Bambina su skateboard aiutata da un bambino in giacca e cravatta, metafora di inclusione scolastica e supporto reciproco

Inclusione scolastica: la sfida della coesistenza tra tre sistemi di certificazione e il ruolo del GLO

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La transizione normativa italiana verso il nuovo modello di inclusione scolastica sta delineando un panorama complesso per docenti, famiglie e istituzioni. Attualmente, il sistema scolastico si trova a gestire una fase di coesistenza tra tre diversi regimi documentali, che possono generare confusione nei fascicoli degli studenti e nelle procedure di progettazione didattica. Questa frammentazione non è solo un problema burocratico, ma rappresenta una sfida operativa significativa per garantire l'uniformità dei diritti e delle risorse.

Nonostante la varietà dei documenti che possono essere presentati — dai vecchi modelli medici alle nuove certificazioni polifunzionali — il principio cardine rimane la centralità del Gruppo di Lavoro Operativo (GLO). Come sottolineato dall'avvocato Walter Miceli, la certificazione sanitaria deve essere intesa come un presupposto per avviare il percorso, e non come l'unico elemento dirimente per la progettazione del Piano Educativo Individualizzato (PEI). L'obiettivo è spostare il focus dalla "gravità" clinica ai bisogni educativi reali dello studente nel contesto di classe.

La frammentazione normativa: tre modelli in un unico sistema scolastico

La situazione attuale è il risultato di una sovrapposizione di tre normative che non si sono ancora completamente sostituite tra loro. La prima stagione è quella della Legge 104/1992, basata sul modello medico, che distingueva tra l'accertamento generale della condizione e quello specifico per l'inclusione scolastica. In questo contesto, la diagnosi funzionale e il profilo dinamico funzionale erano i documenti chiave per la progettazione scolastica.

La seconda fase è rappresentata dal Decreto Legislativo 66/2017, che ha introdotto il modello biopsicosociale. Questo paradigma sposta l'attenzione sulla relazione tra la persona e l'ambiente, introducendo documenti come il certificato medico diagnostico-funzionale e il profilo di funzionamento. Tuttavia, l'applicazione di questo modello non è stata uniforme: mentre in Lombardia si è registrato un passaggio rilevante nel giugno 2024, in Sicilia la sperimentazione non è mai partita concretamente a causa del subentro immediato della disciplina successiva.

La terza fase, e quella verso cui il Paese sta convergendo, è definita dal Decreto Legislativo 62/2024. Questa riforma introduce il concetto di condizione di disabilità (sostituendo il termine "handicap") e prevede un accertamento unico affidato all'INPS. Il documento di riferimento diventa il certificato polifunzionale, che dovrebbe semplificare la successione di certificazioni precedenti. Nelle 58 province coinvolte da questo decreto, il nuovo sistema mira a fornire una visione più integrata della condizione dello studente.

Il principio di non regressione e la tutela dei diritti acquisiti

Per le famiglie, è fondamentale comprendere che la transizione normativa non comporta una perdita di diritti. Vigile il principio di non regressione, le certificazioni scadute rimangono valide e i diritti già acquisiti sono tutelati. Pertanto, non è necessaria una ricertificazione automatica per gli studenti già inseriti nel sistema precedente. La transizione è pensata per non interrompere i percorsi educativi già avviati, garantendo continuità pedagogica.

Tuttavia, la scuola deve affrontare la sfida di gestire fascicoli eterogenei. In un unico territorio, è possibile trovare documenti prodotti in epoche diverse o secondo regimi differenti. Questa "frammentazione totale" richiede una capacità interpretativa elevata da parte dei dirigenti e dei docenti, che devono saper distinguere tra la classificazione sanitaria e la reale necessità di sostegno, evitando che la burocrazia prevalga sulla didattica.

Cosa cambia concretamente per la comunità scolastica

L'impatto operativo della riforma si riflette principalmente sulla responsabilità del GLO. La competenza del gruppo di lavoro sulla definizione delle risorse non può essere compressa da criteri rigidi basati esclusivamente sulla classificazione sanitaria. Il GLO deve rivendicare la propria autonomia pedagogica: le ore di sostegno devono essere determinate sulla base del progetto educativo e del contesto classe, indipendentemente dal grado di "gravità" indicato nel certificato medico.

Per i docenti, ciò significa che la certificazione non determina automaticamente il PEI. La progettazione deve continuare a fondarsi sui bisogni concreti dello studente. Per i dirigenti, la sfida è garantire che la valutazione di base e la definizione delle risorse non siano influenzate da automatismi che non tengano conto delle specificità del territorio e della classe. In sintesi, il certificato è la porta d'ingresso, ma il GLO è il "centro di diramazione" della progettazione.

