Guida aggiornata al 2026
Che cos'è il PEI, come si crea, le scadenze 2026/27, esempi compilati e che cosa sapere prima di usare l'intelligenza artificiale con i dati dell'alunno: lo spieghiamo nella guida «PEI con l'IA: come crearlo, esempi, rischi e sanzioni».
L'Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto ha reso pubblico il report ufficiale relativo al monitoraggio PEI degli studenti con disabilità per l'anno scolastico 2025/2026. Il documento, presentato durante il seminario regionale tenutosi il 29 ottobre 2026, offre un'analisi dettagliata dei percorsi didattici seguiti dagli alunni che beneficiano della Legge 104/1992 nelle scuole secondarie di II grado della regione.
La rilevazione, avviata ufficialmente con la nota USR Veneto del 4 marzo 2026 (prot. 7360), ha coinvolto un campione significativo di istituzioni scolastiche, garantendo una panoramica accurata sulla distribuzione degli studenti con disabilità certificata. Il monitoraggio si è concentrato sulla distinzione tra i diversi modelli di progettazione didattica, con l'obiettivo di verificare l'effettiva aderenza alle linee guida nazionali e la capacità del sistema scolastico di garantire il diritto all'autodeterminazione e al successo formativo.
Il report evidenzia una realtà complessa, dove la scelta del percorso didattico — ordinario, personalizzato o differenziato — non è solo una questione tecnica, ma determina direttamente la possibilità per lo studente di ottenere un titolo di studio valido per il mondo del lavoro o per il proseguimento degli studi. Attraverso l'analisi dei dati provinciali e degli indirizzi di studio, il documento delinea le sfide attuali dell'inclusione scolastica nel territorio veneto.
Cosa dice la Legge 104/1992 in sintesi
La Legge 104/1992 rappresenta il pilastro normativo fondamentale per il riconoscimento dei diritti delle persone con disabilità. L'articolo 1 della norma stabilisce che la Repubblica garantisce il pieno rispetto della dignità umana e promuove l'integrazione della persona handicappata nella famiglia, nella scuola, nel lavoro e nella società.
Il testo normativo impegna lo Stato a prevenire e rimuovere le condizioni invalidanti che impediscono lo sviluppo della persona e la partecipazione alla vita della collettività. In ambito scolastico, questo si traduce nell'obbligo di assicurare servizi e prestazioni per la cura e la riabilitazione, nonché nella tutela giuridica ed economica della persona, promuovendo interventi volti a superare ogni stato di emarginazione o esclusione sociale.
Cosa dice il D.Lgs. 66/2017 (art. 7, comma 2-ter; art. 7) in sintesi
Il Decreto Legislativo 66/2017 definisce i principi dell'inclusione scolastica, sottolineando come essa debba rispondere ai differenti bisogni educativi attraverso strategie didattiche finalizzate allo sviluppo delle potenzialità di ciascuno. L'articolo 7 colloca il Piano Educativo Individualizzato (PEI) all'interno del processo di inclusione, demandando la definizione del modello nazionale, delle linee guida e delle modalità di assegnazione delle misure di sostegno a specifici decreti interministeriali.
Il decreto promuove la partecipazione attiva della famiglia e delle associazioni di riferimento come interlocutori fondamentali nei processi di inclusione. L'obiettivo è la definizione e la condivisione di un progetto individuale che coinvolga scuole, famiglie e altri soggetti pubblici o privati operanti sul territorio, garantendo il rispetto del diritto all'autodeterminazione e all'accomodamento ragionevole.
Cosa dice il D.M. 153/2023 in sintesi
Il Decreto Ministeriale 153/2023 costituisce il provvedimento correttivo fondamentale che ha aggiornato il modello nazionale di PEI e le relative linee guida. Questo atto ha modificato il precedente D.I. 182/2020, introducendo aggiornamenti significativi sui modelli di PEI per ogni ordine di istruzione (infanzia, primaria, secondaria di I e II grado) e sulle schede per l'individuazione dei supporti al funzionamento.
Il decreto definisce inoltre le modalità di assegnazione delle misure di sostegno e le tabelle per l'individuazione dei fabbisogni di risorse professionali. È un passaggio critico per la scuola secondaria di II grado, poiché stabilisce i criteri per la validazione del titolo di studio: lo studente deve seguire un percorso che, pur essendo personalizzato, sia sostanzialmente riconducibile a quello previsto per l'indirizzo frequentato, sostenendo prove di verifica equipollenti a quelle della classe.
Cosa dice il D.M. 182/2020 in sintesi
Il Decreto Ministeriale 182/2020 ha introdotto il modello unico nazionale per il Piano Educativo Individualizzato e le relative linee guida. Il documento definisce il PEI come lo strumento che promuove l'inclusione degli studenti con disabilità, garantendo la partecipazione alla vita scolastica e la possibilità di realizzare il proprio potenziale attraverso una progettualità intensa e articolata.
