L’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia ha ufficializzato le azioni di sciopero previste per l’intera giornata del 30 ottobre 2026, che interesseranno il Comparto Istruzione e Ricerca - Settore Scuola. La mobilitazione, proclamata da una vasta coalizione di sigle sindacali tra cui la Confederazione USB, USI CIT, ADL Cobas, CLAP, Confederazione Cobas, SIAL Cobas, CIB Unicobas, con l'adesione di USI P.I., SSB (Sindacato Sociale di Base), USI Educazione, CUB SUR, FISI, Unicobas Scuola&Università e Cobas Pubblico Impiego, si configura come uno sciopero generale di ampia portata.
Oltre alla mobilitazione nazionale, sono state proclamate specifiche azioni regionali per la medesima data da parte di Cobas Scuola Sardegna e Cobas Scuola Emilia Romagna, che coinvolgeranno tutto il personale del Comparto e dell’Area Istruzione e Ricerca, settore “Scuola”, rispettivamente delle due regioni. Poiché tali azioni colpiscono il servizio pubblico essenziale "istruzione", il diritto di sciopero deve essere esercitato nel rigoroso rispetto delle procedure fissate dalla normativa vigente e dall’Accordo del 2 dicembre 2020.
Le istituzioni scolastiche sono chiamate a garantire la massima trasparenza e ad attivare con massima urgenza le procedure di comunicazione verso i lavoratori e le famiglie. I dirigenti scolastici hanno il compito di adottare tutte le soluzioni disponibili, come la pubblicazione su siti web istituzionali e l'affissione di avvisi leggibili nei locali, per assicurare l'effettiva ottemperanza degli obblighi di informazione e la continuità delle prestazioni indispensabili.
Cosa dice la Legge 146/1990 (art. 1; art. 5) in sintesi
La Legge 12 giugno 1990, n. 146 rappresenta il pilastro normativo per la gestione dei conflitti collettivi nei servizi pubblici essenziali. L'articolo 1 definisce quali servizi devono garantire il godimento dei diritti della persona, alla vita, alla salute, alla libertà e alla sicurezza, alla libertà di circolazione, all'assistenza e previdenza sociale, all'istruzione e alla libertà di comunicazione. In particolare, per quanto riguarda l'istruzione pubblica, la norma sottolinea l'esigenza di assicurare la continuità dei servizi degli asili nido, delle scuole materne e delle scuole elementari, nonché lo svolgimento degli scrutini finali e degli esami.
L'articolo 5 della medesima legge impone alle amministrazioni un obbligo di trasparenza e rendicontazione immediata. Le autorità sono tenute a rendere pubblico tempestivamente il numero dei lavoratori che hanno partecipato allo sciopero, la durata dell'astensione e la misura delle trattenute effettuate per la relativa partecipazione. Questo adempimento mira a bilanciare il diritto di lotta sindacale con il diritto dei cittadini a una corretta informazione sull'erogazione dei servizi pubblici.
Per quanto riguarda le modalità operative, l'articolo 2, comma 6 specifica che l'utenza deve essere informata con un preavviso di almeno cinque giorni riguardo a tempi, modalità, durata dello sciopero, servizi garantiti e modalità di riattivazione. Tale comunicazione deve essere tempestiva anche in caso di revoca o differimento dell'azione di sciopero.
Puoi consultare il testo integrale della normativa sul portale decreto della Legge 146/1990.
Cosa dice la Nota prot. 7022 del 22-10-2026 in sintesi
La Nota prot. 7022 del 22 ottobre 2026, emanata dall'Ufficio I del Ministero dell'Istruzione e del Merito (Affari generali, risorse umane e strumentali – Servizio legale – Comunicazione), funge da avviso ufficiale per le azioni di sciopero del 30 ottobre 2026. Il documento ribadisce che le istituzioni scolastiche devono attivare le procedure di comunicazione ai lavoratori e all'utenza con la massima celerità.
La nota fornisce indicazioni precise sulla raccolta dei dati di adesione, che devono essere inseriti attraverso la nuova procedura di acquisizione disponibile sul portale SIDI. I dirigenti devono compilare i campi relativi al numero del personale scioperante, al totale del personale, al numero di personale assente per altri motivi e alle strutture interessate, specificando il numero di plessi e di classi in cui si è registrata la totale e/o parziale riduzione del servizio.
