Lettere di legno che compongono la sigla PEI, simbolo del Piano Educativo Individualizzato, con sfondo sfocato di foglie verdi

Il nuovo regime del PEI: la definizione delle ore di sostegno anticipata a giugno e le novità del Decreto Scuola

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Il panorama normativo relativo al Piano educativo individualizzato (PEI) ha subito una trasformazione strutturale con l'entrata in vigore del decreto-legge n. 170 del 30 settembre 2026. Il provvedimento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 227, introduce modifiche sostanziali alla disciplina del sostegno per gli alunni con disabilità, puntando a risolvere uno dei nodi più critici della gestione scolastica: la certezza sulle risorse e la continuità didattica.

La novità principale risiede nell'anticipazione della definizione del PEI al mese di giugno per gli studenti già inseriti nel percorso scolastico. Questo cambiamento mira a superare il precedente meccanismo che separava nettamente la "proposta" formulata a fine anno dalla "definizione" approvata all'inizio del ciclo successivo. L'obiettivo dichiarato è evitare che l'avvio dell'anno scolastico venga rallentato da lunghe attese amministrative, garantendo alle famiglie e alle scuole una visione chiara degli strumenti di supporto già prima della chiusura dell'anno solare.

Dalla "proposta" alla "definizione motivata": il nuovo ruolo del GLO

Uno dei pilastri del decreto riguarda il passaggio semantico e sostanziale da una semplice "proposta" a una definizione motivata del numero di ore di sostegno. Questa distinzione non è puramente formale: essa rafforza il ruolo decisionale del Gruppo di lavoro operativo (GLO). Mentre in precedenza le indicazioni del GLO potevano essere soggette a verifiche e valutazioni arbitrarie, la nuova formulazione normativa impone una maggiore chiarezza sull'indicazione delle risorse, riducendo i margini di contenzioso tra scuole e famiglie.

In questo quadro, il ruolo dell'Ufficio Scolastico Regionale (USR) subisce una precisa ridefinizione. La norma sostituisce il verbo "assegnare" con "attribuisce", sottolineando che l'amministrazione scolastica assume una funzione esclusivamente esecutiva. In altre parole, l'USR non decide più autonomamente la quantità di ore, ma attua la decisione già assunta dal GLO, che diventa l'organo centrale di determinazione delle risorse didattiche e di assistenza.

Il provvedimento si inserisce anche in un contesto di evoluzione giurisprudenziale, recependo l'orientamento della Sentenza n. 12704 delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione del 5 maggio 2026. Tale decisione aveva già sottolineato l'importanza delle determinazioni del GLO sulle ore necessarie prima dell'inizio dell'anno scolastico, spingendo il legislatore a intervenire per dare una cornice normativa più solida e tempestiva.

Le regole per la continuità e le scadenze operative

Il decreto introduce criteri precisi per garantire la stabilità del percorso educativo. In particolare, viene stabilita una valutazione prioritaria del mantenimento delle ore dell'anno precedente nel passaggio al nuovo ciclo scolastico. Questa priorità non è tuttavia automatica: essa resta subordinata alla disponibilità dell'organico e alle specifiche condizioni della persona. Questo equilibrio serve a proteggere la continuità didattica senza però creare "diritti acquisiti" che potrebbero collidere con le reali necessità della classe o con le carenze di personale.

Per quanto riguarda le procedure di approvazione, il decreto introduce una flessibilità necessaria per evitare il blocco dei termini di adozione. È ora possibile approvare il PEI anche in assenza di una delle componenti del GLO, a condizione che la convocazione sia stata effettuata regolarmente e che la mancata partecipazione rischi di impedire il rispetto delle scadenze. Questa misura è pensata per prevenire che l'assenza di un singolo soggetto (famiglia, specialisti o docenti) possa paralizzare l'intera progettazione educativa.

