Mano tesa in segno di stop a simboleggiare la violenza e l'abuso sui minori, anche quelli invisibili e digitali

Violenza e abuso sui minori: l’allarme di Terragni sulle forme "invisibili" di maltrattamento e la nuova normativa digitale

8 min di lettura

Indice Contenuti

L'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza, guidata da Marina Terragni, ha recentemente lanciato un segnale d'allarme di estrema gravità riguardo al drastico aumento dei maltrattamenti sui minori in Italia. Secondo i dati più recenti, il fenomeno non si limita più alle sole violenze fisiche evidenti, ma si sta spostando verso forme "invisibili" e spesso sottovalutate, come la trascuratezza (neglect) e la violenza assistita. Questo scenario delittuoso, aggravato dall'ipertrazione digitale, dallo sfruttamento sessuale online e dalla sessualizzazione precoce spinta dal mercato, richiede un intervento normativo immediato e strutturato per proteggere l'integrità fisica e psicologica dei più piccoli.

Il quadro delineato dalla Garante evidenzia una crisi profonda che coinvolge non solo il tessuto sociale, ma anche la dinamica familiare interna. La violenza assistita, che riguarda il 34% dei casi, e il neglect, che colpisce il 37% delle vittime, sono strettamente legati alla dipendenza degli adulti dai dispositivi tecnologici, spesso utilizzati come strumenti di "baby sitting elettronico". Questa deriva comporta una mancanza di cura e di attenzione che, sebbene non sempre accompagnata da segni fisici immediati, produce danni devastanti sulle traiettorie di vita dei minori, aumentando il rischio che i bambini abusati possano, in futuro, diventare essi stessi adulti abusanti.

I dati della III Indagine Nazionale: un aumento del 58% dei maltrattamenti

La gravità della situazione è confermata dai numeri della III Indagine nazionale sul maltrattamento di bambini e adolescenti, condotta da Terre des Hommes e Cismai per conto dell'Autorità garante. Il documento, presentato nel giugno 2025, rivela un dato scioccante: i maltrattamenti sono aumentati del 58% nell'arco di soli cinque anni rispetto al 2018. In termini assoluti, risultano 113.892 minorenni vittime di maltrattamento in Italia, pari al 30,4% dei minori in carico ai servizi sociali.

L'indagine, che ha analizzato un bacino di oltre 2,7 milioni di minori in 326 comuni italiani, evidenzia come la genealogia del maltrattamento sia ancora oggi radicata nel nucleo familiare. In ben 87% dei casi, il responsabile della violenza appartiene alla cerchia familiare ristretta, un dato che sottolinea la necessità di rafforzare i sistemi di prevenzione e di segnalazione precoce. Oltre alla trascuratezza e alla violenza assistita, le altre forme rilevate includono la violenza psicologica (12%), il maltrattamento fisico (11%), le patologie delle cure (4%) e l'abuso sessuale (2%).

Parallelamente, i dati Istat confermano una vulnerabilità crescente nel mondo digitale: il 68,5% dei ragazzi tra gli 11 e i 19 anni ha subito episodi offensivi o di esclusione online. Questo ambiente virtuale diventa il terreno fertile per lo sfruttamento sessuale in rete, che, secondo i dati Childlight, colpisce oltre 300 milioni di vittime a livello globale ogni anno. La sessualizzazione precoce è alimentata anche da dinamiche di mercato, come la proliferazione di linee di intimo per bambine e il fenomeno delle baby influencer dedicate a routine di bellezza, che espongono i minori a contenuti inadeguati e a una sorveglianza costante da parte di algoritmi opachi.

Il Decreto Caivano e la risposta normativa dell'AGCOM

Per contrastare queste derive, il legislatore ha introdotto il cosiddetto Decreto Caivano (D.L. 123/2023, convertito con modificazioni dalla Legge 159/2023), che stabilisce il divieto di accesso ai minori di contenuti pornografici e introduce l'obbligo di age assurance (verifica dell'età). L'obiettivo è trasformare la tutela dei minori da una semplice raccomandazione etica a un obbligo tecnico e normativo per i gestori di siti web e piattaforme di video sharing.

In questo contesto, l'AGCOM ha assunto il compito di definire le modalità tecniche per l'accertamento della maggiore età, garantendo al contempo la protezione dei dati personali. La Delibera AGCOM n. 96/25/CONS dell'8 aprile 2025 ha fissato i requisiti per questi sistemi, basandosi sui principi di proporzionalità e doppio anonimato. Quest'ultimo requisito è fondamentale: il fornitore del servizio di verifica non deve conoscere per quale sito viene emessa la prova, e il gestore del sito non deve ricevere dati identificativi dell'utente, limitandosi a ricevere la conferma della maggiore età.

L'Autorità di regolazione ha già iniziato a monitorare l'adempimento di tali norme. La Delibera AGCOM n. 73/26/CONS del 18 marzo 2026 ha infatti avviato i primi procedimenti istruttori e le relative diffide per i siti che utilizzano solo controlli dichiarativi (come semplici clausole nei termini d'uso) anziché sistemi tecnici efficaci. Un esempio concreto è il caso del sito giochipremium.com, sanzionato per la mancata adozione di misure di verifica reali, rendendo l'accesso ai contenuti pornografici libero per chiunque, inclusi i minori.

Tipologia di MaltrattamentoPercentuale di IncidenzaDescrizione e Contesto
Neglect (Trascuratezza)37%Mancanza di cure, attenzione e supervisione, spesso legata alla dipendenza digitale degli adulti.
Violenza Assistita34%Presenza del minore in contesti di violenza o esposizione a dinamiche abusive.
Violenza Psicologica12%Danni emotivi, umiliazioni e pressioni psicologiche persistenti.
Maltrattamento Fisico11%Lesioni fisiche e violenze dirette sul corpo del minore.
Patologie delle Cure4%Negligenza o maltrattamento nell'erogazione di assistenza sanitaria.
Abuso Sessuale2%Violenze di natura sessuale, incluse quelle in ambito digitale.

