Aggiornamento del 5 ottobre 2026
Questa pagina indica come termine del PEI il 31 ottobre o la fine di ottobre, come prevedeva la regola in vigore fino al 30 settembre 2026. Dal 1° ottobre il decreto-legge 170/2026, in attesa di conversione, prevede che il PEI degli alunni nuovi iscritti o con una nuova certificazione sia redatto in via definitiva entro il 15 ottobre; per gli alunni già iscritti nella stessa scuola, aggiornamenti e correzioni vanno fatti entro le prime due settimane di ottobre. Date e casi particolari sono nella guida «PEI con l'IA: come crearlo, esempi, rischi e sanzioni».
Il percorso legislativo relativo alla valorizzazione del personale della ricerca e del comparto tecnico-amministrativo sta entrando in una fase decisiva presso il Senato della Repubblica. Secondo quanto comunicato dal sindacato Anief, le proposte emendative depositate presso la Commissione VII hanno ricevuto un riscontro positivo, venendo recepite integralmente dai componenti del collegio. Questo sviluppo rappresenta un momento di svolta nel dialogo avviato negli ultimi mesi per affrontare le criticità strutturali che affliggono il sistema pubblico della conoscenza.
Le istanze portate avanti dal Dipartimento Ricerca di Anief mirano a una revisione profonda degli ordinamenti professionali, con l'obiettivo di superare le frammentazioni attuali e garantire prospettive di carriera più chiare e stabili. Il capo dipartimento enti di ricerca, Roberto Papi, ha sottolineato come questo confronto rappresenti un risultato significativo, capace di porre le basi per una concreta attuazione degli obiettivi condivisi tra le parti sociali e le istituzioni. La sfida ora consiste nel garantire che queste proposte trovino pieno accoglimento durante l'iter di conversione del decreto in legge.
L'attenzione si concentra in particolare sulla necessità di superare il precariato e sulla valorizzazione economica del personale T/A, attraverso una ripartizione più equa delle risorse e una semplificazione dei controlli amministrativi. Il quadro normativo di riferimento, in particolare il Decreto Legge 170 del 30 settembre 2026, funge da pilastro per queste modifiche, ma le proposte sindacali mirano ad andare oltre la semplice gestione emergenziale, puntando a una riforma strutturale che coinvolga ricercatori, tecnologi e collaboratori scolastici.
Cosa dice il D.L. 170/2026 in sintesi
Il Decreto Legge 170 del 30 settembre 2026, entrato in vigore il 1° ottobre 2026, introduce misure urgenti e strutturali che impattano direttamente sulla gestione del personale e sulle risorse scolastiche e universitarie. Il testo è attualmente oggetto di conversione in legge con scadenza fissata per il 29 novembre 2026, termine entro il quale le Camere devono approvare il provvedimento.
In merito alla valorizzazione del personale tecnico-amministrativo universitario, l'art. 14, comma 3, introduce una modifica fondamentale alla disciplina dei 50 milioni di euro annui destinati a tale scopo. A partire dal 1° gennaio 2027, l'intero stanziamento sarà orientato all'integrazione del trattamento fondamentale del personale T/A, diversamente dal meccanismo precedente che prevedeva una ripartizione paritaria tra progetti specifici e trattamento fondamentale. Questa scelta mira a rendere strutturale il miglioramento economico per il comparto, eliminando la dipendenza da progetti temporanei.
Parallelamente, l'art. 7, comma 13, disciplina le misure assunzionali, prorogando dal 31 dicembre 2026 al 31 dicembre 2028 l'applicazione del complesso di misure previste dall'art. 3-ter del D.L. 44/2023. Queste disposizioni riguardano le assunzioni per giovani laureati e diplomati ITS Academy, imponendo alle amministrazioni l'obbligo di pianificare i relativi inserimenti nel trimestre precedente alla scadenza. L'art. 15, infine, conferma che il decreto entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione, garantendo la validità immediata delle norme non soggette a modifiche parlamentari.
Per quanto riguarda il settore scolastico, il decreto interviene significativamente sulla disciplina del Piano educativo individualizzato (PEI). L'articolo 1 modifica il D.Lgs. 66/2017 e la Legge 104/1992, introducendo nuovi termini per la redazione del PEI e definendo il numero di ore di sostegno da assegnare alla classe con adeguata motivazione. Una novità rilevante è il comma 11-bis dell'art. 15 della Legge 104/1992, che permette al Gruppo di Lavoro Operativo (GLO) di approvare il PEI anche in assenza di una componente regolarmente convocata, qualora tale assenza impedisca il rispetto dei termini.
Contesto e precedenti
Il percorso verso la riforma del personale della ricerca e della scuola è segnato da anni di negoziazioni e da una stratificazione normativa complessa. Prima dell'attuale decreto, il termine di riferimento per l'approvazione del PEI era fissato "di norma" entro il 31 ottobre, come previsto dal D.I. 182/2020. L'attuale intervento legislativo cerca di dare maggiore certezza giuridica, distinguendo chiaramente tra le scadenze per gli alunni già iscritti e quelli con nuove certificazioni.
Nel settore della ricerca, il dibattito è stato alimentato anche da documenti precedenti, come le proposte ANIEF depositate presso la 7ª Commissione del Senato sulla valorizzazione del personale tecnico-amministrativo. Tali documenti hanno già evidenziato la necessità di un ruolo a tempo indeterminato per i tecnologi universitari e la qualificazione del contratto di ricerca come subordinato. Questi precedenti sono fondamentali per comprendere la spinta sindacale verso la modifica dell'ordinamento professionale, volta a prevenire criticità derivanti dalla attuale classificazione del personale.
