La non maternità di massa e la povertà relazionale sono emerse come i principali driver del declino demografico in Italia nella Relazione al Parlamento 2025, presentata alla Camera dei deputati dall'Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia). Marina Terragni, nominata in carica il 14 gennaio 2025 (come stabilito dalla determinazione dei Presidenti di Senato e Camera pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 15 gennaio 2025), ha spostato il focus del dibattito pubblico dai soli fattori socioeconomici — come il costo della vita o l'occupazione — a una profonda mutazione antropologica e culturale che sta ridefinendo il ruolo dei figli nella società contemporanea.
Secondo l'analisi della Garante, i figli non sono più percepiti come uno "slancio verso l'illimitato", ma sono sempre più associati alla parola problema. Questo fenomeno è alimentato dall'isolamento dei nuclei familiari, dalla progressiva perdita della rete comunitaria — il cosiddetto "villaggio" — e dall'impatto della rivoluzione digitale sulla struttura delle relazioni umane. La scelta di non avere figli sta diventando una forma di protesta silenziosa delle donne contro un mondo che non le accoglie, manifestandosi anche attraverso fenomeni come l'aumento del social egg freezing.
Dalla fragilità delle famiglie alla crisi della cura invisibile
Il documento evidenzia come la fragilità dei minori sia oggi la diretta conseguenza della vulnerabilità dei genitori. La magistrato della famiglia Monica Velletti ha sottolineato come, in passato, le fragilità riguardassero prevalentemente i figli, mentre oggi colpiscono soprattutto i genitori, i quali si trovano spesso soli a fronteggiare le sfide educative. In questo scenario emerge il paradosso della cura: si stima che vengano svolte ogni giorno oltre 16 miliardi di ore di lavoro di cura invisibile, un carico che grava quasi esclusivamente sulle spalle delle donne.
L'analisi si avvale anche di studi accademici, come quelli degli economisti Hudson e Boedo dell'Università di Cincinnati, che dimostrano una correlazione diretta tra la diffusione della banda larga mobile e il calo delle nascite. La tecnologia, pur offrendo connettività, sembra alterare la formazione di coppie stabili e la socializzazione informale, contribuendo a un isolamento che rende la genitorialità un progetto percepito come eccessivamente oneroso e privo di supporto collettivo.
Le nuove vulnerabilità: istruzione, digitale e isolamento
La statistica Monica Pratesi ha identificato tre nuove direttrici di vulnerabilità per i minorenni: istruzione, ambito digitale e isolamento. Questi fattori si intrecciano con l'eccesso di neurodiagnosi su bambini e adolescenti, sollevando la necessità di un check educativo sulle famiglie. Per contrastare questa deriva, il Ministero della Famiglia, guidato dalla ministra Eugenia Roccella, ha ribadito l'urgenza di ricreare una comunità educante attorno alle famiglie, fornendo strumenti concreti per recuperare la capacità educativa.
In risposta a queste criticità, l'Autorità garante ha annunciato per il 2026 una serie di interventi strutturati, tra cui i Patti Digitali per l'educazione all'uso delle tecnologie e i Gruppi di Parola per accompagnare le famiglie nella riorganizzazione della vita dopo la separazione. L'obiettivo è fornire alle scuole e ai servizi sociali strumenti per il riconoscimento precoce dei segnali di disagio emotivo, passando da una logica di semplice divieto a una di consapevolezza educativa.
