Ricercatrice presenta i risultati di uno studio sulle competenze non cognitive e l'invecchiamento cognitivo, mostrando grafici e dati a due colleghe.

Sperimentazione nazionale sulle competenze non cognitive: autorizzate 443 proposte per 1.169 scuole

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Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha ufficializzato il percorso operativo per la sperimentazione nazionale triennale dedicata allo sviluppo delle competenze non cognitive e trasversali nel sistema scolastico italiano. Con la pubblicazione del decreto ministeriale 151/2026 del 24 luglio 2026, l'amministrazione ha confermato l'ammissibilità di 443 progetti che coinvolgeranno complessivamente 1.169 istituzioni scolastiche, distribuite su tutto il territorio nazionale.

L'iniziativa, che rappresenta il primo vero atto applicativo della Legge 22/2025, mira a integrare nei percorsi formativi non solo il sapere disciplinare, ma anche il "saper essere" e il "saper fare". L'obiettivo centrale è contrastare la dispersione scolastica e la povertà educativa attraverso un approccio pedagogico che valorizzi le soft skills come strumenti essenziali per il successo formativo e l'inserimento efficace nel mondo del lavoro.

Le scuole autorizzate avranno la facoltà di sviluppare attività didattiche dedicate per un periodo di tre anni, utilizzando le risorse del Programma nazionale “Scuola e competenze” 2021-2027. Il provvedimento sottolinea che l'iniziativa si inserisce nel quadro dell'autonomia scolastica e, in linea con le disposizioni dell'Art. 3 del DM 151/2026, non prevede nuovi oneri per la finanza pubblica, affidando alle istituzioni la responsabilità di integrare le proposte progettuali nei propri curricoli.

Il percorso normativo e la selezione delle candidature ammissibili

La genesi di questo progetto risale al 19 febbraio 2025, con la promulgazione della Legge n. 22, che ha tracciato la strada per l'introduzione delle competenze trasversali nei percorsi scolastici e nei centri per l'istruzione degli adulti. Successivamente, il decreto ministeriale n. 6 del 15 gennaio 2026 ha promosso la sperimentazione nazionale, aprendo la strada alla fase di selezione e valutazione delle proposte.

Il processo di selezione ha visto la partecipazione di 594 candidature totali, pervenute in risposta all'Avviso pubblico (prot. n. 537) del 30 marzo 2026. Una Commissione tecnica, istituita con il decreto dipartimentale n. 770 del 6 maggio 2026, ha analizzato ogni proposta applicando criteri rigorosi. Solo i progetti che hanno ottenuto un punteggio pari o superiore a 50/100 sono stati considerati ammissibili, portando alla selezione finale delle 443 proposte che oggi danno inizio al percorso triennale.

Le istituzioni coinvolte spaziano dalle scuole dell'infanzia ai centri per l'istruzione degli adulti, includendo sia il settore statale che quello paritario. Tra le competenze specifiche oggetto di monitoraggio e sviluppo figurano:

  • Autoconsapevolezza e gestione delle emozioni;
  • Capacità relazionali e collaborazione;
  • Responsabilità e resilienza;
  • Pensiero critico.

È fondamentale sottolineare che la sperimentazione non è un percorso isolato, ma un laboratorio per raccogliere evidenze e modelli organizzativi. Al termine del triennio, il Comitato tecnico-scientifico utilizzerà i dati raccolti per predisporre le linee guida metodologico-didattiche nazionali, che diventeranno il punto di riferimento per l'estensione sistematica di queste competenze in tutto il sistema scolastico.

Reazioni istituzionali e criticità del settore educativo

L'iniziativa ha generato un acceso dibattito tra gli organi di vigilanza e le rappresentanze sindacali. Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) ha espresso un parere favorevole il 18 dicembre 2025, lodando il protagonismo delle scuole nel definire i percorsi educativi. Tuttavia, il CSPI ha posto alcune condizioni operative necessarie per il corretto svolgimento della sperimentazione:

  • L'inserimento di riferimenti normativi specifici, come l'OM 3/2025 e lo Statuto degli studenti;
  • Maggiore dettaglio sulle modalità di valutazione delle proposte progettuali;
  • L'avvio tempestivo del Piano straordinario triennale di azioni formative per il personale docente, come previsto dall'Art. 3 della Legge 22/2025;
  • La possibilità per le scuole autorizzate di aggiornare e ripubblicare il PTOF per integrare formalmente la sperimentazione.

Di contro, la FLC CGIL ha manifestato una posizione critica, sollevando preoccupazioni sulla possibile misurabilità quantitativa di abilità che sono, per natura, qualitative. Il sindacato ha evidenziato il rischio di adottare prove strutturate analoghe alle prove INVALSI per valutare il "saper essere", definendolo un paradosso metodologico. Viene inoltre segnalata la mancanza di una revisione dei percorsi disciplinari paralleli e il timore che l'uso dei dati INVALSI come criterio di selezione possa portare a una forma di "etichettatura" degli studenti più fragili.