È fondamentale distinguere i percorsi in base alla situazione dell'alunno:

  • Alunni già iscritti: Il PEI deve essere redatto in forma definitiva entro il mese di giugno.
  • Nuovi iscritti o nuove certificazioni: Il PEI viene predisposto in via provvisoria entro giugno e deve essere approvato in via definitiva entro il 15 ottobre.
  • Aggiornamenti: Nelle prime due settimane di ottobre, le scuole hanno la possibilità di apportare correttivi o integrazioni al PEI definitivo di giugno.
OggettoDisposizione Normativa
Definizione OrePassaggio da "proposta" a "definizione motivata"
Ruolo USRFunzione esclusivamente esecutiva (da "assegna" a "attribuisce")
Scadenza PEI (Iscritti)Definizione definitiva entro giugno
Scadenza PEI (Nuovi)Approvazione definitiva entro il 15 ottobre
Mantenimento OrePriorità alla continuità dell'anno precedente (salvo organico/condizioni)

Cosa cambia concretamente per docenti, famiglie e dirigenti

Per i docenti di sostegno e i dirigenti scolastici, il cambiamento più immediato riguarda la gestione del tempo. La necessità di avere il PEI "cristallizzato" a giugno permette una pianificazione più precisa delle risorse umane e dei materiali didattici già durante la progettazione dell'anno scolastico in corso. Tuttavia, come evidenziato dalle analisi degli esperti, la scuola deve evitare di trasformare il PEI in una cartella clinica statica. La progettazione didattica deve rimanere dinamica e capace di evolvere con lo studente, nonostante la definizione delle risorse sia anticipata.

Per le famiglie, la novità garantisce una maggiore trasparenza. Sapere con certezza il numero di ore di sostegno e assistenza già a giugno elimina l'incertezza che spesso caratterizzava il mese di settembre. È però importante che i genitori mantengano un ruolo attivo nel GLO, poiché la capacità del gruppo di deliberare anche in assenza di una componente (se convocata regolarmente) non deve essere interpretata come una riduzione del diritto di partecipazione, ma come uno strumento per garantire l'efficacia del percorso educativo.

In sintesi, il decreto mira a una scuola più efficiente dal punto di vista amministrativo, ma la sfida resta quella di conciliare la certezza delle risorse con la flessibilità pedagogica necessaria per rispondere ai bisogni individuali degli alunni. Al momento, permangono alcuni dubbi operativi, come la gestione delle forti carenze di organico o la distinzione tra assenze per impedimenti oggettivi e scelte volontarie delle componenti del GLO.

Per approfondimenti tecnici sulla normativa di riferimento, è possibile consultare il testo del decreto scuola n. 170/2026.

FAQs
Il nuovo regime del PEI: la definizione delle ore di sostegno anticipata a giugno e le novità del Decreto Scuola

Quali sono le nuove scadenze per la definizione del PEI secondo il Decreto Scuola?+

Per gli alunni già inseriti nel percorso scolastico, il Piano Educativo Individualizzato (PEI) deve essere redatto in forma definitiva entro il mese di giugno. Per i nuovi iscritti o per chi presenta nuove certificazioni, il PEI viene predisposto in via provvisoria entro giugno e deve essere approvato definitivamente entro il 15 ottobre.

Come cambia la determinazione delle ore di sostegno per la classe?+

Il decreto sostituisce la vecchia formula della "proposta" con una "definizione motivata" del numero di ore da assegnare. Viene inoltre stabilita una valutazione prioritaria per il mantenimento delle ore dell'anno precedente nel passaggio al nuovo ciclo, salvo limiti di organico o modifiche nelle condizioni della persona.

Cosa succede se una componente del Gruppo di Lavoro Operativo (GLO) non partecipa alla riunione?+

Il GLO può deliberare e approvare il PEI anche in assenza di una delle componenti, a condizione che la convocazione sia stata effettuata regolarmente. Questa misura è introdotta per evitare il blocco dei termini di adozione e garantire la continuità didattica degli studenti.

Quali sono le principali critiche degli esperti riguardo alla definizione del PEI a giugno?+

Alcuni esperti temono che la definizione anticipata possa portare a una "cristallizzazione" del percorso, basandosi troppo sulla diagnosi medica e meno sulla dinamicità educativa. La preoccupazione è che la scuola non possa prevedere correttamente il funzionamento dell'alunno nel contesto concreto della classe prima dell'inizio dell'anno scolastico.

Fonti consultate

Redazione Orizzonte Insegnanti
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