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Normativa Scolastica

Decreto scuola 2026: la FLC CGIL presenta emendamenti

Decreto scuola 2026: la FLC CGIL presenta emendamenti (generato da IA)

Immagine generata con IA

Il percorso di conversione del decreto-legge 30 settembre 2026, n. 170, volto a disciplinare le misure urgenti per l'avvio dell'anno scolastico 2026/2027, ha visto un importante snodo parlamentare durante l'audizione tenutasi presso Palazzo Madama il 15 ottobre 2026. In questa sede, la Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL ha formalizzato una serie di proposte emendative volte a correggere l'impianto originario del provvedimento governativo, con l'obiettivo di tutelare le condizioni lavorative del personale scolastico e i diritti formativi degli studenti.

Le richieste della FLC CGIL si concentrano su nodi critici che interessano trasversalmente l'intero sistema scolastico, spaziando dalla gestione del precariato storico e del personale ATA, fino alla revisione degli organici e alla riforma degli istituti tecnici. L'organizzazione sindacale mira a trasformare il decreto in uno strumento di reale miglioramento strutturale, intervenendo non solo sulle urgenze immediate, ma anche sulla stabilità dei rapporti di lavoro e sulla valorizzazione della contrattazione collettiva.

Tra le principali istanze avanzate, spicca la richiesta di un nuovo regolamento per le supplenze che superi le attuali barriere burocratiche, insieme a proposte per la stabilizzazione dei posti di sostegno e la rimozione dei vincoli territoriali per i docenti vincitori di concorso. Questi emendamenti rappresentano il primo passaggio dell'esame parlamentare e segnano la volontà del sindacato di contrastare la precarietà e garantire una maggiore flessibilità operativa per le scuole, nel rispetto dell'autonomia scolastica.

Cosa dice il D.L. 170/2026 in sintesi

Il decreto-legge 170/2026, entrato in vigore il 1° ottobre 2026, introduce modifiche sostanziali al quadro normativo vigente, con particolare attenzione al sostegno didattico e all'organizzazione dei percorsi formativi. Il provvedimento interviene sul D.Lgs. 66/2017 per ridefinire le tempistiche e le modalità di redazione del Piano Educativo Individualizzato (PEI), distinguendo chiaramente tra nuovi iscritti e alunni già inseriti nel percorso di supporto.

In particolare, il decreto stabilisce che per gli studenti di nuova iscrizione o con nuova certificazione, il PEI deve essere redatto in via provvisoria entro giugno e in via definitiva entro e non oltre il 15 ottobre. Per gli alunni già inseriti nel percorso di supporto e iscritti presso la medesima scuola, il PEI definitivo deve essere approvato entro giugno, con la possibilità di apportare aggiornamenti, correttivi e integrazioni entro le prime due settimane di ottobre.

Un altro punto cardine del decreto riguarda l'introduzione di una norma di semplificazione per i Gruppi di Lavoro Operativo (GLO). Viene infatti aggiunto il comma 11-bis all'articolo 15 della legge 104/1992, il quale permette al GLO di approvare il PEI anche in assenza di una delle componenti previste, purché regolarmente convocata, qualora la mancata partecipazione impedisca il rispetto dei termini previsti per l'adozione. Questa misura mira a evitare blocchi amministrativi che potrebbero penalizzare il diritto allo studio degli alunni con disabilità.

Inoltre, il provvedimento interviene sugli istituti tecnici attraverso il recupero di ore nel curricolo nazionale, con l'obiettivo di accompagnare la conclusione delle misure PNRR. Le modifiche prevedono il recupero di 132 ore nel primo biennio, 66 nel secondo biennio e 99 nel quinto anno, oltre a interventi sulla denominazione dei percorsi formativi.

Per consultare il testo integrale del provvedimento, è possibile accedere al decreto pubblicato su Normattiva.

Contesto e precedenti

L'attuale iter legislativo si inserisce in un contesto di forte pressione sulle risorse del comparto Istruzione e Ricerca. Negli anni precedenti, il Fondo per il Miglioramento dell'Offerta Formativa (FMOF) ha subito una progressiva riduzione, portando le sigle sindacali a richiedere interventi strutturali per sostenere la progettualità scolastica. Nel 2026/2027, il fondo è rimasto sostanzialmente invariato, attestandosi a 847,36 milioni di euro lordo Stato, cifra che il sindacato ritiene insufficiente a coprire le necessità di valorizzazione del personale e dei servizi didattici.

