L'attuale sistema di inclusione scolastica in Italia sta affrontando una sfida strutturale che mette a nudo la precarietà della continuità didattica per gli alunni con disabilità. Secondo quanto denunciato dal Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU), la realtà operativa mostra un dato allarmante: quasi sei alunni su dieci (59,7%) sono costretti a cambiare insegnante di sostegno ogni anno scolastico.
Questa instabilità, definita dal coordinamento come una "gestione dell'emergenza", compromette il percorso educativo e pedagogico degli studenti, rendendo difficile la costruzione di relazioni stabili e la prosecuzione di strategie didattiche personalizzate. Il richiamo del CNDDU al Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) e al Parlamento mira a trasformare la continuità educativa in un obiettivo strutturale e non più in un semplice adempimento amministrativo.
La richiesta centrale è quella di garantire una specializzazione effettiva del personale, la tempestività delle nomine e una drastica riduzione della precarietà che caratterizza il settore. L'obiettivo è superare il modello attuale, dove il cambio di docente viene vissuto come un danno pedagogico che obbliga famiglie e istituti a ricostruire, ciclicamente, i rapporti di fiducia e i piani di lavoro.
Dati e criticità: il fallimento operativo della continuità didattica
I numeri forniti dal Rapporto ISTAT sull’inclusione scolastica, pubblicato il 27 maggio 2026, confermano la gravità del fenomeno. Il documento evidenzia la presenza di 377.000 alunni con disabilità, pari al 4,8% degli iscritti totali, ma sottolinea anche che 57.000 docenti risultano ancora privi di una specializzazione specifica per l'inclusione.
Questi dati, incrociati con le evidenze delle assegnazioni dell'anno scolastico 2024/2025, mostrano che oltre il 22% dei docenti di sostegno non è assegnato all'avvio delle lezioni, lasciando i posti vacanti anche dopo il primo mese di attività. Nonostante l'introduzione della "conferma degli insegnanti di sostegno" come strumento di stabilità, il sistema soffre di una mancanza di programmazione organica preventiva.
Il CNDDU sottolinea che l'inclusione non può essere un "diritto a tempo determinato" e chiede che le politiche scolastiche non vengano valutate solo sulla copertura numerica dei posti, ma sul mantenimento effettivo dello stesso insegnante nel tempo. La transizione verso una scuola inclusiva, avviata già negli anni Settanta con la chiusura delle scuole speciali, richiede oggi un salto di qualità nella gestione delle risorse umane.
Le risposte istituzionali e le nuove misure per la stabilità
In risposta a queste criticità, l'attuale amministrazione ha delineato diverse linee d'azione. Il sottosegretario Paola Frassinetti ha annunciato l'introduzione di una modalità "bis" per la conferma dei docenti: una procedura che prevede il giudizio dei genitori sui docenti di sostegno supplenti per decidere, con l'avallo del Dirigente Scolastico, il mantenimento del personale per l'anno successivo. Parallelamente, è prevista la digitalizzazione integrale del Piano Educativo Individualizzato (PEI), un passo fondamentale per la trasparenza e la condivisione dei dati tra le diverse figure coinvolte.
Per supportare queste novità, il Ministero sta lavorando con l'Indire per l'organizzazione di corsi di specializzazione, aperti non solo a candidati con titoli esteri, ma anche a precari con almeno tre annualità di esperienza. Queste misure mirano a creare una riserva di personale competente, riducendo il ricorso a figure non specializzate e garantendo che la continuità didattica sia supportata da una solida base di competenze tecniche e pedagogiche.
| Aspetto | Dettaglio |
|---|---|
| Percentuale di cambio docente | 59,7% degli alunni con disabilità |
| Alunni con disabilità (ISTAT 2026) | 377.000 (4,8% degli iscritti) |
| Docenti senza specializzazione | 57.000 unità |
| Posti vacanti all'avvio | Oltre il 22% dei docenti di sostegno |
| Nuove misure | PEI digitale, valutazione genitori supplenti, corsi Indire |
Cosa cambia concretamente per famiglie e istituzioni
Le nuove linee guida e le richieste del CNDDU impongono un cambio di passo operativo immediato. Per le famiglie, la priorità sarà la chiarezza sulle scadenze per richiedere la continuità del docente, con particolare attenzione alle conseguenze derivanti dal cambio di istituto durante l'anno scolastico. Per i Dirigenti Scolastici, la gestione diventerà più rigorosa, con procedure precise per la convalida dei requisiti e l'inserimento dei dati nei sistemi ministeriali.
In sintesi, il percorso operativo per il prossimo anno scolastico prevede:
- 31 maggio: Scadenza per le famiglie per presentare la richiesta di continuità del docente di sostegno.
- 15 giugno: Scadenza per il Dirigente Scolastico e il GLO per la convalida dei requisiti.
- 26 giugno: Scadenza per l'inserimento dei dati nel sistema da parte dei dirigenti.
- Prossimi mesi: Implementazione della valutazione dei supplenti da parte dei genitori per la programmazione 2026/2027.
È importante sottolineare che, sebbene la Nota Ministeriale 14643 definisca le procedure per la gestione dei trasferimenti, non sono ancora stati forniti dettagli tecnici specifici sulla modalità di "trasferimento" dei contratti dei docenti tra istituti diversi in caso di cambio scuola dell'alunno dopo la presa di servizio. La transizione verso un sistema di valutazione più partecipativo mira a garantire che la stabilità del personale sia il pilastro su cui costruire una scuola inclusiva reale.
Per approfondimenti sulle procedure operative di gestione della continuità, è possibile consultare la Nota Ministeriale 14643 del MIM.
Pubblicato il 14 agosto 2026.
FAQs
Sostegno scolastico e continuità didattica: il CNDDU chiede responsabilità istituzionali
Il coordinamento denuncia che quasi il 60% degli alunni con disabilità cambia insegnante di sostegno ogni anno, trasformando la continuità in una gestione dell'emergenza. Questa precarietà causa un danno pedagogico significativo, costringendo famiglie e scuole a ricostruire ogni anno relazioni e strategie didattiche da zero.
Le famiglie devono presentare la richiesta di continuità del docente entro il 31 maggio, mentre i dirigenti scolastici hanno tempo fino al 15 giugno per la convalida dei requisiti. L'inserimento definitivo dei dati nel sistema deve essere completato entro il 26 giugno.
L'amministrazione prevede di richiedere ai genitori un giudizio sui docenti supplenti che hanno affiancato l'alunno durante l'anno scolastico. Questo parere, con l'avallo del preside, servirà a valutare il mantenimento del docente per l'anno successivo, favorendo una maggiore stabilità del personale specializzato.
Il rapporto evidenzia che, su 377.000 alunni con disabilità, il 59,7% subisce il cambio di docente di sostegno ogni anno. Inoltre, sono stati identificati 57.000 docenti ancora privi di una specializzazione specifica per l'inclusione scolastica.