Impatto operativo e scadenze per il settore digitale

Le nuove disposizioni introducono cambiamenti strutturali per i gestori di piattaforme e per la responsabilità dei genitori. Per le piattaforme di video sharing e i siti web che diffondono contenuti pornografici, l'obbligo di adottare sistemi di verifica dell'età basati su soggetti terzi indipendenti certificati è ora una condizione necessaria per operare legalmente in Italia. L'inosservanza di tali prescrizioni espone i gestori a pesanti sanzioni e al possibile blocco del servizio.

Per le famiglie, il messaggio è chiaro: la dipendenza tecnologica degli adulti non è più considerata un fatto privato, ma può configurarsi come una forma di neglect. È richiesta una maggiore consapevolezza sull'impatto dei dispositivi nelle relazioni quotidiane e una vigilanza attiva per prevenire l'esposizione precoce a contenuti sessualizzati o alla violenza online. Le istituzioni, dal canto loro, dovranno intensificare la vigilanza attraverso i poteri di monitoraggio dell'AGCOM, che potrà intervenire direttamente sui siti inadempienti.

Cosa cambia concretamente per i gestori di siti e piattaforme

I gestori di siti web e fornitori di piattaforme di condivisione video che diffondono contenuti pornografici in Italia devono attenersi a un cronoprogramma rigoroso per la conformità normativa:

  • Soggetti in Italia o extra-UE: devono completare l'adeguamento ai sistemi di age assurance entro il 12 novembre 2025.
  • Soggetti in altri Stati UE: la scadenza per l'adeguamento è fissata per il 1° febbraio 2026.
  • Requisiti Tecnici: i sistemi devono garantire il doppio anonimato, assicurando che il fornitore di verifica non sappia per quale servizio viene emessa la prova e che il sito non riceva dati identificativi sensibili dell'utente.
  • Monitoraggio AGCOM: l'Autorità effettuerà controlli periodici; i controlli puramente dichiarativi (come i semplici "clic" sui termini d'uso) non saranno più considerati validi e porteranno a diffide e procedimenti istruttori.

Per i docenti e gli operatori scolastici, il quadro evidenzia la necessità di una maggiore attenzione alla violenza assistita e alla trascuratezza, fenomeni che possono manifestarsi in classe attraverso isolamento, apatia o segni di stress psicologico. La scuola rimane un presidio fondamentale per intercettare questi segnali, collaborando con il tessuto sanitario e sociale per una segnalazione tempestiva delle vittime.

In prospettiva, è prevista una quarta indagine nazionale che integrerà un modulo sperimentale focalizzato specificamente su violenza, abuso e adescamento online, per affinare ulteriormente le politiche pubbliche di prevenzione. Sebbene l'efficacia statistica dei sistemi di doppio anonimato su larga scala non sia ancora misurabile, la direzione normativa è tracciata: la tutela dei minori deve prevalere sulla libertà di accesso ai contenuti digitali.

Per approfondimenti sulle modalità tecniche di verifica dell'età, è possibile consultare la pagina ufficiale dell'AGCOM sulla tutela dei minori o visionare la delibera sanzionatoria n. 73/26/CONS.

FAQs
Violenza e abuso sui minori: l’allarme di Terragni sulle forme "invisibili" di maltrattamento e la nuova normativa digitale

Quali sono le forme più diffuse di maltrattamento verso i minori in Italia?+

Secondo la III Indagine nazionale, le forme più frequenti sono la trascuratezza (neglect), che riguarda il 37% dei casi, e la violenza assistita, che coinvolge il 34% delle vittime. Queste forme "invisibili" sono spesso legate alla crisi familiare e alla dipendenza degli adulti dai dispositivi tecnologici, che può configurarsi come una forma di abbandono.

Cosa prevede il Decreto Caivano per la tutela dei minori online?+

Il Decreto Caivano (D.L. 123/2023) stabilisce il divieto di accesso ai contenuti pornografici per i minori e introduce l'obbligo di sistemi di verifica dell'età (age verification). Le piattaforme devono adottare soluzioni tecniche efficaci, basate su soggetti terzi indipendenti, per garantire la protezione dei dati e il "doppio anonimato".

Quali sono le scadenze per l'adeguamento delle piattaforme digitali?+

I gestori di siti web e piattaforme di video sharing stabiliti in Italia o in Paesi extra-UE devono adempiere alle norme entro il 12 novembre 2025. Per i gestori situati in altri Stati membri dell'Unione Europea, la scadenza per l'adeguamento tecnico è fissata per il 1° febbraio 2026.

Quali sono le conseguenze per i siti che non rispettano i controlli di età?+

L'AGCOM ha il potere di avviare procedimenti istruttori e emettere diffide per inadempimento, specialmente verso i siti che utilizzano solo controlli dichiarativi invece di sistemi tecnici certificati. In caso di mancato rispetto delle prescrizioni della delibera 96/25/CONS, le autorità possono procedere al blocco dei siti o delle piattaforme interessate.

Fonti consultate

Redazione Orizzonte Insegnanti
L'autore

La preparazione può includere ricerca web e strumenti di intelligenza artificiale. Applichiamo controlli automatici su fonti, coerenza e originalità; i casi dubbi vengono fermati per revisione prima della pubblicazione.

Leggi la politica editoriale
Condividi Articolo