Storicamente, la gestione delle supplenze per il personale ATA è stata regolata dal D.M. 13 dicembre 2000, n. 430, che prevede soglie e divieti di sostituzione derivanti dalle leggi di bilancio 2015 e 2018. Queste norme hanno spesso limitato la capacità dei dirigenti scolastici di garantire la continuità del servizio, specialmente per le sostituzioni brevi. Parallelamente, la mobilità dei docenti è stata spesso ostacolata da vincoli territoriali, come il limite della provincia di appartenenza, che la FLC CGIL ha ripetutamente chiesto di abrogare per favorire il ricongiungimento familiare e l'efficienza delle assegnazioni.

Il clima di tensione è stato ulteriormente alimentato dall'erosione del potere d'acquisto delle retribuzioni, aggravata dall'inflazione. A questo proposito, il 21 ottobre 2026, le sei principali organizzazioni sindacali (FLC CGIL, CISL Scuola, Uil Scuola RUA, SNALS Confsal, Gilda Unams e ANIEF) hanno inviato una richiesta unitaria ai ministri Valditara e Bernini, sollecitando finanziamenti straordinari per colmare il divario salariale con altre pubbliche amministrazioni e altri Paesi europei.

Cosa cambia per docenti, ATA e scuole

L'approvazione degli emendamenti della FLC CGIL porterebbe a una trasformazione significativa della gestione del personale e della didattica. Per i docenti, la modifica più rilevante riguarda la rimozione del limite provinciale per le assegnazioni provvisorie e le utilizzazioni dei vincitori di concorso. Questo permetterebbe ai neoassunti di richiedere la mobilità verso la provincia di residenza per motivi di ricongiungimento familiare o assistenza a persone con disabilità, indipendentemente dai vincoli territoriali attuali.

In merito al personale ATA, le proposte mirano a superare i limiti di turnover e a introdurre un nuovo regolamento che consenta la sostituzione degli assenti sin dal primo giorno di assenza. Attualmente, le soglie vigenti creano spesso lacune nel servizio. Il nuovo regolamento dovrebbe permettere ai dirigenti di attivare immediatamente una supplenza breve, migliorando la continuità didattica e amministrativa.

Per le scuole e i dirigenti scolastici, gli emendamenti prevedono:

  • Gestione del PEI: La possibilità di approvare il piano anche con componenti mancanti (se regolarmente convocati) semplifica le procedure amministrative e garantisce il rispetto delle scadenze.
  • Inclusione: L'eliminazione delle sanzioni per le famiglie di alunni in contesti migratori e la rimozione del tetto del 30% per gli alunni non italofoni permetterebbero una gestione più inclusiva e meno burocratica delle classi con maggiore complessità.
  • Istituti Tecnici: Il ripristino del monte ore nazionale e la modifica dei quadri orari servirebbero a recuperare le ore delle discipline del primo biennio, evitando accorpamenti di discipline distinte e salvaguardando gli organici.
  • Contrattazione: Il ritorno alla contrattazione nazionale per il compenso accessorio della formazione incentivata restituirebbe alle scuole e ai sindacati la gestione delle risorse destinate alla valorizzazione del personale.

È importante sottolineare che, mentre il D.L. 170/2026 è già in vigore, le proposte della FLC CGIL sono ancora in fase di esame parlamentare. Il termine per la conversione del decreto in legge è fissato per il 29 novembre 2026. Pertanto, le scuole devono monitorare l'iter del DDL S. 2053 per conoscere l'esito finale delle modifiche richieste.

Per il personale docente, l'impatto principale risiede nella potenziale semplificazione della mobilità. Se gli emendamenti della FLC CGIL venissero approvati, i docenti vincitori di concorso potrebbero finalmente richiedere l'assegnazione provvisoria in province diverse da quella di titolarità, superando il vincolo territoriale che oggi limita il ricongiungimento familiare. Questo richiederebbe una revisione delle procedure di gestione delle graduatorie da parte delle Direzioni Scolastiche e delle commissioni di gestione.

Per il personale ATA, la proposta di un nuovo regolamento mira a eliminare le soglie di assenza che impediscono la sostituzione immediata. In pratica, il dirigente scolastico potrebbe attivare una supplenza breve dal primo giorno di assenza, garantendo la continuità dei servizi amministrativi e di supporto. Questo comporterebbe una maggiore necessità di disponibilità di graduatorie aggiornate e una gestione più dinamica dei turni di lavoro.

Per le scuole, la modifica all'articolo 7 del D.Lgs. 66/2017 e l'inserimento del comma 11-bis nella legge 104/1992 offrono strumenti per gestire le urgenze del PEI. La possibilità di approvare il piano in assenza di una componente (se regolarmente convocata) riduce il rischio di ritardi burocratici che potrebbero compromettere l'inclusione degli alunni con disabilità. Inoltre, il recupero delle ore negli istituti tecnici e la revisione dei quadri orari permetteranno alle scuole di gestire meglio il monte ore nazionale, evitando sovrapposizioni e garantendo una didattica più equilibrata nel primo biennio.

