Il nuovo Sistema nazionale di valutazione dei risultati dei dirigenti scolastici, operativo dal ciclo 2024/2025, sta scatenando un acceso dibattito tra le istituzioni e le associazioni di categoria. L’Associazione Nazionale Dirigenti Scolastici (ANDIS) ha recentemente espresso forti perplessità, evidenziando come il modello attuale non riesca a recepire adeguatamente le condizioni di contesto e le specificità territoriali in cui operano le scuole. Secondo l'associazione, il sistema rischia di trasformarsi in un meccanismo puramente burocratico, privo della necessaria sensibilità verso la realtà professionale dei dirigenti.
Le critiche principali si concentrano sulla cosiddetta "deriva algoritmica" della piattaforma ministeriale, che sembra privilegiare la conformità formale rispetto alla reale progettazione educativa. I dirigenti segnalano come la struttura della piattaforma possa indurre a una "adattabilità forzata" dei documenti strategici, come il RAV, il PDM e il PTOF, per rispondere alle "gabbie" dei parametri inseriti nel sistema. Questo scenario solleva preoccupazioni sull'autonomia scolastica, pilastro fondamentale introdotto con la Legge n. 59 del 15 marzo 1997, che ha segnato il passaggio dalla figura del "preside" a quella del "dirigente" responsabile dei risultati del servizio.
Nonostante le critiche strutturali, i dati preliminari del ciclo 2025-26 mostrano un dato sorprendente: il 70-75% dei dirigenti scolastici ha ottenuto voti superiori a 80/100. Tuttavia, questa elevata percentuale di valutazioni eccellenti non si è ancora tradotta in benefici economici immediati. L'ANDIS denuncia continui ritardi nella quantificazione e nella liquidazione delle retribuzioni di risultato, creando un clima di incertezza gestionale e professionale che mina la funzione della valutazione come strumento di miglioramento continuo e crescita professionale.
Le criticità sistemiche: tra automatismi tecnici e mancanza di visione qualitativa
Il cuore del problema risiede nella gestione dei dati sulla piattaforma ministeriale. I dirigenti lamentano anomalie nell'acquisizione delle attestazioni OIV e storni automatici dei punteggi che avvengono senza alcuna verifica umana. Questa mancanza di supervisione umana è percepita come un limite tecnico che non permette di distinguere il risultato del singolo dirigente dalle variabili esterne, come il contesto socioeconomico, le risorse disponibili e le difficoltà del territorio. La valutazione, dunque, rischia di diventare una logica classificatoria anziché uno strumento di analisi qualitativa.
Tra le richieste specifiche avanzate dall'ANDIS per una riforma del sistema figurano diversi punti chiave per ripristinare l'equilibrio tra autonomia e responsabilità:
- Introduzione di un fattore umano e di una valutazione qualitativa che vada oltre il dato numerico.
- Allineamento degli obiettivi di valutazione al ciclo triennale del PTOF, per evitare che varino ogni anno per decreto ministeriale.
- Valorizzazione dell'impegno progettuale, come ad esempio i progetti Erasmus+, anche in assenza di finanziamenti diretti.
- Garantire la certezza dei tempi di erogazione delle retribuzioni di risultato, con un allineamento tra i tempi di valutazione e quelli di pagamento.
- Considerazione delle condizioni operative delle segreterie e della continuità di servizio degli addetti.
Il quadro normativo di riferimento è stato ridesegnato dalla Legge n. 106 del 29 luglio 2024, che ha modificato l'art. 25 del D.Lgs. 165/2001 per introdurre il nuovo sistema nazionale. Sebbene la normativa miri a definire criteri chiari, la prassi di applicazione sembra soffrire di una dicotomia tra la progettazione educativa e la necessità di soddisfare i requisiti della piattaforma, portando a un rischio di perdita di autonomia nella stesura dei documenti strategici.
