile per iniziare subito a cambiare la pratica in aula. I passi sono pensati per essere implementati anche in contesti con risorse limitate.

Per prima cosa occorre Ridurre le classi a dodici-quindici studenti, per favorire attenzione, interazione e supporto individuale. Questo passaggio non è solo una riduzione numerica: è un cambiamento di cultura che richiede pianificazione logistica, assunzioni mirate o riorganizzazione degli organici.

  • Ridurre le classi a dodici-quindici studenti per favorire attenzione e relazione docente alunno.
  • Riorientare incontri due pomeriggi a settimana, uno a uno, con gli studenti, per conoscere bisogni e motivazioni reali.
  • Coltivare empatia tra docenti con formazione mirata e feedback continuo.
  • Integrare contenuti utili per aprire il cuore in ogni disciplina, evitando corsi isolati di sessualità e affettività.

FAQs
Galimberti: genitori interessati solo alla promozione; docenti promuovono per paura; la scuola non educa più

Qual è la critica centrale di Galimberti sulla scuola odierna? +

Galimberti ritiene che le classi molto numerose, come 30 alunni, ostacolino l’educazione basata sull’educazione relazionale. Propone una soglia di 12-15 studenti per favorire relazioni, ascolto e attenzione personalizzata.

In che modo una classe più piccola potrebbe migliorare la relazione docente-studente secondo Galimberti? +

Una classe più piccola facilita l’empatia e l’ascolto, permettendo un accompagnamento più mirato. Propone incontri mirati con gli studenti, due pomeriggi a settimana, uno a uno.

Perché, secondo Galimberti, i docenti promuovono spesso per paura? +

Secondo l’analisi, i contenziosi e i ricorsi dei genitori inducono a evitare conflitti, spingendo a promuovere anche quando l’apprendimento non è adeguato. Questo approccio alimenta la percezione che l’obiettivo sia la promozione, non l’educazione.

Quali passi concreti propone Galimberti per trasformare l’educazione in aula? +

Ridurre le classi a 12-15 studenti per favorire attenzione e relazione. Riorientare incontri due pomeriggi a settimana, uno a uno, e coltivare empatia tra docenti integrando contenuti utili nelle discipline, evitando corsi isolati di sessualità e affettività.

Redazione Orizzonte Insegnanti

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Questo articolo è stato curato dal team editoriale di Orizzonte Insegnanti. I nostri contenuti sono realizzati sfruttando tecnologie avanzate di intelligenza artificiale per l'analisi normativa, e vengono sempre supervisionati e revisionati dalla nostra redazione per garantire la massima accuratezza e utilità per il personale scolastico.

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