Insegnante in piedi davanti alla lavagna con studenti seduti ai banchi, simbolo della formazione docenti e delle richieste sindacali per il riconoscimento economico

Formazione docenti e retribuzione: SNALS chiede il riconoscimento economico delle ore oltre le 40+40

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Pubblicato il: 24 settembre 2026

Il dibattito sulla formazione docenti sta assumendo una piega decisiva in vista del prossimo rinnovo contrattuale. Il sindacato SNALS-Confsal, sotto la guida della segretaria generale Elvira Serafini, ha sollevato una questione centrale per la dignità del lavoro scolastico: la richiesta che ogni attività formativa obbligatoria che ecceda il limite delle 40+40 ore previste dal CCNL vigente debba essere riconosciuta come prestazione lavorativa aggiuntiva e, di conseguenza, adeguatamente retribuita.

Secondo la linea sindacale, l'attuale sistema di compensazione, spesso basato su quote forfettarie, risulta non proporzionato all'effettivo carico di lavoro richiesto ai lavoratori della scuola. La proposta mira a garantire una disciplina contrattuale certa per il prossimo ciclo 2025-2027, contrastando l'idea che la formazione possa trasformarsi in un incremento non remunerato degli obblighi di servizio, specialmente quando le risorse del Fondo per il Miglioramento dell'Offerta Formativa (FMOF) risultano insufficienti a coprire i costi reali.

Il quadro normativo e la giurisprudenza sulla formazione obbligatoria

La battaglia di SNALS non nasce dal nulla, ma si innesta su una solida base giuridica e su precedenti giurisprudenziali significativi. Un punto di svolta fondamentale è stato rappresentato dalla Sentenza della Corte di Giustizia Europea del 28/10/2021, la quale ha sancito che la formazione obbligatoria costituisce una prestazione lavorativa e, pertanto, deve rientrare nell'orario di servizio del dipendente.

Questo principio ribalta la visione della formazione come "attività extra" o "volontaria", definendola invece come parte integrante del dovere professionale. In questo contesto, il sindacato richiama anche il D.Lgs. 66/2017, Articolo 13, che specifica come la formazione in servizio per i docenti che seguono alunni con disabilità debba essere una scelta delle istituzioni scolastiche e non un obbligo automatico.

Inoltre, la nota del MEF (Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato) del 07/04/2016 (prot. 32509) ha già introdotto controlli rigorosi sui contratti di attribuzione di ore eccedenti l'orario obbligatorio, sottolineando la necessità di una gestione trasparente degli spezzoni orario non concorrenti a cattedra.

Le criticità del sistema attuale e il ruolo del Fondo FMOF

Attualmente, le attività che superano il limite contrattuale delle 80 ore di impegni aggiuntivi obbligatori vengono spesso gestite tramite la contrattazione integrativa di istituto. Questo meccanismo presenta diverse criticità operative che il sindacato intende correggere:

  • Scarsità di risorse: La disponibilità di fondi nel FMOF è spesso limitata, portando a compensi che non riflettono il reale sforzo del docente.
  • Costi a carico del lavoratore: SNALS denuncia l'onere economico che ricade sui docenti per le abilitazioni e gli aggiornamenti, sostenendo che la formazione debba essere a costo zero per il lavoratore.
  • Mancanza di certezza: La discrezionalità della contrattazione locale può generare disparità di trattamento tra diverse istituzioni scolastiche.

La richiesta di Elvira Serafini è quindi quella di trasformare la formazione eccedente da "attività funzionale non retribuita" a prestazione lavorativa aggiuntiva con un riconoscimento economico definito e certo. Il sindacato sottolinea inoltre un requisito procedurale imprescindibile: nessuna attività formativa può essere imposta senza la preventiva deliberazione del Collegio dei docenti, nel pieno rispetto delle competenze degli organi collegiali.

