L'Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto ha ufficializzato le linee guida per l'attuazione di attività progettuali di carattere motorio e sportivo destinate all'ampliamento dell'offerta formativa per l'anno scolastico 2026/2027. L'iniziativa mira a potenziare il coinvolgimento degli studenti del primo e del secondo ciclo di istruzione attraverso percorsi strutturati che integrino il movimento fisico con gli obiettivi educativi e formativi della scuola.
Il progetto si inserisce in un quadro normativo e pedagogico in forte evoluzione, che vede la pratica sportiva non più come un'attività accessoria, ma come un pilastro fondamentale per lo sviluppo della corporeità e delle competenze trasversali. Attraverso la collaborazione con gli organismi sportivi del territorio, le istituzioni scolastiche veneziane potranno attivare sinergie concrete per promuovere stili di vita attivi e inclusivi, rispondendo alle esigenze di benessere duraturo degli alunni.
Le scuole del territorio veneziano sono chiamate a integrare queste proposte nel proprio Piano Triennale dell'Offerta Formativa (PTOF), utilizzando le risorse e le indicazioni fornite dalle autorità regionali e nazionali. L'obiettivo centrale è quello di trasformare la palestra e gli spazi motori in laboratori di cittadinanza, dove il gioco e lo sport diventano strumenti di mediazione sociale e di alfabetizzazione motoria.
Cosa dice la normativa regionale e nazionale in sintesi
Il quadro operativo è definito dalla convergenza di diverse linee guida regionali e nazionali. La Regione Veneto, attraverso la Legge Regionale n. 8 del 11 maggio 2015, riconosce il valore sociale e formativo della pratica motoria, stabilendo che il sostegno economico e organizzativo deve essere finalizzato alla promozione dello sport nelle scuole.
In particolare, la Deliberazione della Giunta Regionale n. 1185 del 30 settembre 2025 ha definito le aree tematiche per il sostegno economico delle iniziative motorio-sportive. Queste si articolano in:
- Area tematica 1: Competizioni sportive scolastiche e iniziative per la promozione dell'attività motoria inclusiva, rivolte alle scuole secondarie di I e II grado (statali e paritarie) e alle scuole di formazione professionale. Per queste attività è previsto un fondo di euro 80.000,00.
- Area tematica 2: "Province in movimento", dedicata allo sviluppo di progettualità che perseguano la tipicità di ciascun territorio, rivolta specificamente alle scuole primarie statali e paritarie, con un fondo di euro 70.000,00.
A livello nazionale, il contesto è influenzato dalle Nuove Indicazioni Nazionali per l’Educazione Fisica, che entreranno in vigore nell'anno scolastico 2026/27. Queste linee guida promuovono un passaggio dalla visione puramente performativa-atletica verso una concezione olistica, dove lo sport non è il fine ultimo ma un mezzo educativo per sviluppare competenze trasversali, inclusione e benessere.
Contesto e precedenti
L'attuale spinta verso l'attività motoria scolastica trova un precedente significativo nella normativa relativa ai "Nuovi Giochi della gioventù" (Legge 25 marzo 2025, n. 41). Tale normativa ha già tracciato la strada per l'organizzazione di attività strutturate per le scuole del primo e secondo ciclo, definendo criteri di partecipazione, discipline e aspetti organizzativi che mirano a coinvolgere i giovani in esperienze motorie significative.
Parallelamente, il progetto "Più sport @ Scuola" ha già operato in collaborazione con l'Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto, mettendo in contatto diretto i giovani con gli organismi sportivi del territorio. Questo modello di cooperazione tra scuola, federazioni e società sportive è quello che la Regione intende consolidare e ampliare con le nuove delibere, garantendo che l'avviamento allo sport sia strutturato e coerente con i bisogni formativi degli studenti.
Un altro elemento di contesto rilevante è il DM 183/2024, che disciplina l'insegnamento trasversale di Educazione Civica. Questo decreto sottolinea come la tutela dell'ambiente, l'educazione stradale e la salute siano nuclei concettuali fondamentali. L'attività motoria scolastica si inserisce perfettamente in questi traguardi, diventando uno spazio privilegiato per la valorizzazione delle diversità e la mediazione positiva dei rapporti interpersonali.
