Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha presentato una bozza di decreto attuativo della Legge 131/2025 con l'obiettivo di stabilizzare il personale scolastico nelle aree montane. L'iniziativa mira a contrastare il fenomeno del turnover e la progressiva fuga di docenti e personale ATA verso le zone di pianura, introducendo un sistema di punteggio aggiuntivo nelle graduatorie provinciali e negli elenchi d’istituto per chi sceglie di operare in contesti geografici svantaggiati.
La nuova normativa non si limita a premi economici, ma punta a una revisione strutturale della carriera e della progressione professionale. Attraverso meccanismi di bonus continuità e punteggi proporzionali all'anzianità, il provvedimento intende premiare la presenza effettiva sul territorio e la fedeltà ai plessi scolastici montani, garantendo una maggiore competitività per chi accetta di coprire i servizi in queste aree.
I criteri di attribuzione del punteggio e la Legge 131/2025
Il quadro normativo di riferimento è costituito dall'Art. 7 della Legge 12 settembre 2025, n. 131, che definisce le basi per il sostegno alle scuole di montagna. Il testo di legge stabilisce che il punteggio aggiuntivo sia destinato al personale scolastico, sia con rapporto di lavoro a tempo determinato che a indeterminato, che abbia effettivamente prestato servizio per almeno 180 giorni nell'anno scolastico, di cui almeno 120 giorni dedicati ad attività didattiche effettive.
La bozza di decreto ministeriale presentata a settembre 2026 specifica i dettagli operativi per la maturazione dei punti. Il sistema prevede una struttura a scaglioni che premia sia la permanenza annuale che la stabilità pluriennale:
- 6 punti aggiuntivi per ogni anno scolastico di servizio effettivo prestato nelle scuole di montagna;
- 10 punti extra per la continuità di servizio nel medesimo istituto per un quinquennio intero;
- 3 punti aggiuntivi per ogni annualità successiva alla quinta di permanenza nello stesso plesso;
- Punteggio proporzionale all'anzianità di servizio continuativo, i cui dettagli tecnici saranno definiti nel decreto finale;
- Punteggio extra specifico per chi opera nelle pluriclassi delle scuole primarie ubicate nei comuni classificati montani.
È importante sottolineare che il Ministero ha precisato che i punti saranno attribuiti esclusivamente sulla base del servizio effettivo. Pertanto, non sarà possibile maturare l'anzianità necessaria per il bonus attraverso congedi o assenze prolungate. Questo requisito di presenza reale in aula è stato ribadito anche dalle organizzazioni sindacali, come la FLC CGIL, per evitare interpretazioni elastiche del meccanismo.
Inclusione del personale ATA e impatto sulla mobilità
Una novità significativa della bozza attuale è l'inclusione definitiva del personale ATA nelle garanzie di punteggio aggiuntivo. Sebbene inizialmente esclusi dalle prime bozze, i tecnici e gli amministrativi sono stati inseriti per garantire la conformità alla legge nazionale. Questo ampliamento garantisce che anche il personale di supporto riceva un riconoscimento formale per il servizio prestato in aree disagiate.
Inoltre, il provvedimento prevede un ulteriore riconoscimento per le procedure di mobilità nazionale. Sebbene i dettagli specifici siano ancora in fase di definizione e dovranno essere determinati in sede di contrattazione collettiva nazionale, il punteggio aggiuntivo sarà un fattore determinante per favorire gli spostamenti verso le aree montane. Questo meccanismo si ispira a modelli già applicati con successo per le piccole isole, cercando di creare un equilibrio tra le necessità di organico e il diritto alla carriera del personale.
Cosa cambia concretamente per docenti e personale ATA
Per chi opera oggi nelle scuole di montagna, il decreto trasforma la scelta di permanenza in un vantaggio competitivo reale nelle graduatorie provinciali di supplenza e negli elenchi d'istituto. Il bonus premia la "fedeltà" al plesso, rendendo più vantaggioso restare in montagna rispetto a un trasferimento immediato in pianura. Per il personale ATA, la misura garantisce una tutela della carriera che prima era parzialmente assente.
