Silvio Garattini, oncologo e fondatore dell’Istituto Mario Negri, lancia una critica alla scuola.
Garattini: “Non c’è educazione alla salute. Serve un’ora a settimana nelle scuole” diventa un invito concreto per la programmazione.
Già dalla revisione del PTOF, le scuole possono inserire 1 ora a settimana sull’educazione alla salute.
L’ora va progettata come percorso, non come evento.
L’obiettivo è aggiornare una didattica “50 anni fa” e formare competenze davvero spendibili, con figure preparate.
Un’ora a settimana di educazione alla salute: checklist per renderla concreta in classe
La proposta di Garattini non chiede solo “più informazioni”. Chiede continuità, metodi attivi e contenuti aggiornati.
Per l’educazione alla salute a scuola, la regola pratica è una: se l’ora non cambia routine e scelte, resta materiale da conferenza.
- Definisci l’obiettivo di ogni modulo: prevenzione, consapevolezza e richiesta di aiuto quando serve.
- Stabilisci la cadenza con un giorno ricorrente: la salute si impara con abitudini, non con interruzioni.
- Prepara le figure con ruoli chiari: docente referente in regia, esperti sanitari o formati come supporto.
- Modula i contenuti per età e contesto: nutrizione, movimento, sonno, dipendenze, salute mentale, sicurezza.
- Trasforma in attività con laboratori e compiti di realtà: etichette, simulazioni, mappe dei rischi, riflessioni guidate.
- Collega al curricolo senza tagliare la tradizione: usa la salute per dare senso a ciò che già si studia.
- Allinea famiglie e territorio con comunicazioni essenziali: obiettivi, calendario e modalità degli interventi.
Struttura utile dei 60 minuti (adattabile):
- Avvio breve con una domanda-sintesi: cosa succede nel corpo e nelle scelte quotidiane.
- Laboratorio pratico su un tema unico: attività guidata, non lezione frontale lunga.
- Messaggio chiave verificato con fonti affidabili: mito vs dato, rischio vs protezione.
- Compito di realtà immediato: osservazione, micro-azione settimanale o riflessione registrata.
Con 1 ora a settimana, usando circa 30–35 settimane di lezione, puoi arrivare a 30–35 ore annue. La qualità dipende dalla progettazione, non dal numero “secco”.
Esempi di temi (scegli in base all’età):
- Primaria: igiene e sonno, merende consapevoli, gioco sicuro, riconoscere emozioni e segnali del corpo.
- Medie: alimentazione e attività fisica, dipendenze digitali e comportamenti a rischio, relazioni e benessere.
- SuperiorI: salute mentale e prevenzione, prevenzione dipendenze, gestione stress, richiesta di supporto competente.
- Tutti: rischi e fake news su salute: come distinguere fonti affidabili e assumere decisioni informate.
Confini operativi: educazione alla salute, non terapia
Non è un ambulatorio: niente diagnosi o terapie. È educazione, prevenzione e competenze.
Le figure esterne supportano con contenuti corretti. Il docente mantiene continuità didattica e valutazione formativa.
Ogni attività va adattata al gruppo classe, con attenzione a privacy e comunicazioni sensibili.
Dal PTOF alle figure sanitarie: piano in 5 mosse per stabilizzare l’ora
Per trasformare la proposta in pratica, serve una regia unica: orario, responsabilità e valutazione devono essere scritti prima di partire.
Se l’ora resta “buona intenzione”, si frammenta tra imprevisti e sostituzioni. Con una cornice stabile, invece, diventa un’abitudine educativa.
- Delibera nel PTOF inserisci competenze, destinatari e criteri di valutazione dell’ora di educazione alla salute. Prevedi anche chi gestisce sostituzioni e recuperi, per non interrompere la continuità.
- Seleziona le figure e definisci ruoli: docente referente guida, esperti sanitari supportano con materiali affidabili. Richiedi una breve formazione o un briefing comune prima dell’avvio dei moduli.
- Progetta moduli per fasce di età: alterna prevenzione, alimentazione, movimento, salute mentale e dipendenze. Collega gli spunti alle discipline già presenti, così non si “taglia” la tradizione.
- Organizza spazi e strumenti: prepara aule e laboratori, gestisci privacy e consenso per eventuali interventi esterni. L’ATA può supportare materiali, turni e comunicazioni senza appesantire i docenti.
- Valuta con strumenti semplici: usa rubriche e compiti di realtà; così gli studenti capiscono il “perché” delle scelte. Chiudi con un aggiornamento del percorso, seguendo l’idea di Garattini sul futuro: sapere anche dove si va.
FAQs
Educazione alla salute in un’ora a settimana: applicare la proposta di Garattini con metodo
Garattini propone un’ora a settimana di educazione alla salute nelle scuole, inserita nel PTOF e progettata come percorso strutturato, non come evento isolato. L’obiettivo è aggiornare una didattica “50 anni fa” e formare competenze davvero spendibili, con figure preparate.
Una struttura utile di 60 minuti: avvio breve, laboratorio pratico su un tema unico, messaggio chiave verificato con fonti affidabili e compito di realtà immediato. L’ora è adattabile per età e contesto.
Figura chiave: docente referente in regia, supportato da esperti sanitari o formati. Le figure esterne forniscono contenuti affidabili; il docente mantiene continuità didattica e valutazione formativa. Ogni attività va adattata al gruppo classe, prestando attenzione a privacy e comunicazioni sensibili.
Una regia unica: orario, responsabilità e valutazione devono essere scritti prima di partire. In 5 mosse: Delibera nel PTOF; selezione delle figure; progettazione moduli per fasce d’età; organizzazione spazi e strumenti; valutazione con rubriche.