Critiche del CNDDU al nuovo CCNI sulla mobilità docenti e la professionalità
Il panorama della mobilità docenti in Italia sta attraversando una fase di forte tensione normativa e sindacale a seguito della firma del nuovo Contratto Collettivo Nazionale Integrativo (CCNI) per il triennio 2025/2028. Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) ha espresso una netta opposizione alla disciplina vigente, denunciando un sistema che, secondo l'associazione, sacrifica sistematicamente il merito professionale a favore di tutele sociali e anagrafiche, creando una frattura profonda tra i diritti dei lavoratori e la valorizzazione del percorso di carriera.
La polemica si è accesa ufficialmente il 12 luglio 2026, in concomitanza con la messa in moto della macchina organizzativa per la mobilità annuale. Il CNDDU, guidato dal presidente Romano Pesavento, sostiene che l'attuale impianto contrattuale rappresenti una "sconfitta per il principio del merito", poiché non pondera adeguatamente l'anzianità di servizio, i titoli accademici, la formazione continua e le competenze certificate. Il coordinamento accusa il Ministero di aver trasformato una misura di eccezionalità — l'assegnazione provvisoria — in una procedura ricorrente che produce disparità permanenti tra docenti dello stesso ruolo.
Secondo quanto denunciato dal coordinamento, il problema si manifesta con estrema chiarezza in alcune classi di concorso, come la A046 (Discipline giuridiche ed economiche). In questi ambiti, si è consolidato un fenomeno per cui docenti con anzianità minima riescono a ottenere spostamenti interprovinciali grazie a criteri di precedenza sociali, mentre colleghi con 20 o 30 anni di servizio, master, specializzazioni e punteggi elevatissimi restano bloccati nelle loro sedi attuali. Questa situazione viene definita come una violazione del buon andamento della Pubblica Amministrazione, ai sensi dell'Art. 97 della Costituzione.
Le criticità del CCNI 2025/2028 e il rischio di discriminazione indiretta
L'assegnazione provvisoria è nata come uno strumento di civiltà giuridica per garantire diritti fondamentali, quali il ricongiungimento familiare o l'assistenza alle persone fragili, in linea con la Legge 104/1992. Tuttavia, il CNDDU evidenzia come l'applicazione costante di queste deroghe negli ultimi dieci anni abbia alterato l'equilibrio tra la tutela dei diritti personali e il riconoscimento della professionalità maturata. Il rischio concreto è quello di una discriminazione indiretta: una procedura che, pur non essendo discriminatoria nella norma, produce effetti che sacrificano sistematicamente la categoria dei docenti che hanno costruito la propria carriera attraverso decenni di servizio e aggiornamento professionale.
Un punto critico sollevato dal coordinamento riguarda la necessità di verifiche più rigorose sui requisiti richiesti per le tutele sociali. Il CNDDU sottolinea che numerosi verbali di riconoscimento della condizione di gravità ai sensi dell'articolo 3, comma 3, sono soggetti a revisione da parte delle Commissioni medico-legali dell'INPS. In questo senso, l'associazione chiede che le procedure di assegnazione prevedano verifiche puntuali dell'effettiva permanenza dei requisiti, per evitare che il mancato aggiornamento delle situazioni soggette a revisione incida sulle aspettative legittime di altri lavoratori che aspirano alla mobilità.
Richieste sindacali e obiettivi del tavolo tecnico
Il coordinamento non intende negare il valore delle tutele per i soggetti con disabilità, ma esige che queste non vengano utilizzate come unico parametro di precedenza, azzerando il valore dei titoli culturali e della formazione permanente. La richiesta principale indirizzata al Ministro Giuseppe Valditara è l'apertura di un tavolo tecnico urgente per revisionare i criteri di ponderazione. L'obiettivo è chiaro: reinserire il punteggio relativo agli anni di servizio nelle graduatorie delle assegnazioni provvisorie ed eliminare le discriminazioni indirette legate esclusivamente all'età anagrafica o alla composizione del nucleo familiare.
