La parola ERROR scritta con lettere blu su sfondo bianco, simboleggia i problemi di assenteismo scolastico e competenze in Italia secondo i dati PISA 2025.

Pisa 2025: l’Italia affronta la sfida dell’assenteismo scolastico e il paradosso delle competenze

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I risultati del rapporto internazionale PISA 2025, pubblicati ufficialmente dall’OCSE nell'8 settembre 2026, hanno delineato un quadro complesso e ambivalente per il sistema scolastico italiano. Se da un lato il Paese dimostra una notevole capacità di resistenza rispetto al deterioramento delle competenze osservato a livello globale, dall'altro emerge una criticità strutturale che riguarda la frequenza scolastica: il 63% degli studenti quindicenni italiani dichiara di aver saltato almeno un’intera giornata di scuola nelle due settimane precedenti la rilevazione.

Questo dato colloca l'Italia in una posizione di forte vulnerabilità, conferendole di fatto una "medaglia di bronzo" mondiale per l'alto tasso di assenteismo giornaliero, superata solo dalla Georgia (69%) e dall'Arabia Saudita (66%). Nonostante questa preoccupante deriva comportamentale, la fotografia nazionale presenta un paradosso pedagogico: gli studenti italiani hanno infatti mantenuto punteggi medi in lettura, matematica e scienze che superano la media OCSE in tutte e tre le discipline.

Mentre il sistema educativo internazionale sta registrando cali significativi — con una diminuzione di 22 punti in matematica e 28 in lettura tra il 2015 e il 2025 — l'Italia mostra una sostanziale tenuta, riuscendo a proteggere i livelli minimi di competenza nonostante le sfide demografiche e sociali. Tuttavia, come evidenziato dalle analisi del Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU), questa stabilità non deve essere scambiata per un miglioramento strutturale, ma va letta come una resistenza di un sistema che fatica a generare eccellenze e a contrastare le nuove forme di distrazione digitale.

Analisi dei dati PISA 2025: tra tenuta dei punteggi e crisi della frequenza

Il campione italiano, composto da 8.946 studenti di 285 scuole, rappresenta circa il 507.000 quindicenni, coprendo l'88% della popolazione di quella fascia d'età. Il confronto con la media OCSE rivela un divario abissale sull'assenteismo giornaliero: il 63% degli studenti italiani non si presenta a scuola, contro il solo 22% della media internazionale. Tale scostamento di 41 punti percentuali evidenzia una frattura profonda tra il modello educativo italiano e gli standard dei Paesi più performanti.

Al contrario, la puntualità mattutina italiana (44%) risulta inferiore alla media OCSE (50%), confermando una difficoltà cronica nel garantire la continuità didattica sin dalle prime ore della giornata. Sotto il profilo delle competenze, i dati mostrano una capacità perequativa del sistema nel portare la maggior parte degli studenti verso la soglia di base. In scienze, il 78% degli studenti italiani raggiunge il livello 2, superando il 74% della media OCSE. In matematica, la quota è del 69% contro il 65% OCSE, mentre in lettura si registra il 76% contro il 69% OCSE.

Tuttavia, il dato si inverte drasticamente quando si analizzano i "top performer": solo il 4% degli studenti italiani raggiunge i livelli più elevati in scienze (rispetto al 7% OCSE), il 7% in matematica (contro l'8% OCSE) e il 4% in lettura (rispetto al 6% OCSE). Questo indica che la scuola italiana, pur essendo efficace nel fornire competenze fondamentali, incontra difficoltà strutturali nel favorire il raggiungimento delle eccellenze e delle competenze avanzate necessarie per l'innovazione e la ricerca.

Il peso delle distrazioni digitali e l'impatto dell'Intelligenza Artificiale

Una delle novità più rilevanti del rapporto PISA 2025 riguarda la misurazione dell'uso degli strumenti digitali e dei chatbot di Intelligenza Artificiale (IA). In Italia, il 47% dei quindicenni dichiara di utilizzare l'IA almeno una volta a settimana per scopi di apprendimento, una percentuale quasi identica alla media OCSE (46%). Le modalità d'uso sono varie: il 39% la impiega per ricerche preliminari, il 36% per riassumere testi e il 30% per scrivere bozze di elaborati.

Sebbene il rapporto non stabilisca un nesso di causalità diretta, si osserva una correlazione statistica tra l'uso frequente di questi strumenti e risultati inferiori in scienze (circa 20 punti in meno rispetto a chi non li utilizza). Parallelamente, la distrazione digitale in classe rimane una sfida aperta per il corpo docente. Il 37% degli studenti italiani dichiara che i compagni sono frequentemente distratti dall'uso dei dispositivi durante le lezioni di scienze, un dato significativamente più alto rispetto al 28% della media OCSE.

