Niente voti a Napoli: la scuola paritaria sfida il decreto Valditara con lettere personalizzate
Nel cuore dei Quartieri Spagnoli di Napoli, l'istituto paritario Dalla parte dei bambini, gestito dalla fondazione Foqus, ha scelto una strada che contraddice le nuove direttive ministeriali in vigore per l'anno scolastico 2026/2027. La scuola ha deciso di mantenere un sistema di valutazione basato su giudizi descrittivi personalizzati, rifiutando esplicitamente l'adozione dei voti numerici o dei giudizi sintetici introdotti dal ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara. Invece delle tradizionali pagelle con formule come "ottimo" o "insufficiente", gli studenti ricevono delle lettere che descrivono il loro percorso di apprendimento, evidenziando progressi e difficoltà in modo narrativo.
Questa scelta è stata definita una sfida alle nuove normative nazionali. La decisione non nasce da un'isolata intuizione pedagogica, ma rappresenta l'esito di un confronto interno tra docenti e direzione scolastica, volto a tutelare il modello della valutazione dialogica. Rachele Furfaro, fondatrice e dirigente dell'istituto, ha spiegato le ragioni di questa posizione in un'intervista raccolta da Dario Del Porto per Repubblica. Il modello adottato prevede che gli insegnanti redigano testi personalizzati invece di classificare il rendimento con una formula sintetica.
La scuola napoletana opera in un contesto normativo complesso: la normativa vigente prevede che a decorrere dall'anno scolastico 2024/2025 la valutazione periodica e finale degli apprendimenti nella scuola primaria sia espressa con giudizi sintetici. Tuttavia, l'istituto si avvale dell'autonomia didattica e organizzativa per mantenere il modello descrittivo. Al momento della pubblicazione delle notizie, non sono state comunicate sanzioni specifiche o procedimenti ufficiali contro l'istituto.
Cronologia normativa: dal DM 62/2017 al DPR 135/2025
Per comprendere la portata di questa scelta, è necessario analizzare l'evoluzione del sistema valutativo italiano. Nel 2017 è stato emanato il DM 62/2017 che ha introdotto norme sulla valutazione nel primo ciclo. Successivamente, nel 2020, è stata firmata l'Ordinanza Ministeriale 172 del 4 dicembre 2020, che ha previsto il giudizio descrittivo al posto dei voti numerici nella scuola primaria.
Tuttavia, con la Legge n. 150/2024 e i successivi decreti attuativi, tra cui il DPR 135/2025, è stato ripristinato l'uso di giudizi sintetici per le discipline della scuola primaria a decorrere dall'anno scolastico 2024/2025. La scuola napoletana prosegue con il modello descrittivo nonostante queste novità normative, operando in una zona grigia tra autonomia scolastica e obbligo normativo nazionale.
La questione tocca un punto sensibile del dibattito educativo: la tensione tra una valutazione orientata alla performance e una focalizzata sul processo di apprendimento. Il mondo della scuola è diviso su questo tema: alcuni docenti sostengono che i voti generano frustrazione e impotenza, mentre altri ritengono necessario mantenere una misurazione chiara per le famiglie.
Dalla parte dei bambini: valutazione dialogica
Rachele Furfaro ha dichiarato che la scuola è il luogo dell'incontro dove le diversità possono costruire insieme il proprio futuro, mettendo in guardia da una deriva competitiva tesa alla performance ad ogni costo .
La consegna delle lettere sostituisce la pagella tradizionale per quanto riguarda il feedback diretto. I testi descrivono le abilità e capacità dello studente, adattando a ognuno un consiglio per migliorare il rendimento scolastico. La classica pagella viene comunque stilata e consegnata ai genitori, ma la scuola suggerisce di non mostrarla ai figli, utilizzandola invece come strumento indicativo per valutare insieme agli insegnanti eventuali azioni di supporto.
Questa scelta si inserisce in un contesto più ampio di sperimentazione pedagogica. Altre scuole hanno adottato approcci simili: a Forlì la scuola Don Oreste Benzi invia lettere agli studenti dal 2017, a Padova l'istituto comprensivo di Lozzo Atestino ha introdotto il modello narrativo nel 2022, e a Pisa è in corso una sperimentazione con la rete Senza Zaino.