Modello NormativoDocumenti ChiaveFocus Principale
Legge 104/1992Accertamento generale e specifico, Diagnosi FunzionaleModello Medico
D.Lgs. 66/2017Certificato diagnostico-funzionale, Profilo di funzionamentoModello Biopsicosociale
D.Lgs. 62/2024Certificato Polifunzionale (INPS)Condizione di Disabilità / Accertamento Unico
Guida operativa per docenti e dirigenti: come gestire la transizione

Per navigare correttamente in questa fase di coesistenza, è necessario seguire alcuni passaggi chiave:

  • Verifica del fascicolo: Identificare quale regime normativo ha prodotto la certificazione attuale per evitare errori di interpretazione dei requisiti.
  • Priorità ai bisogni: Utilizzare la certificazione come base informativa, ma dare priorità assoluta alla valutazione dei bisogni educativi reali durante la stesura del PEI.
  • Autonomia del GLO: Assicurarsi che la definizione delle ore di sostegno sia frutto di una valutazione pedagogica condivisa tra scuola e famiglia, e non di un automatismo basato sulla "gravità" clinica.
  • Monitoraggio scadenze: Tenere conto che la piena attuazione dei profili della riforma è prevista per il 2026, periodo in cui la fase di transizione più critica dovrebbe concludersi.

Attualmente, rimangono ancora alcuni punti in attesa di chiarimento normativo. Mancano ancora i decreti attuativi per definire i criteri precisi sulle fasce di intensità del sostegno e per stabilire il raccordo operativo tra accertamento sanitario e valutazione di base. Inoltre, non è ancora chiaro come la piattaforma digitale gestirà l'assegnazione delle ore in assenza di un automatismo rigido tra profilo di funzionamento e risorse. Fino a quando questi atti non saranno pubblicati, la discrezionalità del GLO rimane lo strumento principale per garantire il diritto all'istruzione.

Note critiche sulla transizione

L'efficacia reale del certificato polifunzionale nel fornire elementi operativi immediati ai docenti è ancora oggetto di valutazione sul campo. È fondamentale che la scuola non si limiti a una raccolta di documenti, ma mantenga una visione attiva e dinamica dell'inclusione, dove il progetto educativo sia il vero motore del percorso scolastico.

Attenzione: La mancanza di decreti attuativi definitivi rende la gestione delle risorse una responsabilità condivisa che richiede un dialogo costante tra istituzioni e famiglie per evitare lacune nel supporto agli studenti.

FAQs
Inclusione scolastica: la sfida della coesistenza tra tre sistemi di certificazione e il ruolo del GLO

Quali certificazioni sono attualmente valide per l'inclusione scolastica?+

Attualmente coesistono tre sistemi normativi: il modello medico della Legge 104/1992, il modello biopsicosociale del D.Lgs. 66/2017 e il nuovo sistema di accertamento unico dell'INPS introdotto dal D.Lgs. 62/2024. Questa frammentazione documentale caratterizza la fase di transizione che si protrarrà fino al 2026, rendendo i fascicoli scolastici eterogenei a seconda della data di emissione dei documenti.

Le famiglie devono ottenere nuove certificazioni con la riforma del D.Lgs. 62/2024?+

No, le certificazioni scadute restano valide e i diritti acquisiti sono tutelati dal principio di non regressione. Non è necessaria una ricertificazione automatica per gli studenti già inseriti nel sistema precedente, sebbene nelle province interessate dalla nuova disciplina si passi gradualmente al certificato polifunzionale INPS.

La certificazione sanitaria determina automaticamente le ore di sostegno?+

No, la certificazione sanitaria è un presupposto iniziale ma non l'elemento dirimente per la progettazione didattica. Il Gruppo di Lavoro Operativo (GLO) mantiene l'autonomia pedagogica per definire le risorse e le ore di sostegno sulla base dei bisogni educativi reali e del contesto classe, non sulla sola gravità clinica.

Quali sono le principali criticità attuali per le scuole e i docenti?+

La principale criticità è la mancanza di uniformità nei criteri di predisposizione del PEI a causa della sovrapposizione normativa. Inoltre, mancano ancora i decreti attuativi necessari per definire i criteri precisi sulle fasce di intensità del sostegno e il raccordo operativo tra accertamento sanitario e valutazione di base.

Fonti consultate

Redazione Orizzonte Insegnanti
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