Scuola, il CSPI chiede meno punteggi per aree montane (generato da IA)

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Scuola, il CSPI chiede meno punteggi per aree montane

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Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) ha recentemente espresso un parere critico in merito allo schema di decreto promosso dal Ministro dell’Istruzione e del Merito, volto a introdurre punteggi aggiuntivi per il personale scolastico che presta servizio nelle aree montane. L'intervento del collegio consultivo mira a frenare una proposta che, pur con l'intento di contrastare lo spopolamento e valorizzare le zone disagiate, potrebbe generare squilibri significativi nelle graduatorie nazionali e regionali a causa di una presunta mancanza di proporzionalità tra i benefici concessi e le caratteristiche geografiche dei territori coinvolti.

Secondo quanto emerso dalle ultime comunicazioni, il Ministero intende riconoscere premi specifici per i docenti e il personale ATA che garantiscono la continuità didattica e amministrativa in comuni classificati come montani. Tuttavia, il CSPI ha rilevato una criticità sostanziale: i punteggi previsti dallo schema di decreto appaiono identici a quelli già introdotti dal D.M. n. 178 del 2 settembre 2026 per il servizio prestato nelle isole minori. Tale uniformità normativa solleva dubbi sulla correttezza della valutazione, poiché le isole minori rappresentano territori circoscritti, mentre i comuni montani coprono una platea molto più vasta, interessando quasi la metà dei comuni italiani.

La preoccupazione principale risiede nel fatto che una premialità uguale per contesti geografici così diversi possa produrre un vantaggio sproporzionato. Il parere del CSPI insiste sulla necessità di ridimensionare fortemente gli effetti del punteggio aggiuntivo e di riparametrarli in modo proporzionale. L'obiettivo è garantire che il riconoscimento premi effettivamente il disagio logistico e geografico reale, evitando che la misura diventi un meccanismo di assegnazione indiscriminato che penalizza chi ha maturato posizioni in altre sedi scolastiche nel corso degli anni.

Cosa dice il D.M. 178/2026 in sintesi

Sebbene il decreto non contenga articoli specifici dedicati alla montagna, esso costituisce il termine di paragone fondamentale per la valutazione del nuovo schema ministeriale. Il provvedimento, adottato in attuazione dell'articolo 25, comma 1, della legge 7 maggio 2026, n. 70, disciplina le modalità di attribuzione di punteggi aggiuntivi nelle graduatorie ad esaurimento (GAE) e nelle graduatorie provinciali per le supplenze (GPS) a favore del personale docente che ha prestato servizio presso i plessi scolastici ubicati nelle isole minori.

Le disposizioni previste per il personale docente includono un'aggiunta di 6 punti per ogni anno scolastico di servizio effettivamente prestato, a condizione che tale servizio sia durato almeno 180 giorni, di cui almeno 120 dedicati alle attività didattiche. Per chi svolge contemporaneamente attività nelle pluriclassi della scuola primaria, è prevista una maggiorazione ulteriore di 3 punti. Il decreto specifica inoltre che il punteggio sarà cumulabile con quello ordinario e che il Ministero pubblicherà annualmente l'elenco dei plessi interessati entro il 30 giugno.

Contesto e precedenti

Il percorso normativo che ha portato alla discussione attuale affonda le radici nella Legge 12 settembre 2025, n. 131, che ha introdotto per la prima volta il meccanismo di incentivo per il servizio nelle scuole di montagna. Tale norma ha demandato al Ministero l'individuazione delle scuole interessate e la definizione dei punteggi, includendo esplicitamente la valorizzazione della continuità didattica, delle pluriclassi e dell'anzianità di servizio. In precedenza, il Ministero aveva già avviato il confronto con le organizzazioni sindacali il 22 settembre 2026, presentando una bozza che mirava a premiare il presidio effettivo sul territorio.

Un passaggio fondamentale in questo iter è stato il D.P.C.M. dell'11 maggio 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 7 luglio 2026, che ha ridefinito i criteri e i parametri geomorfologici per la classificazione dei comuni montani. Questo provvedimento ha fissato le soglie tecniche necessarie per l'accesso alle misure di sostegno nazionali e per la ripartizione delle risorse del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane (FOSMIT). Secondo tale normativa, sono considerati montani i comuni che soddisfano criteri di altitudine (es. almeno il 20% della superficie sopra i 600 metri o altitudine media superiore a 350-400 metri) o di pendenza (almeno il 25% con pendenza superiore al 20%).

Sulla base di queste rilevazioni, sono stati identificati 3.715 comuni classificati come montani. La complessità di questa mappatura è uno dei motivi principali per cui il CSPI ha richiesto cautela: la classificazione di un comune non equivale automaticamente all'accesso a ogni beneficio, ma deve essere verificato che il plesso scolastico specifico si trovi effettivamente all'interno del territorio classificato. La disparità tra il numero limitato di plessi insulari e l'ampia platea dei comuni montani rende il rischio di una valutazione non proporzionale una questione di primaria rilevanza tecnica e politica.

Cosa cambia per docenti, ATA e scuole

L'introduzione dei punteggi aggiuntivi, se confermata nelle modalità attuali, comporterà modifiche sostanziali nelle procedure di aggiornamento delle graduatorie. Per il personale docente, il riconoscimento inizierà con l'anno scolastico 2027/2028, con il primo impatto concreto sulle procedure di aggiornamento delle GAE e delle GPS relative al biennio 2028/2029 – 2029/2030. I docenti dovranno garantire un servizio di almeno 180 giorni annui, di cui 120 didattici, per accedere ai 6 punti base. Inoltre, è prevista una forte premialità per la continuità: 10 punti aggiuntivi per un quinquennio di servizio continuativo e ulteriori 3 punti per ogni anno successivo.

