Introduzione: un'onda di cambiamenti nel settore delle attività educative fuori aula
Le recenti linee guida del Ministero dell'Istruzione sulla gestione delle visite di istruzione stanno causando non poca preoccupazione tra dirigenti scolastici, insegnanti e famiglie. La nota del Capo Dipartimento Nando Minnella, riguardante le indicazioni operative per i viaggi nell'anno scolastico 2025/2026, ha introdotto restrizioni e procedure più complesse che rischiano di bloccare o rallentare le attività di educazione all'aperto e di scambio culturale.
Le novità sul fronte delle gare d’appalto e i loro impatti
Una delle principali novità riguarda la sospensione della deroga sui codici identificativi di gara (CIG), che permette alle scuole di gestire autonomamente le procedure di affidamento di servizi e viaggi. A partire da giugno 2025, le scuole non potranno più usare questa deroga, rendendo necessarie procedure più complesse e onerose anche per le attività più piccole.
Implicazioni pratiche per le attività di viaggio e scambi culturali
Con questa normativa, le scuole che devono organizzare attività di viaggio, stage o scambi culturali con un valore superiore ai 140.000 euro sono obbligate a rivolgersi a soggetti qualificati come:
- enti di area vasta (ad esempio province e comunità montane)
- centrali di acquisto di altre amministrazioni pubbliche
- soggetti esterni qualificati
Questo rappresenta una vera e propria complicazione, perché molte scuole, in particolare le secondarie di secondo grado, frazionano più attività durante l’anno scolastico, superando facilmente la soglia e rendendo necessario il ricorso a procedure lunghe e costose.
Le sfide operative e i costi aggiuntivi
Rivolgersi a enti di stazione appaltante qualificata comporta tempi di attesa elevati e costi significativi. Per esempio, affidare una gara di circa un milione di euro può comportare spese pari al 3% del valore totale, ossia circa 30.000 euro per ogni singola procedura. Se si pensa al numero di gare e di scuole coinvolte, questa situazione rischia di bloccare completamente l'organizzazione dei viaggi educativi.
Le misure adottate dal Ministero per fronteggiare questa crisi
Per cercare di alleviare le difficoltà, il Ministero ha avviato alcune iniziative strategiche, tra cui:
- Formazione dei funzionari pubblici: 161 funzionari sono stati selezionati e formati attraverso corsi presso la Scuola Nazionale dell’Amministrazione (SNA) per facilitare la gestione delle procedure di acquisto pubbliche.
- Implementazione di una piattaforma digitale: è prevista per il 2026, con l’obiettivo di semplificare le gare, anche se non sarà disponibile nel corrente anno scolastico.
Le alternative possibili e le conseguenze
In assenza di semplificazioni, le scuole potrebbero decidere di sospendere o ridimensionare le attività di visite di istruzione, con il rischio di perdere finanziamenti europei fondamentali provenienti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e da Erasmus+. Questa soluzione, seppur temporanea, si scontra con la necessità di offrire esperienze formative complete e arricchenti agli studenti.
Le criticità di un settore in crisi
La normativa attuale si inserisce in un panorama già segnato da molte difficoltà, tra cui:
- Aumento dei costi di viaggio e inflazione che pesa sulle famiglie e riduce le possibilità di partecipare a viaggi e scambi all’estero
- Difficoltà nel reperire accompagnatori tra gli insegnanti, spesso riluttanti a partecipare a viaggi prolungati per motivi di responsabilità e mancato riconoscimento economico
Questi fattori rischiano di limitare drasticamente le esperienze di crescita culturale, linguistica e sociale offerte dal sistema scolastico, generando disuguaglianze tra gli studenti.
Per risolvere questa impasse, potrebbe essere necessaria una semplificazione normativa e un incremento delle risorse pubbliche, oltre a un maggiore coinvolgimento del settore turistico e dei soggetti privati, per sostenere le attività di educazione all’estero e in loco.
FAQs
Come le nuove direttive ministeriali complicano le visite scolastiche e cosa si può fare
Le recenti linee guida hanno introdotto procedure più stringenti e restrizioni, come la sospensione della deroga sui codici identificativi di gara, rendendo più complicato e costoso organizzare le visite scolastiche. Di conseguenza, molte scuole si trovano a dover affrontare maggiori ostacoli burocratici, rallentando o addirittura bloccando queste attività educative.
La principale novità è la sospensione della deroga sui codici identificativi di gara (CIG), che obbliga le scuole a seguire procedure più complesse e costose, anche per attività di importo relativamente ridotto. Questa modifica comporta maggiori tempi di attesa e aumenti di spesa per gli organismi scolastici.
Le scuole che organizzano attività di viaggio o scambi culturali superiori a 140.000 euro devono rivolgersi a enti qualificati, come province o centrali di acquisto, complicando notevolmente il processo e rendendo più difficile realizzare queste iniziative. Questo può portare alla frammentazione di più attività o alla sospensione temporanea delle stesse.
Affidare una gara di circa un milione di euro può comportare spese di circa il 3% del valore, ossia circa 30.000 euro per ogni procedura. Questi costi rappresentano un ostacolo significativo, specialmente per le scuole con budget limitati, rischiando di bloccare interamente l’organizzazione delle visite educative.
Il Ministero ha avviato la formazione di 161 funzionari attraverso corsi presso la Scuola Nazionale dell’Amministrazione e ha previsto l’implementazione di una piattaforma digitale nel 2026 per semplificare le procedure di gara, anche se questa non sarà disponibile nell’attuale anno scolastico.
In assenza di semplificazioni, molte scuole potrebbero decidere di ridurre o sospendere le visite di istruzione, rischiando di perdere finanziamenti europei fondamentali come quelli del PNRR e di Erasmus+, con conseguenti ripercussioni negative sull’offerta formativa degli studenti.
Il settore affronta difficoltà come l’aumento dei costi di viaggio, l'inflazione, e la carenza di accompagnatori disponibili tra gli insegnanti, spesso riluttanti a partecipare a viaggi prolungati. Questi fattori limitano le opportunità di crescita culturale e sociale degli studenti, accentuando le disuguaglianze.
Una possibile soluzione consiste nella semplificazione normativa e nell'incremento delle risorse pubbliche, coinvolgendo anche il settore privato e il comparto turistico per sostenere le attività educative all’estero e in loco, facilitando le procedure e riducendo i costi.
Le scuole possono investire nella formazione dei loro dirigenti e insegnanti, collaborare con enti locali e privati, e promuovere approcci alternativi alle visite tradizionali, come attività in sede o virtuali, per continuare a offrire esperienze di qualità anche in presenza di restrizioni.