Fase / ElementoDettaglio Normativo e Operativo
Base NormativaLegge n. 22 del 19 febbraio 2025
Decreto di PromozioneDM n. 6 del 15 gennaio 2026
Decreto di AutorizzazioneDM n. 151 del 24 luglio 2026
Scuole Coinvolte1.169 istituzioni (Statali e Paritarie)
Criterio di AmmissionePunteggio ≥ 50/100 assegnato dalla Commissione Tecnica
Scadenza Accordo di Rete30 settembre 2026 (ore 23.59)

Impatto operativo e adempimenti per le scuole partecipanti

Per le istituzioni che hanno ottenuto l'autorizzazione, la sperimentazione comporta una serie di cambiamenti strutturali nella gestione del curricolo. Le scuole potranno integrare le attività dedicate alle competenze non cognitive utilizzando le risorse del Programma nazionale “Scuola e competenze” 2021-2027. Questo significa che i dirigenti dovranno coordinare l'integrazione delle proposte progettuali nelle attività didattiche quotidiane, garantendo che gli ambienti di apprendimento siano effettivamente evoluti e inclusivi.

Per il corpo docente, l'impatto è significativo: non si tratta solo di nuove attività, ma di un cambio di paradigma metodologico. Come richiesto dal CSPI, sarà necessario attivare un Piano straordinario triennale di azioni formative. Questo piano dovrà fornire ai docenti gli strumenti necessari per gestire le nuove metodologie, focalizzandosi sulla capacità di osservare e valutare processi complessi come la resilienza e la collaborazione, che non possono essere ridotti a semplici test standardizzati.

Un punto di estrema attenzione riguarda le reti di scuole. Per le istituzioni che hanno dichiarato l'impegno a costituirsi in rete, l'autorizzazione non è automatica ma subordinata a un adempimento formale. È obbligatorio trasmettere l'accordo di rete entro le ore 23.59 del 30 settembre 2026 tramite la PEC istituzionale dedicata. Il mancato invio di tale documento entro la scadenza perentoria comporterà la decadenza immediata dell'autorizzazione alla partecipazione alla sperimentazione.

Cosa cambia concretamente per docenti e dirigenti

In termini pratici, le scuole autorizzate devono procedere con l'aggiornamento del PTOF per riflettere le attività della sperimentazione. I dirigenti dovranno monitorare l'attuazione del piano triennale, mentre i docenti dovranno integrare le competenze trasversali nelle proprie unità di insegnamento. È importante notare che, sebbene le modalità operative dettagliate per la certificazione finale non siano ancora state pubblicate (essendo dipendenti dagli esiti della sperimentazione stessa), le scuole devono già predisporre modelli di osservazione continua per documentare il percorso degli studenti.

Per le famiglie, la sperimentazione si traduce in un percorso educativo più olistico, dove il successo formativo non sarà misurato esclusivamente sulle prestazioni disciplinari, ma anche sulla capacità degli alunni di gestire le emozioni e relazionarsi con i pari. Il sistema scolastico, attraverso questo triennio, cercherà di fornire una risposta concreta alla povertà educativa, fornendo strumenti che accompagnino lo studente oltre le mura della scuola.

Le istituzioni interessate possono consultare l'elenco completo delle scuole autorizzate nell'Allegato A del decreto ministeriale 151/2026. Per le scuole che operano in rete, è fondamentale verificare la corretta indicazione nella colonna specifica del decreto per assicurarsi di aver rispettato tutti i requisiti di validazione della candidatura.

Per approfondimenti normativi e per consultare il testo integrale del provvedimento, è possibile fare riferimento al registro dei decreti del Ministero dell'Istruzione e del Merito.

FAQs
Sperimentazione nazionale sulle competenze non cognitive: autorizzate 443 proposte per 1.169 scuole

Quali sono le competenze specifiche oggetto della sperimentazione nazionale?+

La sperimentazione si focalizza sullo sviluppo di abilità non cognitive e trasversali come l'autoconsapevolezza, la gestione delle emozioni, la capacità relazionale, la collaborazione, la responsabilità, la resilienza e il pensiero critico. L'obiettivo è integrare il "saper essere" e il "saper fare" nei percorsi scolastici per contrastare la dispersione e la povertà educativa.

Quali scuole possono partecipare e quali sono i criteri di ammissione?+

Possono partecipare scuole dell'infanzia, di primo e secondo ciclo, centri per l'istruzione degli adulti, scuole statali e paritarie. L'ammissione è stata concessa a 443 progetti che hanno ottenuto un punteggio pari o superiore a 50/100 da parte della Commissione tecnica.

Quali sono gli obblighi per le istituzioni scolastiche che operano in rete?+

Le scuole che hanno dichiarato l'impegno a costituirsi in rete devono inviare l'accordo di rete entro le 23.59 del 30 settembre 2026 tramite PEC. Il mancato rispetto di questa scadenza comporta la decadenza automatica dell'autorizzazione alla partecipazione.

Cosa cambia concretamente per i docenti e per il sistema scolastico?+

I docenti dovranno attivare un Piano straordinario triennale di azioni formative per gestire le nuove metodologie didattiche richieste. Al termine del triennio, il Comitato tecnico-scientifico pubblicherà linee guida nazionali basate sugli esiti della sperimentazione per definire gli standard metodologico-didattici.

Fonti consultate

Redazione Orizzonte Insegnanti
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