La segretaria generale della Cisl Scuola, Ivana Barbacci, ha delineato una proposta di riforma strutturale che mira a scardinare il modello di "egalitarismo piatto" attualmente vigente nella professione docente. Il cuore della proposta risiede nella necessità di introdurre una differenziazione professionale concreta: chi assume responsabilità aggiuntive, sviluppa competenze specifiche o ricopre ruoli di coordinamento all'interno della comunità scolastica deve vedere il proprio impegno riconosciuto attraverso una remunerazione proporzionale.
L'obiettivo dichiarato dal sindacato è superare la logica del "docente-isola" per approdare a un modello di lavoro di squadra, definito come un team vincente, capace di rispondere alle sfide della scuola contemporanea. In questo scenario, la valorizzazione non deve derivare da incentivi episodici, ma da una crescita professionale strutturata che premi la responsabilità e le competenze diverse, come il miglioramento del PTOF o il coordinamento interdisciplinare, senza però scivolare in gerarchizzazioni che possano generare disparità percepite dalle famiglie.
Dalla formazione "volontaria" all'obbligo professionale retribuito
Uno dei pilastri della proposta di Ivana Barbacci riguarda la trasformazione della formazione continua. Attualmente percepita come un'attività di volontariato, la Cisl Scuola rivendica che essa debba essere inserita nel perimetro degli obblighi professionali e, di conseguenza, nel contratto collettivo come attività lavorativa retribuita.
La segretaria ha contestato l'attuale efficacia delle norme sulla "formazione incentivata", citando dati che evidenziano come, nonostante investimenti significativi, il numero di beneficiari rimanga estremamente ridotto rispetto al corpo docente nazionale. Questa transizione è considerata fondamentale per garantire che l'aggiornamento professionale non sia un peso extra per il docente, ma una componente strutturale del lavoro.
Parallelamente, la proposta mira a superare i modelli di incentivi considerati divisivi, come quelli introdotti dal Decreto Legge 36/2022, che la Cisl Scuola definisce una "gabbatura". L'intenzione è sostituire tali meccanismi con una valorizzazione basata sulla crescita concreta e sulla responsabilità assunta all'interno dell'istituto, rispondendo alla necessità di colmare la discontinuità tra passato e futuro della scuola italiana, segnata da fragilità relazionali e accelerazioni tecnologiche come l'intelligenza artificiale.
Il rinnovo del Contratto Scuola 2025-2027 e le priorità sindacali
Il terreno di scontro e di negoziazione per queste novità sarà il prossimo rinnovo del Contratto Scuola 2025-2027. Durante il Meeting di Rimini di agosto 2026, la Cisl Scuola ha confermato che la differenziazione professionale e la formazione retribuita sono priorità assolute. Il sindacato intende trasformare l'organizzazione del lavoro, passando da una logica di semplice "informazione" a una di vera contrattazione, specialmente per quanto riguarda il personale ATA.
Per il personale ATA, l'obiettivo è rendere definiti nel contratto non solo gli orari, ma anche le attività specifiche, superando l'attuale gestione esclusivamente datoriale. Altri temi cruciali che verranno portati in tavola includono:
- La trasparenza dei compensi del fondo d'istituto, con particolare attenzione al valore delle attività svolte;
- Il rafforzamento del diritto alla disconnessione, che pur essendo stato introdotto, deve ancora entrare pienamente nella pratica quotidiana;
- La contrattualizzazione delle condizioni di mobilità, per garantire maggiore stabilità e prevedibilità ai docenti;
- Un piano straordinario di assunzioni per coprire i circa 30.000 posti vacanti del personale ATA in un arco di 2-3 anni.
Cosa cambia concretamente per docenti e personale ATA
L'attuazione di queste proposte comporterebbe cambiamenti operativi significativi per chi lavora quotidianamente nelle scuole. Per i docenti, la principale novità risiede nella possibilità di accedere a compensi maggiori per ruoli di coordinamento o gestione di progetti specifici, che non sarebbero più gestiti esclusivamente dal dirigente ma dal collegio, a patto che siano definiti chiaramente nel contratto. Per la formazione, il cambiamento è radicale: la fine del "volontariato" significherebbe che l'aggiornamento professionale diventerebbe un'attività lavorativa pagata con risorse contrattualizzate.
Per il personale ATA, la riforma punta a una maggiore tutela della qualità della vita lavorativa attraverso la definizione contrattuale degli orari e delle mansioni. Per la scuola nel suo complesso, il passaggio verso modelli collaborativi e interdisciplinari dovrebbe tradursi in una riduzione del numero di alunni per classe e in una maggiore personalizzazione dell'insegnamento.
| Elemento di Riforma | Dettaglio Proposto dalla Cisl Scuola |
|---|---|
| Modello Professionale | Passaggio dall'egalitarismo piatto alla differenziazione basata su responsabilità e competenze. |
| Formazione | Trasformazione da attività volontaria a obbligo professionale retribuito nel contratto collettivo. |
| Personale ATA | Passaggio da "informazione" a "contrattazione" su orari e piani delle attività. |
| Incentivi | Superamento del DL36/2022 a favore di una valorizzazione strutturale e non divisiva. |
| Mobilità | Contrattualizzazione delle condizioni di domanda e ampliamento delle deroghe per il ricongiungimento. |
Nonostante l'ampiezza della proposta, restano alcuni punti ancora da definire nelle fasi negoziali successive. Non è ancora chiaro quale sarà la percentuale esatta di differenziazione salariale e non sono stati ancora stabiliti i meccanismi di selezione per i docenti che assumeranno i nuovi ruoli aggiuntivi (se tramite concorso, selezione collegiale o altri criteri). Inoltre, la disponibilità economica del Ministero per un fondo nazionale dedicato esclusivamente all'istruzione rimane, al momento, una proposta sindacale e non un dato di stanziamento certo.
Il prossimo appuntamento istituzionale rilevante è fissato per il 23 settembre 2026, quando la Cisl Scuola incontrerà l'ARAN per discutere la trasparenza dei compensi del fondo d'istituto, un passo fondamentale per rendere misurabile il valore delle attività extra-classe.
Pubblicato il: 27 agosto 2026
FAQs
Riforma della carriera scolastica: la Cisl Scuola propone la fine dell'egalitarismo e la retribuzione della formazione
La proposta mira a superare l'attuale modello di retribuzione uniforme premiando chi assume responsabilità extra, come il coordinamento di progetti, il miglioramento del PTOF o competenze specifiche. L'obiettivo è che chi fornisce un impegno maggiore rispetto alle sole ore in aula riceva un riconoscimento economico proporzionale e strutturato nel contratto.
La formazione non sarebbe più considerata un'attività volontaria, ma verrebbe inserita nel perimetro degli obblighi professionali retribuiti. Questo significa che l'aggiornamento dei docenti diventerebbe un lavoro pagato e non più un carico aggiuntivo non compensato.
Le trattative principali si concentrano sul rinnovo del Contratto Scuola 2025-2027, con un incontro chiave previsto per il 23 settembre 2026 con l'ARAN. In questa fase verranno discussi i dettagli sulla trasparenza dei compensi e le nuove clausole per la valorizzazione delle carriere.
La sindacato richiede un piano straordinario di assunzioni per coprire circa 30.000 posti vacanti in 2-3 anni e una revisione della base stipendiale, attualmente la più bassa della Pubblica Amministrazione. Inoltre, si punta a trasformare l'organizzazione del lavoro da semplice erogazione di informazioni a una vera contrattazione di orari e attività.