Viene inoltre ribadito l'obbligo di pubblicare il dato di adesione relativo all'istituzione scolastica di competenza sul proprio sito istituzionale, utilizzando l'apposito prospetto estraibile dalla funzione “Statistiche Scioperi Archiviati” dell'applicativo SIDI. L'obiettivo è garantire che il dato sia accessibile a tutti gli utenti interessati, rispettando le indicazioni del Manuale Utente già inviato alle scuole.
Il documento ufficiale è consultabile sul sito del Ministero all'indirizzo avviso n. 62 del 22 ottobre 2026.
Contesto e precedenti
La gestione degli scioperi nel comparto Istruzione e Ricerca si è evoluta significativamente con l'introduzione dell'Accordo nazionale del 2 dicembre 2020. Tale accordo definisce le prestazioni indispensabili e contingenti minimi da garantire, cercando di mediare tra il diritto di sciopero e il diritto all'istruzione. Tra le attività da garantire, figurano gli scrutini finali, gli esami di idoneità e la vigilanza sui minori durante la refezione, qualora non sia possibile una sostituzione adeguata.
Un precedente rilevante riguarda l'orientamento dell'ARAN (risposta 35940 del 10/12/2025), che ha chiarito la legittimità della sostituzione del personale scioperante con personale non scioperante e in servizio. Secondo la giurisprudenza della Corte di Cassazione (sentenza n. 15782 del 19.07.2011), il datore di lavoro può adottare misure organizzative per contenere gli effetti negativi dell'astensione, a patto che non ne impedisca l'esercizio. Questo principio permette ai dirigenti di gestire le classi e le attività amministrative in modo da minimizzare il disagio per gli studenti e le famiglie.
Storicamente, la segreteria scolastica ha dovuto gestire la doppia comunicazione: l'invito al personale a dichiarare l'intenzione di adesione (entro il quarto giorno dalla proclamazione) e l'informativa alle famiglie (almeno cinque giorni prima). La raccolta dei dati tramite il portale SIDI è diventata lo standard operativo per la rilevazione delle adesioni e la successiva pubblicazione dei dati complessivi sull'applicativo Gepas del Dipartimento Funzione Pubblica.
Cosa cambia per docenti, ATA e scuole
Per i dirigenti scolastici, la gestione dello sciopero del 30 ottobre 2026 richiede un'azione coordinata su più fronti. È necessario attivare immediatamente la procedura di comunicazione, utilizzando sia i canali digitali (sito web) che quelli fisici (avvisi leggibili). I dirigenti devono formulare una valutazione prognostica attendibile sulla diminuzione del servizio, evitando dichiarazioni generiche e indicando chiaramente quali attività didattiche o amministrative saranno sospese o ridotte.
Per il personale docente e ATA, le principali novità riguardano la precisione nella raccolta delle dichiarazioni. La dichiarazione di adesione è irrevocabile e deve essere comunicata entro il quarto giorno dalla proclamazione. È fondamentale che il personale sia consapevole che la partecipazione allo sciopero comporta la relativa trattenuta retributiva, la cui misura deve essere comunicata tempestivamente all'amministrazione.
Le segreterie scolastiche hanno il compito operativo di:
- Raccogliere le dichiarazioni del personale tramite i canali ufficiali (inclusa la PEC).
- Preparare e pubblicare la scheda informativa per le famiglie, possibilmente utilizzando i modelli precompilati forniti dal Ministero.
- Inserire i dati di adesione sul portale SIDI entro le scadenze previste, seguendo le istruzioni del Manuale Utente.
- Estrarre e pubblicare sul sito istituzionale il prospetto delle statistiche degli scioperi archiviati.
Per le famiglie e gli studenti, il cambiamento principale risiede nella necessità di monitorare costantemente il sito web della propria scuola. In caso di sciopero generale, la riduzione del servizio può variare da una sospensione totale delle lezioni a una riduzione dell'orario scolastico, fino alla chiusura dei plessi se non è garantita la vigilanza minima. È essenziale che le famiglie ricevano informazioni chiare sui tempi e sulle modalità di riattivazione del servizio.
In sintesi, la procedura operativa per il 30 ottobre 2026 si articola nei seguenti passaggi:
- Ricezione Proclamazione: Identificazione delle sigle e delle azioni (generale o regionali).
