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Normativa Scolastica

Sostegno, 148 mila posti in deroga superano organico di diritto

Sostegno, 148 mila posti in deroga superano organico di diritto (generato da IA)

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Il sistema scolastico italiano sta affrontando una criticità strutturale che mette a rischio la continuità didattica degli alunni con disabilità: il numero di posti di sostegno in deroga sta superando significativamente l'organico di diritto nazionale. Secondo le recenti rilevazioni effettuate dagli Uffici Scolastici Regionali e Territoriali, per l'anno scolastico 2026/27 sono già stati identificati 148.462 posti di sostegno in deroga.

Questi rappresentano cattedre aggiuntive autorizzate annualmente per rispondere alle esigenze reali delle scuole, ma che restano giuridicamente provvisorie e sono generalmente affidate a docenti precari. Il dato emerge con forza nel confronto con i 128.170 posti dell'intero organico di diritto nazionale, che comprendono i posti stabili destinati ai docenti di ruolo, inclusi quelli previsti dal potenziamento.

Questo scarto di oltre 20.000 unità evidenzia un paradosso sistemico: la scuola continua a gestire con strumenti temporanei un fabbisogno che è ormai diventato strutturale. Nonostante le promesse di riforma, la realtà operativa mostra che la precarietà non è più un'emergenza passeggera, ma una condizione che si ripete ciclicamente, compromettendo la stabilità del rapporto educativo tra studenti e insegnanti.

Le rilevazioni, tuttavia, potrebbero essere ancora sottostimate. Alcune regioni non hanno ancora concluso le autorizzazioni e il conteggio attuale non include le ulteriori necessità espresse attraverso ore aggiuntive e spezzoni orari. Questa situazione crea un vuoto informativo e operativo, poiché la mancanza di una trasformazione strutturale dei posti in deroga in organico di diritto impedisce la stabilizzazione del personale e la pianificazione a lungo termine delle risorse didattiche.

Il divario tra organico di diritto e posti in deroga

Per comprendere la portata del problema, è necessario distinguere chiaramente le due tipologie di dotazione. L'organico di diritto è la dotazione di posti stabilita a livello ministeriale sulla base delle previsioni strutturali. Al contrario, l'organico di fatto include i posti in deroga, ovvero le cattedre aggiuntive che gli Uffici Scolastici Regionali e i relativi ambiti territoriali autorizzano in deroga ai limiti ordinari.

Queste ultime nascono esclusivamente in presenza di documentate ed effettive esigenze d'integrazione relative a studenti con disabilità accertata, quando il monte orario previsto dai Piani Educativi Individualizzati (PEI) non risulta sufficiente a coprire le necessità reali. L'incremento dei posti in deroga segue un trend preoccupante: nel corso degli ultimi anni, il numero di queste unità è cresciuto in modo costante, passando dalle 79.164 unità del 2015-16 alle 111.341 del 2023-24.

Questo significa che, in meno di un decennio, il sistema ha visto un aumento di oltre 90.000 posti in deroga, mentre l'organico di diritto è rimasto sostanzialmente bloccato. L'attuale autorizzazione di soli 134 nuovi posti di sostegno nell'organico di diritto per il 2026/27 è considerata da molti osservatori come una risposta del tutto inadeguata rispetto alla crescita del fabbisogno.

Questa discrepanza ha conseguenze dirette sul reclutamento. Poiché i posti in deroga non appartengono all'organico di diritto, non possono essere utilizzati per le immissioni in ruolo. Essi sono destinati esclusivamente ad altre operazioni, come la mobilità annuale o il conferimento di incarichi a tempo determinato. Di conseguenza, i vincitori dei concorsi pubblici spesso non trovano disponibilità per l'assunzione stabile, nonostante la presenza di cattedre vacanti nelle scuole, alimentando un circolo vizioso di precarietà che penalizza la qualità dell'inclusione scolastica.

Criteri tecnici e procedure di autorizzazione

L'autorizzazione dei posti in deroga è un procedimento strettamente territoriale. Gli Uffici Scolastici Territoriali (USP) avviano la pubblicazione dei decreti di autorizzazione per garantire l'assistenza didattica agli alunni la cui certificazione o necessità di affiancamento è emersa a ridosso dell'inizio delle lezioni. Quando il numero di ore previste dall'organico di diritto non è sufficiente a coprire il monte orario dei PEI, i dirigenti scolastici inviano le richieste agli uffici provinciali, i quali, dopo le verifiche di competenza, emanano i provvedimenti autorizzativi.

