La parola ERROR scritta con lettere blu su sfondo bianco, simboleggia un problema o un ostacolo nella formazione degli adulti sull'IA nella scuola dell'infanzia.

Intelligenza artificiale nella scuola dell’infanzia: la sfida parte dalla formazione degli adulti. I percorsi di Martina Marangon e il modello da rendere replicabile

6 min di lettura

Indice Contenuti

L’integrazione dell’Intelligenza Artificiale (IA) nel contesto della scuola dell’infanzia sta assumendo una direzione che si discosta nettamente dalla semplice esposizione precoce dei bambini agli strumenti digitali. La nuova prospettiva, che sta prendendo corpo attraverso i percorsi formativi della docente e ricercatrice Martina Marangon, pone al centro della scena la competenza pedagogica degli adulti. L'obiettivo non è la tecnologizzazione degli ambienti educativi, ma la capacità di insegnanti ed educatori di governare, progettare e selezionare l'IA come un vero e proprio strumento di supporto alla regia educativa.

Questa iniziativa, che ha visto un primo importante intervento presso l’Ufficio Scolastico Regionale per il Friuli Venezia Giulia nel maggio 2026, si è consolidata con l'annuncio ufficiale dei percorsi formativi e del modello di ricerca-azione per la replicabilità nazionale il 25 agosto 2026. Il fulcro del progetto risiede nel preparare i professionisti della fascia 0-6 a educare bambini che cresceranno in ambienti profondamente trasformati dall'IA, evitando il rischio di una "rincorsa tecnologica" priva di fondamenti metodologici e proteggendo le dimensioni essenziali dello sviluppo infantile.

Il modello proposto non vede l'IA come un sostituto dell'esperienza corporea o relazionale, ma come un'architettura narrativa. In questo senso, la tecnologia serve a costruire ambienti simbolici coerenti, personaggi guida e micro-missioni che arricchiscono il percorso educativo senza sottrarre spazio al gioco, al movimento e all'interazione con l'altro. Si tratta di una trasformazione profonda dei processi educativi, dove l'innovazione non è un fine in sé, ma un mezzo per potenziare la qualità della progettazione didattica e della documentazione pedagogica.

Quattro percorsi formativi per una nuova competenza professionale

Il catalogo formativo elaborato dalla Dott.ssa Marangon non si limita a una teoria astratta, ma si articola in quattro itinerari specifici, ciascuno con una durata indicativa di 12 ore (ampliabili in base alle necessità delle singole istituzioni). Questi percorsi sono pensati per trasformare il docente da semplice "utente di tecnologia" a vero progettista di ambienti, fornendo strumenti pratici per la gestione quotidiana della classe e della documentazione.

I percorsi includono:

  • Giocare, sperimentare, imparare: focus sull'IA come supporto alla progettazione di laboratori basati sul learning by doing, dove la tecnologia aiuta a strutturare esperienze originate dall'esplorazione e dalla scoperta.
  • Dare voce alle esperienze: dedicato al digital storytelling e alla documentazione educativa. L'IA viene utilizzata per organizzare e trasformare le esperienze vissute in narrazioni digitali (immagini, voce, musica, testi), mantenendo però l'insegnante come unico responsabile dell'interpretazione pedagogica.
  • Linguaggi creativi e IA: esplorazione di strumenti generativi per la progettazione di esperienze visive, sonore e narrative, favorendo la capacità di immaginare e creare nuovi linguaggi espressivi.
  • Educare nell’era dell’IA: un modulo fondamentale dedicato alla privacy, ai diritti dei bambini, alla sicurezza e alla comprensione critica dei rischi e delle opportunità derivanti dall'uso delle tecnologie.

Per garantire la validità scientifica di questo approccio, il modello prevede un disegno di ricerca-azione "mixed methods". Questo sistema di monitoraggio mira a rilevare l'impatto della formazione sulle competenze professionali e sugli atteggiamenti dei docenti attraverso la raccolta di diari riflessivi, focus group e questionari pre e post-formazione per misurare l'autoefficacia dei partecipanti.

Fondamenti pedagogici e continuità educativa

La proposta si innesta su solide basi scientifiche, ispirandosi alle ricerche di Shonkoff & Phillips (2000) sulle neuroscienze dello sviluppo infantile e ai principi classici di Dewey, Montessori e Bruner sull'apprendimento attivo. Un elemento chiave è il richiamo al Sistema Integrato Zerosei, volto a garantire la continuità pedagogica tra nido e scuola dell'infanzia. In questo contesto, la qualità degli ambienti educativi è considerata determinante per ridurre le disuguaglianze sociali e garantire percorsi di crescita coerenti.

