Il ruolo del docente di sostegno nella scuola secondaria sta attraversando una trasformazione strutturale profonda, transitando da una concezione di "servizio" assistenziale a un modello di inclusione sistemica. Questa evoluzione normativa e pedagogica mira a superare la tradizionale delega della responsabilità educativa, integrando il docente specializzato direttamente nella programmazione didattica e nella gestione del gruppo classe, anziché limitarne l'azione a un supporto individuale isolato.
L'obiettivo centrale è garantire che la figura del docente specializzato non sia percepita come un elemento aggiuntivo, ma come una risorsa fondamentale per la contitolarità della classe. Questo cambio di paradigma richiede che la scuola non si limiti a fornire strumenti compensativi per il singolo studente, ma lavori attivamente sulla riduzione degli ostacoli ambientali, promuovendo una partecipazione attiva e reale di ogni alunno ai processi di apprendimento e alle relazioni sociali.
Il percorso verso questa nuova qualità dell'inclusione si fonda sulla continuità del progetto educativo e sulla flessibilità professionale. Non si tratta di una semplice variazione organizzativa, ma di un'impostazione che riflette i principi del Global Education Monitoring Report dell'UNESCO, il quale definisce l'inclusione come una qualità intrinseca del sistema scolastico e non come un servizio straordinario destinato a pochi, ma come una condizione ordinaria dell'educazione contemporanea.
Dalla Legge 104/92 al DM 75/2025: l'evoluzione del profilo professionale
Il quadro normativo italiano ha visto una progressione significativa negli ultimi decenni. Se la Legge 104/1992 ha gettato le basi per la partecipazione del docente specializzato alla programmazione educativa e ai collegi, il D.Lgs. 66/2017 ha introdotto la tutela della continuità didattica. Tuttavia, è con il recente DM 75/2025 che il profilo professionale del docente specializzato viene definito con maggiore precisione, stabilendo requisiti formativi stringenti per garantire una maggiore efficacia operativa.
In particolare, l'Allegato A del decreto ministeriale del 24 aprile 2025 specifica il monte ore di formazione obbligatoria, fissandolo a 40 Crediti Formativi Universitari (CFU) o ECTS. Questa specifica non è solo un adempimento burocratico, ma rappresenta lo strumento per dotare i docenti delle competenze necessarie per operare all'interno del curricolo, collaborando alla progettazione didattica e alla valutazione dei risultati degli studenti, superando la marginalizzazione professionale spesso riscontrata in passato.
La letteratura pedagogica e gli esperti legali sottolineano come il rischio di "delega" dell'alunno con disabilità porti a una rappresentazione individualizzata del sostegno che danneggia sia lo studente che il docente. Per questo motivo, la normativa attuale spinge verso una co-responsabilità: il docente di sostegno deve essere, a tutti gli effetti, un docente della classe, capace di dialogare con il docente curricolare per costruire percorsi che favoriscano l'autonomia e lo sviluppo di relazioni significative.
Le sfide operative della continuità educativa e della gestione GPS
Un punto critico emerso nel dibattito recente riguarda la gestione della continuità educativa rispetto alla flessibilità richiesta dalla gestione degli organici. Sebbene la normativa privilegi la stabilità del progetto educativo per lo studente, le realtà scolastiche devono affrontare le dinamiche della mobilità e delle assenze improvvise. Per l'anno scolastico 2026/2027, le procedure ministeriali saranno orientate a bilanciare queste necessità, cercando di evitare che l'immobilismo burocratico prevalga sulla qualità del percorso formativo.
In questo scenario, la gestione delle Graduatorie Provinciali per le Sostituzioni (GPS) e delle preferenze per le nomine diventa un nodo operativo fondamentale. I docenti di sostegno dovranno navigare tra le 150 preferenze per le nomine e le conferme, cercando di garantire una stabilità che permetta la costruzione di legami pedagogici duraturi. La sfida per le segreterie e i dirigenti sarà quella di tradurre queste linee guida in una programmazione che non sia solo "presenza fisica", ma presenza educativa.
| Elemento Normativo / Obiettivo | Dettaglio e Impatto Pratico |
|---|---|
| Legge 104/1992 (Art. 13) | Base giuridica per la partecipazione ai consigli di classe, ai collegi e alla programmazione educativa. |
| D.Lgs. 66/2017 | Tutela della continuità del percorso educativo e didattico dello studente. |
| DM 75/2025 (Allegato A) | Definizione del profilo professionale e obbligo di 40 CFU di formazione specifica. |
| Modello UNESCO | L'inclusione come qualità del sistema e non come servizio aggiuntivo per pochi. |
Cosa cambia concretamente per i docenti e la scuola
Per il docente di sostegno, il cambiamento più rilevante è la fine del ruolo di "assistente personale". Da questo momento in poi, il docente deve operare come co-responsabile della classe, con l'obbligo di collaborare alla progettazione didattica e alla valutazione dei risultati. Non è più sufficiente fornire strumenti compensativi; è necessario intervenire sulla didattica comune per renderla accessibile a tutti.
Per la scuola e i dirigenti, l'inclusione deve diventare strutturale. Ciò significa che le risorse professionali devono essere organizzate per ridurre gli ostacoli ambientali e non solo per gestire le emergenze individuali. La scuola deve passare da una logica di "integrazione" (presenza dello studente) a una di "inclusione" (partecipazione attiva), dove il docente specializzato è parte integrante del corpo docente curricolare.
Per lo studente con disabilità, la priorità assoluta diventa la continuità del progetto educativo. Questo significa che, pur dovendo garantire flessibilità organizzativa, la scuola deve cercare di preservare le relazioni significative e la stabilità dei riferimenti pedagogici, evitando che il cambio frequente di docenti o di approcci didattici frammenti il percorso di vita e di apprendimento dello studente.
In sintesi, la nuova qualità dell'inclusione si misura sulla capacità della scuola di trasformare la diversità in una condizione ordinaria, dove il docente di sostegno è il motore di una didattica comune, flessibile e profondamente partecipativa.
Le procedure ministeriali per la gestione delle GPS e le conferme per l'anno scolastico 2026/2027 saranno aperte a partire da giugno 2026, momento in cui i docenti dovranno monitorare attentamente le circolari per le modalità di inserimento delle preferenze.
Data di pubblicazione: 17/09/2026
FAQs
Il docente di sostegno nella scuola secondaria: verso un modello di inclusione sistemica e co-responsabilità
Il modello sta transitando da un servizio di assistenza individuale a un approccio di inclusione sistemica basato sulla contitolarità della classe. Il docente specializzato non deve più essere visto come un assistente personale, ma come un co-responsabile della didattica che collabora alla progettazione e alla gestione del gruppo classe.
Il decreto stabilisce un profilo professionale specifico che prevede un monte ore di formazione obbligatoria pari a 40 Crediti Formativi Universitari (CFU) o ECTS. Questo percorso mira a garantire competenze aggiornate per gestire la complessità dell'inclusione strutturale.
La priorità si sposta sulla stabilità del progetto educativo e delle relazioni significative, piuttosto che sull'immobilismo burocratico della permanenza dello stesso docente. Le nuove procedure ministeriali del 2026 mirano a garantire che il percorso didattico sia coerente e non frammentato nel tempo.
Le procedure ministeriali per la gestione delle GPS e la conferma dei docenti inizieranno nel giugno 2026 per l'anno scolastico 2026/2027. Entro il settembre 2026 sarà inoltre pubblicata l'analisi sulla qualità dell'inclusione e sulla flessibilità professionale richiesta.