Busto di statua classica con corona d'alloro, simbolo di eccellenza accademica, in contrasto con il calo di laureate STEM in Italia.
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Laureate STEM, cala la presenza femminile. L’Italia arranca sul 40,5% malgrado il governo spinga con investimenti. I dati Almalaurea

Redazione Orizzonte Insegnanti
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Laureate STEM, cala la presenza femminile. L’Italia arranca sul 40,5% malgrado il governo spinga con investimenti. I dati Almalaurea

Laureate STEM, cala la presenza femminile. L’Italia arranca sul 40,5% malgrado il governo spinga con investimenti. I dati Almalaurea La notizia arriva dall’Aula Magna dell’Università della Basilicata, dove è stato presentato il XXVIII Rapporto AlmaLaurea su Laurea e Occupazione. E il dato che salta all’occhio è uno su tutti: la quota di donne nelle discipline STEM è scesa dal 41,1 al 40,5 per cento.

Un passo indietro, non in avanti. In un Paese che cerca disperatamente ingegneri, informatiche e matematiche, le ragazze continuano a preferire altri percorsi. Proprio mentre il governo spinge sull’acceleratore – investimenti sul Pnrr, nuovi corsi di laurea, battaglie retoriche sul “fare industria” – i numeri raccontano un’altra storia. Le STEM restano un cantiere aperto e m

Punti chiave e contesto

tato il XXVIII Rapporto AlmaLaurea su Laurea e Occupazione. E il dato che salta all’occhio è uno su tutti: la quota di donne nelle discipline STEM è scesa dal 41,1 al 40,5 per cento. Un passo indietro, non in avanti. In un Paese che cerca disperatamente ingegneri, informatiche e matematiche, le ragazze continuano a preferire altri percorsi.

Proprio mentre il governo spinge sull’acceleratore – investimenti sul Pnrr, nuovi corsi di laurea, battaglie retoriche sul “fare industria” – i numeri raccontano un’altra storia. Le STEM restano un cantiere aperto e mal frequentato dalle ragazze. È vero: i fondi per le materie scientifiche e tecnologiche non sono mai stati così ingenti. L’intero sistema u

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Titolo fonteLaureate STEM, cala la presenza femminile. L’Italia arranca sul 40,5% malgrado il governo spinga con investimenti. I dati Almalaurea
Link fontehttps://www.orizzontescuola.it/laureate-stem-cala-la-presenza-femminile-litalia-arranca-sul-405-i-dati-almalaurea/
Data fonte2026-06-13T17:44:42+00:00
FocusLaureate STEM, cala la presenza femminile. L’Italia arranca sul 40,5% malgrado il governo spinga con investimenti. I dati Almalaurea

Cosa cambia in concreto

. L’intero sistema universitario ha ricevuto la missione di sfornare ingegneri, data analyst e informatici. Eppure il fronte femminile arretra. Da dieci anni la quota di laureate nelle discipline hard oscilla senza mai sfondare il muro del 41 per cento. Oggi è sotto, di nuovo. Segno che le campagne di orientamento, gli slogan e le quote rosa annunciate sui palchi non bastano.

O forse, semplicemente, non funzionano. Nel 2025 le laureate rappresentano comunque la maggioranza schiacciante del totale: 59,6 donne ogni 100 titoli. Ma dentro i numeri si nasconde una geografia degli studi ancora rigidamente segmentata per genere. Nei corsi di informatica e tecnologie ICT le donne sono appena il 14,8 per cento tra i triennali. In ingegneria industriale e dell’informazione non arrivano al 26 per cento. Di contro, nei gruppi educazione e formazione (94,2%) o linguistico (83,5%) la presenza femminil

Cosa conviene verificare

e è pressoché totalitaria. A fare la differenza, spiega il rapporto, è ancora l’origine sociale. Un laureato su tre ha almeno un genitore con titolo universitario: nel 2025 la quota ha toccato il 34,7 per cento, in crescita costante dal 28,5 del 2015. Ma sale al 46,3 tra i magistrali a ciclo unico, quelli che portano a medicina, giurisprudenza o veterinaria. In pratica: più lungo è il percorso, più conta il cuscino familiare.

L’università piace, l’estero meno Nonostante le criticità, il livello di soddisfazione resta alto. Otto laureati su dieci si dichiarano contenti dell’esperienza complessiva. L’89 per cento tornerebbe indietro e si iscriverebbe nuovamente, magari non sempre nello stesso ateneo ma comunque all’università. Un dato stabile da anni, che sfiora quota 90 e resiste anche al lieve calo del 2025. Ma cambia la disposizione a mu

Punti da monitorare

oversi. La disponibilità a lavorare all’estero è scesa al 45,2 per cento, cinque punti in meno rispetto a dieci anni fa. Un italiano su due prima della pandemia era pronto a fare la valigia. Oggi no.

E non è solo una reazione post-Covid: il calo era iniziato già nel 2016. Gli analisti di AlmaLaurea lo collegano alla diffusione dello smart working e alla possibilità di restare in Italia lavorando da remoto per aziende straniere. Più soldi, più tempo, più autonomia Le aspettative sul lavoro stanno cambiando in fretta. La retribuzione netta minima accettabile per un posto full time è salita alle stelle: nel 2016 solo il 24,4 per cento dei laureati chiedeva almeno 1.500 euro al mese.

Perche la notizia conta

tende il 66,9 per cento. Un balzo di oltre 40 punti in nove anni, dovuto in parte all’inflazione, in parte a una rinnovata consapevolezza del proprio valore. Ma non è solo questione di soldi. Il tempo libero è diventato un asset: la sua importanza è cresciuta del 26,6 per cento rispetto al 2015.

La flessibilità dell’orario è salita del 20,7 punti. E l’autonomia nel lavoro è oggi decisiva per quasi due laureati su tre. A passare in secondo piano, invece, la coerenza con gli studi compiuti: solo il 23 per cento rifiuterebbe in ogni caso un impiego non attinente al titolo. Per la maggioranza (53%) va bene, ma come c

FAQs
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Qual e il punto centrale di Laureate STEM, cala la presenza femminile. L’Italia arranca sul 40,5% malgrado il governo spinga con investimenti. I dati Almalaurea?+

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