L'Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio ha diffuso le indicazioni operative per la progettazione dei percorsi di Scuola in Ospedale (SIO) ed Istruzione Domiciliare (ID) per l'anno scolastico 2026-2027. Questo provvedimento mira a strutturare i servizi pubblici destinati agli alunni che, a causa di gravi patologie, sono costretti a sospendere la frequenza regolare presso le istituzioni scolastiche di appartenenza, garantendo la continuità didattico-educativa e il diritto allo studio in contesti di cura.
Il servizio di Scuola in Ospedale si configura come un'offerta formativa specifica per i bambini e i ragazzi ricoverati, permettendo loro di esercitare i propri diritti formativi durante i periodi di degenza. Parallelamente, l'Istruzione Domiciliare interviene per supportare gli studenti colpiti da patologie che impediscono la frequenza scolastica per un periodo non inferiore ai 30 giorni, anche non continuativi. Queste misure sono pensate per contrastare il rischio di dispersione scolastica e ripetenze, fenomeni che spesso aggravano la condizione di vulnerabilità delle famiglie che affrontano malattie croniche, traumatiche o onco-ematologiche.
Le nuove linee di indirizzo nazionali, recepite dalle indicazioni regionali, sottolineano come questi percorsi debbano essere personalizzati e individualizzati in base alle specifiche esigenze del minore. L'obiettivo non è solo la mera trasmissione di contenuti, ma la creazione di un accomodamento ragionevole che permetta allo studente di mantenere un legame con il sistema scolastico, favorendo lo sviluppo delle potenzialità individuali anche in contesti di riabilitazione o di cura domiciliare.
Il quadro normativo e le modalità di attivazione dei servizi
L'attivazione del servizio di Istruzione Domiciliare richiede un'attenta pianificazione organizzativa e amministrativa da parte delle istituzioni scolastiche. Il servizio può essere erogato sia presso l'abitazione dell'alunno sia in strutture riabilitative, ma la sua attivazione è subordinata a una formale richiesta della famiglia accompagnata da un'idonea e dettagliata certificazione sanitaria. È fondamentale che tale certificazione sia rilasciata da una struttura sanitaria pubblica o dai servizi sanitari nazionali, escludendo espressamente il medico di famiglia o medici curanti privati, come previsto dalle Linee di Indirizzo Nazionali (D.M. 461/2019).
Per gestire l'aumento delle richieste, le istituzioni scolastiche sono tenute a inserire il progetto di Istruzione Domiciliare all'interno del PTOF, previa delibera del Consiglio di Istituto. Una volta ricevuta la richiesta, la scuola predispone il percorso seguendo una procedura specifica che prevede la redazione di un PDP (Piano Didattico Personalizzato) da parte del Consiglio di Classe o Interclasse. In questo documento devono essere chiaramente indicati:
- Le competenze da sviluppare e le discipline coinvolte;
- I docenti incaricati della realizzazione del percorso didattico;
- I tempi e le modalità di valutazione previste;
- Il monte ore indicativo, che varia in base al grado di istruzione (4/5 ore settimanali per la primaria e 6/7 ore per la secondaria).
In caso di alunni con disabilità certificata ex lege 104/92, l'istruzione domiciliare deve essere garantita dall'insegnante di sostegno, in coerenza con il progetto individuale e il Piano Educativo Individualizzato (PEI). Per quanto riguarda il personale docente, la didattica è svolta dagli insegnanti della classe di appartenenza in orario aggiuntivo. In caso di indisponibilità, la scuola può coinvolgere altri docenti della stessa istituzione, di scuole viciniori o, laddove possibile, i docenti ospedalieri, previa sottoscrizione di accordi per l'ottimizzazione delle risorse.
Coordinamento e gestione dei percorsi di Scuola in Ospedale
Quando il progetto di Istruzione Domiciliare viene attivato per alunni ricoverati in ospedali dotati di una sezione di Scuola in Ospedale, il referente di progetto ha il compito di stabilire contatti diretti con i docenti in servizio presso la struttura sanitaria. Questo coordinamento è essenziale per sincronizzare e integrare le attività del percorso formativo e per garantire il passaggio fluido degli elementi di valutazione delle attività già svolte in ambiente ospedaliero, nel rispetto del Regolamento sulla valutazione (D.Lgs n. 62 del 13.04.2017).
