Chi desidera trasferirsi in un Istituto Comprensivo o in un Istituto di Istruzione Superiore deve sapere che non può scegliere singole sedi o plessi. Questa scelta, infatti, è di competenza esclusiva del dirigente scolastico, che assegna la sede sulla base di criteri stabiliti dalla normativa e dai contratti collettivi, garantendo comunque priorità alle situazioni di fragilità e alle esigenze di tutela del personale.
Differenze tra Istituto di Istruzione Superiore e Istituto Comprensivo
A partire dall'anno scolastico 2017/18, le istituzioni scolastiche di secondo grado e le scuole primarie e dell'infanzia sono dotate di un organico unificato, senza distinzione tra indirizzi, sedi o plessi. Ciò significa che un Istituto di Istruzione Superiore (IIS) può comprendere più indirizzi e può essere distribuito anche in comuni diversi dalla sede centrale. Al contrario, un Istituto Comprensivo (IC) riunisce più plessi di scuola primaria, secondaria di primo grado e infanzia, distribuiti in più comuni, sotto un’unica gestione con un codice meccanografico unico. Questa organizzazione mira a favorire l’autonomia e la flessibilità delle scuole, senza che siano previsti trasferimenti liberi di singoli plessi.
Come funziona il trasferimento in IIS o IC
Il docente che presenta una domanda di mobilità verso un IIS o IC non può indicare una singola sede o plesso nel modulo di richiesta. La domanda, infatti, si riferisce all’intera istituzione scolastica attraverso il suo codice identificativo. Durante il processo, non è prevista la possibilità di esclusione di singole sedi o plessi specifici; la richiesta comprende l’intera istituzione, lasciando al dirigente scolastico la decisione finale sulla sede di assegnazione.
Come avviene l’assegnazione delle sedi
Ruolo del dirigente scolastico
La decisione riguardante la mobilità del docente all’interno di un Istituto Comprensivo o di un Istituto superiore si colloca sotto la responsabilità esclusiva del dirigente scolastico, il quale deve garantire che la ripartizione delle sedi sia effettuata in modo equo e conforme alle normative vigenti. In particolare, il dirigente analizza le esigenze didattiche, organizzative e le priorità di servizio, intervenendo in modo collegiale con il Consiglio di istituto e rispettando i criteri di trasparenza e imparzialità previsti dalla normativa scolastica.
Il processo di assegnazione non permette al docente di chiedere specificamente una sede singola, in quanto ogni mobilità viene gestita secondo un quadro generale di criteri oggettivi, legati alle esigenze strutturali dell’istituto e alle disponibilità di organico. La priorità viene spesso attribuita in base a fattori quali la vicinanza alla residenza del docente, le esigenze di fragilità o di particolari condizioni di tutela, e la tutela di specifiche situazioni di fragilità o disabilità, al fine di favorire una distribuzione equa delle assegnazioni.
Il dirigente scolastico, nel rispetto delle normative sulla mobilità, si impegna a garantire che i trasferimenti avvengano in modo trasparente, con motivazioni chiare e condivise nell’ambito delle procedure amministrative previste. La scelta delle sedi di trasferimento rappresenta quindi un atto di amministrazione scolastica volto a ottimizzare le risorse e a rispondere alle esigenze dell’intera comunità scolastica, tutelando i diritti e le esigenze dei docenti e degli studenti.
Precedenze stabilite dalla normativa
Nel rispetto delle previste precedenze, il dirigente scolastico deve garantire che i docenti con disabilità o che assistono un familiare con grave disabilità abbiano priorità nell’assegnazione della sede, preferibilmente nel comune di residenza o di servizio. Questi casi sono tutelati dall’articolo 13 del CCNI sulla mobilità, per assicurare tutela e supporto alle situazioni di fragilità, anche quando l’istituto comprende più sedi.
Rispetto delle specifiche esigenze di tutela
La normativa consente di garantire assegnazioni ragionate per tutelare i docenti con particolari esigenze, senza che ciò comporti una scelta individuale della sede ai singoli plessi, ma attraverso un equilibrio tra esigenze amministrative e tutele giuridiche.
Conclusioni sulla mobilità all’interno di IIS e IC
In sintesi, il docente che si propone per la mobilità verso un IIS o IC può indicare soltanto l’intera istituzione scolastica. La decisione sulla sede specifica è di esclusiva competenza del dirigente scolastico, che assegna il docente sulla base di criteri stabiliti dalle norme contrattuali, con particolare attenzione alle priorità di tutela per le fasce fragili.
Importante
Quando un docente presenta una richiesta di mobilità attraverso il docente, questa deve essere indirizzata all'intero istituto di appartenenza e non a singole sedi o plessi specifici. Ciò significa che non è possibile indicare una preferenza per una sede particolare all’interno dello stesso istituto, ma si può esprimere una preferenza generale per il trasferimento in un Istituto Comprensivo o Superiore di determinata zona o provincia. Questa modalità di richiesta è stata stabilita per garantire parità di trattamento e facilitare le operazioni di gestione delle assegnazioni, rispettando intese e normative che tutelano sia gli interessi dei docenti sia l’organizzazione scolastica complessiva.
Consiglio
In caso il docente chieda di trasferirsi in un Istituto Comprensivo o in un Istituto superiore, è importante sottolineare che tale richiesta si riferisce generalmente all'intera istituzione e non a una singola sede specifica. La procedura di mobilità prevede infatti criteri stabiliti centralmente, che tengono conto di esigenze organizzative e di servizio, non di preferenze per singoli plessi. Pertanto, il docente deve essere consapevole che non può indicare una sede precisa nel proprio istnesto di domanda, ma può esprimere preferenze più ampie relative all'istituto nel suo complesso. Per questa ragione, è consigliabile valutare attentamente le possibilità e le limitazioni previste dalle normative vigenti, e consultare attentamente le guide ufficiali e le circolari ministeriali, che forniscono dettagli specifici sulle modalità di presentazione della domanda e sui criteri di assegnazione.
FAQs
Mobilità docente: come funziona la scelta delle sedi negli Istituti Comprensivi e Superiore
No, la domanda si riferisce all’intera istituzione scolastica e non consente di indicare una sede o plesso specifico. La scelta finale spetta al dirigente scolastico.
Perché la normativa e le regole di mobilità prevedono che le sedi vengano assegnate dal dirigente scolastico sulla base di criteri organizzativi e di priorità, non su preferenze individuali di sede.
L’assegnazione è di competenza del dirigente scolastico, che sceglie basandosi su criteri di equità, esigenze didattiche, priorità di servizio e tutela delle fragilità, senza poter considerare preferenze specifiche di sede.
Il dirigente ha il compito di assegnare le sedi in modo conforme alle normative, garantendo trasparenza ed equità, sulla base delle esigenze dell’istituto e delle priorità di tutela del personale.
No, i trasferimenti riguardano l’intera istituzione scolastica, e non è possibile indicare un plesso o sede singola nel modulo di domanda.
Può indicare preferenze generali per l’intera istituzione in una determinata zona o provincia, non per sedi specifiche all’interno dell’istituto.
Le priorità includono le esigenze di fragilità, tutela di soggetti con disabilità e vicinanza alla residenza, ma la sede specifica viene comunque decisa dal dirigente.
Il docente con esigenze di tutela speciale può usufruire di priorità nelle assegnazioni, ma senza poter indicare sedi specifiche nel modulo di domanda.
Perché la normativa prevede che le sedi siano assegnate secondo criteri organizzativi e di equità, per garantire trasparenza e tutela del personale.