Il CNDDU denuncia che l'attuale disciplina non assegna alcuna rilevanza ai titoli accademici o alla partecipazione a percorsi di ricerca educativa, rendendo la corsa alla mobilità una competizione basata su fattori esterni alla qualità del servizio prestato. Per il coordinamento, è necessario restituire dignità alla professionalità docente, garantendo che la deroga non diventi la regola che premia l'assistenzialismo a scapito della competenza certificata e della continuità didattica.
| Elemento Normativo / Evento | Dettaglio Operativo | ||
|---|---|---|---|
| CCNI Triennio | 2025/2026, 2026/2027, 2027/2028 | ||
| Nota Ministeriale | n. 18007 del 10 luglio 2026 (Istruzioni operative) | ||
| Apertura Piattaforma | 10 luglio 2026, ore 15.00 | ||
| Scadenza Istanze | 23 luglio 2026, ore 23.59 | ||
| Riferimenti Normativi | Art. 97 Costituzione; Legge 104/1992 |
Cosa cambia concretamente per i docenti e le scuole
Per i docenti che intendono partecipare alla mobilità annuale 2026/2027, la situazione operativa rimane legata alla piattaforma Istanze OnLine. Nonostante le forti proteste del CNDDU, i criteri di precedenza attuali rimangono prioritari sui parametri sociali (età familiare, disabilità, distanza) a scapito di quelli professionali. Ciò significa che, per il momento, i titoli accademici, i master e l'anzianità di servizio non pesano nelle assegnazioni provvisorie, rendendo difficile per i docenti con lunghi percorsi di carriera ottenere spostamenti interprovinciali se non soddisfano i requisiti di tutela sociale.
Per i dirigenti scolastici e le segreterie, la gestione delle istanze seguirà rigorosamente le istruzioni della Nota Ministeriale n. 18007. La sfida amministrativa sarà quella di gestire un volume di richieste potenzialmente elevato, mantenendo la trasparenza richiesta dal coordinamento, specialmente in classi di concorso critiche come la A046. Al momento, non sono disponibili dati numerici precisi sul numero totale di docenti che presenteranno istanza nel triennio, ma la pressione sindacale suggerisce una partecipazione massiccia che potrebbe sovraccaricare i sistemi di verifica dei requisiti.
Prossimi passi e monitoraggio della situazione
Il prossimo passo fondamentale atteso dalla comunità scolastica è la risposta formale del Ministero alla richiesta di revisione del CCNI. Il CNDDU monitora attentamente l'apertura del tavolo tecnico richiesto per reinserire il merito professionale nei criteri di ponderazione. Fino a tale eventuale modifica, i docenti dovranno orientarsi sulla base della disciplina attuale, pur con la consapevolezza che il sistema è oggetto di un acceso dibattito sulla sua legittimità costituzionale e sulla sua efficacia nel valorizzare il capitale professionale maturato nel tempo.
FAQs
Critiche del CNDDU al nuovo CCNI sulla mobilità docenti e la professionalità
Il Coordinamento contesta l'esclusione dei criteri di merito, come anzianità, titoli di studio e formazione, a favore di soli parametri sociali e anagrafici. Secondo l'associazione, tale scelta viola il principio del buon andamento della Pubblica Amministrazione previsto dall'Art. 97 della Costituzione.
Le assegnazioni prioritarie rimangono legate a tutele sociali come il ricongiungimento familiare, la disabilità e la distanza. Questo significa che docenti con elevati punteggi professionali e molti anni di servizio potrebbero restare bloccati a scapito di colleghi con meno titoli ma con esigenze familiari prioritarie.
La piattaforma Istanze OnLine è stata aperta il 10 luglio 2026 alle ore 15.00. I docenti interessati hanno tempo fino al 23 luglio 2026, entro le ore 23.59, per inoltrare le proprie richieste secondo le istruzioni della Nota Ministeriale n. 18007.
Il Coordinamento chiede l'apertura immediata di un tavolo tecnico con il Ministero per rivedere la disciplina contrattuale. L'obiettivo è reinserire il punteggio relativo agli anni di servizio nelle graduatorie e eliminare le discriminazioni indirette legate all'età anagrafica.