Il sistema scolastico della regione lombarda sta affrontando una fase di profonda criticità strutturale, caratterizzata da uno scollamento sempre più marcato tra i dati ufficiali di gestione e le necessità operative quotidiane delle istituzioni. Nonostante le statistiche ministeriali possano mostrare una crescita nelle assunzioni a tempo indeterminato, la realtà dei fatti evidenzia una persistente precarietà scolastica che mina la qualità dell'offerta formativa e la stabilità del personale.
La denuncia della Flc Cgil Lombardia mette a nudo un paradosso gestionale: mentre il numero di docenti immessi in ruolo aumenta, la capacità del sistema di coprire i posti dell'organico di diritto rimane insufficiente. Questa carenza non è solo quantitativa, ma qualitativa, poiché costringe le scuole a un ricorso massiccio alle deroghe e alle supplenze per coprire i fabbisogni reali, specialmente in settori delicati come il sostegno agli alunni con disabilità, dove la discontinuità didattica sta diventando una condizione strutturale.
Il divario tra dati ufficiali e realtà operativa nelle scuole lombarde
L'analisi dei dati forniti dal sindacato rivela una crescita significativa delle immissioni in ruolo a tempo indeterminato, passate da 3.919 a 7.042 unità. Sebbene questo dato possa essere interpretato come un successo della politica di stabilizzazione, la realtà operativa racconta una storia diversa: la dote complessiva delle immissioni è salita da 5.047 a 8.680 unità, ma questa espansione non riesce a compensare l'aumento critico delle cattedre scoperte affidate a personale a tempo determinato.
Il dato più allarmante riguarda la quota delle supplenze, che ha registrato un incremento preoccupante, passando da 23.833 a 27.969 posti. Questo aumento della precarietà è accompagnato da una contrazione dei posti di potenziamento, scesi da 7.176 a 6.893 unità. Tale scenario conferma quanto sostenuto dal Segretario Generale della Flc Cgil Lombardia, Massimiliano De Conca, il quale sottolinea come la scuola regionale continui a vivere uno stato di precarietà legato all'inadeguatezza strutturale dei concorsi, i quali non riescono a coprire i posti necessari per garantire la continuità didattica.
Un ulteriore punto di frizione riguarda le materie STEM, dove oltre 250 posti destinati alle immissioni in ruolo rischiano di restare scoperti. Di questi, ben 100 si concentrano esclusivamente nella provincia di Milano, evidenziando una difficoltà specifica nel reperire docenti specializzati in ambiti scientifici e tecnologici. La gestione di queste carenze obbliga gli uffici scolastici a una costante ricerca di soluzioni temporanee che, pur garantendo la presenza in aula, non risolvono il problema della stabilità pedagogica.
Il nodo critico del sostegno e il ricorso sistematico alle deroghe
Il settore del sostegno agli alunni con disabilità rappresenta oggi il vero epicentro della crisi scolastica lombarda. La quota totale dei posti necessari per questo servizio è schizzata da 33.050 a 35.850 cattedre. Per far fronte a questo aumento, il sistema si affida sempre più alle "deroghe", ovvero posti non coperti dall'organico di diritto, che hanno visto un incremento di 1.756 unità rispetto all'anno scolastico precedente. Le previsioni finali puntano verso una quota di 18.000 posti in deroga.
Questa dipendenza dalle deroghe non è solo un dato numerico, ma una scelta operativa che ha conseguenze dirette sulla qualità del servizio offerto. La carenza di docenti specializzati di ruolo costringe le istituzioni scolastiche a un interpello frequente, spesso attingendo a graduatorie di supplenti non specializzati o a quelle incrociate, con una criticità particolare nella scuola primaria. La Flc Cgil avverte che questa modalità di gestione sta alimentando una precarietà che danneggia non solo i lavoratori, ma soprattutto gli studenti che necessitano di un percorso educativo coerente e specializzato.
Il contesto normativo che regola queste procedure è complesso e si è evoluto attraverso diversi atti ministeriali nel corso del 2026. Tra questi, l'O.M. 27 del 16 febbraio 2026 ha definito le procedure di aggiornamento delle graduatorie e la tutela della continuità didattica sul sostegno. Successivamente, la nota DGPER 7766 del 26 marzo 2026 e la nota DGPER 14643 del 4 giugno 2026 hanno fornito le indicazioni tecnico-operative per la gestione dei docenti a tempo determinato su posto di sostegno per l'anno scolastico 2026/2027.
| Indicatore Scolastico | Dato Precedente | Dato Attuale / Previsione |
|---|---|---|
| Immissioni in ruolo (unità) | 3.919 | 7.042 |
| Dote complessiva immissioni | 5.047 | 8.680 |
| Quota supplenze totali | 23.833 | 27.969 |
| Posti di potenziamento | 7.176 | 6.893 |
| Cattedre sostegno necessarie | 33.050 | 35.850 |
| Posti in deroga (previsione) | - | 18.000 |
| Posti ATA vacanti | - | ~5.000 |
Impatto operativo: cosa cambia per docenti, scuole e famiglie
Le conseguenze di questo scenario sono molteplici e toccano ogni attore del sistema scolastico. Per i docenti, nonostante la crescita delle assunzioni a tempo indeterminato, la precarietà rimane una realtà quotidiana, specialmente nelle materie scientifiche e nel sostegno. La necessità di gestire un volume di supplenze superiore alle 27.000 unità comporta una pressione costante sugli uffici scolastici e una maggiore incertezza per chi lavora con contratti a tempo determinato.