Le istituzioni scolastiche sono inoltre chiamate a collaborare con l'Ufficio Scolastico Regionale, gli Enti locali e le altre strutture coinvolte per garantire la massima efficacia del servizio. È auspicabile che, laddove possibile, venga integrato l'utilizzo delle tecnologie e di un'efficace didattica a distanza (DDI), pur mantenendo la priorità sui bisogni formativi, di cura e di riabilitazione del malato.
| Servizio | Destinatari e Requisiti | Durata/Monte Ore Indicativo |
|---|---|---|
| Scuola in Ospedale (SIO) | Alunni con patologie che costringono alla sospensione della frequenza regolare. | Variabile in base alla degenza. |
| Istruzione Domiciliare (ID) | Alunni con patologie che impediscono la frequenza per almeno 30 giorni (non continuativi). | Primaria: 4/5 ore; Secondaria: 6/7 ore. |
Impatto sulla scuola e sui docenti
L'introduzione di queste linee operative comporta una serie di adempimenti pratici per i dirigenti scolastici e il corpo docente. Le scuole devono garantire che il progetto sia non solo previsto, ma effettivamente attivabile attraverso una delibera del Consiglio di Istituto e l'inserimento nel PTOF. Questo richiede una pianificazione preventiva dei fondi, poiché la scuola deve accantonare il 50% delle ore richieste per il progetto di Istruzione Domiciliare, mentre il restante 50% può essere richiesto all'USR Lazio o tramite co-finanziamenti con gli Enti locali.
Per i docenti, la novità principale risiede nella necessità di una pianificazione collaborativa. Gli insegnanti della classe di appartenenza dovranno gestire il monte ore in orario aggiuntivo, coordinandosi con i docenti delle scuole viciniori o con i docenti ospedalieri. È previsto un iter documentale rigoroso che include la redazione del PDP, la delibera del Collegio dei Docenti per i criteri di selezione dei docenti e l'eventuale interpello per il reclutamento esterno.
Per le famiglie, la chiarezza sulle modalità di attivazione rappresenta un punto di forza: la richiesta deve essere accompagnata da una certificazione medica specifica (non del medico di base) e dalla consapevolezza che il percorso sarà personalizzato per bilanciare le necessità di studio con quelle di cura. La scuola diventa quindi un partner attivo nel percorso di salute del minore, assicurando che il diritto all'istruzione non venga meno a causa di impedimenti fisici o clinici.
Cosa cambia concretamente per le istituzioni scolastiche
Le scuole dovranno ora seguire una procedura standardizzata per la progettazione dei percorsi, che include la compilazione di una scheda progetto specifica da inviare all'indirizzo dedicato dell'USR Lazio. Questo passaggio è fondamentale per la rendicontazione e il monitoraggio dei servizi. Inoltre, la scuola deve essere pronta a gestire la sincronizzazione dei dati tra diverse strutture (es. ospedale e domicilio), assicurando che la valutazione degli studenti sia coerente e non frammentata tra i diversi luoghi di apprendimento.
In sintesi, la normativa mira a trasformare un servizio spesso frammentato in un sistema integrato, dove la responsabilità è condivisa tra scuola, sanità e famiglia, con l'obiettivo di proteggere il percorso formativo degli studenti più fragili.
La nota non specifica i criteri tecnici per la scelta della scuola polo regionale né la composizione della rete di scopo. Inoltre, non è chiaro quali siano i criteri di priorità per l'assegnazione dei docenti ospedalieri tra le diverse istituzioni scolastiche.
FAQs
Lazio, nuove linee per scuola in ospedale e istruzione domiciliare
Il servizio è attivabile su richiesta formale della famiglia e previa presentazione di una certificazione sanitaria dettagliata rilasciata da strutture sanitarie pubbliche o servizi sanitari nazionali. La certificazione deve attestare l'impossibilità di frequentare la scuola per un periodo non inferiore ai 30 giorni, anche non continuativi, a causa di patologie che impediscono la normale routine scolastica.
Il Consiglio di Classe o Interclasse pianifica un percorso personalizzato redigendo un Piano Didattico Personalizzato (PDP). In questo documento vengono definite le competenze da sviluppare, le discipline coinvolte, i docenti incaricati, nonché i tempi e le modalità di valutazione.
L'istituzione scolastica deve inserire il progetto nel PTOF con delibera del Consiglio di Istituto e predisporre la documentazione specifica (Modello A). È necessario allegare la richiesta dei genitori, la certificazione medica pubblica, la delibera del Collegio dei Docenti sui criteri di selezione dei docenti e la dichiarazione di accantonamento dei fondi per il 50% delle ore richieste.
Le lezioni sono svolte dagli insegnanti della classe di appartenenza in orario aggiuntivo; in loro assenza, possono essere affidate ad altri docenti della stessa scuola o di scuole viciniori. È previsto anche il coinvolgimento dei docenti ospedalieri e, per gli alunni con disabilità certificata, l'istruzione può essere garantita dall'insegnante di sostegno in coerenza con il PEI.
Il monte ore è indicativamente di 4/5 ore settimanali per la scuola primaria e di 6/7 ore per la secondaria di primo e secondo grado. Tuttavia, il numero effettivo di ore deve essere stabilito in base ai bisogni formativi, d'istruzione, di cura e di riabilitazione del malato.