Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Molise, con la sentenza breve n. 442/2026 della Sezione Prima, ha disposto l'annullamento di diversi provvedimenti scolastici relativi allo scrutinio finale dell'anno scolastico 2025/2026 presso un istituto di Campobasso. Il provvedimento giudiziario colpisce specificamente la valutazione del comportamento e l'attribuzione del relativo credito scolastico per uno studente, evidenziando una grave carenza di motivazione e di istruttoria da parte dell'amministrazione scolastica.
La decisione del giudice amministrativo nasce da un ricorso presentato dai genitori dell'alunno, i quali hanno contestato l'abbassamento del voto di comportamento da 9 (ottenuto nel primo trimestre) a 8 alla fine del percorso scolastico. Tale variazione, pur apparentemente minore, ha prodotto effetti immediati e definitivi sulla carriera del ragazzo, poiché ha precluso la possibilità di ottenere il punteggio massimo del credito scolastico, influenzando direttamente il voto finale di maturità e l'accesso a iniziative riservate agli studenti con i risultati più elevati, come i programmi di scambio internazionali.
Il cuore della controversia risiede nell'incoerenza della valutazione: mentre i risultati accademici dello studente hanno mostrato una tendenza al miglioramento e alla conferma (con medie elevate in diverse discipline), il voto del comportamento è sceso senza che venissero registrati provvedimenti disciplinari o comunicazioni formali ai genitori. Il TAR ha rilevato che tale deficit motivazionale rende l'atto amministrativo illegittimo, poiché la predeterminazione astratta dei criteri non può sostituire un giudizio concreto e oggettivamente riscontrabile sui fatti.
Cosa dice la Legge 150/2024 (art. 1, comma 1) in sintesi
La Legge 1° ottobre 2024, n. 150, introduce modifiche sostanziali alla disciplina della valutazione degli studenti, intervenendo specificamente sul decreto legislativo n. 62/2017. In particolare, l'art. 1, comma 1, lettera d), stabilisce una regola fondamentale per il calcolo del credito scolastico:
- Il punteggio più alto nell'ambito della fascia di attribuzione del credito scolastico, calcolato sulla base della media dei voti riportata nello scrutinio finale, può essere attribuito soltanto se il voto di comportamento assegnato è pari o superiore a nove decimi.
- Questa norma non è una facoltà discrezionale della scuola, ma un effetto legale tipizzato e automatico che non ammette alcuna compensazione.
- L'istituto scolastico ha recepito tale novità nel verbale del Collegio dei docenti del 1° settembre 2025, precisando che un comportamento inferiore a 9 decimi obbliga lo studente ad accedere alla fascia più bassa, indipendentemente dall'altezza della media dei voti.
Il testo normativo, accessibile sul portale Normattiva, mira a garantire trasparenza e prevedibilità nel percorso formativo, legando il riconoscimento dei meriti massimi a un requisito comportamentale minimo e costante.
Cosa dice il D.Lgs. 196/2003 (art. 52) in sintesi
Il Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196, all'interno dell'articolo 52, disciplina la tutela della privacy e dei dati identificativi degli interessati nei provvedimenti amministrativi e giudiziari. Le disposizioni chiave includono:
- L'interessato ha il diritto di richiedere l'oscuramento delle proprie generalità e dei dati identificativi sulla sentenza o sul provvedimento prima della loro diffusione.
- L'autorità può disporre d'ufficio l'oscuramento per tutela della dignità o dei diritti degli interessati.
- In caso di diffusione di sentenze che coinvolgono minori, chiunque sia chiamato a diffondere il provvedimento è tenuto ad omettere ogni dato idoneo a identificarli, anche in assenza di specifiche annotazioni sulla sentenza stessa.
Questa normativa, consultabile su Normattiva, è stata richiamata dal TAR per garantire che la pubblicazione del provvedimento non violasse la riservatezza dello studente minore coinvolto nel contenzioso.
Contesto e precedenti
Il caso di Campobasso si inserisce in un filone di giurisprudenza amministrativa che richiede alle scuole una rigorosa istruttoria prima di emettere valutazioni che incidono pesantemente sui diritti degli studenti. Il TAR ha sottolineato come la valutazione del comportamento non possa basarsi su "clausole di stile" o predeterminazioni astratte, ma debba essere ancorata a dati di fatto oggettivamente riscontrabili, come il numero delle assenze, la presenza di provvedimenti disciplinari o comunicazioni formali ai genitori.
