La FLC CGIL ha presentato ufficialmente il dossier “Conoscenza sottocosto”, un documento programmatico volto a denunciare il grave e cronico sottofinanziamento che affligge i settori della scuola, dell'università, della ricerca e dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM). Secondo quanto riportato dal sindacato nella conferenza stampa del 29 ottobre 2026, il settore della conoscenza in Italia versa in una condizione di depauperamento strutturale, caratterizzata da livelli retributivi tra i più bassi dell'intera Pubblica Amministrazione e da investimenti pubblici che risultano ampiamente distanti dagli standard europei.
Il documento evidenzia come la specificità del lavoro prestato in questi ambiti — caratterizzato da un'altissima concentrazione di competenze e professionalità — non venga riconosciuta con adeguate risorse economiche, creando un divario che penalizza non solo i lavoratori, ma l'intero sistema formativo e scientifico nazionale. La FLC CGIL ha utilizzato il dossier come base per proclamare lo sciopero generale del 20 novembre 2026, inteso come momento di rottura contro le politiche di austerità e per la richiesta di salari equi, contratti stabili e investimenti adeguati alla media europea.
L'analisi sindacale mette in luce una realtà economica drammatica: mentre il Paese affronta sfide tecnologiche e demografiche, il comparto dell'istruzione e della ricerca viene trattato come un costo da contenere piuttosto che come un investimento strategico. Il sindacato sottolinea come la mancanza di fondi non sia solo una questione di "mancati aumenti", ma di un sottofinanziamento sistemico che impedisce il recupero del potere d'acquisto eroso dall'inflazione e la stabilizzazione di una massa critica di lavoratori precari.
Il quadro contrattuale: CCNL Istruzione e Ricerca
Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per il triennio 2019-2021, accessibile tramite il portale dell'ARAN (testo ufficiale del CCNL 2019-2021), definisce il campo di applicazione e la struttura del trattamento economico per tutto il personale con rapporto di lavoro a tempo determinato e indeterminato dipendente dalle amministrazioni del comparto.
Il testo si articola in una parte comune, applicabile a tutti i dipendenti, e in sezioni specifiche destinate a:
- Istituzioni scolastiche ed educative;
- Istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica;
- Università e aziende ospedaliero-universitarie;
- Istituzioni ed enti di ricerca e sperimentazione.
Il contratto relativo al triennio 2022-2024, disponibile sul sito dell'ARAN (testo ufficiale del CCNL 2022-2024), rappresenta il quadro giuridico-economico vigente per il personale del comparto. Esso include incrementi tabellari, effetti dei nuovi stipendi, indennità e una una tantum.
Nello specifico, per la sezione dedicata alle istituzioni scolastiche ed educative, l'articolo 16 riconosce importi di 111,70 euro lordi ai docenti e 270,70 euro al personale ATA in servizio nel 2023-2024, secondo le condizioni previste dal testo. Il contratto ribadisce la suddivisione in sezioni specifiche e richiama i precedenti accordi per fini ricognitivi, garantendo la continuità del trattamento economico per i lavoratori a tempo determinato e indeterminato.
Contesto, dati e criticità economiche
Il quadro attuale di crisi è il risultato di un cronico sottofinanziamento che si riflette in dati macroeconomici allarmanti. Il dossier della FLC CGIL evidenzia che, nell'istruzione, la retribuzione media annua risulta inferiore di 7.480 euro rispetto a quella degli altri dipendenti pubblici. Un divario simile, seppur leggermente inferiore, si riscontra nell'università, dove lo scarto si attesta sui 7.300 euro.
Storicamente, la spesa pubblica destinata all'istruzione in Italia è destinata a rimanere ai margini rispetto agli standard internazionali. Attualmente, all'istruzione è destinato appena l'8% della spesa pubblica italiana, a fronte del 9,7% della media UE. Più grave è il dato relativo all'istruzione terziaria, che assorbe solo lo 0,39% del PIL nazionale contro lo 0,75% europeo. Anche la ricerca e sviluppo si ferma all'1,38%, ben distante dal 2,24% comunitario, confermando una scelta politica di deprivazione dei settori della conoscenza.
A questo si aggiunge il peso dell'inflazione. Sebbene il governo abbia parlato di rinnovi, la Segretaria generale Gianna Fracassi ha sottolineato che il CCNL 2019-2021 era già coperto dai fondi del precedente esecutivo. Il contratto 2022-2024, non sottoscritto dalla FLC CGIL, ha previsto risorse per compensare solo un terzo dell'inflazione del triennio (pari al 18%). Per il triennio 2025-2027, l'inflazione reale accertata dall'Istat a giugno 2026 ha superato di oltre due punti quella programmata, senza che l'ultima legge di bilancio abbia previsto fondi per il recupero del potere d'acquisto.
