Statua allegorica di una donna con corona d'alloro, simbolo di virtù e documentazione, su un edificio storico con iscrizione latina, pertinente alla riforma del PEI e progettazione inclusiva

Riforma del PEI: le novità del Decreto 170/2026 e l'impatto sulla progettazione inclusiva

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Aggiornamento · ottobre 2026

Dal 1° ottobre 2026 il decreto-legge 170/2026 ha cambiato le scadenze del PEI. Date aggiornate, passaggi per crearlo e che cosa sapere prima di usare l'intelligenza artificiale con i dati dell'alunno sono nella guida «PEI con l'IA: come crearlo, esempi, rischi e sanzioni».

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Il sistema scolastico italiano sta affrontando una trasformazione strutturale significativa con l'entrata in vigore del Decreto-Legge 170/2026, pubblicato il 30 settembre 2026. Questo provvedimento introduce una riforma profonda del Piano Educativo Individualizzato (PEI), spostando il focus dalla revisione burocratica annuale automatica verso una progettazione "al bisogno".

L'obiettivo dichiarato è superare la logica della pura prestazione documentale per approdare a una visione orientata alla centralità della persona e alla costruzione di un Progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato. La riforma non si limita a una mera modifica tecnica, ma interviene su pilastri sensibili come il diritto all'istruzione, la pedagogia speciale e la gestione delle risorse professionali.

Sebbene il provvedimento miri a ridurre gli adempimenti per famiglie e scuole, ha scatenato un acceso dibattito tra esperti, sindacati e associazioni. Il timore principale riguarda il rischio che la semplificazione possa tradursi in una perdita di qualità pedagogica o in una cristallizzazione delle risorse, rendendo meno dinamico lo strumento fondamentale per l'inclusione scolastica.

Dalla revisione automatica alla progettazione dinamica: i pilastri del nuovo decreto

Il nuovo quadro normativo, che modifica il D.Lgs. n. 66/2017 e la Legge n. 104/1992, cerca di bilanciare la necessità di continuità didattica con la flessibilità richiesta dalle evoluzioni cliniche degli studenti. Per gli alunni già iscritti, non è più obbligatoria la ridefinizione integrale del PEI a ogni anno scolastico; l'intervento dovrà avvenire esclusivamente in presenza di nuove condizioni cliniche o educative.

Questo approccio mira a garantire stabilità nel percorso dello studente, evitando interruzioni pedagogiche dovute a revisioni puramente formali. Un elemento centrale del decreto è la definizione motivata delle ore di sostegno: il Gruppo di Lavoro Operativo (GLO) non potrà più limitarsi a una proposta generica, ma dovrà obbligatoriamente motivare il numero di ore assegnate.

In questo contesto, il mantenimento delle ore di sostegno dell'anno precedente diventa la priorità, salvo casi in cui la disponibilità organica imponga variazioni. Le Unità Scolastiche Regionali (USR) non "assegneranno" più le ore in senso assoluto, ma attribuiscono le risorse disponibili, recependo un principio già confermato da numerose sentenze dei tribunali sulla validità delle richieste del GLO nel PEI.

Continuità del personale e nuove procedure per il Gruppo di Lavoro Operativo

Per garantire una maggiore stabilità nel percorso educativo, il decreto introduce il "fascicolo del docente". Questo documento sarà valido per l'intera carriera del docente specializzato, con l'obiettivo di assicurare che lo studente possa beneficiare della continuità del personale nel tempo.

Inoltre, la normativa introduce una deroga significativa per le procedure di approvazione: il GLO può ora approvare il PEI anche in assenza di una delle componenti regolarmente convocate (come la famiglia) in particolari condizioni, qualora tale assenza impedisca il rispetto delle scadenze previste. Questa misura mira a evitare il blocco del diritto dello studente a un piano tempestivo.

Tuttavia, la transizione verso questo modello non è priva di criticità. Associazioni come AIPD, ANFFAS, FISH e CoorDown hanno espresso preoccupazione per il rischio di una "cristallizzazione" dei sostegni. Molte famiglie percepiscono la semplificazione burocratica con sospetto, temendo che il PEI smetta di essere lo strumento strategico per la qualità dell'inclusione.

Esperti del settore, come la Prof.ssa Marisa Pavone, sottolineano inoltre la difficoltà di rispettare le scadenze di giugno senza organici definitivi, avvertendo del rischio di un rigido automatismo nel mantenimento delle ore di sostegno.

