Insegnante alla lavagna che spiega le regole dell'esame di maturità 2026 agli studenti
didattica

Maturità 2026: le nuove regole per l'esame di Stato e il percorso degli studenti

Redazione Orizzonte Insegnanti
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Maturità 2026: le nuove regole per l'esame di Stato e il percorso degli studenti

Il sistema scolastico italiano si prepara a un momento di svolta fondamentale con l'inizio ufficiale delle prove per la Maturità 2026. A partire dal 18 giugno 2026, oltre 527.607 studenti affronteranno il percorso conclusivo del secondo ciclo di istruzione, segnando il primo appuntamento con una struttura normativa profondamente rinnovata. Questa riforma, che ha visto il ritorno alla denominazione storica di Maturità, non rappresenta solo un cambio di nome, ma una vera e propria revisione degli obiettivi educativi, spostando il focus dalla mera verifica delle conoscenze alla valutazione della maturazione personale, dell'autonomia e della responsabilità del giovane cittadino.

Il quadro normativo che disciplina questa sessione d'esame è stato delineato attraverso una serie di atti istituzionali cruciali, tra cui il decreto-legge n. 127 del 2025 e la successiva conversione in legge n. 164. Questi provvedimenti hanno gettato le basi per una valutazione più integrata, dove il percorso scolastico pregresso, le esperienze di formazione scuola-lavoro e le competenze digitali assumono un ruolo centrale. Per i candidati, questo significa che l'esame non sarà più un evento isolato, ma il coronamento di un percorso di crescita documentato attraverso il curriculum dello studente, uno strumento che diventerà pilastro del colloquio orale.

L'organizzazione operativa vede un coinvolgimento massiccio delle istituzioni: si prevedono 13.989 commissioni d'esame per gestire un totale di 27.884 classi. La platea dei candidati è ampia e diversificata, con i licei che guidano le iscrizioni con oltre 273.000 studenti, seguiti dagli istituti tecnici e professionali. In questo scenario, la trasparenza e la chiarezza delle modalità di svolgimento sono essenziali per docenti, dirigenti e famiglie, che devono orientarsi tra nuove scadenze, requisiti di partecipazione e criteri di valutazione che premiano il merito e l'impegno dimostrato nel tempo.

Le tappe fondamentali e la struttura delle prove d'esame

Il calendario delle prove è stato fissato con precisione per garantire una progressione logica e ordinata. Il 16 giugno 2026 segnerà l'insediamento delle commissioni d'esame, un momento tecnico fondamentale in cui verranno verificate le incompatibilità, fissati i calendari dei colloqui e estratte le lettere per stabilire l'ordine di avvio delle prove orali. Ogni commissione sarà composta da cinque membri (un presidente esterno, due commissari esterni e due interni), una struttura più snella rispetto al passato, pensata per ottimizzare la gestione dei flussi e garantire una valutazione più accurata e tempestiva.

La prima prova scritta, prevista per il 18 giugno 2026 alle ore 8.30, è valida a livello nazionale per tutti gli indirizzi di studio e si concentra sulla lingua italiana. Gli studenti avranno a disposizione sette tracce suddivise in tre tipologie: analisi del testo, testo argomentativo e tema di attualità. La durata massima è di sei ore, durante le quali non sarà consentito lasciare l'istituto prima del compimento delle prime tre ore. È fondamentale sottolineare che, per garantire l'integrità della prova, sono ammessi esclusivamente penne e dizionari di italiano, mentre dispositivi elettronici come smartphone, smartwatch e tablet sono severamente vietati.

Il giorno successivo, il 19 giugno, si svolgerà la seconda prova scritta, la cui natura varierà drasticamente in base all'indirizzo di studio frequentato. Qui il Ministero ha previsto discipline specifiche che caratterizzano il percorso formativo: il Latino per il Liceo Classico, la Matematica per lo Scientifico, le Scienze Umane per l'omonimo liceo e l'Economia Aziendale per gli istituti tecnici amministrativi. Per gli indirizzi artistici, la prova sarà più lunga e articolata, potendo estendersi su più giornate consecutive. Questa differenziazione mira a verificare le competenze tecniche specifiche acquisite durante gli anni di studio, mantenendo però il filo conduttore della valutazione della maturazione personale.

