La Regione Emilia-Romagna ha ufficializzato i primi risultati della sperimentazione "Settembre Insieme", un'iniziativa innovativa che mira a colmare il vuoto educativo e sociale nel periodo di transizione tra la fine delle vacanze estive e l'inizio delle lezioni. Il progetto, che ha offerto attività gratuite a bambini delle scuole primarie nelle due settimane precedenti l'apertura delle classi, ha visto la partecipazione di 8.005 bambini, a fronte di un volume di richieste che ha raggiunto le 9.253 domande.
L'iniziativa, definita dalla Giunta regionale come "senza precedenti in Italia" per ampiezza territoriale e regia istituzionale, si è concentrata su un bisogno sociale concreto: la difficoltà delle famiglie nel gestire i figli in una fase delicata dell'organizzazione familiare. Grazie a un investimento iniziale di 3 milioni di euro, la sperimentazione ha permesso di mettere in rete scuole, Comuni, Terzo settore e associazioni, garantendo percorsi educativi, sportivi e culturali in un arco temporale che va dal 31 agosto al 15 settembre.
Dati della sperimentazione e obiettivi di inclusione sociale
Il bilancio della prima edizione, presentato in conferenza stampa a Bologna, evidenzia un tasso di adesione estremamente elevato: il 99,6% delle famiglie iscritte ha effettivamente portato i figli alle attività proposte. Questo dato sottolinea l'efficacia del servizio nel rispondere alle aspettative dei genitori, che hanno trovato un supporto concreto per la socializzazione dei figli in un momento di potenziale isolamento.
Un aspetto fondamentale della misura riguarda l'inclusione: tra i partecipanti sono stati registrati circa 600 bambini con disabilità, pari al 7,5% del totale. Questo parametro è considerato dalla Regione come un indicatore chiave del successo del progetto nel promuovere l'accessibilità universale. La sperimentazione ha coinvolto 143 istituzioni scolastiche, 16 scuole paritarie e 40 Comuni appartenenti alle 14 Atuss (Agende trasformative urbane per lo sviluppo sostenibile).
Nonostante l'alto numero di domande, l'Assessora alla Scuola Isabella Conti ha precisato che i dati non devono essere letti come una fotografia univoca della domanda potenziale complessiva. Poiché le modalità di comunicazione e organizzazione sono variate nei diversi territori, la Regione intende utilizzare i risultati della sperimentazione per calibrare l'offerta futura, adattandola ai criteri e ai fabbisogni specifici di ogni singola realtà locale.
Il percorso verso la legge regionale e la strutturazione del servizio
L'obiettivo politico e amministrativo della Giunta è chiaro: trasformare "Settembre Insieme" in una misura strutturale e universale entro il 2027. Il progetto non sarà replicato in modo identico e automatico su tutto il territorio, ma sarà integrato nell'ambito della futura legge regionale per il sostegno alla natalità e alla genitorialità. Per il 2027, la spesa corrente stimata per sostenere questa misura su tutti i 330 Comuni della Regione è di circa 10 milioni di euro.
Il percorso verso la strutturazione prevede una serie di passaggi partecipativi e valutativi che inizieranno nei prossimi mesi. La Regione ha già avviato un confronto con Anci e le organizzazioni sindacali per analizzare i risultati ottenuti e definire le linee guida operative. L'obiettivo finale è garantire un supporto educativo continuo che possa, in futuro, includere anche attività pomeridiane e sistemi di compartecipazione per il servizio mensa.
Le tappe fondamentali per la definizione del modello strutturale sono state così programmate:
- Metà settembre 2026: Diffusione del questionario online rivolto alle famiglie per la raccolta di feedback diretti.
- Ottobre 2026: Svolgimento di tre momenti di confronto (focus group) con Comuni, Enti locali e rappresentanti del mondo della scuola.
- Novembre 2026: Restituzione pubblica degli elementi emersi e definizione delle linee guida per la misura strutturale.
- 2027: Implementazione definitiva della misura in tutti i Comuni regionali.
| Aspetto | Dettaglio |
|---|---|
| Partecipanti totali | 8.005 bambini |
| Domande ricevute | 9.253 richieste |
| Tasso di adesione | 99,6% delle famiglie iscritte |
| Bambini con disabilità | Circa 600 (7,5%) |
| Investimento 2026 | 3 milioni di euro |
| Stima spesa 2027 | 10 milioni di euro |
| Obiettivo territoriale | 330 Comuni entro il 2027 |
Cosa cambia concretamente per la scuola e le famiglie
Per le famiglie, la trasformazione in misura strutturale garantirà un accesso stabile e gratuito a servizi di socializzazione e attività extrascolastiche nel periodo critico di fine agosto/inizio settembre, alleviando il carico organizzativo e garantendo ai bambini un percorso educativo coerente. Per il personale scolastico e i dirigenti, il progetto promuove un'integrazione più stretta tra istituzioni scolastiche, Comuni e Terzo settore, favorendo una continuità educativa che non si interrompe con la chiusura dei servizi estivi. È importante notare che, sebbene la misura sia destinata a diventare universale, i criteri di selezione e le modalità specifiche di accesso per il 2027 non sono ancora stati definiti e dipenderanno dalle valutazioni dei prossimi mesi.
Al momento, non è ancora stata pubblicata la specifica legge regionale citata dalla Giunta, ma la volontà politica di inserirvi "Settembre Insieme" è confermata. La Regione sottolinea che il modello non sarà replicato in modo rigido, ma adattato ai fabbisogni finanziari e territoriali di ogni singola realtà, assicurando che il supporto alla natalità e alla genitorialità sia efficace e sostenibile nel lungo periodo.
Per chi opera nel settore educativo, il prossimo punto di riferimento sarà la restituzione pubblica prevista per novembre 2026, momento in cui verranno delineate le linee guida operative che disciplineranno la partecipazione delle scuole e delle realtà del Terzo settore alla nuova misura strutturale.
FAQs
Emilia-Romagna, il progetto "Settembre Insieme" verso la strutturazione regionale entro il 2027
L'iniziativa offre attività educative, sportive, culturali e di socializzazione gratuite per i bambini delle scuole primarie. Il servizio è pensato per coprire il periodo di transizione tra la fine delle vacanze estive e l'inizio dell'anno scolastico, precisamente dal 31 agosto al 15 settembre.
La prima edizione ha coinvolto 8.005 partecipanti, inclusi circa 600 bambini con disabilità (7,5% del totale). Il progetto ha registrato un altissimo tasso di adesione, con il 99,6% delle famiglie iscritte che ha effettivamente portato i figli alle attività previste.
La Regione mira a rendere la misura strutturale e universale entro il 2027 in tutti i 330 Comuni della regione. L'obiettivo è inserire il servizio all'interno della futura legge regionale per il sostegno alla natalità e alla genitorialità.
Le linee guida saranno definite a novembre 2026 a seguito di focus group con Comuni, Terzo settore e mondo della scuola. Il progetto non sarà replicato automaticamente, ma adattato ai criteri e ai fabbisogni finanziari specifici di ogni singolo territorio.