Bambini con zaini colorati durante una gita scolastica, simbolo del boom delle uscite ma anche della carenza di personale docente.

Gite scolastiche e viaggi d'istruzione: il paradosso tra boom delle uscite e crisi del corpo docente

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Indice Contenuti

Il settore del turismo scolastico italiano sta attraversando una fase di profonda contraddizione strutturale. Se da un lato i dati mostrano una partecipazione quasi universale degli istituti, dall'altro emerge una resistenza crescente da parte del corpo docente, che lamenta un carico di responsabilità sproporzionato rispetto ai riconoscimenti economici e normativi previsti. Nonostante la scuola non sia un'onlus, la gestione delle uscite didattiche sta diventando uno dei principali fattori di stress professionale per gli insegnanti, che si sentono chiamati a prestare un servizio ad alto rischio senza un adeguato riconoscimento professionale.

Secondo l'indagine Didatour 2026, il 99% degli istituti scolastici italiani ha pianificato almeno un'uscita o un viaggio d'istruzione per l'anno scolastico 2025-2026, segnando un incremento dell'8% rispetto al periodo precedente. Tuttavia, questa diffusione capillare si scontra con una realtà operativa complessa: il 75% delle scuole offre entrambe le tipologie di esperienza (gite e viaggi), ma la progettazione di queste attività deve oggi bilanciare criteri di inclusione, accessibilità e sostenibilità economica, in un contesto normativo che non tutela adeguatamente chi garantisce la vigilanza.

Il peso della responsabilità civile e penale: la "culpa in vigilando" come barriera

Il cuore del malcontento dei docenti risiede nell'enorme onere di vigilanza richiesto durante le uscite. Gli insegnanti sottolineano come la responsabilità per la sicurezza degli studenti sia una vigilanza H24, che non si limita alla sola attività didattica ma si estende a ogni momento del soggiorno. In caso di incidenti, il docente può essere chiamato a rispondere penalmente per omissione di vigilanza (<culpa in vigilando), una condizione che molti professionisti considerano un rischio eccessivo, specialmente in assenza di un adeguato supporto o di compensi specifici.

Il quadro normativo di riferimento è piuttosto severo. L'Articolo 61 della Legge 312/1980 definisce gli obblighi di vigilanza qualificata, mentre l'Articolo 2047 del Codice Civile disciplina la responsabilità contrattuale dei docenti. Nonostante questi riferimenti, il clima è di forte tensione: il 55,5% dei docenti dichiara di non essere disposto a partecipare alle uscite nemmeno in caso di un giusto compenso, a causa del timore per le conseguenze legali derivanti da eventuali imprevisti durante i viaggi d'istruzione.

L'evoluzione del turismo scolastico: dalla meta al percorso formativo

Il viaggio d'istruzione non è più inteso come una semplice "gita", ma come una esperienza formativa integrata nel percorso didattico. Le scuole cercano oggi laboratori, attività esperienziali e percorsi interdisciplinari che trasformino il viaggio in un apprendimento concreto. Questo cambio di paradigma richiede una progettazione più complessa, che deve includere criteri di accessibilità sensoriale, linguistica e alimentare per garantire la partecipazione di studenti con disabilità o bisogni educativi speciali (BES).

Tuttavia, questa evoluzione qualitativa si scontra con ostacoli pratici significativi. L'88% dei docenti identifica l'aumento dei costi come il principale freno all'organizzazione dei viaggi. La ricerca evidenzia come la mancanza di accessibilità fisica (ad esempio, l'assenza di pedane sui mezzi di trasporto) possa portare al blocco totale delle uscite per intere classi, creando ulteriori complicazioni burocratiche e logistiche per i dirigenti scolastici.