La rivoluzione del colloquio orale e l'obbligo di partecipazione

La novità più significativa e discussa della riforma riguarda il colloquio orale, che diventa un requisito obbligatorio per il conseguimento del titolo. Da quest'anno, la mancata partecipazione al colloquio, salvo casi eccezionali di smarrimento o vuoto mentale, comporterà la bocciatura automatica dello studente. Questo cambiamento mira a contrastare fenomeni di astensionismo e a garantire che ogni candidato dimostri attivamente le proprie competenze. Il colloquio avrà una durata prevista tra i 40 e i 60 minuti e non partirà più dallo "spunto" a sorpresa proposto dai docenti, ma da una riflessione personale del candidato sul proprio percorso scolastico.

Durante questa fase iniziale, lo studente dovrà esporre le proprie esperienze, valorizzando i dati contenuti nel curriculum personale e nelle attività di formazione scuola-lavoro. Successivamente, la commissione approfondirà quattro discipline fissate dal Ministero per ogni indirizzo. Ad esempio, per il Liceo Classico le materie saranno Italiano, Latino, Storia e Matematica; per lo Scientifico, Italiano, Matematica, Storia e Scienze Naturali. Il colloquio integrerà inoltre la discussione sulle prove scritte, la verifica delle competenze di educazione civica e un confronto su temi legati alla Costituzione, alla cittadinanza e alla sostenibilità.

Questa struttura è pensata per valorizzare il "Capolavoro" dello studente, ovvero la capacità di costruire un discorso chiaro, ordinato e collegato. L'obiettivo è permettere ai ragazzi di uscire dagli schemi della semplice ripetizione mnemonica per dimostrare chi sono diventati durante il percorso scolastico. Il Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha sottolineato come il colloquio debba essere un'occasione per valorizzare i talenti individuali, promuovendo una prospettiva di sviluppo integrale della persona che sia utile sia per la prosecuzione degli studi che per l'ingresso nel mondo del lavoro.

Cosa cambia concretamente per studenti, docenti e famiglie

Per gli studenti, il cambiamento principale risiede nella necessità di una preparazione più olistica. Non basta più studiare i contenuti delle materie; è necessario saperli collegare tra loro e saperli declinare in relazione al proprio percorso personale e professionale. La presenza del curriculum dello studente come documento di riferimento significa che ogni attività extrascolastica, ogni progetto e ogni esperienza di alternanza scuola-lavoro dovrà essere documentata e preparata per essere discussa con la commissione. Inoltre, la bocciatura per mancata partecipazione all'orale impone una responsabilità diretta sul candidato, che non potrà più contare esclusivamente sul credito scolastico per superare l'esame.

Per il corpo docente e il personale ATA, la riforma richiede una diversa gestione della didattica e della documentazione. I docenti dovranno supportare gli studenti nella costruzione del curriculum e nella preparazione di una riflessione critica che non sia una semplice lista di attività, ma un percorso coerente. Le segreterie scolastiche e i dirigenti dovranno invece gestire una logistica più complessa, dovendo coordinare commissioni più snelle e garantire che le informazioni sulle discipline e sui calendari siano trasparenti e accessibili tramite la Piattaforma UNICA.

Le famiglie sono chiamate a un ruolo di supporto attivo nella valorizzazione delle esperienze dei figli. Poiché l'esame ora premia l'autonomia e la responsabilità, il supporto domestico dovrebbe orientarsi verso la promozione di attività che arricchiscano il profilo del ragazzo, sia in ambito culturale che sociale. Il voto finale, espresso in centesimi, sarà il risultato della somma dei punti delle prove scritte, del colloquio e del credito scolastico pregresso, rendendo ogni singolo anno di scuola un tassello fondamentale per il successo finale.