In questo specifico istituto, lo studente aveva mantenuto un profilo di eccellenza: i voti in materie come Scienze Motorie, Educazione Civica e Matematica erano pari a 9, mentre la media generale era di 7,82. Nonostante il trend di crescita costante, il passaggio da un 9 a un 8 nel comportamento è stato giudicato incoerente e privo di giustificazione documentale. Il giudice ha evidenziato come l'assenza di provvedimenti disciplinari durante l'anno rendesse impossibile comprendere le ragioni dell'abbassamento, definendo l'azione amministrativa come priva di motivazione concreta.
La sentenza sottolinea inoltre l'importanza della trasparenza procedurale: la scuola non aveva avvisato i genitori di eventuali segnali di peggioramento comportamentale durante l'anno, violando il principio di correttezza e il diritto di difesa della famiglia. Il tribunale ha ribadito che ogni variazione di voto che precluda l'accesso a benefici (come il punteggio massimo del credito scolastico) deve essere supportata da una griglia di valutazione chiara e da una motivazione individuale specifica.
Cosa cambia per docenti, ATA e scuole
La sentenza del TAR Molise stabilisce un precedente operativo fondamentale per il personale scolastico e le segreterie. In sintesi, l'amministrazione scolastica è ora chiamata a una maggiore responsabilità documentale:
- Obbligo di motivazione individuale: Ogni volta che il Consiglio di classe delibera un voto di comportamento inferiore al massimo, deve essere allegata una motivazione specifica e concreta. Non è più sufficiente una valutazione generica; occorre indicare se il punteggio è influenzato da mancanze nella frequenza, mancanza di impegno o specifici provvedimenti disciplinari.
- Tracciabilità dei dati: Le valutazioni devono essere ancorate a documenti oggettivi (registri, verbali, comunicazioni formali). Se un alunno non ha ricevuto sanzioni e la sua frequenza è regolare, l'abbassamento del voto deve essere giustificato da elementi di fatto diversi, altrimenti rischia l'annullamento per difetto di istruttoria.
- Comunicazione tempestiva: Le scuole devono assicurarsi che i genitori siano informati tempestivamente di eventuali scostamenti negativi nel comportamento. La mancanza di avvisi durante l'anno scolastico rende la valutazione finale più vulnerabile a ricorsi amministrativi.
- Gestione del Credito Scolastico: I dirigenti e i docenti devono prestare massima attenzione all'applicazione della Legge 150/2024. Poiché il voto di comportamento è un requisito legale per l'accesso al punteggio massimo del credito, un errore nella valutazione del comportamento può causare un danno economico e formativo diretto allo studente, portando a lunghe battaglie legali.
In concreto, per evitare l'annullamento degli atti, la scuola deve garantire che ogni voto riportato nel verbale di scrutinio finale sia il risultato di un processo valutativo coerente con quanto avvenuto durante l'anno scolastico, evitando discrezionalità non documentate che possano ledere il percorso di carriera degli studenti.
Le posizioni
L'autorità ha inizialmente eccepito l'inammissibilità e l'infondatezza del gravame, sostenendo la legittimità dei provvedimenti scolastici. Tuttavia, il TAR ha rigettito queste tesi, riconoscendo che la frustrazione dello studente e il limite all'accesso a opportunità come il programma Erasmus costituiscono un danno reale e immediato derivante da un atto amministrativo non correttamente motivato.
| Elemento di Valutazione | Dettaglio della Sentenza |
|---|---|
| Voto Comportamento (Trimestre 1) | 9 |
| Voto Comportamento (Scrutinio Finale) | 8 |
| Media Voti Scolastici | 7,82 |
| Credito Scolastico Attribuito | 9+0 (senza media e motivazione) |
| Esito del Ricorso TAR | Accoglimento e annullamento atti lesivi |
FAQs
TAR Molise annulla voti e credito scolastico a Campobasso
L'annullamento del verbale e dei relativi atti comporta la revisione del voto di comportamento e del credito scolastico, che influenzano il voto finale di maturità. In concreto, una valutazione inferiore a nove può precludere il raggiungimento del punteggio massimo dei crediti e limitare l'accesso a iniziative riservate agli alunni meritevoli, come il programma ERASMUS.
Il verbale può essere annullato quando la valutazione finale non è accompagnata da un'espressione di giudizio concreta o da una motivazione specifica riferita allo studente. La mancanza di elementi istruttori oggettivi che giustifichino una variazione del voto, specialmente in assenza di provvedimenti disciplinari, rende l'atto amministrativo illegittimo.
Secondo la normativa vigente, lo studente può ricevere il punteggio massimo del credito scolastico solo se il voto di comportamento è pari o superiore a nove decimi. In caso di voto di comportamento inferiore a nove, lo studente accede automaticamente alla fascia più bassa per il credito, indipendentemente dall'altezza della media dei voti.