In ambito scolastico, il contesto è influenzato anche dal Fondo per il Miglioramento dell'Offerta Formativa (FMOF). L'intesa del settembre 2026 ha confermato uno stanziamento di 847,360.000 euro, che segue la logica degli accordi precedenti ma con aggiornamenti sugli importi per le diverse istituzioni contrattuali. Il nodo centrale rimane la valorizzazione del personale ATA, in particolare dei DSGA, la cui indennità di direzione è oggetto di un tavolo specifico per il recupero delle risorse derivanti dal dimensionamento della rete scolastica.
Cosa cambia per docenti, ATA e scuole
L'approvazione degli emendamenti proposti da Anief e l'attuazione del D.L. 170/2026 comporteranno trasformazioni operative significative per l'intero comparto educativo e della ricerca. Per il personale tecnico-amministrativo (T/A), la novità più rilevante riguarda la destinazione delle risorse: dal 2027, l'intero stanziamento dei 50 milioni sarà dedicato al trattamento fondamentale, garantendo una maggiore stabilità economica. Inoltre, la contrattazione nazionale potrà destinare il 50% delle risorse disponibili agli incrementi delle componenti fisse del salario accessorio, finalizzata alla valorizzazione specifica del personale T/A.
Per il personale della ricerca, le modifiche mirano a sciogliere i nodi che hanno rallentato l'ordinamento professionale. Nello specifico, si propone di superare la suddivisione dei ricercatori e dei tecnologi in tre aree professionali, semplificando la struttura di carriera. Per i tecnologi universitari, l'obiettivo è l'istituzione di un ruolo a tempo indeterminato con trattamento non inferiore a quello dei ricercatori, con una prima applicazione riservata al personale interno con almeno tre anni di attività tecnico-scientifica documentata.
Per le scuole e i dirigenti scolastici, cambiano le regole di gestione dell'inclusione e delle scadenze:
- Scadenze PEI: Per gli alunni con nuova iscrizione o nuova certificazione, il PEI definitivo deve essere approvato entro e non oltre il 15 ottobre. Per gli alunni già iscritti, il termine è giugno, con aggiornamenti entro le prime due settimane di ottobre.
- Continuità del sostegno: Nel passaggio di anno, la priorità sarà data al mantenimento delle ore di sostegno assegnate precedentemente, salvo aggiornamenti motivati.
- Semplificazione contrattuale: Verrà eliminato il doppio livello di verifica dei contratti integrativi degli enti pubblici di ricerca, riducendo i ritardi e i mancati rispetto delle scadenze contrattuali.
- Gestione GLO: I dirigenti potranno approvare il PEI anche in assenza di una componente, purché la convocazione sia stata regolare e la mancata presenza ostacoli il rispetto dei termini.
È fondamentale che le amministrazioni scolastiche e gli enti di ricerca pianifichino le assunzioni previste dal D.L. 170/2026 nel trimestre precedente alla scadenza del 31 dicembre 2028, per garantire la corretta copertura dei servizi.
Le posizioni
Le organizzazioni sindacali, tra cui Anief e Cisl Scuola, hanno espresso posizioni di forte sostegno alle proposte emendative, definendole un "importante e positivo sviluppo". Tuttavia, permangono delle criticità riguardo alla proposta dell'ARAN sull'ordinamento del personale T/A. Secondo Anief, il modello proposto dall'ARAN (articolato in quattro Aree per il T/A e tre per il supporto alla ricerca) rischia di determinare effetti peggiorativi e non tiene sufficientemente conto degli effetti sugli istituti contrattuali vigenti, come l'Indennità di Ente.
I sindacati concordano sulla necessità di una proposta unitaria che accompagni la revisione dell'ordinamento dei ricercatori e dei tecnologi, per evitare che la modifica del sistema di classificazione professionale generi criticità non previste. Sul fronte della precarietà, la Cisl Scuola ribadisce che la stabilizzazione del personale precario deve essere una priorità assoluta, richiedendo finanziamenti aggiuntivi e proroghe basate su comprovate esigenze di servizio, come lo svolgimento degli esami di stato o il recupero debiti.
| Evento / Scadenza | Dettaglio Normativo |
|---|---|
| Entrata in vigore D.L. 170/2026 | 1° ottobre 2026 |
| Termine conversione in legge | 29 novembre 2026 |
| PEI definitivo (nuove iscrizioni) | Entro il 15 ottobre |
| Proroga misure assunzionali | Fino al 31 dicembre 2028 |
| Nuova disciplina 50 mln T/A | Dal 1° gennaio 2027 |
FAQs
Anief, il Senato riceve proposte per la ricerca
Il termine costituzionale per la conversione del decreto in legge è fissato per il 29 novembre 2026. Entro questa data, le Camere devono approvare la legge di conversione, che entrerà in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Le proposte emendative prevedono la necessità di prorogare le disposizioni per il mantenimento in servizio e la stabilizzazione del personale precario a causa dell'insufficienza delle risorse attuali. È inoltre richiesta la previsione di finanziamenti aggiuntivi dedicati per garantire tale stabilizzazione.
La modifica proposta mira a superare la suddivisione dei ricercatori e dei tecnologi in tre aree professionali. Questa semplificazione è volta a sciogliere uno dei principali nodi che hanno rallentato l'evoluzione dell'ordinamento professionale nel settore della ricerca pubblica.
Le proposte prevedono di destinare il 50% delle risorse disponibili agli incrementi delle componenti fisse del salario accessorio tramite contrattazione nazionale. Dal 2027, l'intero stanziamento sarà orientato alle componenti del trattamento fondamentale diverse dallo stipendio.
Gli emendamenti mirano a eliminare il doppio livello di verifica dei contratti integrativi degli enti pubblici di ricerca. Tale semplificazione serve a prevenire ritardi, il mancato rispetto delle scadenze contrattuali e possibili interferenze sui contenuti degli accordi.