Cosa cambia concretamente per docenti, dirigenti e famiglie

L'impatto operativo del Decreto 170/2026 richiede un cambio di metodo immediato per tutti gli attori della scuola. Ecco i punti chiave da monitorare:

  • Per i docenti e i dirigenti: È necessario passare da una logica di "aggiornamento annuale" a una di "monitoraggio costante". Il PEI deve essere aggiornato solo quando il quadro clinico o pedagogico cambia realmente.
  • Per il personale ATA e le segreterie: La gestione del fascicolo del docente diventerà un elemento centrale per garantire la continuità del personale specializzato.
  • Per le famiglie: Il PEI rimane lo strumento principale per la qualità dell'inclusione, ma la sua revisione non sarà più automatica ogni anno; la partecipazione alla progettazione sarà più mirata alle reali necessità evolutive del figlio.
  • Scadenze operative: Per gli alunni già iscritti, gli aggiornamenti e i correttivi devono essere completati entro le prime due settimane di ottobre. Per i nuovi iscritti o nuove certificazioni, il termine per la redazione definitiva è fissato al 15 ottobre.
Situazione AlunnoScadenza e Modalità PEI
Nuova iscrizione / Nuova certificazionePEI provvisorio entro giugno; PEI definitivo entro il 15 ottobre
Alunni già iscritti (stessa scuola)PEI definitivo entro giugno; aggiornamenti entro le prime due settimane di ottobre

È importante notare che, sebbene il decreto sia entrato in vigore il 1° ottobre 2026, il testo è attualmente all'esame del Parlamento per la conversione in legge (A.S. 2053, 7ª Commissione del Senato). Pertanto, i dettagli tecnici sulle "particolari condizioni" che permettono l'approvazione del PEI in assenza di componenti del GLO sono ancora in attesa di chiarimenti nei decreti attuativi. Per ora, la convocazione del GLO entro il 14 ottobre rimane un consiglio di prudenza e non un termine di legge perentorio.

Note tecniche e riferimenti normativi

La riforma si inserisce nel solco del D.Lgs. 66/2017 e della Legge 104/1992, cercando di superare le criticità evidenziate dal D.I. 182/2020. Il nuovo decreto mira a dare una risposta concreta alla necessità di stabilità didattica, pur mantenendo la flessibilità necessaria a rispondere alle evoluzioni cliniche degli studenti, in un equilibrio delicato tra diritto all'istruzione e risorse disponibili.

FAQs
Riforma del PEI: le novità del Decreto 170/2026 e l'impatto sulla progettazione inclusiva

Quali sono le nuove scadenze per l'approvazione del PEI secondo il D.L. 170/2026?+

Per gli alunni con nuova iscrizione o nuova certificazione, il PEI provvisorio deve essere pronto entro giugno, mentre quello definitivo deve essere approvato entro e non oltre il 15 ottobre. Per gli alunni già iscritti nella stessa scuola, il PEI definitivo deve essere approvato entro giugno, mentre aggiornamenti e correttivi devono essere completati entro le prime due settimane di ottobre.

Cosa succede se una componente del GLO non può partecipare alla convocazione?+

In base al comma 11-bis dell'articolo 15 della legge 104/1992, il GLO può approvare il PEI anche in assenza di una delle componenti regolarmente convocata se tale assenza impedisce il rispetto dei termini previsti. Questa deroga serve a garantire la tempestività del piano educativo senza che la mancanza di un partecipante blocchi il diritto dello studente.

Come cambia la gestione delle ore di sostegno con la nuova normativa?+

Il decreto introduce il passaggio da una semplice "proposta" alla "definizione" motivata del numero di ore di sostegno da parte del GLO. La priorità è data al mantenimento delle ore dell'anno precedente, a meno che non vi siano disponibilità organiche o necessità clinico-pedagogiche specifiche che richiedano una variazione.

Quali sono le principali novità pratiche per la continuità didattica?+

La riforma introduce il "fascicolo del docente", un documento che accompagna il docente specializzato per tutta la sua carriera per garantire stabilità nel percorso dello studente. Inoltre, si passa a una revisione "al bisogno" per gli alunni già iscritti, intervenendo solo in presenza di reali cambiamenti nelle condizioni cliniche o educative.

Fonti consultate

Redazione Orizzonte Insegnanti
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