L’Istituto Comprensivo di Lozzo Atestino (Padova), sotto la guida del dirigente scolastico Alfonso D’Ambrosio, sta ridefinendo i paradigmi dell'inserimento professionale nel sistema scolastico italiano attraverso un modello sistemico di onboarding. Questa iniziativa non si limita a una mera procedura burocratica di benvenuto, ma si configura come un vero e proprio percorso formativo e relazionale strutturato, progettato per accogliere il personale docente e ATA neoassunto, i trasferiti e i supplenti in un contesto di continuità metodologica e integrazione operativa.
Il progetto nasce dalla necessità di rispondere alla significativa discontinuità del personale che, in molti contesti scolastici, può arrivare a rinnovarsi fino alla metà dell’organico ogni anno. Invece di lasciare i nuovi arrivati in una condizione di isolamento operativo, il modello di Lozzo Atestino trasforma l'accoglienza in uno strumento di cura della comunità. L'obiettivo è garantire che ogni nuovo collaboratore possa comprendere non solo le regole del funzionamento interno, ma anche la visione pedagogica e la filosofia educativa che animano l'istituto, promuovendo un senso di appartenenza immediato e consapevole.
L'approccio adottato dal dirigente, fisico di formazione e ricercatore, si ispira alle pratiche educative europee e alla filosofia del "tempo lento". In questo quadro, l'ambiente di apprendimento è considerato il terzo educatore: uno spazio che deve essere bello, pulito e sano per aumentare il benessere degli studenti e il rendimento scolastico. L'onboarding diventa quindi il primo tassello di questa architettura educativa, dove la formazione del personale è il prerequisito fondamentale per costruire valore e aggregare le persone attorno a obiettivi comuni, partendo dai docenti per arrivare alle famiglie.
Dalla teoria alla pratica: i pilastri del modello di inserimento strutturato
Il cuore dell'iniziativa risiede nella trasformazione della giornata di presa di servizio in un momento di alta qualità formativa. A differenza della prassi comune, dove il primo giorno è spesso saturato da adempimenti amministrativi e riunioni formali, l'Istituto Comprensivo di Lozzo Atestino ha deliberato di dedicare la mattinata del 1° settembre esclusivamente all'accoglienza e alla formazione. Questo spazio, compreso tra le ore 8:00 e le 12:00, è progettato per permettere ai nuovi docenti di immergersi nella cultura della scuola senza la pressione delle scadenze burocratiche immediate.
Per il personale docente, queste ore sono conteggiate come formazione e sono remunerate con i fondi scolastici, come previsto dalle normative di contrattazione vigente. Il percorso non è generico, ma si avvale di repository online contenenti materiali multimediali, video, testi e immagini che forniscono una panoramica completa dell'istituto. Durante la giornata in sede, i docenti partecipano a percorsi formativi specifici che rilasciano un attestato del dirigente, garantendo un riconoscimento formale della loro crescita professionale iniziale.
Un elemento distintivo del progetto è la componente esperienziale. Oltre alla trasmissione di informazioni tecniche, il modello prevede momenti di condivisione basati su laboratori e narrazioni personali. Questo approccio mira a rompere gli stereotipi della didattica statica, incoraggiando i docenti a riflettere sulle proprie capacità comunicative e a muoversi in un contesto di ascolto attivo. L'innovazione, in questo senso, non è intesa solo come l'adozione di strumenti tecnologici, ma come un atteggiamento mentale di costante movimento e apertura verso l'altro.
Infrastrutture e strumenti: il supporto materiale alla didattica innovativa
Il progetto di onboarding non opera in un vuoto, ma si inserisce in un ecosistema scolastico profondamente modernizzato attraverso ingenti investimenti infrastrutturali. Il dirigente D’Ambrosio ha puntato su tre pilastri: formazione, innovazione e ambienti di apprendimento. Questo si traduce in spazi fisici progettati per favorire la collaborazione e la cooperazione, eliminando la tradizionale lezione frontale a favore di attività didattiche multisensoriali e cooperative.
Tra gli interventi più rilevanti si segnalano:
- L'Aula Polistudio della scuola primaria "Guglielmo Marconi", un ambiente di circa 80 metri quadri caratterizzato da tavolini a isola, sgabelli e pouf colorati, suddiviso da strutture leggere in legno massello per creare spazi funzionali diversi.
- Gli ambienti didattici innovativi della scuola dell'infanzia, realizzati con un investimento di 75.000 euro derivanti dai fondi del Programma Operativo Nazionale (PON).
- Il progetto "Digital Board", finanziato con 40.000 euro, e il cablaggio delle scuole secondarie per 70.000 euro, volti a garantire la connettività necessaria per la trasformazione digitale.
- I laboratori di sostenibilità "Edugreen", nati con un investimento di 25.000 euro per promuovere la consapevolezza ambientale.
Questi spazi sono pensati per essere "mobili", permettendo di riconfigurare la classe in base alle esigenze del momento. In molte aule è stata infatti eliminata la cattedra fissa, incoraggiando gli insegnanti a muoversi tra i banchi. L'integrazione di strumenti come i kit Lego Serious Play per il design thinking e le stanze Snoezelen per percorsi multisensoriali completa un quadro in cui la tecnologia è al servizio della pedagogia, non viceversa.