Il precedente normativo di riferimento per il riordino del sistema universitario è la Legge 240/2010 (riforma Gelmini). Sebbene tale riforma abbia introdotto norme su autonomia e reclutamento, essa non è stata in grado di garantire i finanziamenti straordinari necessari per allineare l'Italia agli standard europei, lasciando il sistema in una condizione di fragilità strutturale.
Impatto operativo per docenti, ATA e scuole
L'impatto delle decisioni descritte nel dossier e nelle recenti mobilitazioni si traduce in una serie di conseguenze operative e criticità immediate per l'intera comunità scolastica. Per i docenti e il personale ATA, la situazione attuale si traduce in una costante lotta per la difesa del potere d'acquisto e per la stabilità del rapporto di lavoro.
In concreto, ecco cosa devono sapere i soggetti coinvolti:
- Docenti e personale ATA: La principale criticità riguarda la precarietà diffusa. Il dossier denuncia la presenza di 302 mila supplenti nella sola scuola. Per i lavoratori, la richiesta sindacale si focalizza sulla trasformazione delle cattedre e dei posti di fatto stabili in assunzioni a tempo indeterminato, superando la logica delle nomine a termine che blocca l'avvio delle lezioni a settembre.
- Segreterie e Dirigenti: Le amministrazioni scolastiche dovranno gestire le dinamiche di sostituzione del personale ATA. Una delle richieste chiave riguarda la revisione del regolamento per eliminare il divieto di nominare supplenti per assenze brevi, garantendo la sicurezza e la sorveglianza negli istituti fin dal primo giorno di assenza.
- Scuole e Istituzioni: Per il 20 novembre 2026, le scuole dovranno attivare le procedure di raffreddamento e conciliazione previste dall'accordo del 2 dicembre 2020. Il dirigente scolastico dovrà invitare il personale a comunicare l'adesione allo sciopero entro il quarto giorno dalla proclamazione.
- Studenti e Famiglie: Le prestazioni indispensabili (scrutini, esami, vigilanza in refezione, servizi di mensa essenziali e pagamento di stipendi) saranno garantite. Tuttavia, l'astensione dell'intera giornata potrebbe comportare la sospensione delle attività didattiche ordinarie.
Per quanto riguarda le procedure di reclutamento, il sindacato spinge per la proroga al 2028 della procedura straordinaria di assunzione dalla prima fascia delle GPS Sostegno e per l'autorizzazione delle immissioni in ruolo su tutti i posti vacanti dell'organico di diritto, contrastando la prassi dei contingenti limitati dal MEF.
Posizioni sindacali e richieste politiche
Le posizioni sindacali sono divise per quanto riguarda la sottoscrizione degli accordi economici. Mentre la FLC CGIL ha scelto di non firmare il CCNL 2022-2024 per la mancanza di adeguate risorse, altre sigle hanno proceduto alla sottoscrizione. Nello specifico, il contratto è stato firmato da CISL FSUR, FEDERAZIONE UIL SCUOLA RUA, SNALS CONFSAL e FEDERAZIONE GILDA UNAMS, mentre la CGIL e la UIL hanno mantenuto la posizione di non adesione.
Sul fronte delle richieste politiche, la FLC CGIL, insieme a CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal, GILDA Unams e ANIEF, ha inviato una lettera unitaria ai Ministri Valditara e Bernini. In questo documento, le organizzazioni chiedono finanziamenti straordinari per colmare il divario retributivo con le altre Pubbliche Amministrazioni e per garantire il recupero del potere d'acquisto. La posizione è unanime nel denunciare l'erosione salariale causata dall'inflazione e la necessità di un investimento pubblico che non sia solo "di transizione", ma strutturale.
Parallelamente, il sindacato ANIEF ha espresso una posizione specifica sulla pressione fiscale, proponendo una rimodulazione degli scaglioni IRPEF (aliquota al 15% per i redditi inferiori a 18.000 euro e al 20% fino a 28.000 euro) per tutelare i 1,3 milioni di lavoratori della scuola, considerati tra i dipendenti meno pagati della PA.
| Aspetto | Dettaglio |
|---|---|
| Divario Retributivo | -7.480 euro (Istruzione) / -7.300 euro (Università) rispetto ad altre AA.P.P. |
| Spesa Pubblica Istruzione | 8% della spesa totale italiana (vs 9,7% media UE). |
| Spesa Ricerca e Sviluppo | 1,38% del PIL (vs 2,24% media UE). |
| Precarietà Scuola | 302.000 incarichi a tempo determinato (circa 1/4 del personale). |
| Inflazione 2026 | 4,2% (vs 2,4% programmato). |