Il decreto stabilisce che il PEI deve essere elaborato dal Gruppo di Lavoro Operativo (GLO) sulla base della certificazione o dell'accertamento della condizione di disabilità e del profilo di funzionamento dell'alunno. Per il secondo ciclo di istruzione, il modello 182/2020 permette di distinguere chiaramente tra percorso ordinario, percorso personalizzato con prove equipollenti e percorso differenziato, fornendo la base tecnica per la progettazione didattica individuale.
Contesto e precedenti
Il monitoraggio regionale del Veneto si inserisce in un quadro di costante aggiornamento normativo volto a rendere più trasparente e misurabile l'efficacia dell'inclusione scolastica. Il passaggio dal vecchio sistema di progettazione a quello attuale, basato sulla distinzione netta tra percorsi, è stato motivato dalla necessità di garantire che gli studenti con disabilità non siano esclusi dal conseguimento di titoli di studio validi. Storicamente, la mancanza di una distinzione chiara tra percorsi personalizzati e differenziati rendeva difficile per le famiglie e per le istituzioni valutare le reali prospettive di inserimento lavorativo o universitario degli studenti al termine del ciclo superiore.
I dati raccolti nel report 2025/2026 mostrano un'evoluzione significativa rispetto all'anno scolastico 2023/2024. Si nota una crescente attenzione alla progettazione didattica che mira alla validità del titolo di studio, con una diminuzione degli studenti che seguono percorsi differenziati. Questo trend riflette l'impegno delle scuole nel conformarsi alle linee guida del D.M. 153/2023, che pongono l'accento sulla necessità di mantenere gli obiettivi di apprendimento coerenti con il curricolo d'istituto, pur adattandoli alle specifiche necessità del singolo alunno.
Cosa cambia per docenti, ATA e scuole
Per i dirigenti scolastici e i referenti per l'inclusione, il report evidenzia la necessità di una pianificazione rigorosa basata sui dati provinciali. Le scuole devono monitorare costantemente la percentuale di studenti che accedono a percorsi che garantiscono il titolo di studio, poiché il dato regionale indica che solo il 62,7% degli studenti con disabilità nel Veneto segue attualmente un percorso (A o B) che permette il conseguimento di un titolo valido.
I docenti sono chiamati a una progettazione didattica che eviti la "riduzione rilevante degli obiettivi" tipica del percorso differenziato (C), che porta al rilascio di un semplice attestato di crediti formativi. Nello specifico, per gli studenti che seguono il percorso personalizzato (B), è fondamentale che le prove di verifica siano equipollenti a quelle della classe, garantendo la validità del diploma. Le segreterie scolastiche devono assicurarsi che la documentazione del PEI sia aggiornata e coerente con le modifiche introdotte dal D.M. 153/2023, specialmente per quanto riguarda le schede di supporto e le tabelle dei fabbisogni di risorse professionali.
Le scuole paritarie, pur avendo una partecipazione minore al monitoraggio rispetto alle statali, devono allinearsi ai criteri di validazione del titolo di studio per garantire la parità di trattamento degli studenti. Le istituzioni scolastiche del territorio veneto devono utilizzare i dati del monitoraggio per identificare le criticità provinciali: ad esempio, nelle province di Treviso e Rovigo, la concentrazione di studenti in percorsi differenziati rimane elevata, richiedendo interventi mirati per favorire il passaggio verso percorsi che garantiscano il diploma.
Le posizioni
Il seminario regionale del 29 ottobre 2026 ha visto la partecipazione di dirigenti, docenti e referenti, evidenziando la necessità di una maggiore uniformità nell'applicazione delle linee guida tra le diverse province. Sebbene il report non riporti dichiarazioni sindacali dirette, emerge una preoccupazione condivisa sulla disparità di accesso ai percorsi "validanti" tra i diversi indirizzi di studio. In particolare, si osserva come gli istituti professionali concentrino la maggior parte degli studenti con disabilità (50,2%), ma presentino anche le percentuali più alte di percorsi differenziati in alcune province, sollevando interrogativi sulla reale efficacia dell'inclusione in questi contesti.
| Provincia | Studenti con Disabilità (Liceo) | Studenti con Disabilità (Tecnico) | Studenti con Disabilità (Professionale) |
|---|---|---|---|
| Belluno | 69 | 47 | 146 |
| Padova | 269 | 245 | 234 |
| Rovigo | 58 | 77 | 201 |
| Treviso | 200 | 151 | 675 |
| Venezia | 210 | 271 | 312 |
| Verona | 219 | 315 | 760 |
| Vicenza | 320 | 376 | 563 |
| TOTALE VENETO | 1345 | 1482 | 2891 |