L'approccio istituzionale, coerente con le linee guida del Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM), promuove un utilizzo consapevole ed etico delle tecnologie. La sfida è dunque quella di proteggere i diritti dei minori garantendo, al contempo, che gli adulti siano dotati delle competenze necessarie per non essere sopraffatti dagli strumenti digitali, ma per utilizzarli come leve di personalizzazione e inclusione.

Percorso FormativoObiettivo Pedagogico Principale
Giocare, sperimentare, imparareSupporto alla progettazione di laboratori "learning by doing"
Dare voce alle esperienzeDigital storytelling e documentazione educativa narrativa
Linguaggi creativi e IAProgettazione di esperienze visive, sonore e narrative
Educare nell’era dell’IAFocus su privacy, diritti dei minori e sicurezza digitale

Cosa cambia concretamente per la scuola e i docenti

L'adozione di questo modello di formazione comporta cambiamenti operativi immediati per diversi attori della comunità scolastica:

  • Per i docenti: Si passa da un ruolo passivo di fruizione tecnologica a uno attivo di progettazione. L'insegnante potrà utilizzare l'IA per semplificare testi complessi, adattare le consegne per favorire l'inclusione, generare biografie di personaggi guida e organizzare in modo più fluido la documentazione narrativa destinata alle famiglie.
  • Per i bambini: Non si prevede un cambiamento nell'esperienza diretta, che resta ancorata al corpo, al gioco e alla relazione. Tuttavia, i bambini beneficeranno di attività di qualità superiore, caratterizzate da una maggiore coerenza narrativa e da un arricchimento delle proposte didattiche.
  • Per le scuole: Le istituzioni che aderiscono alla rete di sperimentazione avranno la possibilità di documentare e validare le buone pratiche, rendendole trasferibili e replicabili in altri contesti territoriali attraverso la ricerca scientifica.

Nota importante: Al momento non sono ancora stati specificati i costi esatti dei percorsi formativi né i criteri di finanziamento per le scuole aderenti. Tuttavia, il percorso di monitoraggio tramite diari riflessivi e focus group rappresenta un passo fondamentale per trasformare l'esperienza formativa in un modello di ricerca scientifica osservabile e validato.

Prossimi passi e monitoraggio della formazione

Le scuole aderenti inizieranno i percorsi formativi di 12 ore con l'obiettivo di rilevare la percezione di autoefficacia dei docenti. Il monitoraggio avverrà tramite la somministrazione di questionari strutturati per valutare le competenze acquisite nella progettazione didattica assistita dall'IA. Questo processo di ricerca-azione permetterà di trasformare le singole esperienze in un modello nazionale replicabile, garantendo che l'innovazione tecnologica rimanga sempre al servizio della pedagogia.

Per chi desidera approfondire le linee guida generali sull'uso delle tecnologie nel contesto scolastico, è possibile consultare i documenti ufficiali pubblicati sul sito del Ministero dell'Istruzione e del Merito.

FAQs
Intelligenza artificiale nella scuola dell’infanzia: la sfida parte dalla formazione degli adulti. I percorsi di Martina Marangon e il modello da rendere replicabile

Qual è l'obiettivo principale del modello formativo di Martina Marangon per l'IA nella scuola dell'infanzia?+

L'obiettivo non è l'uso diretto dei bambini dei dispositivi digitali, ma lo sviluppo della competenza pedagogica degli insegnanti ed educatori. Il modello mira a fornire agli adulti gli strumenti per governare, progettare e selezionare l'IA come supporto alla "regia educativa" e alla progettazione di ambienti simbolici coerenti.

Quali sono i quattro percorsi formativi previsti dal catalogo?+

I percorsi includono: 1) IA per il "learning by doing" e laboratori pratici; 2) IA per il digital storytelling e la documentazione educativa; 3) Strumenti generativi per linguaggi creativi (visivi, sonori e narrativi); 4) Formazione su privacy, diritti dei minori e comprensione critica dell'IA.

Cosa cambia concretamente per i docenti e per i bambini?+

Per i docenti, il ruolo evolve da utenti di tecnologia a progettisti di ambienti, utilizzando l'IA per adattare consegne inclusive e generare biografie di personaggi guida. Per i bambini, l'esperienza rimane basata su corpo e relazione, ma beneficia di attività più arricchite e di una maggiore coerenza narrativa nel percorso educativo.

Come viene monitorato l'impatto della formazione sulle scuole aderenti?+

Il modello prevede un disegno di ricerca "mixed methods" che combina dati quantitativi e qualitativi. Verranno somministrati questionari pre e post-formazione per misurare l'autoefficacia dei docenti e raccolti diari riflessivi e focus group per validare le buone pratiche in ambito scientifico.

Fonti consultate

Redazione Orizzonte Insegnanti
L'autore

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