Per le scuole, la sfida principale risiede nella gestione delle procedure di interpello. Con le graduatorie GPS che risulteranno esaurite per molte classi di concorso, i dirigenti dovranno affrontare una complessità gestionale senza precedenti, cercando di garantire la continuità didattica in un contesto di scarsità di risorse umane specializzate. Inoltre, la gestione del personale ATA, con circa 5.000 posti vacanti (prevalentemente collaboratori scolastici), rappresenta un ulteriore ostacolo all'efficienza dei servizi di segreteria e supporto.
Per le famiglie, il rischio principale è quello della discontinuità didattica. L'elevato numero di posti in deroga e la necessità di utilizzare docenti non specializzati per coprire le cattedre scoperte possono compromettere il percorso educativo degli alunni, in particolare quelli con disabilità che richiedono un supporto costante e qualificato. La precarietà del sistema si traduce, in ultima analisi, in un servizio scolastico meno stabile e potenzialmente meno efficace.
Cronologia degli atti e scadenze rilevanti
Per orientarsi nelle procedure attuali, è fondamentale tenere traccia delle scadenze e degli atti normativi che hanno disciplinato l'anno scolastico 2026/2027:
- 16 febbraio 2026: Pubblicazione dell'O.M. 27 sulle procedure di aggiornamento delle graduatorie e tutela della continuità didattica sul sostegno.
- 26 marzo 2026: Emissione della nota DGPER 7766 con indicazioni operative per la continuità dei docenti a tempo determinato sul sostegno.
- 06 maggio 2026: Pubblicazione della nota 11814 su istruzioni e indicazioni operative per supplenze docenti, educativi e ATA.
- 04 giugno 2026: Emissione della nota DGPER 14643 con precisazioni tecnico-operative sulla continuità didattica sul sostegno.
- 05 agosto 2026: Pubblicazione delle graduatorie provinciali di supplenza valide per il biennio 2026/2028.
- 31 agosto 2026: Pubblicazione delle disponibilità per l'attribuzione degli incarichi a tempo determinato.
- 01 settembre 2026: Inizio ufficiale dell'anno scolastico e termine per la presa di servizio (24 ore dal lunedì).
Le province con numeri più grandi, come Milano, Bergamo e Brescia, potrebbero vedere una risoluzione delle situazioni scoperte più lenta rispetto alle province più piccole, con possibili bollettini consecutivi nelle settimane successive all'inizio dell'anno scolastico. È importante notare che la previsione finale delle deroghe (quota 18.000) non è ancora definitiva, poiché dipende dal progressivo completamento delle certificazioni degli studenti.
In sintesi, la scuola lombarda si trova a dover gestire una realtà in cui la propaganda dei numeri non riesce a mascherare i reali fabbisogni strutturali. Per docenti e dirigenti, la sfida del prossimo anno scolastico sarà quella di navigare tra le scarse risorse disponibili e la necessità di garantire un diritto all'istruzione di qualità, cercando di mitigare gli effetti di un sistema che, pur in evoluzione, fatica a superare la barriera della precarietà.
Per approfondimenti tecnici sulle procedure di continuità didattica, è possibile consultare il registro ufficiale dell'Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia.
FAQs
Flc Cgil critica gestione Scuola in Lombardia per mancanza di servizi reali
Nonostante l'aumento delle assunzioni a tempo indeterminato, il sindacato evidenzia che i numeri ufficiali non riflettono i reali fabbisogni strutturali della regione. La precarietà persiste a causa di un'inadeguatezza dei concorsi che non riescono a coprire i posti dell'organico di diritto, costringendo le scuole a dipendere eccessivamente dalle supplenze.
Questa situazione può generare discontinuità didattica e difficoltà operative per le famiglie, poiché la gestione delle deroghe diventa la modalità prevalente per colmare il divario tra posti autorizzati e necessità reali.
Le immissioni in ruolo a tempo indeterminato sono passate da 3.919 a 7.042 unità, ma parallelamente la quota delle supplenze è cresciuta fino a quasi 28.000 posti. Inoltre, si segnala una criticità specifica per le materie STEM, dove oltre 250 posti sono a rischio di rimanere scoperti, specialmente nella provincia di Milano.
A partire da settembre 2026, le scuole dovranno gestire un volume elevato di supplenze e procedure di "interpello" per le classi di concorso con graduatorie esaurite. Nelle province più grandi come Milano, Bergamo e Brescia, la risoluzione delle situazioni scoperte potrebbe richiedere più bollettini consecutivi nelle settimane successive all'inizio dell'anno scolastico.