In sintesi, il percorso legislativo attuale sta delineando un modello di scuola più flessibile dal punto di vista amministrativo e più inclusivo da quello didattico, con una forte spinta verso la stabilizzazione dei rapporti di lavoro e la valorizzazione della contrattazione collettiva come strumento di gestione delle risorse.

Le posizioni

Le reazioni alle proposte della FLC CGIL mostrano un quadro di convergenza su alcuni temi e divergenze su altri. La UIL Scuola RUA ha espresso favorevolezza verso il recupero delle ore negli istituti tecnici e l'accesso ai percorsi abilitanti, ma non ha manifestato un'adesione specifica alle richieste della FLC su supplenze ATA o sulla rimozione del vincolo provinciale. La CISL Scuola ha valutato positivamente la riduzione della quota di autonomia negli istituti tecnici e il reclutamento dei DSGA, pur criticando le misure sull'integrazione degli alunni stranieri e chiedendo una loro revisione.

La FGU-Gilda Unams ha mostrato preoccupazione per la possibile burocratizzazione del decreto e ha ribadito la necessità di tutelare la libertà d'insegnamento. Sebbene condivida l'obiettivo di un avvio regolare dell'anno scolastico, la Gilda ha chiesto l'eliminazione delle quote di curricolo locale e ha proposto di portare al 95% la quota di assunzioni dei docenti di religione entro due anni. L'ANIEF si è dimostrata convergente con la FLC CGIL sulla stabilizzazione dei posti di sostegno e sul superamento del precariato, pur proponendo un modello di reclutamento a doppio canale (50% concorsi, 50% GAE/GPS) che differisce dalle richieste specifiche della FLC.

In sintesi, mentre il fronte sindacale è unito nella richiesta di maggiori risorse e stabilità per il personale, le strategie operative per la gestione delle supplenze e la mobilità dei docenti rimangono oggetto di negoziazione tra le diverse sigle.

Elemento di Riferimento Dettaglio Normativo / Proposta
Scadenza Conversione D.L. 170/2026 29 novembre 2026
Termine PEI (Nuovi Iscritti) Entro e non oltre il 15 ottobre
Fondo FMOF 2026/2027 847,36 milioni di euro (lordo Stato)
Recupero ore Istituti Tecnici 132 ore (1° biennio), 66 ore (2° biennio), 99 ore (5° anno)

FAQs
Decreto scuola 2026: la FLC CGIL presenta emendamenti

Quali sono le tempistiche previste per la conversione del decreto-legge 30 settembre 2026, n. 170?+

Il decreto-legge deve essere convertito in legge entro il 29 novembre 2026. Attualmente il testo è in fase di esame presso la 7ª Commissione del Senato, ma può ancora subire modifiche prima della conversione definitiva.

Quali sono le posizioni degli altri sindacati sulle proposte della FLC CGIL?+

Le principali organizzazioni sindacali del comparto Istruzione e Ricerca (Gilda, Unams, CISL Scuola, Uil Scuola RUA, SNALS Confsal e ANIEF) hanno espresso una posizione unitaria. Insieme alla FLC CGIL, hanno inviato una lettera ai Ministri Bernini e Valditara per richiedere maggiori risorse e la tutela del potere d'acquisto dei lavoratori.

Come cambierebbe concretamente la gestione delle supplenze ATA con il nuovo regolamento richiesto?+

Le proposte della FLC CGIL prevedono l'introduzione di un nuovo regolamento che permetta la sostituzione degli assenti fin dal primo giorno. Inoltre, il sindacato chiede di superare la norma che prevede la conferma dei supplenti di sostegno basata esclusivamente sulla richiesta delle famiglie.

Quali sono gli effetti pratici della rimozione del limite della provincia per le assegnazioni provvisorie dei docenti vincitori di concorso?+

La rimozione del limite territoriale permetterebbe una maggiore flessibilità nella mobilità del personale docente. Nello specifico, i docenti vincitori di concorso potrebbero essere assegnati provvisoriamente e utilizzati in diverse realtà scolastiche senza il vincolo della provincia di appartenenza.

In che modo verrebbe riorganizzato il fondo per il miglioramento dell'offerta formativa rispetto alla gestione attuale?+

La proposta sindacale prevede di far confluire nel fondo le risorse attualmente destinate alla formazione incentivata dei docenti. Questo intervento mirerebbe a restituire la gestione di tali risorse alla contrattazione collettiva.

Fonti consultate

Redazione Orizzonte Insegnanti
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