Per chi è intenzionato a trasferirsi, la normativa offre anche un supporto economico diretto. A partire dal 2025, il personale scolastico che prende in locazione un immobile ad uso abitativo nei comuni montani (o limitrofi) può accedere a un credito d'imposta. Tale beneficio è pari al minor importo tra il 60 per cento del canone annuo di locazione e la cifra di 2.500 euro. Questo incentivo mira a ridurre il carico finanziario del trasferimento, integrando il supporto alla carriera con quello economico.
| Tipologia di Bonus | Dettaglio Punteggio / Beneficio |
|---|---|
| Servizio annuale effettivo | 6 punti per ogni anno scolastico |
| Continuità quinquennale | 10 punti extra nello stesso istituto |
| Anzianità post-quinto anno | 3 punti per ogni annualità successiva |
| Servizio pluriclassi (Primaria) | Punteggio aggiuntivo specifico (da definire) |
| Credito d'imposta locazione | Fino a 2.500€ o 60% del canone annuo |
Nonostante l'avanzamento della bozza, restano alcuni punti ancora in fase di definizione. Ad esempio, l'elenco definitivo dei comuni montani che beneficeranno del punteggio non è ancora stato pubblicato ufficialmente, sebbene sia richiamato dall'Art. 2 della Legge 131/2025. Inoltre, la proporzionalità esatta del punteggio per gli anni intermedi o superiori alla quinta di permanenza rimane un dettaglio tecnico che il decreto finale dovrà chiarire con precisione.
Per i docenti e il personale ATA, il prossimo passo fondamentale sarà il monitoraggio della pubblicazione del decreto ministeriale definitivo. Solo con la sua entrata in vigore i punteggi diventeranno operativi per le prossime graduatorie. È fondamentale verificare la corretta attribuzione dei giorni di servizio didattico effettivo per assicurarsi di soddisfare il requisito dei 120 giorni necessari per la maturazione del bonus.
Per approfondire i testi normativi di riferimento, è possibile consultare il testo della Legge 131/2025 su Doctrine.
Scadenze e azioni operative per il personale
Il decreto è attualmente in fase di finalizzazione (settembre 2026). Una volta pubblicato, il personale dovrà attendere la definizione dei punteggi specifici per la mobilità nazionale, che avverrà tramite contrattazione collettiva. Per chi opera già in montagna, è opportuno conservare tutta la documentazione relativa ai servizi prestati, assicurandosi che le presenze effettive siano correttamente registrate negli organici scolastici per facilitare il recupero dei benefici.
Note tecniche e limiti della bozza
Si ricorda che il punteggio non è automatico per chi ha interrotto il servizio o ha avuto assenze prolungate. La normativa mira a premiare la stabilità e la continuità, escludendo esplicitamente la maturazione di punti tramite congedi. Il recupero di eventuali benefici fruiti indebitamente sarà oggetto di controlli specifici da parte delle autorità scolastiche.
FAQs
Graduatorie docenti e ATA: fino a 13 punti extra per il servizio nelle scuole di montagna
Il beneficio è esteso sia al personale docente che al personale ATA (amministrativo, tecnico e ausiliario) che prestano servizio nelle scuole di montagna. Per accedere al punteggio, è necessario aver maturato almeno 180 giorni di servizio nell'anno scolastico, di cui almeno 120 dedicati all'attività didattica effettiva.
La bozza prevede 6 punti aggiuntivi per ogni anno di servizio effettivo e un bonus di 10 punti extra per chi garantisce la continuità nello stesso istituto per un quinquennio intero. Sono previsti inoltre 3 punti per ogni annualità successiva alla quinta di permanenza e punteggi specifici per il servizio nelle pluriclassi delle scuole primarie in comuni montani.
I punti aggiuntivi aumentano la competitività nelle graduatorie provinciali di supplenza e negli elenchi d'istituto, favorendo la stabilità del personale nelle aree interne. Inoltre, il punteggio sarà un fattore determinante nelle procedure di mobilità nazionale, premiando chi sceglie di operare in contesti geograficamente svantaggiati.
Sebbene la Legge 131/2025 abbia già definito le basi normative, l'operatività dei punteggi dipende dalla pubblicazione del decreto ministeriale, attualmente in fase di bozza (settembre 2026). Successivamente, la contrattazione collettiva nazionale dovrà definire i dettagli specifici relativi alla mobilità nazionale.