Dati e cronologia del sistema di valutazione dei dirigenti
Per comprendere l'attuale situazione, è necessario analizzare l'evoluzione normativa che ha portato al sistema vigente. Il passaggio alla responsabilità sui risultati è stato un processo lungo, influenzato da diverse direttive che hanno cercato di bilanciare il potere decisionale del dirigente con la necessità di misurare l'efficacia del servizio pubblico scolastico.
| Data/Atto Normativo | Descrizione e Impatto |
|---|---|
| 15 marzo 1997 (Legge n. 59) | Avvio dell'autonomia delle istituzioni scolastiche e personalità giuridica. |
| 30 marzo 2001 (D.Lgs. 165/2001) | Definizione della figura del dirigente e responsabilità sui risultati. |
| 13 luglio 2015 (Legge n. 107) | Individuazione dei criteri generali di valutazione (Buona Scuola). |
| 18 agosto 2016 (Dir. Min. n. 36) | Avvio procedimento di valutazione basato su obiettivi e nuclei di valutazione. |
| 29 luglio 2024 (Legge n. 106) | Ridisegno del Sistema nazionale di valutazione dei risultati (applicabile dal 2024/2025). |
Cosa cambia concretamente per i dirigenti e la gestione scolastica
L'attuale scenario impone ai dirigenti scolastici una gestione della progettazione che deve essere estremamente attenta alla compatibilità con i parametri della piattaforma ministeriale. In concreto, ciò significa che la stesura del RAV e del PTOF potrebbe essere influenzata dalla necessità di non incorrere in penalizzazioni automatiche, rischiando di snaturare la visione educativa della scuola a favore di una conformità tecnica. L'assenza di feedback tempestivi e di certezza sui pagamenti rende inoltre difficile utilizzare la valutazione come uno strumento di miglioramento continuo, trasformandola in un adempimento burocratico da gestire con cautela.
Per il personale scolastico e le famiglie, l'impatto si riflette sulla qualità della progettazione scolastica: se i documenti strategici vengono "adattati" per soddisfare un algoritmo, la reale capacità della scuola di rispondere alle esigenze del territorio potrebbe risultare attenuata. La richiesta di diffusione dei dati aggregati a livello nazionale e regionale è dunque fondamentale per comprendere le dinamiche professionali e identificare le reali eccellenze, superando la logica della "pagella" individuale per approdare a una visione di sistema.
Al momento, non è ancora disponibile la quantificazione esatta delle retribuzioni di risultato per gli anni precedenti, né sono stati forniti i tempi certi per la loro liquidazione. La scuola attende una revisione del sistema che superi i controlli automatizzati senza supervisione, garantendo che la valutazione resti uno strumento di crescita e non una mera procedura di liquidazione algoritmica.
FAQs
Critiche ANDIS per piattaforma e ritardi premi nella valutazione dei presidi
L'associazione denuncia una "deriva algoritmica" in cui la piattaforma ministeriale impone parametri rigidi che rischiano di compromettere l'autonomia scolastica. I dirigenti lamentano che i documenti strategici come il RAV e il PTOF potrebbero essere forzati per adattarsi ai requisiti del software anziché riflettere la reale progettazione educativa del territorio.
Il dato elevato non riflette necessariamente un miglioramento della qualità educativa, ma evidenzia la difficoltà di misurare l'impegno progettuale in modo oggettivo. ANDIS richiede che la valutazione includa fattori come la continuità del servizio e la valorizzazione di progetti specifici, anche in assenza di finanziamenti immediati.
Nonostante le valutazioni siano state effettuate, si registrano gravi ritardi nella quantificazione e nella liquidazione delle retribuzioni per gli anni precedenti. Questa mancanza di certezza economica crea incertezza gestionale e professionale, rendendo difficile per i dirigenti utilizzare il sistema di valutazione come uno strumento di miglioramento continuo.
Le richieste principali includono l'introduzione di una valutazione qualitativa con fattore umano, l'allineamento degli obiettivi al ciclo triennale del PTOF e la certezza dei tempi di pagamento. Inoltre, si chiede una revisione dei controlli automatici sulla piattaforma per evitare storni di punteggio senza verifica umana e una maggiore trasparenza sui dati aggregati a livello nazionale.