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Normativa Scolastica

Smartphone a scuola: il nuovo regime di divieto e le linee guida per la gestione dei dispositivi

Ragazza con cappello viola e occhiali che guarda il suo smartphone, sullo sfondo una lavagna con appunti scolastici, in riferimento al divieto smartphone a scuola.

Il Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) ha ufficializzato il divieto di utilizzo di smartphone, smartwatch e altri dispositivi digitali personali durante l'orario scolastico per gli studenti del primo e del secondo ciclo di istruzione. Questa decisione, che entra nel pieno regime di applicazione con l'anno scolastico 2025/2026, mira a contrastare gli effetti negativi sulla salute, sul benessere psicofisico e sul rendimento scolastico degli studenti, fenomeni documentati da diversi studi scientifici recenti.

L'intervento normativo non si limita a una semplice restrizione, ma si inserisce in un percorso di educazione alla cittadinanza digitale. Le scuole sono chiamate a recepire queste indicazioni attraverso l'approvazione di regolamenti interni specifici, che devono definire procedure chiare per la custodia dei dispositivi, la gestione delle deroghe per finalità didattiche o esigenze personali e l'applicazione di un sistema di sanzioni disciplinari graduate. L'obiettivo è garantire un ambiente di apprendimento protetto, riducendo le distrazioni e prevenendo fenomeni come il cyberbullismo.

Il percorso normativo e le basi scientifiche del divieto

La transizione verso il divieto totale è stata graduale. Il percorso è iniziato con la nota ministeriale n. 5274 dell'11 luglio 2024, che aveva introdotto le prime indicazioni per il primo ciclo di istruzione. Successivamente, la Circolare MIM del 16 giugno 2025 ha esteso il divieto anche agli studenti del secondo ciclo, rendendo la restrizione valida durante l'intera attività didattica e l'orario scolastico.

Questo cambio di passo è supportato da evidenze cliniche e pedagogiche: il Rapporto ISTISAN 23-253 evidenzia infatti un legame diretto tra la dipendenza dai social media e il peggioramento delle prestazioni scolastiche nella fascia d'età 14-17 anni. In linea con queste analisi, il Rapporto OMS 2024 ha segnalato incrementi significativi delle dipendenze comportamentali legate agli smartphone in Europa e Asia centrale, mentre lo Studio OCSE 2024 ("From decline to revival") ha analizzato gli impatti negativi delle tecnologie digitali sul capitale umano.

Per queste ragioni, la scuola non agisce solo come ente di vigilanza, ma integra il divieto nel Curricolo di Educazione Civica, promuovendo un utilizzo consapevole e responsabile delle tecnologie, in linea con le Leggi 71/2017 e 70/2024 sulla prevenzione del cyberbullismo.

Regolamenti interni e gestione operativa dei dispositivi

Ogni istituto scolastico ha l'autonomia di definire le modalità pratiche di applicazione del divieto, basandosi sul D.P.R. 275/1999 (Regolamento Autonomia). Molte scuole hanno già approvato regolamenti specifici per l'anno scolastico 2025/2026, che prevedono protocolli rigorosi per la gestione dei dispositivi personali, spesso definiti in ambito tecnico come BYOD (Bring Your Own Device). Questi regolamenti devono essere coerenti con il Piano Triennale dell'Offerta Formativa (PTOF) e devono garantire la tutela dei dati personali, nel rispetto del Regolamento UE 2016/679 (GDPR).

Un aspetto fondamentale riguarda la tracciabilità e la responsabilità civile. Le scuole sono incoraggiate ad adottare registri di presa in carico e riconsegna per i dispositivi che, pur essendo personali, vengono utilizzati per fini didattici. Chi firma la presa in carico — che si tratti di un docente o di un membro del personale ATA — diventa responsabile della conservazione del bene fino alla riconsegna. In caso di smarrimento, furto o danneggiamento, la responsabilità ricade sull'utente affidatario, mentre gli studenti e le loro famiglie sono chiamati a una corresponsabilità educativa e legale per eventuali usi impropri o manomissioni.

Cosa cambia concretamente per docenti, famiglie e studenti

L'attuazione pratica del divieto comporta cambiamenti immediati nella routine scolastica. Gli studenti sono tenuti a consegnare i dispositivi spenti alla prima ora di lezione e a riceverli solo alla fine dell'ultima ora o in occasione dei cambi d'aula. L'uso è ammesso esclusivamente in casi eccezionali, come per finalità didattiche specifiche indicate dal docente o per esigenze documentate (es. PEI, PDP o motivi di salute).

