Situazione attuale del settore dei viaggi d’istruzione in Italia
Ogni anno, circa 5 milioni di studenti italiani partecipano a viaggi d’istruzione come scambi culturali, percorsi di alternanza scuola-lavoro, soggiorni linguistici e altre iniziative di formazione. Queste attività rappresentano un’importante fonte di crescita culturale e sociale, oltre a generare un indotto economico di circa 1,5 miliardi di euro. In aggiunta, contribuiscono con quasi 18 milioni di presenze turistiche sul territorio nazionale.
Le preoccupazioni delle associazioni di categoria
Le principali associazioni di settore, tra cui Aiav Cna, Aidit Federturismo Confindustria, Assoviaggi Confesercenti, Astoi Confindustria Viaggi, Fto Confcommercio e Maavi Conflavoro Pmi, hanno espresso forte preoccupazione riguardo alle future prospettive del comparto. Queste organizzazioni temono che le nuove regole e le incertezze normative possano trasformare un settore culturalmente e socialmente di alto valore in un ambiente molto difficile da gestire, creando ostacoli insormontabili per studenti e famiglie.
Questioni critiche legate agli appalti e alle tempistiche
Un problema chiave riguarda la cessazione della deroga dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) sugli appalti per i viaggi d’istruzione, prevista fino al 31 maggio 2025. Questa deroga aveva semplificato le procedure, ma il mancato inserimento di soluzioni alternative efficaci prima del 2026 rischia di compromettere la capacità organizzativa del settore.
Inoltre, la proposta di far degli Uffici scolastici regionali (USR) i soggetti qualificati per le gare di appalto e l’introduzione del nuovo bando Consip complicano ulteriormente la gestione delle procedure. La discrepanza tra tempi burocratici lunghi e le esigenze di un mercato turistico rapido, con tariffe variabili e disponibilità immediate, può portare a aumenti dei costi per le famiglie.
Controversie sul bando Consip e richieste di intervento
Le associazioni criticano il bando Consip per aver adottato logiche ritenute inadatte al turismo scolastico, più tipiche del business travel. In particolare, vengono contestati i criteri di “minimo utile aziendale” e “mark-up” sui servizi, considerati estranei alla natura delle offerte educative personalizzate. Queste problematiche potrebbero portare a distorsioni del mercato locale, esclusione delle agenzie specializzate e un aumento dei costi, riducendo le possibilità di esperienze formative all’estero per gli studenti.
Richieste di misure urgenti per la tutela dei viaggi scolastici
Per evitare che l’anno scolastico 2025/26 si svolga senza viaggi d’istruzione, le associazioni chiedono un intervento immediato dei Ministeri dell’Istruzione, del Turismo e dei Trasporti. L’obiettivo è definire al più presto una soluzione sostenibile che tenga conto delle caratteristiche specifiche del settore e che garantisca opportunità formative di qualità per tutti gli studenti coinvolti.
FAQs
Emergenza nei viaggi scolastici: l’incertezza normativa mette a rischio le esperienze educative di milioni di studenti
Domande frequenti sui rischi dei viaggi d’istruzione e le sfide normative
Ogni anno, circa 5 milioni di studenti partecipano a esperienze formative come scambi culturali, soggiorni linguistici e percorsi di alternanza. Tuttavia, l’incertezza normativa e le nuove regole rischiano di compromettere questa ricca tradizione, mettendo a rischio le opportunità di crescita e formazione.
Le associazioni temono che le nuove regole e l’incertezza normativa possano trasformare un settore culturale e sociale di valore in un ambiente difficile da gestire, creando ostacoli per studenti e famiglie e rischiando di ridurre le opportunità formative di qualità.
La cessazione della deroga dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) sugli appalti, prevista fino al 31 maggio 2025, rischia di rallentare le procedure e compromettere la capacità organizzativa del settore, con conseguenti ritardi e maggiori costi.
La proposta di affidare agli Uffici scolastici regionali le gare di appalto e l’introduzione del nuovo bando Consip rischiano di creare discrepanze tra tempi burocratici e esigenze di un mercato turistico rapido, aumentando i costi e riducendo l’efficienza delle procedure.
Le associazioni criticano il bando per aver adottato criteri tipici del business travel, come il “minimo utile aziendale” e lo “mark-up”, che sono considerati inappropriati per il turismo scolastico personalizzato, rischiando di aumentare i costi e di ridurre le offerte formative per gli studenti.
Un’interruzione dei viaggi d’istruzione potrebbe privare circa 5 milioni di studenti di esperienze formative uniche, limitando la loro crescita culturale e sociale, e riducendo le opportunità di apprendimento all’estero.
Le associazioni richiedono interventi immediati dei Ministeri competenti per definire regole chiare, assicurare procedure snelle e sostenibili, e preservare le opportunità formative di qualità per gli studenti.
Le autorità, tra cui Ministeri dell’Istruzione, del Turismo e dei Trasporti, devono collaborare per creare regole efficaci e condivise, evitando ritardi e ostacoli burocratici che mettono a rischio le esperienze educative dei giovani.
Le incertezze normative e le regole più rigide potrebbero ridurre le offerte disponibili, aumentare i costi per le famiglie e limitare le opportunità di partecipare a esperienze formative internazionali.
È fondamentale adottare interventi immediati da parte delle istituzioni per definire regole chiare, semplificare le procedure e garantire un accesso equilibrato e sostenibile ai viaggi d’istruzione nelle prossime année scolastica.