Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha ufficializzato una riforma strutturale dell'esame di Stato che entrerà in vigore per la sessione 2025-2026. Il nuovo assetto, definito dal Decreto Legislativo 127 del 2025, introduce cambiamenti profondi non solo nell'organizzazione pratica delle prove, ma anche nella gestione del personale docente coinvolto, con un impatto significativo sulle dinamiche di valutazione e sui costi per l'erario.
Le novità principali riguardano la riduzione del numero di membri delle commissioni e una nuova impostazione del colloquio orale, che mira a un approccio più orientato alla sintesi multidisciplinare e al percorso individuale dello studente. Tuttavia, il provvedimento è accompagnato da una scelta economica che ha suscitato forti critiche: i compensi per i docenti coinvolti rimarranno invariati rispetto ai valori fissati nel 2007, determinando un risparmio per lo Stato stimato tra i 27 e i 36 milioni di euro.
La nuova architettura delle commissioni e il nodo del risparmio erariale
Il cuore della riforma risiede nella riduzione delle commissioni, che passeranno da 7 a 5 componenti. Ogni commissione sarà ora composta da due commissari interni, due esterni e un presidente. Questa scelta operativa ha come obiettivo una semplificazione strutturale, ma comporta una drastica diminuzione del numero di docenti coinvolti nelle prove di Stato, che si stima passerà da circa 120.000 a 84.000 unità.
Dal punto di vista economico, tale contrazione del personale genera un risparmio per l'erario significativo. Secondo le analisi condotte, la cifra del risparmio oscillerebbe tra i 27 milioni di euro e i 36 milioni di euro, a seconda dei criteri di calcolo adottati. Nonostante la riduzione del personale, i compensi per i docenti non sono stati adeguati all'inflazione degli ultimi vent'anni, rimanendo bloccati ai valori del 2007. Ad esempio, il compenso per il presidente si attesta ancora su cifre vicine ai 1.249 euro, mentre per i membri interni gli importi restano fermi a circa 570 euro.
La critica sindacale, veicolata dalla FLC CGIL, evidenzia come tale scelta rappresenti un contenimento della spesa pubblica a scapito della valorizzazione professionale. Il sindacato denuncia una "svalutazione" del ruolo dei commissari, poiché il carico di lavoro per il singolo docente aumenta proporzionalmente alla diminuzione del numero di membri della commissione, senza un corrispondente adeguamento delle indennità.
Obbligatorietà delle prove e nuove modalità del colloquio orale
Un altro pilastro fondamentale del Decreto Legislativo 127 del 2025 riguarda l'obbligatorietà del superamento di tutte le prove per il conseguimento del diploma. La normativa chiarisce che l'assenza volontaria al colloquio orale impedirà la conclusione positiva dell'esame, una misura introdotta per rispondere alle contestazioni registrate negli anni precedenti da parte di alcuni studenti che tentavano di evitare la prova finale.
Il colloquio orale viene inoltre rimodulato per focalizzarsi su quattro discipline nazionali (anziché sei), le cui tematiche saranno comunicate dal Ministero già a gennaio. La prova non sarà più una semplice verifica di nozioni, ma partirà dall'analisi del curriculum dello studente, cercando di valorizzare il percorso individuale e la sintesi multidisciplinare. Per gli studenti con un voto di comportamento pari a 6, la normativa prevede inoltre l'obbligo di presentare un elaborato sulla cittadinanza attiva.
Il Ministro Valditara ha dichiarato che il risparmio economico derivante da queste misure verrà reinvestito nella formazione del personale. Tuttavia, la formazione stessa è oggetto di dibattito: dal 2027 sarà introdotto un percorso formativo online obbligatorio per i docenti commissari e presidenti, che diventerà un titolo preferenziale per le nomine future. Alcuni sindacati hanno definito questa modalità "offensiva", temendo che la formazione online possa non garantire la qualità necessaria per la valutazione professionale.
| Aspetto | Dettaglio Riforma 2026 |
|---|---|
| Composizione Commissione | Riduzione da 7 a 5 membri (2 interni, 2 esterni, 1 presidente) |
| Risparmio Stimato | Tra i 27 e i 36 milioni di euro |
| Compensi Docenti | Invariati rispetto ai valori del 2007 |
| Colloquio Orale | Obbligatorio, focalizzato su 4 discipline e sul curriculum |
| Formazione Docenti | Percorso online obbligatorio dal 2027 |
Cosa cambia in concreto per docenti e studenti
Per i docenti, la riforma comporta un aumento del carico di lavoro individuale: ogni commissario dovrà gestire una valutazione più intensa a fronte di una commissione più snella. È fondamentale monitorare le scadenze per la partecipazione ai percorsi formativi che, dal 2027, diventeranno condizioni necessarie per le nomine a presidente o commissario.
Per gli studenti, il cambiamento principale è l'impossibilità di "saltare" il colloquio orale. La preparazione dovrà essere più mirata alla sintesi del proprio percorso scolastico e alla capacità di collegare le quattro discipline nazionali scelte dal Ministero. Per le famiglie, è importante sottolineare che il diploma sarà subordinato al superamento di ogni singola prova, eliminando le zone grigie sulle assenze volontarie.
In sintesi, la sessione 2026 segnerà il passaggio a un modello di esame più "snello" dal punto di vista dei costi pubblici, ma potenzialmente più gravoso per i professionisti della scuola, i quali dovranno affrontare una responsabilità valutativa maggiore con risorse economiche non aggiornate da quasi due decenni.
La riforma entrerà ufficialmente in vigore per la sessione di esami di Stato 2025-2026.
FAQs
Riforma Maturità 2026: nuove regole per le commissioni e il colloquio orale tra tagli ai compensi e aumento del carico di lavoro
La riforma riduce il numero dei membri delle commissioni d'esame da 7 a 5 componenti, suddivisi in due interni, due esterni e un presidente. Inoltre, viene introdotta l'obbligatorietà del superamento di tutte le prove, eliminando la possibilità per gli studenti di non sostenere il colloquio orale per ottenere il diploma.
I compensi per i docenti rimangono invariati rispetto ai valori del 2007, senza adeguamenti all'inflazione nonostante l'aumento del carico di lavoro individuale. Questa scelta genera un risparmio per l'erario stimato tra i 27 e i 36 milioni di euro, derivante dalla riduzione del numero di unità coinvolte da circa 120.000 a 84.000.
Il colloquio si focalizza su 4 discipline nazionali (anziché 6) e parte dall'analisi del curriculum individuale dello studente. Per gli studenti con un voto di comportamento pari a 6, è inoltre richiesto un elaborato specifico sulla cittadinanza attiva.
Dal 2027 sarà introdotto un percorso formativo online obbligatorio per i docenti che ricoprono i ruoli di commissario o presidente. Il completamento di tale percorso diventerà un titolo preferenziale per le future nomine alle commissioni d'esame.