Per quanto riguarda la gestione degli spezzoni orari, il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha introdotto specifiche fasi operative per gestire le ore inferiori a 7 nella scuola secondaria. La gestione di queste disponibilità è finalizzata a garantire la continuità dei docenti a tempo determinato sui posti di sostegno e al conferimento delle supplenze. Il principio cardine è che gli spezzoni inferiori a 7 ore vengono prima gestiti a livello provinciale per la mobilità e la creazione di posti orario (aggregazioni in cattedre), e solo ciò che residua torna alle scuole per l'assegnazione interna.

Le procedure per la gestione degli spezzoni includono diverse fasi critiche:

  • Fase 0: Acquisizione della disponibilità dei docenti titolari a svolgere ore aggiuntive (fino a un massimo di 6) nelle classi di concorso per cui hanno abilitazione, da comunicare all'Ufficio Scolastico entro il 20 luglio.
  • Fase 1: Utilizzo degli spezzoni disponibili da parte degli Uffici Territoriali per le operazioni di organico, disponibilità di fatto e mobilità.
  • Fase 2: Restituzione alle scuole degli spezzoni non utilizzati per cui il Dirigente Scolastico ha comunicato la possibilità di riassorbimento interno.
  • Fase 3: Creazione dei posti orario con gli spezzoni ancora residui secondo le norme vigenti.
  • Fase 4: Restituzione finale degli spezzoni residui non utilizzati per i posti orario.
  • Fase 5: Assegnazione interna da parte dei dirigenti scolastici a partire dal 1° settembre.

Contesto e precedenti: la cronica mancanza di stabilità

La questione della stabilizzazione dei docenti di sostegno non è una novità recente. Negli ultimi 10-15 anni, la politica scolastica ha ripetutamente sottolineato la gravità della discontinuità didattica. I dati mostrano che, nel 2022, circa il 59% degli alunni con disabilità cambiava ogni anno il proprio insegnante di sostegno, un dato che evidenzia quanto sia difficile costruire un rapporto educativo solido e duraturo in un contesto di alta rotazione del personale.

Nonostante le dichiarazioni ministeriali sulla necessità di una riforma strutturale, la realtà economica imposta dal Ministero dell'Economia e delle Finanze ha spesso frenato le iniziative di stabilizzazione. Nel 2024-25, i posti di sostegno in organico di diritto erano 126.170; dal 2025-26 sono aumentati di sole 1.866 unità, per arrivare a 128.170 nel 2026-27. Questo incremento, sebbene positivo, appare come una "goccia nel mare" rispetto alla crescita dei posti in deroga, che nel 2023-24 erano già arrivati a 111.341 unità e che nel 2026-27 potrebbero raggiungere la quota preoccupante di 150.000.

La precarietà del sistema è alimentata anche dalla natura stessa dei posti in deroga, che non possono essere messi a concorso né utilizzati per la mobilità dei docenti. Questa limitazione normativa crea un ostacolo strutturale alla stabilizzazione: i posti esistono, ma non possono essere convertiti in assunzioni stabili senza un intervento legislativo che trasformi le disponibilità attivate per due anni consecutivi in organico di diritto. Tale trasformazione è attualmente oggetto di discussioni parlamentari, con proposte volte a garantire che i posti in deroga confermati per un biennio possano essere inseriti nell'organico di diritto, permettendo così di utilizzare le cattedre vacanti per le immissioni in ruolo.

Cosa cambia per docenti, ATA e scuole

Per i docenti di ruolo e i vincitori dei concorsi, la situazione attuale implica una difficoltà persistente nel trovare cattedre stabili per l'immissione in ruolo. La presenza di numerosi posti di sostegno disponibili non garantisce automaticamente la possibilità di assunzione, poiché la distinzione tra organico di diritto e di fatto rimane un limite invalicabile. I docenti devono quindi monitorare attentamente i decreti territoriali pubblicati sugli albi pretori degli Uffici Scolastici Territoriali, poiché gli atti non sono pubblicati sul portale centrale del Ministero.

Per i docenti precari e supplenti, l'impatto è immediato sulla gestione delle supplenze e delle graduatorie provinciali (GPS). Le cattedre autorizzate in deroga rientrano tra le disponibilità destinate al conferimento degli incarichi a tempo determinato. Gli uffici scolastici inseriscono questi nuovi posti nei bollettini delle nomine annuali o fino al termine delle attività didattiche (30 giugno). In caso di esaurimento delle GPS locali, si può ricorrere agli interpelli nazionali per le sedi prive di candidati specializzati.