Cosa cambia in concreto per studenti e famiglie
Per gli studenti della scuola di Napoli, la consegna delle lettere sostituisce la pagella tradizionale per quanto riguarda il feedback diretto.
Questo approccio mira a trasformare la valutazione da atto burocratico a momento educativo condiviso.
Il modello di valutazione dialogico richiede una formazione specifica dei docenti che potrebbe non essere omogeneamente diffusa in tutto il sistema scolastico. Non è chiaro se la scuola paritaria possa invocare esenzioni specifiche dal rispetto del DPR 135/2025 per le scuole private, dato che il decreto si applica alle classi della scuola primaria senza distinzioni esplicitate nel testo normativo fornito.
Inoltre, non è specificato come questa scelta influisca sulla certificazione delle competenze nazionale prevista dall'articolo 10 del DPR n. 275/1999.
Il dibattito sindacale e le posizioni istituzionali
La CISL Scuola, durante un'audizione informale presso la Commissione VII della Camera dei Deputati nel maggio 2024, ha espresso perplessità sul passaggio ai giudizi sintetici, paventando il rischio di una mera sostituzione dei voti numerici con espressioni verbali che non cambiano la natura sommativa della valutazione.
La FLC CGIL ha invece confermato un giudizio positivo sull'impianto del giudizio descrittivo, sostenendo che favorisce una cultura pedagogica più innovativa e inclusiva. Queste posizioni evidenziano come il tema della valutazione sia al centro di un dibattito profondo tra le diverse forze in campo.
Tabella comparativa: modelli valutativi
| Aspetto | Dettaglio |
|---|---|
| Modello adottato dalla scuola di Napoli | Giudizi descrittivi personalizzati tramite lettere agli studenti |
| Modello normativo vigente (DPR 135/2025) | Giudizi sintetici (es. "ottimo", "buono") |
| Scadenza normativa per l'obbligo dei giudizi sintetici | Anno scolastico 2024/2025 e successivi |
| Posizione CISL Scuola | Perplessità sul passaggio ai giudizi sintetici |
| Posizione FLC CGIL | Giudizio positivo sul giudizio descrittivo |
| Situazione della scuola di Napoli | Prosegue con il modello descrittivo nonostante le novità normative |
La vicenda non è isolata ma fa parte di un dibattito più ampio sul sistema valutativo italiano.
La decisione è maturata dopo un confronto interno tra docenti e direzione scolastica.
La scuola napoletana opera in un contesto normativo che impone il giudizio sintetico, ma si avvale dell'autonomia didattica e organizzativa per mantenere il modello descrittivo.
Rachele Furfaro ha dichiarato che la scuola è il luogo dell'incontro dove le diversità possono costruire insieme il proprio futuro, mettendo in guardia da una deriva
FAQs
Niente voti a Napoli: la scuola paritaria sfida il decreto Valditara con lettere personalizzate
L'istituto "Dalla parte dei bambini" mantiene il sistema descrittivo personalizzato per opporsi alla deriva competitiva e alla valutazione statica imposta dal DPR 135/2025. La direzione preferisce un approccio dialogico che valorizzi le specificità di ogni alunno, evitando formule rigide come "ottimo" o "insufficiente".
Ogni studente riceve una lettera individuale che descrive il suo percorso, evidenziando progressi e difficoltà specifiche con consigli su misura. Parallelamente viene stilata la classica pagella per i genitori, ma la scuola suggerisce di non mostrarla ai figli, utilizzandola solo come riferimento interno per pianificare azioni di supporto.
La scuola opera in un contesto normativo che impone i giudizi sintetici, ma si avvale dell'autonomia didattica per mantenere il modello descrittivo. Non sono state comunicate sanzioni specifiche contro l'istituto al momento della pubblicazione delle notizie, sebbene la questione sollevi dubbi sull'applicabilità delle esenzioni per le scuole private.
La vicenda fa parte di un dibattito nazionale: altre realtà come la scuola Don Oreste Benzi a Forlì o l'istituto di Lozzo Atestino hanno già adottato approcci narrativi simili. Il mondo della scuola è diviso tra chi vede i voti come fonte di frustrazione e chi sostiene la necessità di una misurazione chiara per le famiglie.