Bambino scrive la lettera A in un quaderno a righe, parte del progetto scuole aperte in Emilia-Romagna per la conciliazione lavoro-famiglia.

Scuole primarie aperte in Emilia-Romagna: il progetto "Settembre insieme" e la sperimentazione per la conciliazione lavoro-famiglia

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Indice Contenuti

La Regione Emilia-Romagna ha ufficialmente dato il via alla sperimentazione del progetto Settembre insieme, un'iniziativa che prevede l'apertura delle scuole primarie nelle due settimane precedenti l'inizio formale dell'anno scolastico. A partire dal 31 agosto 2026, la misura coinvolge circa 8.000 bambini e mira a fornire servizi educativi, ricreativi e sportivi gratuiti, rispondendo a una crescente domanda di supporto per le famiglie che faticano a conciliare gli impegni lavorativi con le necessità di cura dei figli piccoli durante il periodo di transizione tra la fine dell'estate e il rientro didattico.

L'iniziativa, che si estende dal 31 agosto al 14 settembre 2026, non si configura come un semplice anticipo del calendario scolastico ordinario, ma come un intervento strutturato di aggregazione e socialità. Il progetto coinvolge 150 istituti scolastici situati nei 42 Comuni delle Agende trasformative urbane per lo sviluppo sostenibile (Atuss), coprendo un territorio che va da Piacenza a Rimini. L'obiettivo dichiarato dalle istituzioni regionali è quello di trasformare le scuole in veri e propri presidi civici, luoghi capaci di accogliere le comunità educanti e di offrire opportunità di apprendimento informale in un contesto protetto e inclusivo.

Il finanziamento per questa fase sperimentale è stato garantito da un investimento di 3 milioni di euro, provenienti da fondi regionali e dai programmi europei Fse+ 2021-2027. La gestione operativa del servizio è affidata ai singoli Comuni, che hanno la responsabilità di definire le tipologie di attività offerte in base alle specifiche esigenze del territorio. Questo approccio decentralizzato permette di adattare l'offerta educativa — che spazia dai laboratori Stem ai corsi di lingue, fino ai percorsi multisportivi — alle realtà locali, garantendo al contempo la gratuità del servizio per tutti gli iscritti, con una priorità assoluta riservata ai bambini con disabilità certificate.

Il quadro normativo e la genesi del progetto "Settembre insieme"

La sperimentazione attuale affonda le sue radici in una serie di atti amministrativi e deliberativi che hanno delineato la strategia regionale per l'anno scolastico 2026-2027. Il percorso istituzionale ha visto la pubblicazione della Delibera di Giunta regionale n. 1072 il 29 giugno 2026, che ha fornito il quadro normativo necessario per l'attivazione delle risorse. Precedutamente, il 19 maggio 2026, la Regione aveva già annunciato la disponibilità del progetto, aprendo le porte agli enti locali per la manifestazione d'interesse, la cui scadenza è stata fissata per il 21 luglio 2026.

L'iniziativa si inserisce in un contesto più ampio di trasformazione territoriale, legato anche al Programma di Riordino Territoriale (PRT) 2024-2026, che incentiva la gestione associata di funzioni comunali per offrire servizi innovativi e inclusivi. In questo senso, il progetto non è un evento isolato, ma parte di una visione che mira a rendere la scuola un centro di aggregazione comunitaria permanente. Esiste infatti un precedente simile già attivo per le scuole secondarie di primo grado, che coinvolge tutte le nove province della regione attraverso 22 progetti specifici, confermando la volontà politica di estendere questo modello a ogni ordine di istruzione.

Un elemento distintivo di "Settembre insieme" è la distinzione netta tra le attività offerte e il percorso didattico ordinario. Durante queste due settimane, non è previsto l'uso di zaini pesanti né di materiale didattico tradizionale come libri o quaderni. Il focus è interamente spostato sull'educazione informale e sulla socialità. Questo approccio è stato definito dall'esperto Marco Rossi Doria come una proposta prudente, capace di favorire un'alleanza tra scuola, Comuni e terzo settore, restituendo ai bambini un tempo di gioco e apprendimento che non sia vissuto con l'ansia della prestazione scolastica imminente.

Dettagli operativi e gestione dei servizi sul territorio

La regia organizzativa del progetto è complessa e richiede una stretta collaborazione tra diverse figure professionali. Sebbene le scuole siano le sedi fisiche dell'iniziativa, il personale che gestisce le attività è extrascolastico. Questo significa che il personale docente e ATA non è direttamente coinvolto nella gestione dei laboratori o dei percorsi sportivi, i quali sono invece affidati a educatori, animatori e operatori del terzo settore. Tale distinzione è fondamentale per garantire che la sperimentazione non sovraccarichi il personale scolastico e che le attività rimangano coerenti con la natura ricreativa e formativa prevista.

I Comuni coinvolti hanno dovuto coordinare non solo l'offerta educativa, ma anche i servizi accessori necessari per il corretto funzionamento degli spazi, come le pulizie e la manutenzione. L'accesso dei bambini è regolato su base volontaria e l'assegnazione dei posti avviene in ordine cronologico di presentazione delle domande. Questa modalità di gestione mira a garantire equità e trasparenza, pur mantenendo la flessibilità necessaria per gestire le diverse capacità di accoglienza di ogni singolo plesso scolastico.

