Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) ha recentemente espresso un parere favorevole sulla bozza di decreto ministeriale destinata a introdurre punteggi aggiuntivi nelle graduatorie (GPS e d'istituto) per il personale scolastico operante in comuni montani. L'iniziativa, nata per contrastare lo spopolamento delle aree montane e l'elevato turnover di docenti e personale ATA verso le zone di pianura, mira a premiare la fedeltà al territorio e la stabilità professionale in contesti geografici svantaggiati.
Nonostante l'approvazione di principio, l'organo di indirizzo ha sollevato criticità significative riguardo all'entità dei benefici previsti. Il CSPI ha richiesto un forte ridimensionamento, proponendo come opzione il dimezzamento dei punteggi inizialmente previsti nella bozza ministeriale. Tale richiesta nasce dalla necessità di evitare distorsioni eccessive nelle graduatorie a livello nazionale e di garantire un equilibrio proporzionale rispetto ad altre forme di disagio lavorativo già riconosciute dal sistema scolastico italiano.
Il quadro normativo e la genesi della misura per le aree montane
Il percorso legislativo che ha portato a questa fase di definizione è iniziato con l'approvazione della Legge n. 131 del 12 settembre 2025, la quale definisce le basi per il sostegno alle scuole di montagna. In particolare, l'Art. 7, comma 4, stabilisce il quadro per il riconoscimento del servizio nelle aree montane, cercando di creare un incentivo strutturale che vada oltre il semplice beneficio economico.
Per identificare i beneficiari, il Ministero ha fatto riferimento al D.P.C.M. 121/2026, uno strumento tecnico che classifica 3.715 comuni sulla base di parametri altimetrici e di pendenza. Il CSPI, nel valutare la bozza, ha utilizzato come termine di paragone il D.M. n. 178 del 2 settembre 2026, relativo al servizio nelle isole minori, evidenziando come la vastità del numero di comuni montani interessati richieda un calcolo dei punteggi più equilibrato per non penalizzare chi ha maturato anzianità in altri contesti di disagio.
Dettagli tecnici e scaglioni di punteggio previsti nella bozza
La bozza di decreto ministeriale, illustrata durante l'informativa sindacale del 22 settembre 2026, delinea un sistema di premiazione basato sulla permanenza effettiva e sulla continuità pluriennale. Per accedere ai benefici, il personale deve aver prestato servizio per almeno 180 giorni nell'anno scolastico, di cui almeno 120 dedicati ad attività didattiche effettive.
I criteri di attribuzione previsti dalla bozza attuale sono i seguenti:
- Docenti: 6 punti aggiuntivi per ogni anno scolastico di servizio; 10 punti extra per la continuità quinquennale nello stesso istituto; 3 punti per ogni annualità successiva alla quinta.
- Personale ATA: 3 punti aggiuntivi per ogni anno scolastico; 5 punti per la continuità quinquennale; 1,5 punti per ogni annualità successiva alla quinta.
- Bonus specifici: La bozza prevede inoltre 3 punti extra per le pluriclassi primarie (docenti) e un bonus per la continuità quinquennale per il personale ATA.
È importante sottolineare che la FLC CGIL ha espresso timori riguardo agli squilibri nelle graduatorie nazionali, chiedendo maggiore chiarezza sulla definizione di "servizio effettivamente prestato" per prevenire futuri contenziosi legali. Al momento, l'elenco definitivo dei comuni beneficiari non è ancora stato pubblicato ufficialmente, come previsto dall'Art. 2 della Legge 131/2025.
| Soggetto e Tipologia Bonus | Punteggio Previsto (Bozza) |
|---|---|
| Docenti: Servizio Annuale | 6 punti |
| Docenti: Continuità Quinquennale | 10 punti (+3 per anno success.) |
| Docenti: Pluriclassi Primarie | 3 punti |
| ATA: Servizio Annuale | 3 punti |
| ATA: Continuità Quinquennale | 5 punti (+1,5 per anno success.) |
Cosa cambia concretamente per docenti e personale ATA
L'impatto operativo della normativa si manifesterà principalmente nelle graduatorie provinciali e d'istituto, dove la permanenza in montagna diventerà un fattore di peso per premiare la "fedeltà" al territorio. Per i docenti, ciò significa una maggiore competitività nel concorso per le supplenze e nelle assegnazioni, mentre per il personale ATA garantisce una progressione di carriera più solida in aree svantaggiate.
Inoltre, la misura include un incentivo economico diretto: dal 2025, il personale scolastico che affitta immobili in comuni montani può accedere a un credito d'imposta fino a 2.500 euro o pari al 60% del canone annuo. La nuova disposizione dovrebbe partire ufficialmente dall'anno scolastico 2027/2028, con l'applicazione pratica prevista per gli aggiornamenti delle graduatorie del 2028/2029.
Il prossimo passo fondamentale sarà la pubblicazione del decreto ministeriale definitivo, che dovrà integrare i punteggi ridimensionati dal CSPI e l'elenco aggiornato dei comuni beneficiari. Fino a tale pubblicazione, i dettagli tecnici sulla proporzionalità esatta per gli anni intermedi rimangono in fase di definizione.
Note operative per il personale
È fondamentale per i docenti e il personale ATA monitorare la pubblicazione del decreto finale per verificare l'esatto coefficiente di riduzione richiesto dal CSPI, poiché questo influenzerà direttamente il posizionamento nelle graduatorie GPS.
FAQs
Scuole di montagna: il CSPI analizza il bonus per docenti e ATA e richiede il ridimensionamento dei punteggi
Per i docenti è previsto un punteggio aggiuntivo di 6 punti per ogni anno scolastico, con bonus extra per pluriclassi primarie (3 punti) e per la continuità quinquennale (10 punti più 3 per ogni anno successivo). Il personale ATA può invece ottenere 3 punti per ogni anno scolastico e un bonus di 5 punti per la continuità quinquennale, più 1,5 per ogni anno successivo.
Per accedere al riconoscimento del punteggio, il personale deve garantire una permanenza minima di 180 giorni nell'anno scolastico, di cui almeno 120 devono essere dedicati alle attività didattiche. Questa condizione serve a certificare il servizio effettivamente prestato nel territorio montano.
Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione ritiene che i punteggi della bozza iniziale fossero eccessivi e potessero creare distorsioni nelle graduatorie a livello nazionale. Il ridimensionamento serve a garantire un equilibrio rispetto ad altre forme di disagio lavorativo già riconosciute, come quelle per il servizio nelle isole minori.
L'attribuzione del punteggio aggiuntivo dovrebbe partire dall'anno scolastico 2027/2028. L'applicazione pratica nelle graduatorie provinciali e d'istituto è prevista a partire dall'aggiornamento per l'anno scolastico 2028/2029, previa pubblicazione del decreto ministeriale definitivo.