Fase d'EsameDettagli e Scadenze
Insediamento Commissioni16 giugno 2026 (Verifica documenti, calendario e lettere)
Prima Prova Scritta18 giugno 2026 (Italiano, 7 tracce, durata 6 ore)
Seconda Prova Scritta19 giugno 2026 (Materie di indirizzo specifiche)
Colloquio OraleDal 22/23 giugno 2026 (Obbligatorio, 40-60 minuti)
Voto FinaleSomma di prove scritte, orale e credito scolastico (max 40 punti)

In sintesi, la Maturità 2026 si configura come un esame di "maturazione" nel senso più nobile del termine. La transizione verso una valutazione che includa il curriculum personale e l'obbligatorietà dell'orale riflette la volontà del Ministero dell'Istruzione e del Merito di creare un ponte più solido tra la scuola e la società civile. Per gli studenti, la sfida sarà trasformare gli anni di studio in una narrazione coerente di crescita; per le scuole, la sfida sarà fornire gli strumenti metodologici per rendere questo percorso possibile e trasparente.

Per consultare gli elenchi esaustivi delle discipline per ogni specifico indirizzo scolastico, gli studenti e le famiglie possono accedere al motore di ricerca della Piattaforma UNICA del Ministero dell'Istruzione e del Merito, dove sono riportati i dettagli definiti dal Decreto Ministeriale n. 13 del 29 gennaio 2026.

Note operative per i candidati
  • Documentazione: Assicurarsi che il curriculum dello studente sia aggiornato con le esperienze di scuola-lavoro e le competenze digitali.
  • Materiale ammesso: Solo penne e dizionari di italiano per la prima prova; ogni altro dispositivo elettronico comporterà sanzioni.
  • Partecipazione: Ricordare che la scena muta o l'assenza non giustificata durante il colloquio orale comporta la bocciatura immediata.
  • Credito Scolastico: Verificare con i docenti il punteggio accumulato durante il triennio, poiché influenzerà direttamente il voto finale.
Limiti della normativa attuale

Sebbene il quadro generale sia definito, è importante notare che alcuni dettagli specifici relativi agli istituti professionali e agli indirizzi artistici più complessi potrebbero subire variazioni organizzative a livello locale. Si consiglia pertanto di verificare sempre i bandi specifici pubblicati dalle singole scuole e dalle Regioni di appartenenza per eventuali integrazioni sulle modalità di svolgimento delle prove pratiche o dei percorsi di formazione specifica.

FAQs
Maturità 2026: le nuove regole per l'esame di Stato e il percorso degli studenti

Quali sono le date ufficiali per la Maturità 2026?+

L'esame di Stato 2026 inizierà ufficialmente il 18 giugno 2026 con la prima prova scritta valida a livello nazionale. Le commissioni d'esame saranno invece insediate il giorno precedente, ovvero il 16 giugno 2026.

Cosa cambia nel colloquio orale per la nuova Maturità?+

Il colloquio orale diventa un requisito obbligatorio e la sua mancata partecipazione comporta la bocciatura automatica dello studente. Durante i 40 minuti di prova, i candidati potranno esporre il proprio "Capolavoro", una riflessione sulle competenze personali e le esperienze acquisite anche fuori dal percorso scolastico.

Come viene calcolato il voto finale dell'esame?+

Il voto finale sarà espresso in centesimi e si otterrà sommando l'esito delle prove d'esame al credito scolastico pregresso accumulato durante il percorso di studi. Questa modalità mira a valorizzare il merito e l'impegno dimostrato dallo studente nel tempo.

Quali discipline sono previste per le prove scritte?+

La prima prova scritta è valida per tutti gli indirizzi di studio, mentre la seconda prova varia in base al percorso scelto. Ad esempio, sono previste il Latino per il Liceo Classico, la Matematica per il Liceo Scientifico e le Scienze Umane per il Liceo delle Scienze Umane.

Redazione Orizzonte Insegnanti
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Questo articolo è stato curato dal team editoriale di Orizzonte Insegnanti. I nostri contenuti sono realizzati sfruttando tecnologie avanzate di intelligenza artificiale per l'analisi normativa, e vengono sempre supervisionati e revisionati dalla nostra redazione per garantire la massima accuratezza e utilità per il personale scolastico.

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