Il panorama dell'istruzione digitale in Italia sta per affrontare una trasformazione radicale con la decisione della Rai di modificare la distribuzione dei propri contenuti educativi. A partire dal 1° ottobre 2026, il canale 57 del digitale terrestre cesserà ufficialmente di trasmettere i programmi di Rai Scuola per dare spazio a "Italiana", un nuovo progetto editoriale focalizzato sul racconto dell'identità nazionale e dei territori. Questa scelta, motivata dalla volontà dell'azienda di adeguarsi alle nuove modalità di fruizione digitale, ha scatenato un acceso dibattito politico e sociale sulla tutela del diritto all'istruzione e sull'accessibilità dei servizi pubblici.
La mossa della Rai si inserisce in una strategia di "evoluzione" verso il modello on-demand, privilegiando la piattaforma RaiPlay rispetto alla televisione lineare, ritenuta meno efficace nel raggiungere i "nativi digitali". Tuttavia, la transizione non è priva di ostacoli: il Partito Democratico ha già presentato un'interrogazione parlamentare per bloccare la chiusura del canale, definendola un danno per il sistema educativo e una scelta incoerente con gli obiettivi di rafforzamento delle competenze previsti dal PNRR. Mentre l'azienda sostiene che l'offerta editoriale non verrà cancellata, ma semplicemente "trasferita", le opposizioni sollevano dubbi critici sulla reale accessibilità dei contenuti per gli studenti e le famiglie meno digitalizzate.
Il conflitto tra evoluzione digitale e diritto all'accesso universale
La decisione della Rai di sostituire Rai Scuola con il progetto "Italiana" — guidato dal direttore Angelo Mellone e basato sull'esperienza "Linea Verde" — si scontra con la memoria storica del servizio. Nato da una convenzione tra Rai e Ministero dell'Istruzione nel 1964, il canale ha svolto una funzione fondamentale, specialmente durante la pandemia, quando è diventato il principale baluardo della didattica a distanza. Oggi, nonostante i dati di ascolto sulla TV lineare siano contenuti (con uno share medio dello 0,13-0,14% nel biennio 2024-2025), il valore del patrimonio culturale e scientifico accumulato rimane un punto di forza innegabile.
Le critiche mosse dai parlamentari e dagli osservatori del settore sottolineano un paradosso tecnologico: spostare i contenuti esclusivamente su piattaforme digitali potrebbe escludere le realtà scolastiche e le famiglie che non dispongono di connessioni internet adeguate o di dispositivi moderni. Come evidenziato dalle opposizioni, un servizio pubblico non può limitarsi alla disponibilità tecnica di un contenuto, ma deve garantire che tale contenuto sia effettivamente raggiungibile da tutti i cittadini, indipendentemente dal loro grado di alfabetizzazione digitale.
Dati di ascolto e gradimento: la realtà dei numeri
Nonostante la polemica, la Rai difende la scelta basandosi su metriche di gradimento che confermano l'efficacia del passaggio al digitale. I dati Qualitel mostrano infatti un alto apprezzamento per le piattaforme online, con un punteggio di 8,1 su RaiPlay, che si conferma la proprietà digitale più amata dell'azienda. Al contrario, il canale lineare di Rai Scuola ha registrato una flessione costante negli ultimi mesi del 2026, scendendo verso lo 0,09-0,10% di share, un dato che l'azienda utilizza per giustificare la necessità di "andare dove sono gli studenti".
Il nuovo ecosistema, denominato Rai Play Scuola e Learning, promette di riunire le produzioni di Rai Cultura, le Teche Rai e i contenuti educativi esistenti in un unico ambiente integrato. Questo modello mira a offrire una maggiore flessibilità didattica, permettendo agli insegnanti di selezionare e rivedere i materiali in modo mirato, superando la rigidità della programmazione televisiva tradizionale. Tuttavia, la transizione richiede un monitoraggio costante della qualità del servizio per evitare che la semplificazione tecnologica si traduca in una perdita di presidio culturale.