IndicatoreItalia (PISA 2025)Media OCSE
Assenteismo Giornaliero63%22%
Assenze per singola lezione43%24%
Punteggio Lettura474461
Punteggio Matematica468463
Punteggio Scienze483482
Uso settimanale Chatbot IA47%46%
Distrazione digitale in classe37%28%

Impatto operativo e prospettive per la comunità scolastica

I dati del rapporto PISA 2025 non sono semplici statistiche, ma rappresentano una bussola per le politiche pubbliche e la gestione quotidiana delle scuole. Per le istituzioni scolastiche, la priorità deve spostarsi sulla riduzione dei divari territoriali, con particolare attenzione al Sud Italia e agli istituti professionali, dove la variabilità delle prestazioni è ancora fortemente influenzata dallo status socioeconomico.

Per il corpo docente, la sfida immediata risiede nel rafforzamento delle azioni educative contro la distrazione digitale e nell'integrazione della formazione sull'uso critico dell'IA generativa. Non si tratta solo di limitare l'accesso ai dispositivi, ma di trasformare il loro utilizzo in uno strumento di apprendimento consapevole, contrastando la tendenza degli studenti a delegare la produzione di contenuti a chatbot senza una reale elaborazione cognitiva.

Le famiglie sono chiamate a un monitoraggio più stretto della continuità didattica. L'alto tasso di assenteismo segnala un rischio concreto di dispersione scolastica che richiede un impegno sinergico tra scuola e casa per garantire che la frequenza scolastica non sia solo un obbligo amministrativo, ma il presupposto fondamentale per l'acquisizione di competenze.

Cosa cambia concretamente per i soggetti della scuola
  • Docenti: Necessità di integrare piani didattici che affrontino esplicitamente l'uso dell'IA e strategie per mitigare la distrazione digitale in aula.
  • Dirigenti Scolastici: Focus sulla creazione di percorsi per le eccellenze e sulla gestione dei divari territoriali attraverso piani di finanziamento mirati.
  • Segreterie: Monitoraggio più rigoroso delle assenze per identificare precocemente i casi di rischio di abbandono scolastico.
  • Famiglie: Maggiore attenzione alla regolarità della frequenza scolastica come fattore determinante per il successo formativo.

In conclusione, il rapporto PISA 2025 evidenzia un sistema scolastico italiano solido nella difesa delle competenze di base, ma che necessita di interventi straordinari per colmare il divario sull'assenteismo e per promuovere una qualità dell'apprendimento che porti gli studenti verso i livelli di eccellenza richiesti dalla società contemporanea. Gli esiti del rapporto guideranno la programmazione delle politiche pubbliche di medio e lungo periodo, con un focus specifico sul potenziamento delle competenze digitali e scientifiche.

Per approfondire i dati ufficiali, è possibile consultare il rapporto PISA 2025 Volume I dell'OCSE o le dichiarazioni del Ministero dell'Istruzione e del Merito sul sistema scolastico italiano.

Nota metodologica: I dati sull'assenteismo e sui ritardi sono basati sulle auto-dichiarazioni degli studenti e non su dati amministrativi certi; pertanto, non permettono di distinguere le cause specifiche delle assenze (es. motivi di salute, disagio sociale o abbandono).

FAQs
Pisa 2025: l’Italia affronta la sfida dell’assenteismo scolastico e il paradosso delle competenze

Qual è la situazione attuale dell'assenteismo scolastico in Italia secondo il rapporto PISA 2025?+

Il 63% degli studenti italiani di 15 anni dichiara di aver saltato almeno una giornata di scuola nelle due settimane precedenti il test, posizionando l'Italia al terzo posto mondiale per assenteismo giornaliero. Questo dato evidenzia un peggioramento costante rispetto al 2018, quando la percentuale era del 57%.

Nonostante l'alto tasso di assenze, quali sono i risultati degli studenti italiani nelle materie principali?+

L'Italia mostra una sostanziale tenuta superando la media OCSE in tutte e tre le discipline principali: lettura (474 punti), matematica (468 punti) e scienze (483 punti). Il livello di base viene raggiunto dal 78% degli studenti in scienze, dal 69% in matematica e dal 76% in lettura.

Quali sono le principali sfide digitali e pedagogiche emerse dal rapporto?+

Il 37% degli studenti dichiara frequenti distrazioni digitali in classe e il 47% utilizza chatbot di intelligenza artificiale ogni settimana per studiare. Per i docenti, ciò implica la necessità di integrare la formazione sull'uso critico dell'IA e di rafforzare le azioni educative contro la distrazione tecnologica.

Cosa prevedono le istituzioni per migliorare la qualità dell'apprendimento?+

Le politiche pubbliche si concentreranno sulla riduzione dei divari territoriali tra Nord e Sud e sulla creazione di percorsi per le eccellenze. Sono previsti piani di finanziamento dedicati agli istituti professionali e investimenti per colmare le disuguaglianze sociali nascoste dalla stabilità dei dati medi.

Fonti consultate

Redazione Orizzonte Insegnanti
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