È ufficialmente aperto lo sportello per il Bonus colonnine domestiche 2026, una misura di incentivo fondamentale per chi intende promuovere la mobilità elettrica nel proprio contesto abitativo. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), attraverso la gestione di Invitalia, eroga un contributo a fondo perduto pari all’80% delle spese sostenute per l’acquisto e la posa in opera di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici, come le comuni wall box.
L'iniziativa mira a sostenere la transizione energetica facilitando l'installazione di punti di ricarica in abitazioni private e nelle parti comuni dei condomini. Per i cittadini interessati, la finestra temporale per la presentazione delle domande è stata fissata con una scadenza precisa: lo sportello telematico è attivo da oggi, 22 settembre 2026, e resterà aperto fino al 31 gennaio 2027, o fino a esaurimento dei fondi messi a disposizione.
Dettagli tecnici e dotazione finanziaria del piano 2026
Il piano prevede una dotazione finanziaria complessiva di 15 milioni di euro, suddivisi tra residui del 2025 e nuovi fondi stanziati dal Decreto del Presidente del Consiglio del 10 giugno 2026. È fondamentale sottolineare che l'incentivo non è una detrazione fiscale, ma un rimborso diretto in conto capitale, il che semplifica la gestione economica per il beneficiario finale che non deve attendere le dichiarazioni dei redditi per recuperare la spesa.
La normativa di riferimento, derivante dal DPCM 4 agosto 2022, stabilisce criteri chiari per la distinzione tra i diversi profili di beneficiari. Mentre le persone fisiche residenti in Italia possono accedere al contributo per le proprie abitazioni, i condomini godono di un tetto di spesa più elevato, pensato proprio per incentivare la collettivizzazione delle infrastrutture e superare le barriere architettoniche o logistiche delle parti comuni.
Requisiti di ammissibilità e limiti di spesa per tipologia di utente
L'accesso al beneficio è riservato esclusivamente agli utenti domestici. Questo significa che le persone fisiche residenti possono beneficiare del rimborso, così come i condomini per le installazioni sulle parti comuni di cui agli articoli 1117 e 1117-bis del Codice civile. È esplicitamente vietato l'accesso a ditte individuali o società; per queste categorie, il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica prevede percorsi distinti nell'ambito del PNRR.
I limiti massimi di spesa sono definiti come segue:
- Persone fisiche: contributo massimo di 1.500 euro per ogni installazione.
- Condomini: contributo massimo di 8.000 euro per le infrastrutture poste sulle parti comuni.
Per quanto riguarda la cronologia degli interventi, le spese sostenute devono essere state effettuate a partire dal 26 giugno 2026. Chi ha già effettuato l'installazione in questo periodo può procedere con la richiesta, a condizione che la documentazione sia completa e conforme alle specifiche tecniche richieste dal gestore.
| Soggetto Beneficiario | Contributo Massimo (80%) | Destinazione |
|---|---|---|
| Persone Fisiche | Fino a 1.500 € | Abitazioni private |
| Condomini | Fino a 8.000 € | Parti comuni (art. 1117 e 1117-bis c.c.) |
Procedura di domanda e documentazione obbligatoria
La domanda deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica attraverso la piattaforma dedicata gestita da Invitalia. Per accedere al portale, il richiedente deve essere in possesso di uno dei sistemi di identità digitale ufficiali: SPID, CIE o CNS. È inoltre indispensabile disporre di un indirizzo PEC attivo per ricevere le comunicazioni ufficiali e le notifiche di approvazione o eventuali richieste di integrazione.