| Fase Temporale / Evento | Dettaglio e Azioni Previste |
|---|---|
| Passato (1964-2024) | Nascita e rinnovi della convenzione Rai-MIUR; spostamento del canale dal 146 al 57 durante la pandemia. |
| Agosto 2026 | Annuncio del progetto "Italiana" e del nuovo ecosistema "Rai Play Scuola e Learning". |
| 25 Agosto 2026 | Deposito dell'interrogazione parlamentare da parte del Partito Democratico ai ministri Urso e Valditara. |
| 1 Ottobre 2026 | Spegnimento definitivo di Rai Scuola sul digitale terrestre e attivazione del canale "Italiana". |
Impatto operativo sulla scuola e sulle famiglie
Per il personale scolastico e le famiglie, il cambiamento comporterà una modifica sostanziale delle abitudini di fruizione dei contenuti educativi. Non sarà più possibile contare sulla linearità della programmazione televisiva per seguire le lezioni o i programmi di divulgazione scientifica e culturale. La didattica dovrà adattarsi a un modello on-demand, dove la ricerca attiva dei contenuti su siti web, app e piattaforme digitali diventerà la norma.
Questa transizione pone sfide operative immediate per le segreterie e i dirigenti scolastici, che dovranno verificare la compatibilità tecnologica delle infrastrutture scolastiche. Sebbene la Rai garantisca la conservazione dell'offerta editoriale, la mancanza di dettagli tecnici sulla disponibilità dei contenuti per le scuole con connessioni limitate rimane un punto critico da chiarire nelle prossime settimane. È fondamentale che il Ministero dell'Istruzione e del Merito fornisca linee guida chiare per garantire che il passaggio al digitale non crei nuove diseguaglianze territoriali.
Cosa cambia concretamente per gli utenti del servizio
- Per gli studenti: I contenuti non saranno più trasmessi in modo continuo sul canale 57; sarà necessario accedere a RaiPlay per visualizzare i materiali didattici.
- Per i docenti: La programmazione lineare scompare, favorendo una maggiore autonomia nella scelta dei materiali, ma richiedendo una navigazione più attiva all'interno dell'ecosistema digitale.
- Per le famiglie: I contenuti educativi resteranno gratuiti e accessibili, ma la fruizione sarà vincolata alla disponibilità di dispositivi connessi a internet.
- Per la scuola: Necessità di monitorare la disponibilità dei contenuti Rai Scuola all'interno delle piattaforme digitali per garantire la continuità didattica.
In sintesi, mentre la Rai punta a una modernizzazione necessaria per restare competitiva nell'era dei nativi digitali, la tutela del servizio pubblico come bene comune richiede che la transizione non lasci indietro nessuno. La risposta del Governo alle interrogazioni parlamentari sarà determinante per capire se verranno introdotte garanzie specifiche per la continuità del presidio educativo o se la scelta della Rai sarà considerata definitiva.
Per approfondire gli atti parlamentari relativi a questa questione, è possibile consultare il portale Agenzia per il Parlamento Italiano.
FAQs
Rai Scuola a rischio chiusura: il governo chiamato a rispondere sulla fine del canale 57 e il passaggio al digitale
Il canale 57 cesserà di trasmettere i contenuti di Rai Scuola a partire dal 1° ottobre 2026. Lo spazio verrà occupato da "Italiana", un nuovo progetto editoriale della Rai dedicato all'identità nazionale, alle tradizioni e all'innovazione territoriale.
I contenuti non scompariranno, ma saranno fruibili esclusivamente in modalità on-demand tramite la piattaforma RaiPlay e il nuovo ecosistema "Rai Play Scuola e Learning". Questo passaggio mira a raggiungere i "nativi digitali" privilegiando la fruizione via web e app rispetto alla TV lineare.
Il Pd sostiene che la chiusura del canale lineare rappresenti un danno per il sistema educativo e un ostacolo al contrasto dei divari territoriali previsti dal PNRR. L'opposizione chiede al Governo di intervenire per preservare il presidio educativo tradizionale e garantire l'accesso ai contenuti anche per chi non ha connessioni internet adeguate.
La Rai ha registrato share molto contenuti sulla TV lineare, con medie tra lo 0,09% e lo 0,14% nel periodo 2024-2026. Nonostante i bassi ascolti televisivi, il gradimento dei contenuti su RaiPlay è molto alto (oltre l'8%), confermando la preferenza degli utenti per i modelli di fruizione digitale.