Cosa cambia concretamente per docenti, dirigenti e famiglie

Per chi opera quotidianamente nel sistema scolastico, la situazione attuale impone una gestione più cauta e formalizzata delle attività extra-scolastiche. Ecco i punti chiave da considerare:

  • Per i docenti: La partecipazione alle gite rimane un atto facoltativo. Data l'elevata esposizione al rischio legale, molti insegnanti stanno preferendo declinare gli incarichi di accompagnamento, portando a una possibile carenza di personale per le uscite programmate.
  • Per i dirigenti scolastici: È fondamentale verificare preventivamente la disponibilità del personale prima di autorizzare le uscite. Nei verbali di delibera è necessario formalizzare con precisione il numero e i nominativi degli accompagnatori e dei sostituti, assicurando che la scelta del personale sia libera e consapevole.
  • Per le famiglie: La sostenibilità economica resta un pilastro della progettazione. Per le attività in giornata, il budget si attesta mediamente sui 20 euro per alunno (esclusi i trasporti), mentre per i viaggi di più giorni la soglia media oscilla tra i 300 e i 500 euro per studente.
Dato / Indicatore Valore / Dettaglio
Percentuale istituti con uscite 2025-2026 99%
Docenti favorevoli all'abolizione delle visite 7 su 10
Docenti che non partirebbero nemmeno con compenso 55,5%
Budget medio viaggi (più giorni) Tra 300 e 500 euro per studente
Budget medio attività in giornata Circa 20 euro (esclusi trasporti)
Il nodo normativo della diaria e dei compensi

Un punto di frizione storica rimane la gestione economica dell'accompagnamento. Con la Legge 266/2005, è stata soppressa la cosiddetta diaria (indennità di trasferta) per i docenti, inserendo l'accompagnamento nelle ore aggiuntive non di insegnamento. Sebbene esistano varianti locali sui forfait per le ore aggiuntive, la mancanza di una retribuzione specifica e uniforme alimenta la percezione del docente come un lavoratore che presta un servizio ad alto rischio senza un adeguato riconoscimento professionale.

In assenza di dati nazionali univoci sulla percentuale esatta di docenti che hanno rinunciato alle gite nel 2025-2026, la tendenza all'astensionismo rilevata dai sondaggi suggerisce una necessità di revisione dei modelli di responsabilità e di compensazione. La scuola deve trovare un equilibrio tra il diritto degli studenti alla formazione esperienziale e la tutela della salute professionale e legale di chi garantisce tale percorso.

Storicamente, il turismo scolastico ha radici profonde: dal Touring Club Italiano (1913) alla ripresa del dopoguerra (1947), fino ai dati recenti che mostrano un crollo dei pernottamenti nella Riviera Romagnola nei primi mesi del 2025 (scendendo a 160.000), il settore continua a evolversi cercando di rispondere alle sfide della modernità.

FAQs
Gite scolastiche e viaggi d'istruzione: il paradosso tra boom delle uscite e crisi del corpo docente

Perché molti docenti stanno rifiutando gli incarichi di accompagnamento per le gite scolastiche?+

Il rifiuto è dovuto principalmente all'elevato carico di responsabilità civile e penale derivante dalla vigilanza H24 sugli studenti, unita alla mancanza di compensi adeguati. Molti insegnanti sottolineano che l'attività non può essere considerata un servizio gratuito, specialmente considerando l'onere burocratico e il rischio legale in caso di incidenti.

Quali sono le implicazioni legali per gli insegnanti durante le uscite didattiche?+

I docenti sono soggetti alla responsabilità contrattuale per la vigilanza (Art. 2047 Codice Civile) e agli obblighi di vigilanza qualificata (Legge 312/1980). In caso di omissione di vigilanza, il personale può essere considerato colpevole fino a prova contraria, esponendosi a immediati procedimenti penali.

Quali sono i costi medi previsti per le famiglie per le attività scolastiche?+

Il budget per le attività in giornata si attesta mediamente sui 20 euro per alunno, escludendo i costi dei trasporti. Per i viaggi di più giorni, la soglia di spesa media varia invece tra i 300 e i 500 euro per studente.

Cosa devono fare i dirigenti scolastici per gestire correttamente le uscite?+

I dirigenti devono verificare preventivamente la disponibilità del personale, poiché la partecipazione non è un atto dovuto ma una libera scelta del docente. È necessario formalizzare nei verbali di delibera il numero esatto e i nominativi degli accompagnatori, inclusi i sostituti, per garantire la copertura della vigilanza.

Fonti consultate

Redazione Orizzonte Insegnanti
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