L’adozione dell’intelligenza artificiale nel sistema produttivo italiano sta delineando una trasformazione strutturale che va ben oltre la semplice innovazione tecnologica, toccando i pilastri della distribuzione della ricchezza e della tutela del lavoro. In questo scenario, il CNEL ha ufficializzato l'istituzione del Comitato per l'economia dell'intelligenza artificiale, un organismo incaricato di monitorare gli impatti economici dell'IA e di fornire dati strutturati per la contrattazione collettiva.
La scommessa centrale del Comitato è definire e monitorare la ripartizione del cosiddetto "dividendo" dell'intelligenza artificiale: i guadagni di produttività generati dalle nuove tecnologie devono essere distribuiti in modo efficiente, profittevole e inclusivo tra imprese, lavoratori e istituzioni. L'obiettivo è evitare che i benefici dell'automazione si concentrino esclusivamente in capo ai proprietari delle infrastrutture tecnologiche, garantendo che l'innovazione non si traduca in una perdita di terreno per il lavoro dipendente, ma in un'opportunità di crescita condivisa.
Attraverso una visione di intelligenza artificiale generativa partecipativa, il CNEL intende trasformare la transizione digitale da un processo subìto a uno governato. In questo modello, i lavoratori non sono meri spettatori, ma soggetti attivi con il diritto di co-progettare i sistemi prima della loro introduzione, di accedere alle logiche algoritmiche e di negoziare le modalità di utilizzo dei software che incidono sulle loro mansioni quotidiane.
Il quadro normativo e la genesi del Comitato per l'economia dell'IA
Il percorso istituzionale che ha portato alla creazione di questo organismo è stato caratterizzato da tappe significative. Il 24 gennaio 2025, il CNEL ha firmato una dichiarazione con il Comitato economico e sociale europeo (CESE), lanciando OPERA (Osservatorio sulle politiche e le relazioni industriali per l'intelligenza artificiale partecipativa), uno strumento fondamentale per documentare i casi di introduzione dell'IA con il consenso dei lavoratori.
La proposta ufficiale del Comitato è arrivata il 13 luglio 2026, portando all'istituzione formale dell'organismo il 23 luglio 2026. Dal punto di vista normativo, il progetto si appoggia alla Legge 76/2025, che ha istituito la Commissione nazionale permanente per la partecipazione dei lavoratori presso il CNEL, attuando l'articolo 46 della Costituzione.
È inoltre rilevante il Regolamento 2026/1744, che ha previsto il rinvio delle regole dell'AI Act sui sistemi ad alto rischio (inclusi quelli per la gestione dei lavoratori) al 2 dicembre 2027. Questi riferimenti forniscono la cornice legale necessaria per integrare i parametri salariali e le modalità di lavoro con gli indicatori di produttività derivanti dall'uso di software avanzati.
Dalla teoria alla pratica: il concetto di "dividendo" e la partecipazione attiva
Il concetto di dividendo si ispira a modelli storici come il Protocollo sulla politica dei redditi del 23 luglio 1993, che aveva già cercato di legare i parametri salariali a indicatori pubblici. L'obiettivo attuale è contrastare le logiche algoritmiche neo-fordiste, in cui l'algoritmo agirebbe come un "direttore del personale" digitale, misurando tempi e metodi in modo opaco e senza trasparenza.
L'approccio italiano si distingue per la volontà di creare una banca dati pubblica sugli effetti dell'IA, segmentata per settori, territori, dimensioni d'impresa, genere e fasce d'età. Questo patrimonio informativo sarà fondamentale per supportare le parti sociali nella negoziazione dei contratti collettivi, fornendo metriche precise su:
- Salari e distribuzione dei guadagni di produttività;
- Formazione continua per l'aggiornamento delle competenze;
- Tempi di lavoro e organizzazione dei turni;
- Costi di transizione (switching costs) per le imprese;
- Dipendenza tecnologica e rischi di esclusione sociale.