| Iniziativa 2026 | Obiettivo Operativo |
|---|---|
| Carevolution | Promozione di un modello sociale basato sull'interdipendenza e valorizzazione del lavoro di cura. |
| Patti Digitali | Collaborazione con il Ministero della Famiglia per l'educazione digitale e dispositivi di "autodifesa" dai Big Tech. |
| Strade in gioco | Assegnazione di 450.000 euro per spazi di gioco libero nei comuni con popolazione tra 10.000 e 200.000 abitanti e densità di almeno 1.500 ab./km². |
| Gruppi di Parola | Interventi brevi per il supporto alle famiglie in fase di separazione o divorzio. |
| Staffetta letteraria | Promozione della lettura per ridurre il tempo di esposizione agli schermi nei più piccoli. |
Cosa cambia concretamente per la scuola e le politiche locali
Per il settore scolastico, le linee d'azione della Garante si tradurranno in una maggiore attenzione alla tutela digitale e alla prevenzione del disagio emotivo. Le scuole saranno chiamate a collaborare con i Patti Digitali per promuovere una consapevolezza critica verso i dispositivi tecnologici, cercando di mitigare l'impatto dei Big Tech sulla formazione dei ragazzi. Inoltre, la collaborazione con la Commissione Parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza, presieduta da Michela Vittoria Brambilla, mira a dotare i docenti di strumenti per identificare precocemente i segnali di fragilità.
A livello locale, i comuni con una densità di almeno 1.500 ab./km² potranno accedere ai fondi per il progetto Strade in gioco, volto a creare spazi di incontro non strutturato. Sebbene le date esatte per l'apertura dei bandi non siano ancora state fissate, l'orientamento è chiaro: trasformare gli spazi pubblici in luoghi di socializzazione che contrastino l'isolamento familiare. È fondamentale che le amministrazioni locali monitorino le scadenze per l'accesso a questi finanziamenti nel corso del 2026.
In sintesi, il passaggio operativo richiesto ai soggetti educativi riguarda la transizione da una gestione del "problema" individuale a una strategia di comunità. Questo implica la necessità di attivare reti di supporto che possano alleggerire il carico del lavoro di cura e offrire ai bambini un ambiente protetto, sia fisico che digitale, capace di contrastare la "non maternità di massa" attraverso la creazione di una vera comunità educante.
Per approfondire le linee d'azione e i progetti specifici, è possibile consultare il portale ufficiale dell'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza sul sito garanteinfanzia.org.
Prossimi passi e scadenze rilevanti
- 2026: Implementazione operativa dei progetti Carevolution, Patti Digitali e Strade in gioco.
- Breve termine: Presentazione in Europa della III Indagine nazionale sul maltrattamento di bambini e adolescenti (sviluppata in collaborazione con Terre des Hommes e Cismai).
- In corso: Consultazioni pubbliche sulla guerra e sulla Consulta delle ragazze e dei ragazzi per definire dispositivi di tutela digitale.
Nota: la proposta di "legge sulla maggiore età per l'accesso al digitale" citata in sede di convegno rappresenta un sollecito istituzionale e non un atto normativo già approvato.
FAQs
Il crollo demografico e la "non maternità di massa": la Relazione 2025 della Garante per l’infanzia
La Relazione identifica la "povertà relazionale" e la "non maternità di massa" come i driver principali, spostando il focus dai soli fattori economici a una mutazione culturale. I figli sono oggi percepiti come un "limite" a causa dell'isolamento dei nuclei familiari, della perdita delle reti comunitarie e dell'impatto della rivoluzione digitale sulle relazioni.
Sono previsti diversi progetti operativi, tra cui "Carevolution" per valorizzare il lavoro di cura, i "Patti Digitali" per l'educazione tecnologica e i "Gruppi di Parola" per supportare le famiglie dopo la separazione. Inoltre, il progetto "Strade in gioco" finanzierà spazi di gioco libero nei comuni minori per favorire l'incontro non strutturato.
Studi citati dalla Garante mostrano una correlazione diretta tra la diffusione della banda larga mobile e il calo delle nascite nei territori interessati. La tecnologia è vista come un fattore che altera la formazione di coppie stabili e la socializzazione informale, contribuendo al fenomeno della "non maternità di massa".
I fondi da 450.000 euro sono destinati ai comuni con una popolazione compresa tra 10.000 e 200.000 abitanti. Per accedere ai benefici, il territorio deve presentare una densità abitativa di almeno 1.500 ab./km², con l'obiettivo di creare spazi di gioco libero per i minori.