I dirigenti scolastici e il personale ATA delle segreterie scolastiche sono chiamati a gestire una complessità amministrativa crescente. I dirigenti devono coordinare l'acquisizione delle disponibilità dei docenti per le ore aggiuntive (Fase 0) e comunicarle agli uffici territoriali entro le scadenze precise (15 e 20 luglio). Le segreterie devono gestire i flussi di dati relativi agli spezzoni orari e monitorare i decreti di autorizzazione dei posti in deroga, che sono fondamentali per garantire il diritto allo studio degli alunni con disabilità e per la corretta gestione dei Piani Educativi Individualizzati (PEI).

In sintesi, la scuola si trova a dover gestire un sistema in cui la precarietà è la norma. Per le famiglie degli alunni con disabilità, ciò si traduce nel rischio costante di cambiare insegnante ogni anno, mentre per il sistema scolastico significa dover affrontare ogni anno la sfida di coprire un fabbisogno strutturale con strumenti che, per definizione, non sono destinati alla stabilità.

Le posizioni degli stakeholder

Le organizzazioni sindacali e gli esponenti politici concordano sulla gravità della situazione, pur con sfumature diverse nelle proposte di soluzione. La UIL Scuola denuncia un paradosso sistemico, sottolineando che non si può parlare di inclusione senza affrontare il problema della stabilità degli insegnanti. Il sindacato chiede una trasformazione immediata dei posti di sostegno oggi in organico di fatto in organico di diritto, per permettere l'assunzione di insegnanti a tempo indeterminato.

La CISL Scuola evidenzia come la stabilizzazione rimanga un sogno a causa della ferrea logica del Ministero dell'Economia e delle Finanze. La segreteria generale ha sottolineato che, mentre l'incremento delle assunzioni su posti comuni è positivo, i posti di sostegno restano il "vulnus" del sistema, poiché molti rimangono vacanti o sono coperti da precari a causa della loro natura di deroga, che impedisce di metterli a concorso o di utilizzarli per la mobilità.

Sul piano politico, sono emerse proposte per modificare il Decreto Scuola. Un emendamento proposto dal sindacato Anief mira a trasformare in organico di diritto tutti i posti di sostegno attivati in deroga per due anni consecutivi. Questa proposta mira a eliminare i limiti all'organico dei docenti di sostegno, adeguandolo alla popolazione degli studenti in situazione di disabilità, senza generare costi aggiuntivi per lo Stato, poiché i posti vacanti verrebbero inseriti nel normale ricambio del turnover.

Anno Scolastico Posti di Sostegno in Organico di Diritto Posti di Sostegno in Deroga (Rilevati)
2023-24 126.170 111.341
2024-25 128.036* 136.000-137.000 (stima)
2025-26 128.170 148.462 (dato attuale)

*Nota: Il dato del 2024-25 è dedotto dall'incremento di 1.866 unità rispetto al precedente.

FAQs
Sostegno, 148 mila posti in deroga superano organico di diritto

Quali sono i criteri tecnici per l'autorizzazione dei posti in deroga?+

I posti in deroga vengono autorizzati dagli Uffici Scolastici Territoriali (USP) per rispondere a esigenze d'integrazione documentate e effettive relative a studenti con disabilità accertata. Questi provvedimenti sono necessari quando il monte orario previsto dai Piani Educativi Individualizzati (PEI) non può essere coperto dalla dotazione di posti stabilita a livello ministeriale.

Quali sono stati gli incrementi dell'organico di diritto negli anni precedenti?+

Per l'anno scolastico 2026/27, l'incremento dell'organico di diritto è stato di appena 134 posti di sostegno. Tale dato è considerato inadeguato rispetto alle necessità strutturali delle scuole, dove i posti in deroga superano significativamente quelli stabili.

Quali sono le posizioni dei sindacati sulla gestione dei posti di sostegno?+

La UIL Scuola denuncia la cronica precarietà del sistema, evidenziando come il fabbisogno strutturale venga affrontato con strumenti provvisori. Il sindacato sostiene la necessità di trasformare i posti di sostegno in organico di fatto in organico di diritto per garantire la stabilità degli insegnanti e la continuità didattica.

Fonti consultate

Redazione Orizzonte Insegnanti
L'autore

Docente specializzato sul sostegno, progettista di piattaforme digitali e sviluppatore di sistemi di IA applicata

La preparazione può includere ricerca web e strumenti di intelligenza artificiale. Applichiamo controlli automatici su fonti, coerenza e originalità; i casi dubbi vengono fermati per revisione prima della pubblicazione.

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