Elemento di Analisi Dettaglio Normativo / Sindacale
Limite Contrattuale Massimo di 80 ore di impegni aggiuntivi obbligatori
Sentenza UE (28/10/2021) La formazione obbligatoria è assimilata alla prestazione lavorativa
Riferimento CCNL Articolo 36 (Disciplina attività funzionali e ore eccedenti)
Obiettivo SNALS Riconoscimento economico certo per le ore oltre le 40+40

Cosa cambia concretamente per i docenti e le scuole

Se le richieste di SNALS dovessero trovare applicazione nel prossimo rinnovo del CCNL 2025-2027, il sistema di gestione della formazione subirà una trasformazione strutturale. Per i docenti, ciò significherebbe che ogni corso di formazione obbligatorio che superi il monte ore contrattuale genererà un compenso proporzionale, eliminando la dipendenza dalla disponibilità variabile dei fondi locali o dalla discrezionalità della contrattazione integrativa.

Per i dirigenti scolastici e le segreterie, la novità principale risiede nel rigore procedurale: l'imposizione di attività formative dovrà essere sempre preceduta da una delibera del Collegio dei docenti. Questo garantisce che la formazione non venga utilizzata come strumento di "lavoro aggiuntivo mascherato", ma come percorso di crescita professionale correttamente inquadrato e retribuito. Al momento, tuttavia, l'importo esatto del compenso "certo e dignitoso" non è ancora definito e rimane un punto di forza negoziale da stabilire durante i tavoli di discussione.

In sintesi, il percorso tracciato dal sindacato mira a proteggere il lavoratore da un incremento non pagato degli obblighi di servizio, garantendo che la formazione sia un diritto e un dovere professionale correttamente riconosciuto dal sistema pubblico.

Prossimi passi e monitoraggio

Il prossimo appuntamento fondamentale sarà il tavolo negoziale per il rinnovo del CCNL 2025-2027, dove la modifica dell'articolo 36 sarà una delle priorità. Parallelamente, SNALS richiede al Ministero un intervento immediato per rendere note le determinazioni sulle attività preordinate ai corsi di formazione sull'inclusione, in linea con i pronunciamenti della Corte UE.

FAQs
Formazione docenti e retribuzione: SNALS chiede il riconoscimento economico delle ore oltre le 40+40

Perché il sindacato SNALS chiede il pagamento delle ore di formazione oltre le 40+40?+

Il sindacato contesta il sistema attuale di compensazione forfettaria, ritenuto spesso non proporzionato all'effettivo carico di lavoro richiesto ai docenti. La richiesta mira a trasformare la formazione obbligatoria eccedente il limite contrattuale in una prestazione lavorativa aggiuntiva con un riconoscimento economico certo e dignitoso.

Quali sono i riferimenti normativi e giurisprudenziali a supporto di questa richiesta?+

La richiesta si basa sulla sentenza della Corte di Giustizia UE del 28/10/2021, che stabilisce che la formazione obbligatoria è una prestazione lavorativa e rientra nell'orario di servizio. Viene inoltre richiamato l'articolo 36 del CCNL vigente e la necessità di una disciplina contrattuale chiara per il rinnovo 2025-2027.

Cosa accade attualmente alla formazione che supera il limite delle 80 ore?+

Attualmente queste attività sono spesso gestite tramite contrattazione integrativa di istituto con compensi derivanti dal Fondo per il Miglioramento dell'Offerta Formativa (FMOF). Tuttavia, la scarsità di risorse in tale fondo può portare a compensi non adeguati rispetto all'impegno richiesto dai docenti.

Quali sono i requisiti procedurali per l'imposizione di attività formative?+

Il sindacato SNALS ribadisce che nessuna attività formativa può essere imposta senza la preventiva deliberazione del Collegio dei docenti. È fondamentale che le competenze degli organi collegiali siano rispettate e che le determinazioni sulle attività preordinate siano rese note dal Ministero.

Fonti consultate

Redazione Orizzonte Insegnanti
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