Per il personale scolastico, la normativa comporta un obbligo di vigilanza attiva. La mancata segnalazione di episodi contrari al regolamento può comportare responsabilità disciplinari per omissione. Le scuole devono inoltre predisporre entro l'inizio dell'anno scolastico la modulistica necessaria, che include:

  • Patto di corresponsabilità educativa aggiornato con le nuove norme sui dispositivi.
  • Moduli di autorizzazione per l'uso didattico dei dispositivi personali.
  • Verbali di presa in consegna e registri di utilizzo dei laboratori informatici.
  • Circolari informative rivolte alle famiglie per la prevenzione del cyberbullismo.

Le sanzioni per la violazione del divieto sono strutturate in modo graduato per permettere un approccio educativo prima che punitivo:

  1. Nota sul Registro Elettronico (R.E.) per la prima infrazione.
  2. Ammonizione formale e convocazione dei genitori per la reiterazione.
  3. Avvio del procedimento disciplinare, che può portare a una sospensione da 1 a 2 giorni.
Base Normativa Principale
Elemento Normativo / OperativoDettaglio e Scadenza
Circolare MIM del 16/06/2025 (estensione al secondo ciclo)
Pieno Regime di ApplicazioneAnno scolastico 2025/2026
Deroghe ConsentiteFinalità didattiche (su indicazione docente) o esigenze documentate (PEI/PDP)
Sanzioni DisciplinariGraduate: Nota R.E. $\rightarrow$ Ammonizione $\rightarrow$ Sospensione (1-2 giorni)

È importante sottolineare che, sebbene il divieto sia generale, la specifica E-policy (le regole di sicurezza e privacy) può variare significativamente da istituto a istituto. Questo include i protocolli specifici per i dispositivi non smartphone (come tablet o laptop) e le modalità di accesso alla rete Wi-Fi scolastica, che deve avvenire esclusivamente tramite account istituzionali, vietando l'uso di credenziali personali o anonime.

Per i dirigenti scolastici, la sfida principale risiede nella predisposizione tempestiva della modulistica e nella formazione del personale. La scuola deve garantire che ogni attività laboratoriale sia registrata correttamente, con l'indicazione del docente responsabile, della classe e degli orari di ingresso e uscita, per assicurare la piena tracciabilità e la tutela della responsabilità civile dell'istituto.

Note operative per le segreterie scolastiche

Le segreterie devono assicurarsi che i registri di concessione dei dispositivi siano conservati per non meno di 12 mesi, come previsto dai provvedimenti del Dirigente Scolastico. È fondamentale che ogni dispositivo affidato sia accompagnato da una firma di presa in carico che specifichi chiaramente le responsabilità dell'utente in merito alla conservazione e all'uso corretto.

In assenza di ulteriori specifiche nel dossier riguardo ai protocolli BYOD non smartphone, si specifica che tali regole rimangono di competenza esclusiva dell'autonomia scolastica e del regolamento interno di ogni singolo istituto.

FAQs
Smartphone a scuola: il nuovo regime di divieto e le linee guida per la gestione dei dispositivi

Quali sono le regole generali sull'uso degli smartphone nelle scuole per l'anno 2025/2026?+

Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha stabilito il divieto di utilizzo di smartphone, smartwatch e altri dispositivi digitali personali durante l'orario scolastico per il primo e il secondo ciclo di istruzione. Gli studenti devono consegnare i dispositivi spenti alla prima ora di lezione e riceverli solo al termine dell'attività didattica o durante i cambi d'aula.

In quali casi è possibile utilizzare i dispositivi digitali durante le lezioni?+

L'uso è consentito esclusivamente per finalità didattiche specifiche su indicazione del docente o per esigenze documentate, come previsto da PEI (Piano Educativo Individualizzato), PDP (Piano Didattico Personalizzato) o per motivi di salute certificati. In questi casi, la scuola può autorizzare l'uso del dispositivo secondo protocolli specifici definiti dal regolamento interno.

Quali sono le sanzioni previste in caso di violazione del divieto?+

Le sanzioni sono graduate e iniziano con una nota sul Registro Elettronico, seguite da un'ammonizione formale e la convocazione dei genitori. In caso di recidiva, la scuola può avviare un procedimento disciplinare che può portare alla sospensione dello studente da uno a due giorni.

Quali documenti e responsabilità devono gestire le scuole e le famiglie?+

Le scuole devono predisporre registri di presa in carico, verbali di consegna e moduli di autorizzazione per garantire la tracciabilità e la responsabilità civile. Le famiglie sono chiamate a una corresponsabilità educativa, collaborando alla prevenzione del cyberbullismo e al rispetto delle norme di cittadinanza digitale.

Fonti consultate

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