Cosa cambia concretamente per il mondo del lavoro e le imprese
Per i lavoratori e le rappresentanze sindacali, la creazione di questo Comitato significa avere accesso a strumenti tecnici per negoziare la partecipazione ai benefici dell'IA. Non si tratterà più solo di discutere se adottare una tecnologia, ma di come essa debba essere integrata nel contratto di lavoro, garantendo trasparenza sulle decisioni prese dagli algoritmi. Per le imprese, il monitoraggio fornito dal CNEL offrirà una bussola per una transizione digitale più consapevole, riducendo i rischi di conflittualità e favorendo una maggiore competitività attraverso un'adozione partecipativa.
Il primo grande output operativo sarà la pubblicazione del primo rapporto pubblico annuale sugli impatti dell'IA in Italia, prevista per il 2027. Questo documento sarà destinato a Governo e Parlamento e servirà a orientare le politiche pubbliche e le strategie di investimento. Inoltre, il cruscotto di indicatori allineati agli standard OCSE permetterà di confrontare la realtà italiana con le migliori pratiche internazionali.
| Traguardo / Scadenza | Descrizione e Obiettivo |
|---|---|
| 23 luglio 2026 | Istituzione formale del Comitato per l'economia dell'IA presso il CNEL. |
| 2027 | Pubblicazione del primo rapporto pubblico annuale sugli impatti dell'IA in Italia. |
| 2 dicembre 2027 | Entrata in vigore delle regole dell'AI Act sui sistemi ad alto rischio. |
| Monitoraggio Continuo | Attività dell'Osservatorio OPERA per documentare l'introduzione dell'IA con consenso. |
In sintesi, la strategia del CNEL mira a trasformare l'intelligenza artificiale in un bene comune governato. Attraverso la raccolta di dati strutturati e la promozione della partecipazione, si intende garantire che la rivoluzione tecnologica non generi nuove forme di disuguaglianza, ma diventi un motore di progresso inclusivo, dove il "dividendo" della produttività sia ripartito equamente tra chi crea la tecnologia, chi la utilizza e chi ne beneficia.
Per chi opera nel settore pubblico e privato, la sfida dei prossimi 24 mesi sarà quella di prepararsi a sistemi di IA agentica, capaci di pianificare e decidere autonomamente su sequenze di attività. La capacità di dialogare con queste tecnologie, attraverso le reti dei corpi intermedi e la contrattazione collettiva, sarà la chiave per non subire la trasformazione digitale, ma per guidarla verso obiettivi di benessere sociale e stabilità economica.
Al momento, non sono ancora stati comunicati i dettagli sul bilancio specifico per il funzionamento del Comitato né l'elenco completo dei membri tecnici che comporranno l'organismo oltre ai vertici istituzionali citati. Tuttavia, il quadro delineato suggerisce una chiara direzione verso una governance partecipativa dell'algoritmo.
Per approfondimenti sulle direttive istituzionali, è possibile consultare le comunicazioni ufficiali sul sito ufficiale del CNEL.
FAQs
L’intelligenza artificiale e il "dividendo" della produttività: la nuova strategia del CNEL per la contrattazione collettiva
Si riferisce ai guadagni di produttività generati dall'adozione delle nuove tecnologie digitali. L'obiettivo del CNEL è garantire che questi benefici non si concentrino solo sui proprietari delle infrastrutture, ma siano distribuiti equamente tra imprese, lavoratori e istituzioni attraverso la contrattazione collettiva.
Il Comitato fornirà una banca dati pubblica segmentata per settori, dimensioni d'impresa e fasce d'età, oltre a un cruscotto di indicatori allineati agli standard OCSE. Questi dati serviranno a supportare la negoziazione di contratti collettivi riguardanti salari, formazione e tempi di lavoro.
È il principio secondo cui i lavoratori devono avere il diritto di co-progettare i sistemi di IA prima della loro introduzione nei processi produttivi. Questo approccio mira a evitare logiche algoritmiche opache e a trasformare la transizione digitale in un processo governato e trasparente.
Il primo rapporto pubblico annuale sugli impatti dell'IA in Italia è previsto per il 2027. Inoltre, il 2 dicembre 2027 segna la scadenza per l'entrata in vigore delle regole dell'AI Act relative ai sistemi ad alto rischio, inclusi quelli per la gestione dei lavoratori.