Cosa cambia concretamente per i diversi soggetti della comunità scolastica
L'implementazione di questo modello di onboarding produce effetti immediati e differenziati su tutti gli attori coinvolti nel sistema scolastico:
Per i docenti neoassunti e i supplenti: Si passa da un inserimento "a singhiozzo" a un percorso protetto. Il docente riceve strumenti chiari per orientarsi, riducendo l'ansia da prestazione e garantendo una comprensione immediata delle metodologie didattiche specifiche adottate dall'istituto, come la "Scuola Senza Zaino" o la "Scuola a Cielo Aperto".
Per il personale di ruolo: Il progetto stimola una riflessione critica sulle proprie competenze comunicative. I docenti storici sono coinvolti attivamente nella creazione dei contenuti di accoglienza, diventando mentori e custodi della memoria pedagogica della scuola, il che favorisce un clima di collaborazione interna più solido.
Per l'organizzazione scolastica e la segreteria: La definizione anticipata della programmazione annuale e dell'organizzazione amministrativa, che deve essere completata entro il 30 giugno, permette di liberare il personale da carichi burocratici il primo giorno di scuola. Questo garantisce che la presa di servizio sia un momento di qualità e non una corsa contro il tempo per la compilazione di moduli.
Per gli studenti e le famiglie: Il beneficio finale è una maggiore stabilità didattica. Un docente ben accolto e integrato è un docente più capace di gestire la classe e di promuovere un ambiente di apprendimento sereno. La cura delle relazioni, pilastro del progetto, si riflette direttamente sulla riduzione della dispersione scolastica e sul miglioramento del benessere degli alunni.
| Fase del Progetto | Dettaglio Operativo |
|---|---|
| Pianificazione (Entro il 30 giugno) | Chiusura programmazione annuale e organizzazione amministrativa per liberare tempo il 1° settembre. |
| Circolare Interna (16 luglio 2026) | Definizione del programma di onboarding e specifica dei fondi per la formazione docenti. |
| Giornata di Onboarding (1° settembre) | Sessione dedicata (8:00-12:00) senza attività burocratiche, con focus su formazione e accoglienza. |
| Strumenti di Supporto | Repository online multimediali, kit Lego Serious Play, stanze Snoezelen e laboratori Edugreen. |
Prossimi passi e prospettive di sviluppo
Il futuro del modello di Lozzo Atestino prevede il consolidamento del servizio 0-6 integrato, con la realizzazione di un edificio in legno che ospiterà nido e infanzia in un unico contesto, con 3 atelier e 3 spazi sezione. Parallelamente, l'istituto proseguirà il monitoraggio dell'efficacia della valutazione narrativa (lettere-pagella senza numeri) per la scuola secondaria di primo grado, un altro pilastro della loro ricerca didattica. Sebbene il modello sia attualmente un'iniziativa autonoma del dirigente, la sua solidità metodologica lo rende un punto di riferimento per le scuole che desiderano passare da una gestione puramente amministrativa a una cura sistemica della comunità scolastica.
Per i docenti che intendono approcciarsi a questo modello, è fondamentale monitorare le circolari interne e le linee guida della propria istituzione per verificare la disponibilità di percorsi simili, poiché la qualità dell'accoglienza è il primo fattore determinante per il successo del percorso professionale all'interno di una scuola innovativa.
Si segnala che, ad oggi, non è stato verificato se il modello di onboarding sia stato replicato ufficialmente in altre scuole del territorio o se esistano normative regionali specifiche a supporto; si tratta attualmente di un'eccellenza gestionale locale.
Per approfondimenti sulla normativa generale e sulle linee guida ministeriali relative alla formazione del personale, è possibile consultare il portale ufficiale del Ministero dell'Istruzione e del Merito.
FAQs
L’Onboarding a scuola secondo D’Ambrosio: orientamento e cura della comunità
A differenza della classica accoglienza burocratica, questo modello trasforma l'inserimento in un percorso formativo e relazionale strutturato. Il 1° settembre è dedicato esclusivamente alla formazione e alla condivisione esperienziale, sospendendo ogni attività amministrativa o riunione formale per favorire l'integrazione operativa.
I nuovi assunti accedono a un percorso strutturato con contenuti multimediali su repository online, laboratori pratici e momenti di condivisione delle storie personali. Al termine del percorso, il dirigente rilascia un attestato che certifica la formazione ricevuta durante la giornata di accoglienza.
L'istituto impone la chiusura completa della programmazione annuale e dell'organizzazione amministrativa entro il 30 giugno. Questa scadenza anticipata permette di liberare il personale dalle incombenze burocratiche proprio durante la giornata di accoglienza di settembre.
Il progetto si basa sulla filosofia del "tempo lento" e sulla visione degli ambienti come "terzo educatore", utilizzando strumenti come il kit Lego Serious Play per il design thinking. L'approccio mira a contrastare la dispersione scolastica attraverso la cura delle relazioni e la qualità degli spazi fisici.