Cosa cambia per docenti, ATA e scuole
L'attuazione di queste linee guida comporta cambiamenti operativi precisi per i diversi soggetti coinvolti nel sistema scolastico veneziano. Per i Dirigenti Scolastici, la priorità è la programmazione e la richiesta di contributi. Devono individuare le aree tematiche di interesse e, laddove previsto, presentare le domande di ammissione tramite PEC entro le scadenze regionali.
Per il personale docente, in particolare per gli insegnanti di educazione fisica, il ruolo diventa centrale nella progettazione didattica. Le attività non devono essere semplici "esercizi", ma devono essere progettate e guidate per favorire l'alfabetizzazione motoria. Nello specifico:
- Gli insegnanti di educazione fisica e i diplomati ISEF o laureati in Scienze Motorie sono i referenti principali per attivare le sinergie con le federazioni e le società sportive.
- I docenti coordinatori di classe (figura derivante dalla delega del dirigente ai sensi dell'art. 5 del D.Lgs 297/1994) dovranno monitorare l'integrazione di queste attività nel percorso educativo complessivo degli alunni.
- È richiesta una capacità di coordinamento interdisciplinare per collegare il movimento fisico con i traguardi di competenza previsti dalle nuove Indicazioni Nazionali.
Per il personale ATA e le segreterie scolastiche, l'impatto riguarda la gestione documentale e logistica delle nuove attività. Sarà necessario gestire le richieste di partecipazione, la raccolta degli elementi di valutazione e il tracciamento delle ore nel registro elettronico, assicurando che la configurazione della piattaforma permetta il monitoraggio corretto delle attività svolte e dei relativi voti.
Le scuole, in generale, dovranno integrare queste iniziative nel proprio Piano Triennale dell'Offerta Formativa (PTOF). Questo significa che le attività motorie non devono essere isolate, ma devono essere coerenti con i bisogni formativi degli studenti e con i criteri di valutazione omogenei definiti a livello nazionale, garantendo la continuità verticale degli obiettivi di apprendimento.
In sintesi, la scuola veneziana si trasforma in un polo di aggregazione dove il movimento fisico diventa uno strumento di cittadinanza attiva. Gli istituti dovranno collaborare attivamente con gli enti locali e gli organismi sportivi per garantire che ogni studente, indipendentemente dalle competenze individuali di partenza, possa accedere a esperienze motorie inclusive e di qualità.
| Iniziativa / Area Tematica | Destinatari e Fondi Previsti |
|---|---|
| Area tematica 1 (Competizioni e Inclusività) | Scuole secondarie I e II grado, Formazione Professionale (Fondo: € 80.000,00) |
| Area tematica 2 (Province in movimento) | Scuole primarie statali e paritarie (Fondo: € 70.000,00) |
| Cinema Scuola LAB (A.1) | Scuole secondarie I e II grado (Contributo max: € 50.000) |
Le posizioni
Le istituzioni regionali e scolastiche concordano sul valore educativo della pratica sportiva, sottolineando come essa rappresenti un investimento sociale fondamentale. La Regione Veneto, attraverso le sue delibere, ribadisce la necessità di promuovere lo sport come strumento di inclusione, specialmente per le aree caratterizzate da disagio socio-economico o rischio di dispersione scolastica.
Dal punto di vista pedagogico, le nuove indicazioni nazionali riflettono una posizione consolidata che vede l'educazione fisica come una palestra di cittadinanza. L'enfasi non è più posta sulla prestazione atletica, ma sulla capacità dell'alunno di interiorizzare il senso del limite, il rispetto delle regole e l'etica del fair play. Questa visione è supportata dalla necessità di contrastare il gender gap nelle discipline STEM e nelle attività motorie, promuovendo un approccio che valorizzi le inclinazioni personali di ogni studente.