La precisione nella raccolta dei documenti è fondamentale per evitare l'improcedibilità della domanda. Il sistema guidato richiederà l'inserimento di:
- Copia del documento d’identità e del codice fiscale del richiedente;
- Per i condomini: copia del codice fiscale del condominio e documento dell'amministratore pro tempore (con dichiarazione dei requisiti di legge) o del condomino delegato;
- Delibera assembleare di autorizzazione dei lavori sulle parti comuni, corredata dalla dichiarazione dell'amministratore che la medesima non sia stata impugnata;
- Fatture elettroniche in formato XML (acquisite dal portale dell'Agenzia delle Entrate);
- Estratti conto bancari che attestino il pagamento tramite bonifico, SEPA o carta di credito/debito intestata al beneficiario;
- Dichiarazione di conformità rilasciata dall'installatore e relazione finale dell'investimento.
Un aspetto critico riguarda i pagamenti: devono essere effettuati esclusivamente tramite conto corrente intestato al soggetto beneficiario. Qualsiasi pagamento effettuato da terzi o tramite modalità non tracciabili e non conformi ai requisiti del decreto può portare al rigetto della richiesta di contributo.
Cosa cambia in concreto per i residenti e i condomini
Per chi vive in un appartamento condominiale, il bonus rappresenta un'opportunità concreta per abbattere i costi di installazione di una colonnina comune, che spesso rappresentano un ostacolo economico per la collettività. La possibilità di ottenere fino a 8.000 euro di rimborso permette di rendere la transizione verso la mobilità elettrica più accessibile, favorendo la valorizzazione degli immobili e la riduzione delle emissioni locali.
Per i proprietari di abitazioni indipendenti, il tetto di 1.500 euro copre la maggior parte delle spese per l'acquisto di una wall box di qualità e la relativa posa in opera professionale. È importante ricordare che, in caso di improcedibilità della prima domanda, il sistema consente la presentazione di una sola ulteriore domanda di contributo fino alla scadenza del 31 gennaio 2027, purché permangano risorse disponibili.
Passaggi operativi per la richiesta del contributo
Per procedere correttamente, i cittadini devono seguire questi step operativi:
- Verificare che l'intervento sia stato realizzato dopo il 26 giugno 2026;
- Accedere alla piattaforma online tramite il portale ufficiale del Ministero MIMIT;
- Compilare il modulo elettronico allegando la documentazione in formato digitale (PDF e XML);
- Monitorare lo stato della pratica tramite la PEC, poiché la chiusura dello sportello potrebbe avvenire prima del 31 gennaio 2027 in caso di esaurimento dei 15 milioni di euro;
- In caso di esaurimento fondi, attendere la pubblicazione dell'avviso ufficiale sul sito del Ministero.
Si ricorda che per le imprese e le pubbliche amministrazioni non è previsto questo specifico bonus, ma sono attivi altri incentivi gestiti dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica nell'ambito del PNRR.
Per ulteriori dettagli tecnici e risposte specifiche sui requisiti delle infrastrutture, è possibile consultare le FAQ ufficiali del Ministero.
FAQs
Bonus colonnine domestiche: guida completa all'accesso al contributo dell'80% per privati e condomini
Il contributo è riservato esclusivamente a persone fisiche residenti in Italia e a condomini per l'installazione su parti comuni. Non è possibile accedere al beneficio per ditte individuali o società, che devono invece rivolgersi ad altri incentivi PNRR gestiti dal Ministero dell'Ambiente.
Il contributo copre l'80% delle spese sostenute per l'acquisto e la posa delle infrastrutture. Il limite massimo di rimborso è fissato a 1.500 euro per i privati e a 8.000 euro per le installazioni effettuate sulle parti comuni dei condomini.
Lo sportello telematico è aperto dal 22 settembre 2026 fino al 31 gennaio 2027, salvo esaurimento dei 15 milioni di euro stanziati. Per presentare la domanda è obbligatorio possedere SPID, CIE o CNS e un indirizzo PEC attivo per l'invio della documentazione richiesta.
È necessario allegare le fatture elettroniche in formato XML, gli estratti conto che attestino il pagamento tramite bonifico o carta di credito e la dichiarazione di conformità dell'installatore. Per i condomini, è inoltre indispensabile allegare la delibera assembleare e la dichiarazione dell'amministratore sulla non impugnazione della stessa.