- Comunicazione Interna: Invio della richiesta di dichiarazione al personale entro i termini previsti.
- Comunicazione Esterna: Pubblicazione dell'avviso alle famiglie con almeno 5 giorni di preavviso.
- Rilevazione Dati: Compilazione dei campi su SIDI (personale scioperante, assente per altri motivi, strutture interessate).
- Pubblicazione Finale: Rendicontazione pubblica del numero di partecipanti e delle trattenute effettuate.
Le posizioni
Le sigle sindacali promotrici della mobilitazione, guidate dalla Confederazione USB e dalle varie articolazioni Cobas, hanno espresso una piattaforma rivendicativa che si concentra su temi di forte impatto sociale e politico. Le motivazioni principali includono la contestazione del militarismo, l'aumento delle spese militari e la produzione di armamenti, denunciati come causa del peggioramento delle condizioni lavorative e del caro-vita.
I sindacati chiedono esplicitamente l'azzeramento delle spese militari e la conversione di tali risparmi in investimenti per le politiche sociali, con particolare riferimento alla sanità, alla scuola e all'edilizia pubblica. Viene inoltre criticata la gestione del precariato, l'organizzazione del lavoro nelle scuole e le scelte in materia di reclutamento. Le sigle rivendicano la piena garanzia della libertà di insegnamento e la difesa del potere d'acquisto dei salari pubblici, ritenuti inadeguati rispetto all'inflazione degli ultimi anni.
Le posizioni sindacali sottolineano inoltre la necessità di promuovere una cultura di pace nelle scuole, ripudiando la militarizzazione della società e difendendo i diritti dei lavoratori dai ritagli delle politiche di appalto e dall'abuso del lavoro part-time. La mobilitazione si inserisce in un contesto di forte tensione tra le richieste di valorizzazione professionale del personale scolastico e le scelte di bilancio del governo.
| Tipo di Sciopero | Sigle Promotrici / Aderenti | Ambito Geografico | Data |
|---|---|---|---|
| Sciopero Generale | USB, USI CIT, ADL Cobas, CLAP, Confederazione Cobas, SIAL Cobas, CIB Unicobas, USI P.I., SSB, USI Educazione, CUB SUR, FISI, Unicobas Scuola&Università, Cobas Pubblico Impiego | Nazionale | 30 ottobre 2026 |
| Sciopero Regionale | Cobas Scuola Sardegna | Sardegna | 30 ottobre 2026 |
| Sciopero Regionale | Cobas Scuola Emilia Romagna | Emilia Romagna | 30 ottobre 2026 |
FAQs
Como, sciopero scuola 30 ottobre 2026: norme e rilevazioni
Il diritto di sciopero deve essere esercitato nel rispetto delle regole e delle procedure fissate dall'Accordo del 2 dicembre 2020 e dalla legge 12 giugno 1990, n. 146. Gli uffici competenti devono attivare con massima urgenza la procedura di comunicazione degli scioperi alle istituzioni scolastiche e, da queste, ai lavoratori.
Il testo non specifica una scadenza temporale precisa (es. ore o giorni), ma indica che i dirigenti scolastici devono rendere noto il dato di adesione pubblicandolo sul proprio sito istituzionale. Per farlo, possono estrarre l'apposito prospetto dalla funzione "Statistiche Scioperi Archiviati" dell'applicativo SIDI.
I dirigenti scolastici devono fornire un'informazione all'utenza che includa una valutazione prognostica attendibile sulla diminuzione del servizio, evitando dichiarazioni generiche. Possono utilizzare una scheda precompilata fornita dal Ministero o altre modalità opportune, assicurando la massima efficacia della comunicazione tramite siti web e avvisi leggibili nei locali.
Il documento non fornisce dettagli sulle trattenute effettive che verranno applicate ai partecipanti. Tuttavia, specifica che le amministrazioni sono tenute a rendere pubblico tempestivamente il numero dei lavoratori partecipanti, la durata dello sciopero e la misura delle trattenute effettuate.
Il documento non specifica distinzioni procedurali tra le diverse tipologie di sciopero. Indica solo che per gli scioperi regionali di Sardegna ed Emilia Romagna sono disponibili link specifici sul sito della Commissione Garanzia per consultare i relativi dettagli.