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Lombardia, TAR Lazio annulla decreto assunzioni dirigenti

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A breve su Orizzonte Insegnanti un approfondimento su questo tema.

Il panorama delle assunzioni dei dirigenti scolastici in Lombardia è stato scosso da un importante provvedimento della giustizia amministrativa. Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) per il Lazio, nella sua Sezione Terza Bis, ha emesso un'ordinanza collegiale che colpisce direttamente il Decreto del Ministro dell’Istruzione e del Merito 165/2026. L'atto giudiziario mette in discussione la gestione del contingente regionale destinato alla graduatoria del concorso ordinario DDG n. 2788/2023, sollevando incertezze su quanti posti siano effettivamente disponibili per l'anno scolastico 2026/2027.

Il cuore del contenzioso risiede nel conteggio dei posti assegnati alla Regione Lombardia, che il provvedimento mira a revisionare. Nello specifico, il ricorso impugna la determinazione di soli 72 posti da assegnare, contestando l'omissione della reintegrazione del residuo di 98 posti non restituiti dall'anno scolastico 2024/2025. Questa decisione crea un clima di incertezza giuridica per i candidati che attendono l'immissione in ruolo, poiché mette in discussione la validità degli atti dell'Ufficio Scolastico Regionale (USR) per la Lombardia e le relative operazioni di nomina.

Il contenzioso sul conteggio dei posti e le pretese del ricorrente

Il ricorso, proposto da un candidato che si dichiara vincitore di concorso, mira a ottenere non solo l'annullamento dei provvedimenti ministeriali e regionali, ma anche il riconoscimento del proprio diritto all'immissione in ruolo. Il ricorrente sostiene di essere stato escluso dai noveri dei vincitori assunti nell'anno scolastico 2026/2027 a causa di un'interpretazione che definisce restrittiva della nozione di "contingente regionale dei posti del concorso ordinario".

Oltre alla contestazione del numero di posti, il legale del ricorrente ha evidenziato tre punti critici che il decreto ministeriale avrebbe ignorato:

  • La mancata reintegrazione dei 98 posti residui non restituiti dall'anno scolastico precedente;
  • La disattenzione dell'Amministrazione rispetto all'impegno di accantonare i posti pre-mobilità a esclusivo beneficio dei dirigenti ordinari;
  • L'esclusione del ricorrente stesso dalle procedure di nomina e dalle assegnazioni sede previste dagli avvisi ministeriali e regionali del 2026.

Il ricorrente chiede, in via principale, di essere immesso in ruolo con decorrenza giuridica retroattiva all'anno scolastico 2025/2026, o, in subordine, all'anno in cui l'assunzione avrebbe dovuto avvenire secondo il corretto computo del contingente. In caso di mancato accoglimento, la domanda include una richiesta di risarcimento del danno per la mancata o ritardata immissione, comprensivo delle differenze retributive, degli effetti previdenziali e contributivi, della perdita di anzianità di servizio dirigenziale, con interessi e rivalutazione monetaria dalla data in cui l’assunzione avrebbe dovuto essere disposta.

Dubbi sulla giurisdizione e l'integrazione del contraddittorio

Nonostante l'impatto della sentenza, il TAR Lazio non ha ancora deciso sulla validità definitiva del ricorso. La camera di consiglio, presieduta dal dott. Alessandro Tomassetti, ha rilevato dubbi sulla sussistenza della giurisdizione in capo al giudice amministrativo per quanto riguarda specificamente la fase delle assunzioni e delle immissioni in ruolo. Per questo motivo, il magistrato ha deciso di sottoporre la questione al contraddittorio delle parti.

Il tribunale ha assegnato alle amministrazioni resistenti (Ministero dell'Istruzione e del Merito e USR Lombardia) un termine di 30 giorni dalla comunicazione dell'ordinanza per presentare memorie difensive su questo punto specifico. Parallelamente, il TAR ha disposto l'integrazione del contraddittorio nei confronti di tutti i soggetti controinteressati, utilizzando la procedura di pubblici proclami e pubblicazione sul sito web dell'Amministrazione.

È fondamentale sottolineare che i termini per la notifica e il deposito della prova dell'avvenuta notifica sono perentori e a pena di improcedibilità. La decisione finale sulla fase cautelare è stata rinviata alla camera di consiglio del 9 dicembre 2026, lasciando in sospeso il destino immediato delle nomine attualmente in corso.

Elemento del ContenziosoDettaglio Normativo/Fattuale
Decreto ImpugnatoMinistro dell’Istruzione e del Merito 165/2026
Contingente Contestato72 posti (Lombardia) vs 98 posti residui non restituiti
Concorso di RiferimentoDDG n. 2788/2023
Data Ordinanza TAR19/10/2026
Prossima Udienza9 dicembre 2026

Cosa cambia concretamente per i candidati e le scuole

L'attuale situazione genera un blocco procedurale significativo. Per i candidati inclusi nelle graduatorie, l'incertezza riguarda la certezza del posto: se il TAR dovesse accogliere la richiesta di reintegrazione dei 98 posti, il contingente regionale potrebbe aumentare, modificando le priorità di assegnazione. Per chi è già stato escluso o non incluso nelle nomine attuali, il provvedimento apre una possibilità di ricorso o di rivendicazione dei diritti basata sul corretto computo dei posti vacanti.

Per le segreterie scolastiche e i dirigenti, la situazione implica una sospensione di fatto della certezza sulle assunzioni imminenti. Finché non verrà chiarito se l'integrazione del contraddittorio porterà a un annullamento totale o a una modifica parziale del decreto, le operazioni di immissione in ruolo potrebbero subire ritardi o essere soggette a revisioni amministrative. Al momento, non è chiaro se il residuo di 98 posti possa essere effettivamente recuperato o se la procedura debba essere completamente riavviata.

I soggetti coinvolti devono monitorare attentamente le comunicazioni dell'USR Lombardia e le memorie difensive del Ministero che verranno depositate entro i termini stabiliti. La scadenza del 9 dicembre 2026 sarà il momento chiave per capire se il diritto del ricorrente verrà riconosciuto e se il conteggio dei posti per la Lombardia subirà una revisione strutturale.

Per chi desidera approfondire gli atti giudiziari, è possibile consultare l'ordinanza sul portale ufficiale del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio tramite il link disponibile sul sito della giustizia amministrativa.

Fonti consultate

Redazione Orizzonte Insegnanti
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