Per il personale ATA, le disposizioni entreranno in vigore a decorrere dalle procedure di aggiornamento delle graduatorie permanenti relative all'anno scolastico 2028/2029. In questo caso, il punteggio previsto è di 3 punti aggiuntivi per ogni anno scolastico (sempre con i requisiti dei 180 giorni totali e 120 didattici), 5 punti per un quinquennio di servizio continuativo e 1,5 punti per ogni ulteriore anno successivo. È fondamentale che il personale sia consapevole che non sarà sufficiente la mera copertura contrattuale: i giorni di assenza, anche se retribuiti, non concorreranno al raggiungimento della soglia minima necessaria per ottenere il bonus.

Le scuole e le segreterie dovranno prestare particolare attenzione alla verifica del servizio effettivamente prestato. Il Ministero dovrà pubblicare ogni anno l'elenco dei plessi scolastici che danno diritto al punteggio entro il 30 giugno. Gli uffici scolastici regionali e gli ambiti territoriali dovranno utilizzare tali elenchi per la corretta valutazione dei servizi nelle procedure di aggiornamento. In caso di istituti che comprendono sedi in territori diversi, le misure riguarderanno esclusivamente i plessi situati nei comuni montani individuati dalla normativa vigente.

Profilo PersonalePunteggio Annuale BasePremialità Continuità (5 anni)Ulteriori anni
Docenti6 punti10 punti3 punti
ATA3 punti5 punti1,5 punti

Le posizioni

Il dibattito tra gli attori coinvolti evidenzia diverse sfumature interpretative. La FLC CGIL ha accolto positivamente l'obiettivo di sostenere le aree disagiate, ma ha espresso la necessità di un monitoraggio attento per evitare che l'eccessiva valorizzazione crei squilibri nelle graduatorie, penalizzando chi ha maturato posizioni in altre sedi nel corso di molti anni. Il sindacato ha inoltre richiesto maggiore chiarezza sulla definizione di "servizio effettivamente prestato" per prevenire futuri contenziosi.

Dall'altra parte, l'ANIEF ha assunto una posizione più critica riguardo alla tempistica e alla portata della misura. In precedenza, il sindacato ha contestato la mancata applicazione della maggiorazione nelle GPS 2026-2028, ritenendola una scelta sbagliata e annunciando il ricorso per ottenere la valutazione aggiuntiva. Mentre il CSPI chiede una riduzione dei punteggi per garantire la proporzionalità, l'ANIEF sostiene una posizione favorevole a una valorizzazione effettiva e immediata del servizio montano, non necessariamente ridimensionata.

In sintesi, mentre il Ministero punta a una soluzione rapida per contrastare lo spopolamento, il CSPI agisce come garante della coerenza normativa, temendo che l'applicazione di un modello "isole minori" a una realtà montana molto più vasta e morfologicamente eterogenea possa generare distorsioni nelle opportunità di carriera e di assegnazione del personale scolastico.

FAQs
Scuola, il CSPI chiede meno punteggi per aree montane

Quali sono le ragioni specifiche del CSPI per la richiesta di riduzione dei punteggi?+

Il CSPI ritiene che i punteggi aggiuntivi proposti dal MIM siano eccessivi poiché identici a quelli previsti per le isole minori, che sono territori circoscritti. Il Consiglio sostiene che la norma debba favorire la continuità didattica in aree con reale disagio logistico e geografico, richiedendo quindi un forte ridimensionamento e una riparametrizzazione proporzionale degli altri punteggi.

Quali sono i criteri tecnici utilizzati dal MIM per definire le aree montane?+

La classificazione dei comuni montani si basa su criteri geomorfologici che includono l'altitudine (es. almeno il 20% della superficie sopra i 600 metri o altitudine massima superiore a 1.200 metri) e la pendenza del territorio (superiore al 20%). Il DPCM fissa l'elenco nazionale di 3.715 comuni che soddisfano tali requisiti alternativi.

Come si differenziano i criteri di assegnazione rispetto al D.M. 178 del 2 settembre 2026 per le isole minori?+

Sebbene i punteggi previsti siano quantitativamente identici (6 punti per il personale docente e 3 per il personale ATA per ogni anno di servizio), la differenza risiede nella natura del territorio: le isole minori sono aree circoscritte, mentre i comuni montani coprono quasi la metà dei comuni italiani. Il CSPI evidenzia questa sproporzione tra l'estensione geografica e il beneficio assegnato.

Quali sono le modalità di verifica del servizio effettivamente prestato nelle aree montane?+

Il servizio deve essere effettivamente prestato per almeno 180 giorni nel corso dell'anno scolastico, di cui almeno 120 dedicati alle attività didattiche. Per il personale docente, il punteggio è legato al servizio nei comuni montani, mentre per il personale ATA è conteggiabile esclusivamente il periodo di effettivo servizio.

Quali sono le posizioni degli altri sindacati sulla proposta del Ministero?+

Il contenuto fornito non specifica le posizioni degli altri sindacati riguardo alla proposta del Ministero.

Fonti consultate

Redazione Orizzonte Insegnanti
L'autore

Docente specializzato sul sostegno, progettista di piattaforme digitali e sviluppatore di sistemi di IA applicata

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Pubblicato dalla Redazione Orizzonte Insegnanti LinkedIn

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