Il progetto mira a raccogliere dati significativi per la sua futura evoluzione. Il 10 settembre 2026 è prevista una conferenza stampa per presentare i dati definitivi sulla partecipazione e sull'andamento della sperimentazione. Le indicazioni raccolte durante queste due settimane saranno cruciali per migliorare il progetto in vista della sua estensione strutturale prevista per l'anno scolastico 2027-2028, quando la misura dovrebbe diventare diffusa su tutto il territorio regionale e non più limitata alle aree Atuss.

AspettoDettaglio
Nome ProgettoSettembre insieme
DestinatariBambini delle scuole primarie (circa 8.000)
Periodo SperimentaleDal 31 agosto al 14 settembre 2026
Risorse Finanziarie3 milioni di euro (Fondi regionali e Fse+ 2021-2027)
Sedi Coinvolte150 istituti in 42 Comuni delle aree Atuss
Tipologia AttivitàLaboratori Stem, lingue, sport, attività ricreative
Costo per le FamiglieGratuito
Priorità di AccessoBambini con disabilità certificate

Impatto sulla comunità scolastica e prospettive future

Per le famiglie, il progetto rappresenta una risposta concreta alla necessità di conciliare i tempi del lavoro con quelli della vita familiare in un periodo spesso critico. La possibilità di accedere a servizi gratuiti permette di gestire il tempo dei figli senza la necessità di trasportare zaini pesanti o di cercare soluzioni alternative costose. Per i Comuni, l'iniziativa si traduce in una responsabilità di progettazione e coordinamento, che richiede una sinergia costante con le scuole e le associazioni del territorio.

Per i dirigenti scolastici e gli operatori della scuola, la sperimentazione pone la sfida di integrare la presenza di personale extrascolastico e di garantire la sicurezza degli spazi durante le attività non didattiche. Sebbene la gestione operativa sia esterna, la scuola rimane il fulcro della proposta, e la collaborazione tra istituzioni è vista come un passo fondamentale verso la creazione di una "comunità educante". Il successo di questa fase dipenderà dalla capacità di ascoltare i feedback dei territori per affinare l'offerta e renderla sostenibile nel lungo periodo.

Cosa cambia concretamente per chi deve aderire

Le famiglie che desiderano usufruire del servizio devono monitorare le comunicazioni dei propri Comuni di residenza, poiché la gestione delle domande e l'assegnazione dei posti sono di competenza locale. L'adesione è volontaria e i posti sono limitati dalla capacità di accoglienza di ogni singolo plesso.

  • Accesso: Le domande devono essere presentate entro le scadenze stabilite dai singoli Comuni (le manifestazioni d'interesse sono già state chiuse a livello regionale il 21 luglio 2026).
  • Priorità: I bambini con disabilità certificate hanno la precedenza nell'assegnazione dei posti.
  • Logistica: Non è richiesto il trasporto di materiale scolastico ordinario; le attività sono pensate per essere svolte in autonomia dai bambini sotto la supervisione degli educatori.
  • Variabilità: L'offerta specifica (es. se il laboratorio sarà di robotica, di lingue o di sport) varia da Comune a Comune in base ai bandi locali.

In sintesi, la sperimentazione di Settembre insieme rappresenta un banco di prova fondamentale per la Regione Emilia-Romagna. Se i dati della conferenza stampa del 10 settembre 2026 confermeranno un alto tasso di partecipazione e un'efficace gestione dei servizi, la misura ha tutte le carte in regola per diventare una scelta strutturale per l'anno scolastico 2027-2028, trasformando definitivamente il rientro a scuola in un momento di inclusione e socialità per tutta la comunità.

Per approfondimenti sugli atti regionali e sui bandi relativi alle aree Atuss, è possibile consultare il sito istituzionale della Regione Emilia-Romagna dedicato ai bandi per la formazione e il lavoro.

FAQs
Scuole primarie aperte in Emilia-Romagna: il progetto "Settembre insieme" e la sperimentazione per la conciliazione lavoro-famiglia

Quali sono le date e i destinatari del progetto "Settembre insieme"?+

L'iniziativa è attiva dal 31 agosto al 14 settembre 2026 e coinvolge circa 8.000 bambini delle scuole primarie. Il progetto è destinato agli studenti residenti nei 42 Comuni delle Agende trasformative urbane per lo sviluppo sostenibile (Atuss).

Quali attività sono previste e come vengono gestite?+

I bambini potranno partecipare a laboratori Stem, corsi di lingue, attività sportive e laboratori creativi. Il servizio è gestito da personale extrascolastico e non prevede l'uso di materiale didattico ordinario o zaini pesanti.

Come si può accedere ai servizi e quali sono i criteri di priorità?+

L'accesso ai servizi è gratuito e avviene tramite domanda, con assegnazione dei posti basata sull'ordine cronologico. È prevista una priorità specifica per i bambini con disabilità certificate.

Qual è l'obiettivo finale della sperimentazione regionale?+

La fase sperimentale del 2026 servirà a raccogliere dati per migliorare il progetto in vista di una diffusione strutturale su tutto il territorio regionale. L'obiettivo è rendere la misura permanente a partire dall'anno scolastico 2027-2028.

Fonti consultate

Redazione Orizzonte Insegnanti
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